POCO HORROR-TRASH, ASCOLTI GIÙ: 11,4 MILIONI (39.64%) - LA GRANDE CAZZATA DELL’ARISTON APPARIVA IERI SERA COME LO SCAFO DELLA CONCORDIA: INCLINATO SU UN FIANCO, IN BALIA DELLE ONDE CAROGNA: CHE FARANNO I RAISCHETTINI? - OPUS LEI MINACCIA IL CELENTANOIDE: “SPERO DI NON DOVER PROCEDERE PER VIOLAZIONI CONTRATTUALI” - IL MOLLE AGIATO, DA BRAVO PARA-GURO, HA PROVATO LA PARTE MUSICALE (DUETTO CON MORANDI) MA NON I MONOLOGHI (DUETTO CON DIO)…

1- LA LEI AVVERTE CELENTANO: «SPERO DI NON DOVER PROCEDERE PER VIOLAZIONI CONTRATTUALI»
Ansa.it

Il direttore generale della Rai avverte il Molleggiato. «Il buon senso e la correttezza prevalgano nelle ultime due serate» e «non sia necessario, al termine del festival, procedere ad iniziative conseguenti a violazioni contrattuali»: è l'auspicio di Lorenza Lei, che ricorda che la scelta di avere Celentano è nata dalla richiesta di direzione artistica e rete.

«I contratti sono il prodotto di percorsi negoziali complessi e diversi tra loro ma tali da garantire agli artisti di potersi esprimere liberamente, cosa che rivendico anche come prerogativa del servizio pubblico, così come, credo, sia legittimo rivendicare la libertà di dissentire e di prendere le distanze da affermazioni frutto di personali e opinabilissime valutazioni» ha aggiunto la Lei nella nota che fa seguito alle polemiche scatenate dall'intervento di martedì sera di Adriano Celentano sul palco del Festival di Sanremo. «In ogni caso - prosegue la Lei - gli stessi contratti che tutelano le libertà degli artisti, garantiscono all'azienda tutti gli strumenti di tutela necessari».

- ASCOLTI GIÙ: 11,4 MILIONI. CELENTANO, LA RAI TREMA
Sono stati 11 milioni 429 mila gli spettatori, pari al 39.64% di share, che hanno seguito la prima parte della quarta serata di Sanremo; nella seconda parte gli spettatori sono stati 7 milioni 325 mila con il 49.91%. I dati risultano in calo sia rispetto alla terza serata del festival, sia rispetto alla serata del venerdì del 2011.

Nella terza serata il festival aveva raccolto 12 milioni 770 mila spettatori pari al 45.63% nella prima parte e 6 milioni 533 mila con il 57.16%. Nel 2011 gli spettatori della serata del venerdì erano stati 12 milioni 857 mila (44.24%) per la prima parte e 8 milioni 266 mila (52.01%) nella seconda. La media ponderata della quarta serata del Morandi bis è stata di 9 milioni 931 mila spettatori con il 41.97%; l'anno scorso era stata di 10 milioni 616 mila con il 46.91%.

PROVE BLINDATE PER CELENTANO, MEZZ'ORA DI PERFORMANCE
Una performance di mezz'ora, tra canzoni nuove - forse La cumbia di chi cambia e Non so piu' cosa fare - e accenni a brani storici, magari in un medley, e ancora un monologo top secret, in cui probabilmente tornera' anche sulle polemiche scatenate dal suo primo intervento all'Ariston: sono le poche indiscrezioni che circolano sull'intervento di oggi di Adriano Celentano alla serata finale di Sanremo.

Il cantante, accompagnato da Claudia Mori e dal suo staff, si e' visto oggi pomeriggio in teatro dove ha provato per circa un'ora, rigorosamente a porte chiuse, e soltanto la parte musicale del suo intervento. In platea, anche il vicedirettore generale Antonio Marano, l''inviato' dell'azienda a Sanremo: la Mori gli si sarebbe avvicinata, lo avrebbe abbracciato e gli avrebbe presentato Adriano. In sala, anche il direttore di Rai1 Mauro Mazza e il direttore della Comunicazione e delle Relazioni esterne Guido Paglia. In generale, il clima sarebbe stato di grande cordialita'.

Oggi Celentano ha provato da solo: sul palco potrebbero riapparire la scrivania e la libreria della prima performance. Domani pomeriggio sara' di nuovo all'Ariston e stavolta sul palco dovrebbe esserci anche Morandi: e chissa' che non regalino al pubblico un duetto. L'intervento di Celentano, atteso nella prima parte della serata, non dovrebbe andare oltre la mezz'ora, in modo da non sforare - come da contratto - l'intervallo previsto tra le interruzioni pubblicitarie.

2- IL FESTIVAL DELLA CONCORDIA
di Riccardo Bocca per Gli Antennati sul sito de L'Espresso

La verità è che era già stato fatto tutto, in tre puntate di Festival. Si era sparato a zero contro giornali e giornalisti, grazie alla telefollia molesta dell'Adriano Ciarlatano. Si era già dimostrato, con abbondanza di prove, il ruolo sopravvalutato della biancheria intima, grazie al contributo inguinale della signorina Belen. E dato che l'aria era a dir poco bollente, i Soliti idioti avevano aggiunto fuoco al fuoco con i loro sketch sugli omoscessciualiii, assai sgraditi peraltro dalle associazioni di categoria.

Dunque come si poteva impostare un'ulteriore diretta di quattro ore e mezza? Come era giusto insaporire, senza però troppo spendere, la minestra festivaliera, in attesa che nonno Yuppy (Du) si ripresentasse sabato per lo Scempio Finale?

Com'era logico procedere, in altre parole, per convincere i telesfiancati a trangugiare ancora tutte le canzoni in gara, stavolta in abbinata con altri colleghi italiani, e poi la corsa finale dei giovani talenti?

Semplice, deve aver pensato a suo tempo qualche cervellone Rai: «Chiamiamo la Ferilli!». Massì, dai, avranno ragionato: «la sistemiamo in scena con Gianni Manone, e le affidiamo senza problemi la mission impossibbol -come se dice a Fiano- di invogliare il pubblico, per la quarta volta in una settimana, a non scanalare sulle altre reti».

Una scommessa, va riconosciuto, che ha al suo interno tanta ragionevolezza. Di più: è fondata su un legittimo senso della strategia, con lo scopo di normalizzare l'aria dopo i fulmini delle prime serate.

Per cui eccola, ieri sera, l'indimenticata musa dello stilista Ferrone, sopra al palcoscenico più scivoloso d'Italia. Splendidamente messa a punto -s'è ammirato subito- e con lo spirito degno dei capodanni aziendali; quegli ambienti kitsch e mortali, cioè, dove il tempo scorre tra trenini brasileri e cortesie ai superiori, in vista per l'anno nuovo di chissà quale promozione.

Non a caso, accomodatasi accanto all'amico Morandi, la campionessa nazionale di zigomi ha sottolineato quanto fosse unica la trasmissione del Festival, accidenti; quanto fossero strepitosi gli artisti che vi partecipano, caspita. E, ovviamente, quanto fosse stolto e ingiustificabile l'atteggiamento dei mentecatti che, invece di tutelare il gioiellino sanremese, lo scheggiano con critiche a vanvera.

Questo volevano, i vertici di Raiuno, per avviare una serata senza spiacevoli scosse. E questo hanno avuto, quanto a bromuro nell'aria, anche dopo che madame Ferilli ha sgombrato il campo per lasciarlo ai cantanti.

Che tenerezza faceva, il grande Eugenio Finardi, ex bandiera della musica ribelle, a tribolare con un dio senile e sfuggente («Vorrei volare ma non posso», lamentava nella canzonetta, «e resto fermo qua»).

Per non parlare di Paolo Rossi -il compagno Paolo, o il militante Rossi- che temporaneamente abbandonati i palchi intellettuali, è giunto (molto) buono e (molto) bravo a Sanremo per aiutare Samuele Bersani, ostaggio di una melodia che non decolla mai.
La stessa bontà d'animo, a ben vedere, sgorgata da Giovanardi, non il politico modenese ma il cantautore degli ex La Crus, che con sapienza ha sostenuto Arisa.

E avanti così, da un'esibizione all'altra, da un applauso all'altro, senza mai un colpo di genialità -tranne la botta di risate sceme con Alessandro Siani- ma senza neanche passaggi tragici.
Piaccia o non piaccia, la grande festa dell'Ariston appariva ieri sera come lo scafo della Concordia: inclinato su un fianco, in balia delle onde carogna, e però degno dei migliori soccorsi.
Il vero problema, a questo punto, è il comportamento dei Raischettini.

 

teatro ariston adriano celentano x CELENTANO CLOWNBELENCLAUDIA MORIlapr benigni02 claudia mori adriano celentanoLORENZA LEI e cattaneo ferilli mediaset da Oggi it ferilli FERILLI - DA "CHI"adriano celentano claudia moriFERILLI - DA "CHI"Paolo RossiBENVENUTI AL NORD LODOVINI SIANI

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni roberto vannacci

DAGOREPORT- MENTRE LA RIFORMA ELETTORALE APPRODA IN PARLAMENTO, GIORGIA MELONI È TORMENTATA DA DUBBI E PERPLESSITÀ - ALL’EPOCA DELLA STESURA DEL NUOVO SISTEMA DI VOTO, NESSUNO DELLA FIAMMA MAGICA AVEVA PRESO IN SERIA CONSIDERAZIONE IL GENERALISSIMO VANNACCI E L'INARRESTABILE ASCESA DEL SUO PARTITO FUTURO NAZIONALE - E ADESSO SI CORRE IL FORTE RISCHIO CHE NESSUNA DELLE DUE CONTRAPPOSTE ALLEANZE RIESCA A INCAMERARE QUEL 42% CHE PORTEREBBE A UN PREMIO DI MAGGIORANZA DI 70 DEPUTATI E 35 SENATORI - UN BONUS TALMENTE ESAGERATO CHE LA CORTE COSTITUZIONALE NON AVREBBE IL MINIMO DUBBIO NEL BOCCIARLO - NON SOLO: A FINIRE SOTTO GLI ARTIGLI DELLA CORTE SPICCA ANCHE L’INDICAZIONE DEL CANDIDATO PREMIER NEL PROGRAMMA, UNA SORTA DI PREMIERATO IN VERSIONE DIETOR CHE VA A CONFLIGGERE CON LA COSTITUZIONE CHE VUOLE CHE SIA IL CAPO DELLO STATO A INDICARE IL PREMIER…

baroni universitari

DAGOREPORT - TRUFFE, FAVORI, ABUSI DI POTERE: MA COME SI FA A DIRE AI RAGAZZI DI STUDIARE E A CREDERE NELL’UNIVERSITÀ ITALIANA? - IL PRIMO ATENEO IN CLASSIFICA, IL POLITECNICO DI MILANO, TIENE PER TRENT’ANNI UN PROFESSORE PRECARIO A MILLE EURO CIRCA ALL’ANNO, MENO DI UN PAKISTANO CHE RACCOGLIE POMODORI! - CONTRO GLI ESITI, PILOTATI, DEI CONCORSI UNIVERSITARI, GIACCIONO CENTINAIA DI CAUSE DI RICORSO, POICHÉ L’ITALIA È L’UNICO PAESE DOVE PRIMA SI SCEGLIE IL CANDIDATO, POI SI RITAGLIA IL CONCORSO - IL CELEBRATO ERASMUS E' TANTO DIVERTENTE PER GLI STUDENTI (ANCHE PER ACCOPPIARSI) QUANTO INUTILISSIMO PER LO STUDIO: LO SANNO TUTTI CHE LO STUDENTE ERASMUS LO SI FA PASSARE PERCHÉ TANTO POI SE NE TORNA NELLA SUA UNIVERSITÀ - IN PARLAMENTO HANNO FATTO SALTARE L’ABILITAZIONE NAZIONALE (CHE FU INTRODOTTA DALLA GELMINI): I CONCORSI PER NUOVI DOCENTI SARANNO LOCALI, CIOE’ CONSEGNATI, COMPLETAMENTE, NELLE MANI DEI ‘’BARONI’’: TANTO LA MAGISTRATURA DORME (OPPURE LI ASSOLVE) - E PER FORTUNA CHE È IL GOVERNO DELLA MERITOCRAZIA, PRESIEDUTO DA UN “UNDERDOG”…

tommaso cerno lirio abbate sigfrido ranucci giuliano ferrara valter lavitola

DAGOREPORT - SE C'È UN FILO DI CONTINUITÀ NELLA STORIA DELL’ITALIETTA, UN ELEMENTO CHE RIMBALZA DA UN SECOLO ALL'ALTRO, È IL TRASFORMISMO - SE ALL’EPOCA SULLA VOLATILITÀ DI GIULIANO FERRARA SCESE UNA SORTA DI CONDANNA MORALE, OGGI SI VEDONO COSE CHE DIECI ANNI FA SI POTEVANO IMMAGINARE SOLO IN UN FANTAFUMETTO - L'"AMICIZIA FRATERNA" CHE LEGA L’EX GALEOTTO LAVITOLA CON IL GIORNALISTA DI PUNTA DELL’ANTI-POTERE, SIGFRIDO RANUCCI - L’EX DIRETTORE DELL’''ESPRESSO” LIRIO ABBATE CHE È IN ATTESA DI ASSUMERE LA VICE-DIREZIONE DEL ‘’GIORNALE’’, DOVE L’ATTENDE IL ‘’CERNO-BYL’’ DEL TRASFORMISMO: IL GAIO TOMMASINO, NEL BREVE GIRO DI UN LUSTRO, È STATO DIRETTORE DELL’’’ESPRESSO’’, VICEDIRETTORE DI ‘’REPUBBLICA’’, SENATORE PD SOTTO L’ALA DI RENZI, FINO A QUANDO, TRAFITTO DAL RAGGIO DI GIORGIA MELONI, E' PLANATO NELLA STAMPA DI DESTRA - TI BUTTI NELLA VITA DI MARIO ORFEO E SALTA FUORI DI TUTTO: DA CALTAGIRONE ALLA RAI, DA “REPUBBLICA” A LEONARDINO DEL VECCHIO…

sondaggi pagnoncelli meloni salvini vannacci trump

DAGOREPORT - DISGREGARE L’UNIONE EUROPEA, ALIMENTANDO FINANZIARIAMENTE LE FORZE SOVRANISTE EUROPEE, È L’OBIETTIVO DI TRUMP - NEL 2019, ALLA VIGILIA DELLE ELEZIONI EUROPEE, BANNON RISPONDE A UNA MAIL DI EPSTEIN: “SONO CONCENTRATO SOLO SUL RACCOGLIERE FONDI PER LE PEN E SALVINI IN MODO CHE POSSANO CANDIDARSI CON LISTE COMPLETE” - MEZZO MILIARDO DI CONTRIBUTI NON PUBBLICI DI CUI NON SI HA TRACCIA HANNO ARRICCHITO LE CASSE DEL BRITANNICO FARAGE ALLO SPAGNOLO VOX, FINO AI NAZI-TEDESCHI AFD – FINITO A “VAFFA” IL RAPPORTO TRA TRUMP E MELONI, SGRETOLATASI LA LEGA, ENTRA IN CAMPO, CARICO DI MUNIZIONI, IL GENERALE ROBERTINO VANNACCI. E SUBITO IL SUO PARTITO FA IL BOTTO  - “L’AFD ALLEATO CON FUTURO NAZIONALE È LA SCOMMESSA DI BANNON. I PUNTI NEL PROGRAMMA SONO GLI STESSI: REMIGRAZIONE, FINE DEL SOSTEGNO ALL’UCRAINA. PIÙ IN GENERALE: IMPLOSIONE DELL’UNIONE EUROPEA” – E RICICCIA LA DOMANDINA: CHI FINANZIA L’EX PARA’ DELLA FOLGORE?

nicola fratoianni elly schlein vladimir putin gaetano manfredi

DAGOREPORT - CON L'ARMATA BRANCA-MELONI SOTTO SCHIAFFO DEL VANNACCISMO, IL CENTROSINISTRA RIESCE A MOSTRARE SOLO UN CAMPOLARGO SGARRUPATO E PIENO DI BUCHE - LA MANIFESTAZIONE DI NAPOLI HA FATTO INCAZZARE DI BRUTTO ELLY SCHLEIN PER LE INTEMERATE DI FRATOIANNI E DI CONTE CONTRO L'AUMENTO DELLE SPESE PER LA DIFESA: PER I LEADER DI AVS E M5S, DOPO QUATTRO ANNI DI GUERRA, L'EUROPA SI E' INVENTATA LA "MINACCIA PUTIN" - ANCHE IL LANCIO DEL SINDACO DI NAPOLI, GAETANO MANFREDI, COME LEADER DELLA "GAMBA CENTRISTA", HA INFIAMMATO I NEURONI DI ELLY - IL TIMORE DELLA SEGRETARIA CON L’ESKIMO È CHE IL NUOVO AGGREGATO, ANZICHÉ GUIDATO DA PERSONALITÀ NUOVE CAPACI DI ATTIRARE GLI ELETTORI MODERATI, SIA FORMATO DA POLITICI PD, COL RISULTATO DI FARLA PRECIPITARE NEI SONDAGGI...

mario orfeo mirja cartia dasiero theodore kyriakou

DAGOREPORT – PERCHÉ MARIO ORFEO HA DETTO ADDIO A “REPUBBLICA”? DIETRO ALLE DIMISSIONI C’È UNA FRATTURA INSANABILE CON IL NUOVO EDITORE, IL GRECO THEO KYRIAKOU, E LA NUOVA AD, MIRJA CARTIA D’ASERO – “PONGO” SI È OFFESO PERCHÉ I NUOVI PADRONCINI DI LARGO FOCHETTI HANNO DATO MANDATO AI CACCIATORI DI TESTE DI INDIVIDUARE UN PROFILO ADATTO A GUIDARE LA “CNN ITALIANA” CHE SOGNA IL MAGNATE GRECO. MA COME, È STATA LA RAMPOGNA DI ORFEO, IO SONO STATO DIRETTORE DI DUE TG (TG1 E TG3) E DG RAI, E QUELLI MI IGNORANO? SENTITOSI SCAVALCATO IRRIMEDIABILMENTE, ORFEO VOLA TRA LE MUNIFICHE BRACCIA DI LEONARDINO DEL VECCHIO – PER LA “CNN” DI KYRIAKOU DOVREBBE ARRIVARE IL DESTRISSIMO ANDREA PUCCI, ALLA FACCIA DEL CDR SOVIET DI “REP”…