PORNO APARTHEID – GLI AGENTI DICONO CHE SCOPARE CON I NERI ROVINA LA CARRIERA, MOLTE ATTRICI CHIEDONO PIU’ SOLDI PER SCENE “INTERRAZIALI” E LE STESSE “CATEGORIE” SONO RAZZISTE E DISCRIMINATORIE. MA ORMAI IL PUBBLICO E’ TROPPO AFFEZIONATO PER CAMBIARE

Può sembrare strano, ma nell’industria del porno esistono ancora miti terribilmente razzisti, come quello che girare scene con un uomo di colore possa compromettere la carriera di un’attrice bianca. “Alcuni agenti la pensano ancora così, ma per fortuna sono sempre meno''...

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Aurora Snow per http://www.thedailybeast.com

 

valentina nappi valentina nappi

 

Siamo nel 2015. I matrimoni gay sono legali, la comunità LGBT fa sentire la propria voce e il primo presidente nero degli Stati Uniti sta terminando il secondo mandato. L’America sta facendo passi da gigante nel campo dei diritti e qualcuno sta perfino accusando di razzismo la ricchissima e cliccatissima industria del porno.

 

Il dibattito riguarda la categoria pornografica “interracial”, che dovrebbe essere quella in cui fanno sesso due persone di razze diverse.  Tuttavia, in vernacolare pornografico, il termine ha un’accezione diversa e s’intende per “sesso interraziale” solo quello tra un uomo nero e una donna bianca.

 

urban jungle urban jungle

Può sembrare strano, ma nell’industria del porno esistono ancora miti terribilmente razzisti, come quello che girare scene con un uomo di colore possa compromettere la carriera di un’attrice bianca. “Alcuni agenti la pensano ancora così, ma per fortuna sono sempre meno – dice il produttore Rico Shades – storicamente tante attrice famose da Sasha Grey a Lisa Ann hanno girato scene interraziali e questo non ha mai compromesso le loro carriere”.

 

sasha grey interracial sasha grey interracial

Il produttore e regista Mike Quasar lavora nell’industria dell’hard dal 1991 e sostiene che le categorie sono indispensabili affinché “ognuno possa trovare quello che cerca, specialmente nell’era di internet dove c’è spazio per qualsiasi tipo di perversione”. Secondo Quasar quando i consumatori cercano “Interracial” si aspettano di trovare un uomo nero e una donna bianca, cambiare questa etichetta creerebbe troppa confusione per gli utenti.

 

porno discriminazione porno discriminazione

Gli stereotipi nel mondo del porno vanno alla grande perché sono facili da riconoscere per gli utenti. Il terapista sessuale Marty Kein dice che le persone hanno sempre amato categorizzare le altre in base al colore dei capelli, alla statura e ad altre caratteristiche fisiche, ma ciò non significa che l’intento sia razzista. “Fino a quando le categorie razziali serviranno per descrivere meglio un prodotto, l’industria del porno le userà a vantaggio degli utenti”, dice Klein.

 

passione interrazziale passione interrazziale

Alcuni attori danno poca importanza alla questione delle categorie ma altri cercano di risalire alle origini del problema: “Penso che le etichette dei porno siano razziste – dice l’attrice hard Daisy Ducati – ma penso anche che la nostra stessa nazione e gli utenti siano razzisti. È questo il motivo per cui abbiamo bisogno delle categorie”.

 

Per altri attori la categoria del video serve anche a stabilire il prezzo delle scene. “Non mi importa la nazionalità della donna – dice Moe ‘The Monster’ Johnson – il mio lavoro è recitare bene e ottenere una buona scena. Ma alcune ragazze pensano invece che dovrebbero essere pagate di più per lavorare con un nero. Personalmente, quando una compagnia minore mi chiede di girare una scena con una donna afro-americana mi offre circa la metà della paga rispetto a quando lavoro con una donna bianca”.

moe johnson moe johnson

 

Il porno non è un’industria giusta e le cose non cambieranno a breve. “Gli attori bianchi hanno più possibilità di fare soldi – spiega Daisy Ducati – le ragazze possono farsi conoscere e poi sfruttare il razzismo dell’industria per guadagnare di più lavorando con uomini neri. A me invece nessuno pagherà di più per scopare con un bianco”.

 

moe 'the monster' johnson moe 'the monster' johnson

Il mondo del porno raccoglie persone e attori da tutto il mondo e anche a causa della sua natura intrinsecamente intima è difficile evitare discriminazioni. Per i consumatori è lecito essere discriminatori nelle proprie preferenze sessuali, ma le cose dovrebbero essere diverse per i professionisti del settore.

 

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