ubriachezza

NON C’E’ VITA SENZA ALCOL - L' EVOLUZIONE DEGLI ESSERI UMANI? È IN FONDO AL BICCHIERE. NEL LIBRO DI MARK FORSYTH IL RACCONTO DI UNA PRATICA FONDAMENTALE PRESENTE ANCHE NELLE TEORIE DI DARWIN - NELL'ANTICO EGITTO ERA LA DONNA A FAR UBRIACARE L'UOMO: BERE SIGNIFICAVA FARE SESSO - ECCO COSA UNISCE SOCRATE, CONFUCIO E STALIN…

Angelo Carotenuto per Robinson –la Repubblica

 

ubriachezza

L' alcol non è mai stato lo stesso. Ha attraversato tempi e luoghi conservando una sola legge eterna e universale: bere non è mai soltanto bere. "Bere significa qualcosa; significa che il vecchio ordine delle cose è sparito e che un mondo nuovo e un po' barcollante è arrivato".

 

Mark Forsyth, linguista e scrittore londinese di 41 anni, si è immerso in una bibliografia di un centinaio di titoli - storia, sociologia, antropologia, archeologia, chimica, biologia - e ne ha tirato fuori un saggio dal titolo accademico e dal tono irresistibile, Breve storia dell' ubriachezza (Il Saggiatore), affascinante finanche - o soprattutto - per gli astemi. Colto, spiritoso, pieno di spigolature. La tesi centrale del libro di Forsyth è che ci siamo evoluti per bere. Dieci milioni di anni fa gli uomini scesero dagli alberi alla ricerca della frutta matura che si poteva trovare a terra nella foresta: più zuccheri, fermentazione, alcol.

MARK FORSYTH - BREVE STORIA DELL UBRIACHEZZA

 

Una ricerca che avrebbe poi portato allo sviluppo di una strategia di adattamento all' alcol, e dunque a una mutazione genetica per metabolizzarlo, con la comparsa di un enzima (ADH4) che gli uomini hanno sviluppato e le scimmie no. Del resto, la reazione simile di uomini e primati allo stato di ubriachezza fu una delle prove usate da Darwin per l' esposizione delle sue teorie. Una leggenda africana vuole che le donne persero la coda quando il dio della creazione si fece loro maestro nella produzione della birra.

 

È la maniera in cui nei secoli ogni essere umano s' è preso una sbronza a marcare le differenze fra una civiltà e l' altra, fra un' epoca e un' altra. Si beve per transizione. Si beve per evasione. Forsyth si diverte a mostrarci in quali culture l' ubriachezza si è presentata come status symbol della upper class e dove invece come rovina e condanna per le classi meno agiate, in linea con quanto accade nel mondo animale tra i ratti, dove il capo della colonia è astemio.

 

ubriache di cambridge

Socrate, Confucio e Stalin furono leader dalla straordinaria capacità di resistere all' alcol. Nell' Antico Egitto, dove sbronzarsi non era motivo di vergogna, con una sorprendente parità di genere era la donna a far ubriacare l' uomo: bere significava fare sesso. Ma nel selvaggio West d' America era vietato alle signore di frequentare i saloon - peraltro assai diversi da quelli che ci mostrano i western - e Forsyth ci convince che il proibizionismo fu un movimento femminista, nato per mettere al bando non il whisky ma un luogo istigatore di violenza e povertà domestica. E poi la differenza fra i simposi in Grecia e il convivio a Roma, dove per la prima volta nella storia si registra la passione a raccontarsi da dove arrivasse il vino che stavano bevendo, e il suo invecchiamento.

 

vino

Il gin in Inghilterra, la rivolta del rum in Australia, l' onnipresenza della vodka in Russia. Nell' universo secondo Forsyth, non c' è vita senza alcol. Magari non a Sparta, dove gli schiavi erano costretti a ubriacarsi davanti ai bambini per fargli passare la voglia. Ma l' agricoltura e la stanzialità sono nate per procurarsi da bere, la scrittura fra i sumeri è nata per tenere il conto dei coni di birra di debito, fino agli astronauti della Nasa che sono andati in orbita dopo essersi scolati qualcosa di pesante per reggere la fase di lancio. Nella tribù Iteso del Kenya, le nonne immergono un dito nella birra e lo appoggiano sulla bocca del nipote neonato. Se il bimbo succhia, il nome che è stato scelto per lui diventa definitivo.

 

mark forsyth

Forsyth alla fine si domanda "perché non beviamo tutti quanti a casa nostra? Da cosa stiamo scappando?". Per rispondersi che «siamo sempre alla ricerca di oceani da attraversare» perché ci annoiamo. "Aneliamo a un Dio che non possiamo descrivere. Dio non potrebbe essere mai noioso. E gli esseri umani, da ubriachi, non si annoiano mai".

TITOLO: BREVE STORIA DELL' UBRIACHEZZA AUTORE: MARK FORSYTH EDITORE: IL SAGGIATORE TRADUTTRICE: F. CRESCENTINI PREZZO: 17 EURO PAGINE: 292

platonevinoSTALIN 1DARWINvino rosso

Ultimi Dagoreport

antonio angelucci tommaso cerno alessandro sallusti

FLASH – UCCI UCCI, QUANTI SCAZZI NEL “GIORNALE” DEGLI ANGELUCCI! NON SI PLACA L’IRA DELLA REDAZIONE CONTRO L’EDITORE E I POCHI COLLEGHI CHE VENERDÌ SI SONO ZERBINATI ALL'AZIENDA, LAVORANDO NONOSTANTE LO SCIOPERO CONTRO IL MANCATO RINNOVO DEL CONTRATTO NAZIONALE E PER CHIEDERE ADEGUAMENTI DEGLI STIPENDI (ANCHE I LORO). DOPO LO SCAMBIO DI MAIL INFUOCATE TRA CDR E PROPRIETÀ, C’È UN CLIMA DA GUERRA CIVILE. L’ULTIMO CADEAU DI ALESSANDRO SALLUSTI, IN USCITA COATTA (OGGI È IL SUO ULTIMO GIORNO A CAPO DEL QUOTIDIANO). AL NUOVO DIRETTORE, TOMMASO CERNO, CONVIENE PRESENTARSI CON L'ELMETTO DOMANI MATTINA...

elly schlein giuseppe conte giorgia meloni rocco casalino

DAGOREPORT - QUESTA VOLTA, ROCCO CASALINO HA RAGIONE: ELLY SCHLEIN SULLA QUESTIONE ATREJU “HA SBAGLIATO TUTTO” - LA GRUPPETTARA DEL NAZARENO, CHIEDENDO UN FACCIA A FACCIA CON GIORGIA MELONI, HA DIMOSTRATO DI ESSERE ANCORA UNA VOLTA UN’ABUSIVA DELLA POLITICA. HA SERVITO SUL PIATTO D’ARGENTO ALLA DUCETTA L’OCCASIONE DI FREGARLA, INVITANDO ANCHE GIUSEPPE CONTE PER UN “THREESOME” IN CUI LA PREMIER AVREBBE SPADRONEGGIATO – IN UN CONFRONTO A TRE, CON ELLY E PEPPINIELLO CHE SI SFANCULANO SULLA POLITICA INTERNAZIONALE, DAL RIARMO ALL’UCRAINA, E FANNO A GARA A CHI SPARA LA “PUTINATA” O LA “GAZATA” PIÙ GROSSA, LA DUCETTA AVREBBE VINTO A MANI BASSE – QUEL FURBACCHIONE DI CONTE NON SI TIRA INDIETRO: NONOSTANTE LA DEM SI SIA SFILATA, LUI CONFERMA LA SUA PRESENZA AL DIBATTITO: "MI DISPIACE DEL FORFAIT DI ELLY, PER ME È IMPORTANTE CHE CI SIA UN CONFRONTO E POTEVAMO FARLO ANCHE INSIEME. POTEVAMO INCALZARE LA PREMIER..."

alessandro giuli beatrice venezi gianmarco mazzi

DAGOREPORT - A CHE PUNTO SIAMO CON IL CASO VENEZI? IL GOVERNO, CIOÈ IL SOTTOSEGRETARIO ALLA CULTURA GIANMARCO MAZZI, HA SCELTO LA STRATEGIA DEL LOGORAMENTO: NESSUN PASSO INDIETRO, “BEATROCE” IN ARRIVO ALLA FENICE DI VENEZIA NEI TEMPI PREVISTI, MENTRE I LAVORATORI VENGONO MASSACRATI CON DISPETTI E TAGLI ALLO STIPENDIO. MA IL FRONTE DEI RESISTENTI DISPONE DI UN’ARMA MOLTO FORTE: IL CONCERTO DI CAPODANNO, CHE SENZA L’ORCHESTRA DELLA FENICE NON SI PUÒ FARE. E QUI STA IL PUNTO. PERCHÉ IL PROBLEMA NON È SOLO CHE VENEZI ARRIVI SUL PODIO DELLA FENICE SENZA AVERE UN CURRICULUM ADEGUATO, MA COSA SUCCEDERÀ SE E QUANDO CI SALIRÀ, NELL’OTTOBRE 2026 - CI SONO DUE VARIABILI: UNA È ALESSANDRO GIULI, CHE POTREBBE RICORDARSI DI ESSERE IL MINISTRO DELLA CULTURA. L’ALTRA È LA LEGA. ZAIA SI È SEMPRE DISINTERESSATO DELLA FENICE, MA ADESSO TUTTO È CAMBIATO E IL NUOVO GOVERNATORE, ALBERTO STEFANI, SEMBRA PIÙ ATTENTO ALLA CULTURA. IL PROSSIMO ANNO, INOLTRE, SI VOTA IN LAGUNA E IL COMUNE È CONTENDIBILISSIMO (LÌ LO SFIDANTE DI SINISTRA GIOVANNI MANILDO HA PRESO UNO 0,46% PIÙ DI STEFANI)

emmanuel macron friedrich merz giorgia meloni donald trump volodymyr zelensky vladimir putin

DAGOREPORT – ET VOILA', ANCHE SULLA SCENA INTERNAZIONALE, IL GRANDE BLUFF DI GIORGIA MELONI È STATO SCOPERTO: IL SUO CAMALEONTISMO NON RIESCE PIÙ A BARCAMENARSI TRA IL TRUMPISMO E IL RUOLO DI PREMIER EUROPEO. E L'ASSE STARMER-MACRON-MERZ L'HA TAGLIATA FUORI – IL DOPPIO GIOCO DELLA "GIORGIA DEI DUE MONDI" HA SUPERATO IL PUNTO DI NON RITORNO CON LE SUE DICHIARAZIONI A MARGINE DEL G20 IN SUDAFRICA, AUTO-RELEGANDOSI COSÌ AL RUOLO DI “ORBAN IN GONNELLA”,  CAVALLO DI TROIA DEL DISGREGATORE TRUMP IN EUROPA - DITE ALLA MELONA CHE NON È STATO SAGGIO INVIARE A GINEVRA IL SUO CONSIGLIERE DIPLOMATICO, FABRIZIO SAGGIO… - VIDEO

barigelli cairo

DAGOREPORT - PANDEMONIO ALLA "GAZZETTA DELLO SPORT"! IL DIRETTORE DELLA “ROSEA” STEFANO BARIGELLI VIENE CONTESTATO DAL COMITATO DI REDAZIONE PER LE PRESSIONI ANTI-SCIOPERO ESERCITATE SUI GIORNALISTI – LA SEGRETARIA GENERALE FNSI DENUNCIA: “I COLLEGHI DELLA 'GAZZETTA' CHE VOGLIONO SCIOPERARE VENGONO RINCORSI PER I CORRIDOI DAI LORO CAPIREDATTORI E MINACCIATI: ‘NON TI FACCIO FARE PIÙ LA JUVENTUS…” - BARIGELLI AVREBBE RECLUTATO UNA VENTINA DI GIORNALISTI PER FAR USCIRE IL GIORNALE SABATO E DIMOSTRARE COSI' ALL’EDITORE URBANETTO CAIRO QUANTO CE L’HA DURO – LA VICE-DIRETTRICE ARIANNA RAVELLI AVREBBE PURE DETTO IN MENSA A BARIGELLI: “STIAMO ATTENTI SOLO CHE NON CI SPUTTANI DAGOSPIA...” - VIDEO

luigi lovaglio giuseppe castagna giorgia meloni giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone milleri monte dei paschi di siena

DAGOREPORT - È VERO, COME SOSTENGONO "CORRIERE" E “LA REPUBBLICA”, CHE L’OPERAZIONE MPS-MEDIOBANCA È “PERFEZIONATA E IRREVERSIBILE”? PIU' SAGGIO ATTENDERE, CON L'EVENTUALE AVANZAMENTO DELL'INCHIESTA GIUDIZIARIA MAGARI (IERI ED OGGI SONO STATI PERQUISITI GLI UFFICI DEGLI INDAGATI), QUALE SARÀ LA RISPOSTA DEGLI INVESTITORI DI PIAZZA AFFARI (GIA' MPS E' STATA MAZZOLATA IN BORSA) - POTREBBERO ANCHE ESSERCI RIPERCUSSIONI SUL COMPAGNO DI AVVENTURE DI CALTARICCONE, FRANCESCO MILLERI, CHE GUIDA L'HOLDING DELFIN LA CUI PROPRIETÀ È IN MANO AI LITIGIOSISSIMI 8 EREDI DEL DEFUNTO DEL VECCHIO - MA IL FATTO PIÙ IMPORTANTE SARA' IL RINNOVO AD APRILE 2026 DELLA GOVERNANCE DI GENERALI (PER CUI È STATA ESPUGNATA MEDIOBANCA) E DI MPS DEL LOQUACE CEO LUIGI LOVAGLIO (VEDI INTERCETTAZIONI) - INFINE, PIÙ DI TUTTO, CONTANO I PASSI SUCCESSIVI DELLA PROCURA DI MILANO, CHE PUÒ SOSPENDERE L’OPERAZIONE DELLA COMBRICCOLA ROMANA FAVORITA DA PALAZZO CHIGI SE INDIVIDUA IL RISCHIO DI REITERAZIONE DEI REATI (DA PIAZZA AFFARI SI MOLTIPLICANO LE VOCI DI NUOVI AVVISI DI GARANZIA IN ARRIVO PER I "FURBETTI DEL CONCERTINO''...)