bonas isola dei famosi tette paola caruso

MARA & ALFONSO ACCAVALLATI NELLA STESSO BIRIGNAO, ZIA FIORDA E SCIMMIONA SVENTURA, MOSTRIFICATE DAI CARNEFICI DEL BISTURI, E POI L’ESPERTO DI MUMMIE, DESNUDOS, NAUFRAGHI, ZATTERRATI E ARRAPATI. UNA GIGANTESCA RIBOLLITA DI AVANZI E DI SCARTI, RAFFERMI E ANCHE UN PO’ DEFORMI, DI TUTTI I CIRCHI TV, ATTORUCOLI, TRONISTI E CANTANTI MAI NATI E GIÀ FALLITI, EX DIVE E BELLONE, RICICLATI NELLO STESSO COMMESTIBILE BORDELLO. L’ISOLA DEI FAMOSI

tette in liberta per la bonastette in liberta per la bonasgiancarlo dotto  e giorgia surinagiancarlo dotto e giorgia surina

Giancarlo Dotto (Rabdoman) per Dagospia

 

simona venturasimona ventura

Noi non possiamo dirlo perché siamo contemporanei, ma un giorno, tra quattro e cinque secoli, quando due bipedi androidi, giocando con gli altri brachiuri nella polvere di uranio di una spiaggia dell’Honduras, troveranno dentro una pozza di vomito umano una puntata dell’ “Isola dei Famosi”, uno dei due nipotini sbotterà incredulo alla visione (gli basteranno dieci minuti): “Ma possibile, nonno, che questi umani fossero così coglioni?”.

 

L’altro, il più sensibile, alla vista in sequenza dei due metri di gambe in bilico tra due tacchi a spillo e un gargarozzo amplificato e monotonale, Mara & Alfonso accavallati nella stesso birignao, Zia Fiorda e Scimmiona Sventura, mostrificate dai carnefici del bisturi, e poi l’esperto di mummie, desnudos, naufraghi, zatterrati e arrapati, si aggrapperà spaventato alle chele del nonno: “Nonno, ma possono anche arrivare da noi queste creature?”.

 

mara venier   mara venier

 Non sapendone un granché, Granchio Nonno, un po’ per rassicurare i nipotini ma soprattutto se stesso, si ricorderà di un polveroso oggetto dimenticato in una soffitta degli umani, “La storia della televisione” di Aldo Grasso e proverà a spiegare con parole sue povere.

 

simona venturasimona ventura

“Una volta, tante volte fa, la televisione era il focolare della casa. Distante e inodore come la luna. Poi hanno dimostrato che la luna si poteva calpestare e fu così che la mitica Raffaella Carrà si ritrovò un giorno a grufolare nella stessa cuccia con Emis Killa, uno che lei prima non avrebbe degnato neanche di uno sputo. Raffaella dovette ingoiare il rospo e, a furia d’ingoiare rospi, fece  brutto viso a cattivo gioco. Fu così anche per Mara e Loretta, per non parlare di Cesare Cadeo.

le protesi nel culo di graciale protesi nel culo di graciai maschi dell isola con pantalone bianco bagnato per mostrare il paccoi maschi dell isola con pantalone bianco bagnato per mostrare il pacco

 

Il focolare da guardare diventò una casa intera da spiare. Sconosciuti che trescavano e copulavano. La massa si spostò, come quella di Mosè, nella terra promessa, gli studi televisivi. Fu così che la casa diventò una stalla e la stalla un porcile. La televisione degli odori. Tutti avevano un odore, meno Raul Bova, che non aveva nemmeno quello. Bova con la tuta mimetica era la più improbabile parodia di Bradley Cooper, il cecchino, ma lui non sapeva di esserlo e soprattutto piaceva, mentre Raffaella immalinconiva al grido di “Muoia Raffaella con tutti i cicisbei”.

 

la nuova arrivatala nuova arrivata

Tutto diventò una gigantesca ribollita, con la scusa di essere molto social. Gli avanzi e gli scarti, raffermi e anche un po’ deformi, di tutti i circhi televisivi, attorucoli, tronisti e cantanti mai nati e già falliti, ex dive e bellone, finivano riciclati nello stesso commestibile bordello. L’Isola dei Famosi, appunto.

 

In questa e altre babilonie si tuffò come una topa nella grana la Santa Barbara che, a furia di lucidare e sgranare gli occhi, dimenticò il confine tra se stessa e la finzione, ma la cosa non la disperò più di tanto. Una specie di voluttà suicida pervase la televisione al tramonto. In queste maleodoranti rovine, dove la plastica della dive in disuso bruciava nello stesso falò di palestrati pollastri, gay conclamati e rapper più vanitosi di Claudio Villa, in questo brancaleonico viaggio della disperazione scambiata per speranza, qua e là ben remunerato, alla testa ma soprattutto alla coda delle masse si affermò Maria, la Gelida Domatrice che, con la scusa della Sottrazione, accumulò una sua privatissima Isola del Tesoro, tenendo al guinzaglio migliaia di belve disposte ad ammazzare Andy Warhol per un quarto d’ora di celebrità.

 

alessia marcuzzialessia marcuzzialessia marcuzzi  alessia marcuzzi

In questa sudata caciara di massa, un’apocalisse più pornografica che demografica, dove il tanfo è quello che dice grazie ai fiori, cimiteriale, s’infiltrarono furbastri e furbastre, predoni e paraculi. Smilzi, Piacioni, Selvagge e Ciccioni. Avevano capito che in quella fine del mondo dalle mutande bacate e bucate si poteva saccheggiare a piacimento e, allo stesso tempo, ingrassare il conto in banca. Bastava spararla grossa, sempre più grossa, simulare un minimo di farabutto cinismo per prendere il centro della scena. Prima di loro, l’avevano capito i politici. E avevano tutti la faccia di Maurizio Gasparri….”.  

simona ventura isolasimona ventura isola

 

bonasbonas

Nonno Granchio non la finiva più, ma i due bastardelli se ne infischiavano. Ipnotizzati, se ne stavano ora a fissare il loro Pupazzone preferito, il grandioso Tony Soprano alias James Gandolfini, che se ne stava solo, seduto e non ancora deceduto a bordo letto della sua camera d’albergo, a fissare il vuoto, un gangster dalla malinconia infinita e il presagio della morte.  

 

 

 

Ultimi Dagoreport

daniela santanche giorgia meloni giorgio mottola

COME MAI LA FU “GIORGIA DEI DUE MONDI” HA DECISO LA “DESANTANCHEIZZAZIONE” DEL GOVERNO SOLO ADESSO, PUR AVENDO AVUTO A DISPOSIZIONE PIÙ DI TRE ANNI DI CASINI GIUDIZIARI PER METTERLA ALLA PORTA? - NON È CHE ALL’INDOMANI DELLA DISFATTA, MAGARI LEGGENDO UN POST SU FACEBOOK DI “REPORT” (‘’I SOLDI DELLA SOCIETA’ INDAGATA PER MAFIA A DANIELA SANTANCHE’ E LE OMBRE SUI “SALVATORI” DI VISIBILIA’’), LA PREMIER E IL SUO ENTOURAGE DI PALAZZO CHIGI HANNO SENTITO ODOR DI BRUCIATO E PRESO LA PALLA AL BALZO PER BUTTARE FUORI L’INSOSTENIBILE MINISTRO DEL TURISMO? GIÀ IL GIORNO DELLA SCONFITTA, IL RICHELIEU DI PALAZZO CHIGI, FAZZOLARI AVEVA MESSO IN CONTO LA POSSIBILE REAZIONE DI UNA MAGISTRATURA RINGALLUZZITA DALLA VITTORIA, PREANNUNCIANDO CHE “L’AZIONE (DELLE TOGHE) POTREBBE DIVENTARE PIÙ INVASIVA" - E OGGI, LA PROCURA DI ROMA HA RICICCIATO IL CASO SOGEI CON PERQUISIZIONI AL MINISTERO DELLA DIFESA E IN UNA SERIE DI SOCIETÀ PUBBLICHE TRA CUI TERNA, RETE FERROVIARIA ITALIANA, POLO STRATEGICO NAZIONALE...

netanyahu bin salman donald trump ghalibaf iran xi jinping

DAGOREPORT – TRUMP HA DETTO UNA MEZZA VERITÀ NEL SOLITO MARE DI STRONZATE: UN NEGOZIATO CON L’IRAN C’È ED È BEN AVVIATO. IL GUAIO È CHE DOVEVA RIMANERE SEGRETO, COME SEMPRE QUANDO CI SONO TRATTATIVE COSÌ DELICATE – IL RUOLO DEL MEDIATORE SPETTA AL PAKISTAN, POTENZA NUCLEARE IN OTTIMI RAPPORTI CON L’ARABIA SAUDITA DI BIN SALMAN (CHE VUOLE ANNIENTARE IL REGIME IRANIANO) – IL TYCOON È PRONTO A SPEDIRE IL VICE JD VANCE: SAREBBE UN MESSAGGIO ALLA BASE CONTRARIA ALLA GUERRA (VANCE È UN’ISOLAZIONISTA) – NETANYAHU HA ABBASSATO LE PENNE DOPO CHE I MISSILI BALISTICI DEGLI AYATOLLAH HANNO BUCATO L’IRON DOME E SONO ARRIVATI A UN PASSO DALL’IMPIANTO NUCLEARE DI DIMONA, SU INDICAZIONE DELL’INTELLIGENCE CINESE …

putin trump orban zelensky droni ucraina

DAGOREPORT – IL MONDO È CONCENTRATO SULLE BOMBE DI TRUMP E NETANYAHU IN IRAN E SI È DIMENTICATO DEI POVERI UCRAINI: IERI PUTIN HA LANCIATO MILLE DRONI SU TUTTO IL PAESE, GLI USA CONTINUANO CON IL LORO PRESSING SU KIEV PER LA RESA E IL PRESTITO DA 90 MILIARDI DALL'UNIONE EUROPEA È BLOCCATO PER IL VETO DI ORBAN (IL 12 APRILE SI VOTA A BUDAPEST E FINO A QUEL GIORNO NON SE NE PARLA) – ZELENSKY SI SBATTE COME UN MOULINEX PER FAR CAPIRE AL TYCOON CHE IL FRONTE È UNICO (RUSSIA E IRAN SONO ALLEATI) MA QUELLO NON CI SENTE – L’ESERCITO UCRAINO IN QUATTRO ANNI DI GUERRA È DIVENTATO UNO DEI PIÙ AVANZATI AL MONDO: È L’UNICO CHE SA COME ABBATTERE I DRONI IRANIANI, E STA ADDESTRANDO I PAESI DEL GOLFO...

giorgia meloni tajani nordio salvini delmastro bartolozzi conte schlein santanche la russa

DAGOREPORT - LA CADUTA DEI MELONI NEL VOTO (A PERDERE) - DOPO UNA SCONFITTA, PER UN LEADER SI APRONO DUE STRADE: O SI DIMETTE O RAFFORZA LA SUA LEADERSHIP - MELONI HA SCELTO DI RESTARE INCOLLATA ALLA POLTRONA DI PALAZZO CHIGI, MA ANZICHÉ GUARDARSI ALLO SPECCHIO E AMMETTERE L’ARROGANTE BULIMIA DI POTERE DOMESTICO E IL VASSALLAGGIO ESTERO-TRUMPIANO, HA DECISO DI FAR PIAZZA PULITA DEGLI INDAGATI BARTOLOZZI, DELMASTRO, SANTANCHE’ - E METTENDO AL MURO LA PANTERATA MINISTRA DEL TURISMO, IL BERSAGLIO NON PUÒ ESCLUDERE IL VOLTO MEFISTOFELICO DEL CO-FONDATORE DI FRATELLI D’ITALIA, NONCHE' BOSS DELLA PRIMA REGIONE ITALIANA PER PIL, IL SICULO-LOMBARDO LA RUSSA (CHI SCEGLIERÀ NEL ’27 IL CANDIDATO A SINDACO DI MILANO, ‘GNAZIO O GIORGIA?) - AL TEMPO STESSO, IL VOTO DI LUNEDÌ FA RIALZARE LA CRESTA AI DUE GALLETTI DEL “CAMPOLARGO”, SCHLEIN E CONTE, CHE S’ILLUDONO CHE I “NO” INCASSATI AL REFERENDUM SI POSSANO TRASFERIRE IN BLOCCO SUL CENTROSINISTRA - MA IL DRAMMA È UN ALTRO: 'STA ELLY CON ESKIMO È IN POSSESSO DELLE CAPACITÀ DI FARE LA PREMIER? E COME VIENE PERCEPITA DALL’OPINIONE PUBBLICA UNA CHE GRIDA SLOGAN CICLOSTILATI NEGLI ANNI ’70 INVECE DI PROPORRE L’IDEA DI UN “PAESE NORMALE”?

piperno stefanelli sala

DAGOREPORT: L’IRAN E LE ANIME BELLE DELLA SINISTRA - UN TEMPO C’ERANO I GRANDI MAÎTRE À PENSER FILOARABI E PRO RIVOLUZIONE ISLAMICA. CINQUANT’ANNI DOPO ABBIAMO LE VARIE ALESSIA PIPERNO, CECILIA SALA, BARBARA STEFANELLI CHE CI INONDANO SU “CORRIERE” E “FOGLIO” DI ARTICOLI, LIBRI, POST E PODCAST SULLE RIVOLUZIONARIE RAGAZZE IRANIANE OPPRESSE DAL VELO E DAL REGIME, PRONTE ALLA RIVOLUZIONE…  SCOPPIA LA GUERRA E IN PIAZZA, A TEHERAN, CI SONO SOLO DONNE VELATE CHE INNEGGIANO AI GUARDIANI DELLA RIVOLUZIONE, BRUCIANO BANDIERE USA E DI ISRAELE E INNEGGIANO AI MARTIRI DELL’ISLAM - MA LE RAGAZZE IRANIANE DOVE SONO?