LA NASCITA DELLA SOCIETÀ DELLO SPETTACOLO - INUTILE STUPIRSI DI MILEY CYRUS O LADY GAGA: IL TEATRO FRANCESE DEL ‘700 ERA MOLTO PEGGIO. RIVALITÀ, DUELLI, CORNA, ORGE BISEX, STAMPA GOSSIPPARA

Mirella Serri per “Sette - Corriere della Sera

 

voltairevoltaire

Come registra un verbale di polizia del dicembre del 1726, i gendarmi che si trovarono di fronte a quella vecchia signora con un usurato pastrano erano in grande imbarazzo. Il caso era delicato: in un’affollata sala da spettacolo, vestito con abiti femminili di foggia assai antiquata, era stato arrestato il canonico di Notre-Dame, Monsieur Petit de Montepuis, eminente personalità parigina. Il prelato, però, non amava il travestitismo bensì il teatro. Desiderava così tanto poter assistere a una recita che aveva rischiato e per non farsi riconoscere aveva indossato gli indumenti della defunta madre.

 

voltaire semiramidevoltaire semiramide

Già, proprio così. Nella Francia dei Lumi la frequentazione di platee e foyer era considerata veramente disdicevole per i religiosi. La pessima fama presso la Chiesa del teatro, considerato scuola di nequizie e di corruzione, prendeva le mosse dagli strali di Sant’Agostino (che attaccavano la natura stessa di quest’arte basata sulla finzione). Però poi, con il tempo, persino nello Stato pontificio il clima di condanna si era stemperato e commedie e tragedie furoreggiavano.

 

La Francia, invece, si era incaponita sulla via della persecuzione, i parroci rifiutavano il matrimonio e pure la sepoltura agli istrioni mentre il tribunale di Parigi li definiva “uomini di cattiva fama, il cui crimine è pubblico”. Gli innumerevoli divieti andavano dalla proibizione di rendere testimonianza in un processo a quella di far parte dell’esercito. Pure gli autori non erano teneri: Jean Jacques Rousseau considerava quella dell’attore una condizione “disonorevole”.

 

mademoiselle theodoremademoiselle theodore

Unico scampo era la protezione del Re, grazie alla quale, recitando o gorgheggiando per l’Opéra, la Comédie-Française o la Comédie-Italienne, si godeva di aiuti e di un reddito. Nonostante le opposizioni, guitti, attrici e ballerini, proprio nel XVIII secolo cominciarono a assumere un’inedita configurazione pubblica: non solo riempivano i teatri ma, ancorché disprezzati e vilipesi a parole, di fatto si stavano trasformando in figure mitiche anche per la vita fuori dell’ordinario che conducevano, piena di lussi sfrenati.

 

Divenivano oggetti del desiderio corteggiati, imitati e sempre più profumatamente pagati. Adesso arriva la divertente e ben documentata, “Guida pettegola al teatro francese del Settecento” (in uscita da Sellerio) della studiosa Francesca Sgorbati Bosi che, attingendo a mattinali di polizia, lettere e carte segrete, racconta questa straordinaria escalation degli artisti nella pubblica opinione francese. Le attrici o gli attori del secolo di Luigi XV e XVI, quanto a bellezza, fama, scandali, successo, quattrini, non avevano nulla da invidiare a Béyoncé, Scarlett Johansson, Hugh Grant o Lady Gaga.

mademoiselle raucourtmademoiselle raucourt

 

Diventarono anche i protagonisti di una letteratura molto particolare, di una pletora di libelli-progenitori del sito Dagospia, che ficcavano il naso nelle esistenze più segrete, facevano incetta di storie scollacciate, indiscrezioni, battute malevole e folgoranti come tanti twitter, nei confronti degli amati-odiati interpreti teatrali. Queste pubblicazioni venivano vendute e andavano a ruba ai botteghini o addirittura in sala. I teatri si configurarono così come i luoghi dove prendeva forma la neonata società dello spettacolo che alimentava sogni, splendori, miti, risse e riti.

mademoiselle gaussinmademoiselle gaussin

 

Tra camerini e palcoscenici traboccanti di invidie, rivalità, complotti, ci si scambiavano denunce, ingiurie, minacce e sberle. Ci si sfidava a duello come la ballerina Théodore e la cantante Beaumesnil che fecero entrambe cilecca con le loro pistole. Nel 1787, alla vigilia della Rivoluzione, la favolosa danzatrice Marie-Jeanne Desrozeaux additava ai poliziotti due colleghe ree di aver riempito la sua cassetta del trucco di materia fecale. Un’altra nota star, Adélaïde Lesieur, accusava due compagne di lavoro di averla presa a pugni. Per affossare la pièce di un autore venivano organizzate le cosiddette cabales, gruppi di prezzolati che fischiavano e facevano chiasso.

 

mademoiselle clairon mademoiselle clairon

Voltaire pagò di tasca propria 400 biglietti per la prima di “Semiramide” e proprio lui, il paladino delle libertà, non ebbe nessuna esitazione nel denunciare e far incarcerare critici e rivali. Comunque, proprio questo clima di lotta e di permanente provocazione eccitava masse di cittadini desiderosi di svago e di emozioni. Le attrici conquistavano l’ammirazione non solo con la bravura ma anche e soprattutto con l’abilità nel fare tendenza, nel lanciare una moda. 

 

L’acclamatissima mademoiselle Clairon era entrata a far parte nel 1743 della Comédie-Française, esordendo nella “Fedra” di Racine. Ed era sempre nell’occhio del ciclone per le sue numerosissime liaisons. Mise in scena l’“Elettra” di Voltaire in abiti che rivelavano le forme del corpo, capelli sciolti e braccia ornate di catene.

 

madeleine sophie arnouldmadeleine sophie arnould

Successivamente osò presentarsi vestita solo di una camicia. E fu un tripudio. A far salire alle stelle le quotazioni della gente di spettacolo era anche il tourbillon della privacy: alla grande interprete tragica mademoiselle Gaussin attribuirono ben 1.372 partner perché, si mormorava, non sapeva mai dire di no.

 

madeleine sophie arnouldmadeleine sophie arnould

I pettegoli archivi polizieschi nel 1774 rivelano i festini gay della più famosa cantante lirica del secolo, Madeleine-Sophie Arnould: “Il vizio delle tribadi (dal greco, tribein, “strofinare”, ndr.) è molto alla moda all’Opéra dove considerano questo peccatuccio una raffinatezza”, scrivono gli spioni. “La signorina Arnould, benché abbia molta esperienza dell’altro genere, visto che ha molti figli, si dà a questo piacere. Aveva una ragazzina, di nome Virginie… Ma costei ha cambiato ed è passata a Mlle Raucourt della Comédie-Française”.

jean jacques rousseaujean jacques rousseau

 

Le attrici, comunque, incantavano anche gli intellettuali e nel salotto della Arnould si riunivano Voltaire, Rousseau, Beaumarchais, Diderot, Benjamin Franklin e il geniale musicista Gluck. Verso la fine del secolo, pure i palazzi nobiliari spalancarono le porte alla gente di spettacolo. Commentando le nuove usanze, una vecchia dama fu lapidaria: “Che orrore! Ai miei tempi gli attori li si riceveva nel proprio letto ma mai a casa propria!”. Però, proprio, il secolo dei Lumi così severo era stato la culla del nuovo e tumultuoso mondo destinato a lunga vita.

guida pettegola al settecento francese guida pettegola al settecento francese

 

Ultimi Dagoreport

donald trump flavio briatore

CIAO “BULLONAIRE”, SONO DONALD! – TRUMP, CON TUTTI I CAZZI E I DAZI CHE GLI FRULLANO NELLA TESTA, ALMENO DUE VOLTE A SETTIMANA TROVA IL TEMPO PER CAZZEGGIARE AL TELEFONO CON IL SUO VECCHIO AMICO FLAVIO BRIATORE – DA QUANDO HA VENDUTO IL TWIGA, L’EX FIDANZATO DI NAOMI CAMBPELL E HEIDI KLUM E' UN PO' SPARITO: CENTELLINA LE SUE APPARIZIONI TV, UN TEMPO QUASI QUOTIDIANE - IN DUE MESI È APPARSO NEI SALOTTI TV SOLO UN PAIO DI VOLTE: UNA A DICEMBRE A "DRITTO E ROVESCIO" CHEZ DEL DEBBIO, L’ALTRA MERCOLEDÌ SCORSO A “REALPOLITIK” MA NESSUNO SE N’È ACCORTO (UN TEMPO BRIATORE FACEVA NOTIZIA)

donald trump giorgia meloni ixe sondaggio

DAGOREPORT - CHE COSA SI PROVA A DIVENTARE “GIORGIA CHI?”, DOPO ESSERE STATA CARAMELLATA DI SALAMELECCHI E LECCA-LECCA DA DONALD TRUMP, CHE LA INCORONÒ LEADER "ECCEZIONALE", "FANTASTICA", "PIENA DI ENERGIA’’ E ANCHE "BELLISSIMA"? - BRUTTO COLPO, VERO, SCOPRIRE CHE IL PRIMO DEMENTE AMERICANO SE NE FOTTE DELLA “PONTIERA” TRA USA E UE CHE SI È SBATTUTA COME MOULINEX CONTRO I LEADER EUROPEI IN DIFESA DEL TRUMPISMO, E ORA NON RACCATTA NEMMENO UN FACCIA A FACCIA DI CINQUE MINUTI, COME È SUCCESSO AL FORUM DI DAVOS? - CHISSÀ CHE EFFETTO HA FATTO IERI A PALAZZO CHIGI LEGGERE SUL QUEL “CORRIERE DELLA SERA” CHE HA SEMPRE PETTINATO LE BAMBOLE DELL’ARMATA BRANCA-MELONI, IL DURISSIMO EDITORIALE DI UN CONSERVATORE DOC COME MARIO MONTI - CERTO, PER TOGLIERE LA MASCHERA ALL’INSOSTENIBILE GRANDE BLUFF DELLA “GIORGIA DEI DUE MONDI”, C’È VOLUTO UN ANNO DI ''CRIMINALITÀ'' DI TRUMP MA, SI SA, IL TEMPO È GALANTUOMO, I NODI ALLA FINE ARRIVANO AL PETTINE E LE CONSEGUENZE, A PARTIRE DAL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA DI FINE MARZO, POTREBBERO ESSERE MOLTO AMARE TRASFORMANDO IL ''NO'' ALL'UNICA RIFORMA DEL GOVERNO IN UN "NO" AL LEGAME DI MELONI CON LA DERIVA FASCIO-AUTORITARIA DI TRUMP... 

tommaso cerno barbara d'urso durso d urso francesca chaouqui annamaria bernardini de pace

FLASH – IERI SERA GRAN RADUNO DI PARTY-GIANI ALLA CASA MILANESE DI TOMMASO CERNO, PER CELEBRARE IL 51ESIMO COMPLEANNO DEL DIRETTORE DEL “GIORNALE” – NON SI SONO VISTI POLITICI, AD ECCEZIONE DI LICIA RONZULLI. IN COMPENSO ERANO PRESENTI L’AVVOCATESSA ANNAMARIA BERNARDINI DE PACE E L’EX “PAPESSA” FRANCESCA IMMACOLATA CHAOUQUI. A RUBARE LA SCENA A TUTTE, PERÒ C’HA PENSATO UNA SFAVILLANTE BARBARA D’URSO STRETTA IN UN ABITINO DI DOLCE E GABBANA: “BARBARELLA” AVREBBE DELIZIATO I PRESENTI ANNUNCIANDO CHE, DOPO FABRIZIO CORONA, ANCHE LEI TIRERÀ FUORI QUALCHE VECCHIA MAGAGNA…

giorgia meloni carlo calenda

FLASH – CARLO CALENDA UN GIORNO PENDE DI QUA, L’ALTRO DI LÀ. MA COSA PENSANO GLI ELETTORI DI “AZIONE” DI UN’EVENTUALE ALLEANZA CON LA MELONI? TUTTO IL MALE POSSIBILE: IL “TERMOMETRO” TRA GLI “AZIONISTI” NON APPREZZA L'IPOTESI. ANCHE PER QUESTO CARLETTO, ALL’EVENTO DI FORZA ITALIA DI DOMENICA, È ANDATO ALL’ATTACCO DI SALVINI: “NON POSSO STARE CON CHI RICEVE NAZISTI E COCAINOMANI” (RIFERIMENTO ALL’ESTREMISTA INGLESE TOMMY ROBINSON) – IL PRECEDENTE DELLE MARCHE: ALLE REGIONALI DI SETTEMBRE, CALENDA APRÌ A UN ACCORDO CON IL MAL-DESTRO ACQUAROLI, PER POI LASCIARE LIBERTÀ “D’AZIONE” AI SUOI CHE NON NE VOLEVANO SAPERE...

donald trump peter thiel mark zuckerberg sam altman ice minneapolis

DAGOREPORT – IL NERVOSISMO È ALLE STELLE TRA I CAPOCCIONI E I PAPERONI DI BIG TECH: MENTRE ASSISTONO INERMI ALLE VIOLENZE DI MINNEAPOLIS (SOLO SAM ALTMAN E POCHI ALTRI HANNO AVUTO LE PALLE DI PRENDERE POSIZIONE), SONO MOLTO PREOCCUPATI. A TEDIARE LE LORO GIORNATE NON È IL DESTINO DELL'AMERICA, MA QUELLO DEL LORO PORTAFOGLI. A IMPENSIERIRLI PIÙ DI TUTTO È LO SCAZZO TRA USA E UE E IL PROGRESSIVO ALLONTANAMENTO DELL'EUROPA, CHE ORMAI GUARDA ALLA CINA COME NUOVO "PADRONE" – CHE SUCCEDEREBBE SE L’UE DECIDESSE DI FAR PAGARE FINALMENTE LE TASSE AI VARI ZUCKERBERG, BEZOS, GOOGLE, IMPONENDO ALL’IRLANDA DI ADEGUARE LA PROPRIA POLITICA FISCALE A QUELLA DEGLI ALTRI PAESI UE? – COME AVRÀ PRESO DONALD TRUMP IL VIAGGIO DI PETER THIEL NELLA FRANCIA DEL “NEMICO” EMMANUEL MACRON? SPOILER: MALISSIMO…

viktor orban giorgia meloni santiago abascal matteo salvini

FLASH – GIORGIA MELONI SI SAREBBE MOLTO PENTITA DELLA SUA PARTECIPAZIONE ALL’IMBARAZZANTE SPOTTONE PER LA CAMPAGNA ELETTORALE DI VIKTOR ORBAN, INSIEME A UN’ALLEGRA BRIGATA DI POST-NAZISTI E PUZZONI DI TUTTA EUROPA – OLTRE AD ESSERSI BRUCIATA IN UN MINUTO MESI DI SFORZI PER SEMBRARE AFFIDABILE ED EUROPEISTA, LA SORA GIORGIA POTREBBE AVER FATTO MALE I CONTI: PER LA PRIMA VOLTA DA ANNI, I SONDAGGI PER IL “VIKTATOR” UNGHERESE NON SONO BUONI - IL PARTITO DEL SUO EX DELFINO, PETER MAGYAR, È IN VANTAGGIO (I GIOVANI UNGHERESI NON TOLLERANO PIÙ IL PUTINISMO DEL PREMIER, SEMPRE PIÙ IN MODALITÀ RAGAZZO PON-PON DEL CREMLINO)