QUANTO E’ DURO ATTACCARE GLI SCARPINI AL CHIODO? PERDERE NON SOLO L’URLO DEI TIFOSI MA ANCHE LA DOLCE VITA NELLE DISCO DI MILANO O SPASSARTELA A FORMENTERA CON LE TETTE FINTE DI NICOLE MINETTI? - PER I CALCIATORI ARRESTATI A CREMONA LE SCOMMESSE ERANO L’UNICO MODO PER MANTENERE ECONOMICAMENTE LA DOLCE VITA CHE AVEVANO CONOSCIUTO A IBIZA - FACEVI IMPAZZIRE GLI STADI: ADESSO TI RITROVI A PARLARE IN CODICE AL TELEFONO E USI LE SIM “SICURE” COME UN LAVITOLA E UN PAPA QUALUNQUE…

Paolo Berizzi per "la Repubblica"

C´è Zamperini che, in una specie di Truman show consapevole e volontario, posta i suoi attimi in tempo reale su Facebook: lui accanto al seno esplosivo dell´amica estiva Nicole Minetti; lui nella villa dieci stanze con piscina affittata sull´isola dal «gruppo di Formentera», al quale il nostro si pregia di appartenere. E fa niente se, dopo un´onorata carriera italo-inglese tra serie A e Premier League, lo Zamperini era finito sotto contratto prima con il Pescina Valle del Giovenco (C2) e poi con il Ventspils (prima divisione del campionato lettone). L´importante è essere nel Giro. E farlo sapere.

Per dire: domenica notte, tre ore prima dell´arresto. Sul profilo Fb il difensore scrive: «Milano».

Nell´ambiente della movida pallonara è un dress code: informi che ci sei, chi vuole ti trova lì, Ibiza, Hollywood, Toqueville, i templi notturni dei calciatori non più di primissima fascia ma, con un po´ di sforzo, a costo di deragliare, ancora aggrappati all´onda. Non sono più ma vogliono e devono essere ancora.

Provano a fermare il loro tempo. Un azzardo: perché dentro quel tempo non ci sono solo le aspiranti soubrette che ti fanno sentire ancora uno «importante», i residui dei cortigiani di un tempo, il pierre che in discoteca non smette di riservarti il tavolo buono. Dentro quel tempo magari c´entrano gli "zingari" (che agganciano Zamperini e Filippo Carobbio), o un viaggio non culturale in Oriente (lo racconta alla madre un preoccupatissimo Luigi Sartor), o una valigetta con 40mila euro da recapitare a un complice a un casello autostradale (l´ex portiere Nicola Santoni, amico fraterno di Doni che ha in mano il destino suo e dell´Atalanta).

Facevi impazzire gli stadi: adesso ti ritrovi a parlare in codice al telefono, fai Fantozzi per cancellare le prove, usi le sim «sicure» come un Lavitola; da svelto centrocampista che eri devi improvvisarti hacker fuori tempo massimo (Doni); ma intanto il «maresciallo» di cui ti prendi beffa ti ascolta. Sono le vite parallele dei calciatori scommettitori sul viale del tramonto. Una galassia fatta di gruppi e sotto gruppi. Nomi che furono e nomi che non saranno più. Ostinati.

Non mi arrendo, finché la ruota gira ci sto. La scimmia delle scommesse, certo. Ma non è solo malattia: è calcolo, incapacità di ridimensionarsi. I giocatori (in senso molto lato) arrestati a Cremona hanno tutti (tranne Doni, forse) una caratteristica di cui le intercettazioni non dicono abbastanza: non vogliono sparire dall´unica vita che hanno conosciuto, quella degli stereotipi che indossano come una maglia.

Le feste, i locali, il triangolo delle stelle e delle stelline (Costa Smeralda, Milano, Formentera), le auto sportive, le grandisorelle da paparazzo, i lenoni factotum. Quelli di cui magari nel frattempo sono diventati soci. Anche di scommesse. Ma stare nel Giro costa: e se hai smesso di giocare, o se fai la C, «tenere botta» (copyright Doni, intercettato con Santoni) può diventare un problema.

«I giocatori meno sono importanti e più se la tirano» dice un ex che «fuoricampo» dei calciatori, vizi e virtù, li conosce bene. «Il problema è che nel calcio di soldi ne girano sempre meno: in serie serie B e C molti fanno fatica a portare a casa lo stipendio. E quelli di prima fascia, i medio grandi abituati a un tenore di vita alto, non si arrendono all´idea di doversi dare una regolata». «I soldi mi fan comodo», va al nocciolo Carlo Gervasoni parlando al telefono con lo «zingaro» Gecic. Si scusa perché, sciagurato, in Brescia-Mantova brucia una scommessa salvando sulla linea della porta un gol che doveva far segnare. «Dice che ero il contabile» si sfoga l'«orientale» Sartor con la madre.

«Ci mettiamo a posto tutti», «un chilo», «due chili»: è il lessico dei biscazzieri del pallone. Affamati di soldi (la media dei loro stipendi non supera i 150mila euro: per loro bazzecole). Ingordi, in alcuni casi. Big Doni si becca 600mila euro l´anno (nonostante l´indagine e l´arresto l´Atalanta continua a pagarlo?).

Con Santoni (un «ex amico» diceva quest´estate dopo il botto, però poi gli ha pagato l´avvocato e ha continuato a pressarlo perché non parlasse) e con l´ex Napoli Maurizio Neri (allenatore delle giovanili del Parma, indagato) nel 2000 Doni fonda i Figli del Sole. Il lido balneare di Cervia divenuto base di un gruppo di amici-sodali (Doni, Santoni, Neri, il gestore Antonio Benfenati) che i magistrati definiscono «associazione a delinquere».

D´estate lo stabilimento è frequentato anche da altri calciatori amici dell´ex capitano atalantino: Gervasoni (arrestato), Manfredini (coinvolto nell´inchiesta "Last bet" e poi scagionato) e altri habitué che con le scommesse non c´entrano niente (Simone Inzaghi, Elvis Abbruscato, Gianni Munari). Quest´estate gli sponsor dell´Atalanta l´avevano scelto come location per un meeting: poi hanno pensato che come immagine non era carina.

Chi invece se l´è spassata da leone, a giugno, è Zamperini: vacanze a Formentera con «quelli che contano». In villa assieme al suo amicissimo Stefano Mauri, a Vieri, Brocchi, Matri, alle veline e alla consigliera regionale del bunga bunga Nicole Minetti. «Il seno esplosivo di Nicole conquista Alessandro Zamperini» titolarono le riviste gossippare. Un quarto d´ora warholiano. Poi, i titoli di coda.

 

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