MENTANA RISPONDE AL DAGOLETTORE - “HO OSPITATO SANDRO RUOTOLO AL MIO TG SABATO, PRIMA DELLE SUE RIVELAZIONI VIA TWITTER SUL SOSPETTATO DI BRINDISI (FATTE LUNEDì)” - RUOTOLO HA TWITTATO LA FOTO DELLA CASA E IL NOME DEL “MOSTRO”, POI COMPLETAMENTE SCAGIONATO - PROSEGUE MENTANA: “E POI, QUASI TUTTE LE NOTIZIE ADDEBITATE A RUOTOLO ERANO STATE ANTICIPATE DA ALTRI SITI DI INFORMAZIONE CHE ADESSO “FANNO I VAGHI”, LASCIANDO IL COLLEGA DI SERVIZIO PUBBLICO A PRENDERSI SOLITARIO GLI SCHIAFFI. MA SITI VOLANT, TWITTER MANENT…

1- HO OSPITATO RUOTOLO NEL TG PRIMA DELLE SUE RIVELAZIONI TWITTER
Riceviamo e pubblichiamo da Enrico Mentana

Caro Dago, leggo tesi un po' ardite sulla vicenda Brindisi-Ruotolo. Voglio solo ricordare al signor Baco (ehm) che per quanto mi riguarda ho ospitato Sandro Ruotolo nel tg di sabato scorso, ben due sere prima delle sue contestate rivelazioni su Twitter. La sua ricostruzione quindi risulta quantomeno acrobatica. E già che ci siamo: quasi tutte le notizie che adesso vengono addebitate a Ruotolo erano state anticipate nello stesso pomeriggio di lunedì da altri siti di informazione che adesso "fanno i vaghi" lasciando il collega di Servizio Pubblico a prendersi solitario gli schiaffi. Ma siti volant, twitter manent...


2- LA LETTERA CUI FA RIFERIMENTO ENRICO MENTANA, PUBBLICATA NELLA RUBRICA DELLA POSTA
http://www.dagospia.com/rubrica-1/varie/montezemolo-dice-che-in-italia-c-necessit-di-una-nuova-classe-dirigente-quindi-lui-39339.htm

Caro Dago,
alla prima sinergia Mentana/Ruotolo, La7 pesta una cacca gigante. L'inviato di Santoro twitta e posta nome e foto dell'abitazione del presunto attentatore di Brindisi, mettendolo a rischio linciaggio. Mentana lo riprende, sposa la stessa tesi nel suo Tg. Lo invita la sera per parlarne in uno specialone. Un disastro.

Nei corridoi di La7 ci si comincia a domandare: come l'avrà presa Gianni Stella, lui che è così attento alle querele e al controllo del prodotto sulla sua Rete? E Mentana, ha voluto far vedere a Stella i rischi che corre mettendosi in casa la banda Santoro o veramente è complice anche lui dell'inciampo? Agli azionisti l'ardua sentenza. L'Ordine dei giornalisti intanto tace.
Baco

 

3- LA STORIA: SANDRO RUOTOLO MASSACRA IL FINTO MOSTRO DI BRINDISI E IL POPOLO DEL WEB LO INSULTA

Andrea Cuomo per "il Giornale"

È l'anno zero di Sandro Ruotolo, cronista coi baffi. Che in poche ore inanella le seguente prodezze: dà in pasto all'opinione pubblica nome e cognome del sospettato di un crimine orribile, lo abbandona per qualche ora al linciaggio mediatico, fa da tom tom dei possibili giustizieri mettendo in rete la foto della sua abitazione.


Salvo poi, una volta accertata l'estraneità del suddetto sospettato, fare un'alzata di baffi. Daremo retta a Vittorio Feltri e non parleremo di «metodo Ruotolo». Però, che diamine.

Va bene: essere un giornalista d'assalto con la sindrome del numero uno nell'epoca dei social network non deve essere facile. C'è la tentazione di fare inchieste in 140 caratteri, di essere i primi a dare notizie bomba, di fare i Bolt dello scoop. Un'ansia da prestazione che può far dimenticare a un professionista esperto l'abc del giornalismo: non dare notizie senza averle prima verificate, non dare generalità di semplici sospettati, non renderli identificabili o rintracciabili, essere sempre (sempre!) garantisti.

Esattamente ciò che è accaduto a Ruotolo, 57 anni, «giornalista dal 1˚ maggio 1974» come rivendica con precisione britannica su twitter , inviato di punta di Michele Santoro dapprima in tante trasmissioni Rai e oggi a Servizio Pubblico . Ruotolo sabato scorso non appena ha saputo della bomba esplosa davanti alla scuola di Brindisi, si è fiondato nella città pugliese. A fare il suo lavoro. A raccogliere informazioni per riversarle minuto dopo minuto in un reportage a uso e consumo dei suoi 41mila follower . Per due giorni tutto bene.

Lunedì il pasticcio: sembra che gli inquirenti abbiano identificato il possibile killer ripreso dalla telecamera a circuito chiuso di un chiosco di panini mentre aziona a distanza l'ordigno e Ruotolo si arrapa. «Lo stragista aziona il telecomando con la mano sinistra. Dalla foto sembrerebbe colpito da un ictus sul lato destro», scrive. E poi: «In questura viene sentita una persona ».

Poi l'inviato napoletano abbandona ogni prudenza: «Il cognome sarebbe Strada. Il sospettato si chiamerebbe Claudio. Il fratello che sarebbe in questura M.», twitta senza filtri. Qualcuno dei suoi follower lo ammonisce: «Non sarebbe meglio non divulgare troppi dettagli in questa fase? rischio linciaggio e/o scambio di persona...», scrive uno. Ma Ruotolo insiste. Aggiunge dettagli. Pennella: «Quartiere popolare. Lui mano offesa. Vive con il fratello e una signora. All'ultimo piano di un palazzo. Edilizia popolare».

Voci perplesse ma ancora educate si levano: «Per stima, ti domando ciò che si chiedono in moltissimi: non si fa danno divulgando tutto questo?», scrive una donna. E un'altra, più esplicita, si chiede: «Stiamo puntando al linciaggio? ». Niente. Ruotolo è in trance agonistica. Posta pure la fotografia del palazzo del mostro del momento. Quindi si bea: «Ho fatto vedere il volto scoperto dell'uomo che aziona il telecomando a un suo vicino di casa che era titubante: sì, può essere lui».

Tale Lalla lo fulmina: «Sei proprio un Derrick dei morti di fame». E lui: «I due fratelli Strada sono in questura». E poi: «Stanno verificando l'alibi del sospettato». Quindi il colpo di scena: «Dopo i riscontri, i sospetti tornano liberi. Non ci sono indagati per ora». Finita qui? Ma come! Dopo tanta gogna mediatica? La rete- saggiasi ribella a tanto pressapochismo. «Temo che troppo spesso a essere offesa è l'intelligenza delle persone. Stammi buono!», ironizza uno. «Poteva essere più cauto oggi... Domani chi sarà il mostro per un giorno?», butta lì un altro. E un terzo lo bacchetta: «Un minimo di errata corrige, però...».

La rete si scatena: «Ma questo non è sciacallaggio in stile b-tv?», si chiede uno. «Sinceramente non lo so quanto il problema siano i nuovi media e non invece la statura morale del noto giornalista di grande esperienza», considera un altro. «Ruotolo giornalista? Ah sì vero è iscritto all'albo», lo sbeffeggia tale Claudio . E marcoscud addirittura lo pensiona: «Io mi sono fatto un paio di conti. 2012-1974=38 anni. Se ha il riscatto della laurea ha già maturato da tempo la pensione. Neppure ai tempi della caduta di Ceausescu si sono viste così lampanti prove di disinformazione».

E Ruotolo? Si azzittisce per parecchie ore, non twitta più nulla. Poi, nel pomeriggio inoltrato di ieri, fa un mezzo mea culpa: «Accolgo i vostri rilievi ma tutti sapevano. La mia intenzione era di raccontare i fatti. Mi dispiace di aver ferito sensibilità», ammette. Per lui briciole di solidarietà dai colleghi. «Ho difeso vfeltri quando lo hanno espulso #ordine, mi batterei anche x #ruotolo. Noto però due pesi e due misure», dice asciutto Piero Sansonetti.

 

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