fabrizio de andrè dori ghezzi

"E SE VAI ALL’HOTEL SUPRAMONTE TU VEDRAI UNA DONNA IN FIAMME E UN UOMO SOLO..." – IN UN SAGGIO IL CALVARIO DI FABRIZIO DE ANDRE’ E DORI GHEZZI RAPITI E SEQUESTRATI NEL 1979 IN SARDEGNA - LA REAZIONE DI FABER ("È UNO SCHERZO? TOGLITI QUEL PASSAMONTAGNA. TI CONOSCO?"), I 4 MESI DI PRIGIONIA E IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO COSSIGA CHE PRESE DI PETTO IL MINISTRO DEGLI INTERNI ROGNONI - VIDEO

 

 

Estratto del nuovo libro di Stefano Mannucci, "L' Italia suonata. Dagli anni del boom al nuovo millennio: la storia e la musica", edito da Mursia e Rtl 102.5, pubblicato da il Fatto Quotidiano

 

 

 

È già un' ora, un' ora e mezza.

de andrè dori ghezzi

Quanto durerà ancora questo supplizio? A occhi bendati, l' unica cosa che ti conforta è il familiare rumore asmatico della tua Dyane gialla, il motore che agonizza su ogni salita, tra le curve grezze che questi banditi affrontano, una dopo l' altra, mentre tu e Dori provate una morsa allo stomaco, lì buttati sui sedili posteriori, una nausea figlia non solo dell' ora e del viaggio, ma soprattutto della circostanza.

 

Che vogliono davvero, questi signori? Quando sono entrati in casa la giornata sembrava già finita, tutti quei parenti attorno a celebrare la festa del patrono, poi i nonni s' erano portati via la piccola Luvi, e meno male, altrimenti chissà come sarebbe finita.

 

Faber e Dori stavano per andare a letto, lei si era attardata in cucina, sai come sono le donne, non si coricano se hanno l' impressione che in giro ci sia ancora disordine.

Lui era già salito al piano di sopra, quando due di questi individui avevano immobilizzato la sua compagna. Un terzo faceva da palo. Un quarto, incappucciato, gli aveva puntato un fucile addosso, intimandogli di prepararsi, di portare con sé abiti adatti per l' autunno e oltre: la cosa rischiava di andare per le lunghe, e oggi è solo il 27 agosto di quest' anno tumultuoso di fine decennio, il 1979.

 

Faber non aveva voluto crederci: chi mai poteva avercela con lui e la sua famiglia? "Cos' è, uno scherzo?

de andrè dori ghezzi rapimento

Avanti, togliti quel passamontagna. Chi sei? Ti conosco?", aveva detto all' intruso, sperando in una lugubre burla destinata a evaporare in una risata. Quello lo aveva tenuto a tiro, senza accogliere obiezioni. De André non lo sa, ma il capobanda aveva raccolto le confidenze di una donna di servizio nella casa dell' Agnata e nel pomeriggio aveva dato via libera ai sequestratori: "Tutto a posto, stasera procedete, a dormire resteranno solo loro due".

 

E dire che Dori - neppure questo Fabrizio può saperlo, non ancora - è una soluzione di ripiego. A essere portato via con il padre avrebbe dovuto essere il diciassettenne Cristiano. "Sì, avevo progettato di andare a trovare papà", ricorderà con me De André jr. quasi quarant' anni dopo, "ma era arrivato da Genova un amico mio, aveva preso il traghetto imbarcandosi con la Vespa, così avevo deciso di spassarmela restando nella casa di mia zia a Portobello di Gallura".

 

de andrè dori ghezzi

Quanto durerà questo supplizio? Quanta benzina c' è nel serbatoio? Un nevrotico colpo di freno e finalmente la Dyane si ferma.

"Scendete!", è l' ordine impartito alla coppia di artisti dai rapitori. Nel cuore di una notte in cui ai tuoi occhi viene negato di vedere, ti affidi alle orecchie che percepiscono gli echi ostili di una natura silvestre e il battito del cuore impazzito della tua donna. Il tuo non risponde, ha deciso di non assecondare il ritmo della paura.

 

DORI GHEZZI CON FABRIZIO DE ANDRE

Puoi congratularti con le tue gambe, i tuoi piedi, che ora più che mai devono sostenerti, tu intellettuale sedentario dei miei stivali, faglielo vedere ai banditi che sei in grado di sostenere questa prova, ti aspettano due giorni di marcia tra le montagne di Pattada, verso un primo nascondiglio dove resterete per una settimana, e da lì fino a un secondo rifugio sotto le stelle, tu e Dori nella suite fatta di terra fango sassi e pioggia dell' Hotel Supramonte (così lo chiamano in codice i loro carcerieri, ma il vero Supramonte è dalle parti di Orgosolo, qui invece siamo alle pendici del Lerno), quattro mesi di prigionia, una catena al piede e un lucchetto che vi sigilla al tronco di un leccio, un uomo solo e una donna in fiamme che l' Italia ha perso di vista, due dei 16 rapiti in questi mesi nella Sardegna dove l' Anonima Sequestri la fa da padrone.

DORI GHEZZI CON FABRIZIO DE ANDRE

 

Passata la prima notte, scattato l' allarme, il presidente del Consiglio Cossiga prende di petto il ministro degli Interni Virginio Rognoni. Cossiga è figlio di quest' isola meravigliosa, complicata e fiera: paradossalmente, è uno dei politici di punta che tiene sotto costante osservazione il cantautore Fabrizio De André, le cui note simpatie anarchiche avevano fatto ipotizzare addirittura un suo coinvolgimento nelle trame oscure dietro la strage di piazza Fontana, e che oggi, stando alle valutazioni dei Servizi segreti, potrebbe essere un fiancheggiatore delle Brigate Rosse, magari ospitando terroristi latitanti nella sua tenuta dalle parti di Tempio Pausania.

Dori Ghezzi e Fabrizio De Andre

 

Cossiga non deve essere un attento ascoltatore dell' opera di De André: basterebbe mettere sul giradischi La guerra di Piero, con quel soldato che si fa cogliere dal dubbio e non vuole sparare su un suo simile con una divisa diversa. Alla fine viene ucciso in un campo di grano dal nemico, che invece non coltiva incertezze.

fabrizio e cristiano de andrèmannucci coverDORI GHEZZI CON FABRIZIO DE ANDRE zziIl matrimonio di Dori Ghezzi e Fabrizio De Andre

 

de andre' dori ghezzi

Ultimi Dagoreport

emmanuel macron friedrich merz giorgia meloni donald trump volodymyr zelensky vladimir putin

DAGOREPORT – ET VOILA', ANCHE SULLA SCENA INTERNAZIONALE, IL GRANDE BLUFF DI GIORGIA MELONI È STATO SCOPERTO: IL SUO CAMALEONTISMO NON RIESCE PIÙ A BARCAMENARSI TRA IL TRUMPISMO E IL RUOLO DI PREMIER EUROPEO. E L'ASSE STARMER-MACRON-MERZ L'HA TAGLIATA FUORI – IL DOPPIO GIOCO DELLA "GIORGIA DEI DUE MONDI" HA SUPERATO IL PUNTO DI NON RITORNO CON LE SUE DICHIARAZIONI A MARGINE DEL G20 IN SUDAFRICA, AUTO-RELEGANDOSI COSÌ AL RUOLO DI “ORBAN IN GONNELLA”,  CAVALLO DI TROIA DEL DISGREGATORE TRUMP IN EUROPA - DITE ALLA MELONA CHE NON È STATO SAGGIO INVIARE A GINEVRA IL SUO CONSIGLIERE DIPLOMATICO, FABRIZIO SAGGIO… - VIDEO

barigelli cairo

DAGOREPORT - PANDEMONIO ALLA "GAZZETTA DELLO SPORT"! IL DIRETTORE DELLA “ROSEA” STEFANO BARIGELLI VIENE CONTESTATO DAL COMITATO DI REDAZIONE PER LE PRESSIONI ANTI-SCIOPERO ESERCITATE SUI GIORNALISTI – LA SEGRETARIA GENERALE FNSI DENUNCIA: “I COLLEGHI DELLA 'GAZZETTA' CHE VOGLIONO SCIOPERARE VENGONO RINCORSI PER I CORRIDOI DAI LORO CAPIREDATTORI E MINACCIATI: ‘NON TI FACCIO FARE PIÙ LA JUVENTUS…” - BARIGELLI AVREBBE RECLUTATO UNA VENTINA DI GIORNALISTI PER FAR USCIRE IL GIORNALE SABATO E DIMOSTRARE COSI' ALL’EDITORE URBANETTO CAIRO QUANTO CE L’HA DURO – LA VICE-DIRETTRICE ARIANNA RAVELLI AVREBBE PURE DETTO IN MENSA A BARIGELLI: “STIAMO ATTENTI SOLO CHE NON CI SPUTTANI DAGOSPIA...” - VIDEO

luigi lovaglio giuseppe castagna giorgia meloni giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone milleri monte dei paschi di siena

DAGOREPORT - È VERO, COME SOSTENGONO "CORRIERE" E “LA REPUBBLICA”, CHE L’OPERAZIONE MPS-MEDIOBANCA È “PERFEZIONATA E IRREVERSIBILE”? PIU' SAGGIO ATTENDERE, CON L'EVENTUALE AVANZAMENTO DELL'INCHIESTA GIUDIZIARIA MAGARI (IERI ED OGGI SONO STATI PERQUISITI GLI UFFICI DEGLI INDAGATI), QUALE SARÀ LA RISPOSTA DEGLI INVESTITORI DI PIAZZA AFFARI (GIA' MPS E' STATA MAZZOLATA IN BORSA) - POTREBBERO ANCHE ESSERCI RIPERCUSSIONI SUL COMPAGNO DI AVVENTURE DI CALTARICCONE, FRANCESCO MILLERI, CHE GUIDA L'HOLDING DELFIN LA CUI PROPRIETÀ È IN MANO AI LITIGIOSISSIMI 8 EREDI DEL DEFUNTO DEL VECCHIO - MA IL FATTO PIÙ IMPORTANTE SARA' IL RINNOVO AD APRILE 2026 DELLA GOVERNANCE DI GENERALI (PER CUI È STATA ESPUGNATA MEDIOBANCA) E DI MPS DEL LOQUACE CEO LUIGI LOVAGLIO (VEDI INTERCETTAZIONI) - INFINE, PIÙ DI TUTTO, CONTANO I PASSI SUCCESSIVI DELLA PROCURA DI MILANO, CHE PUÒ SOSPENDERE L’OPERAZIONE DELLA COMBRICCOLA ROMANA FAVORITA DA PALAZZO CHIGI SE INDIVIDUA IL RISCHIO DI REITERAZIONE DEI REATI (DA PIAZZA AFFARI SI MOLTIPLICANO LE VOCI DI NUOVI AVVISI DI GARANZIA IN ARRIVO PER I "FURBETTI DEL CONCERTINO''...)

putin witkoff marco rubio donald trump zelensky

DAGOREPORT – SI ACCENDE LA RIVOLTA DEL PARTITO REPUBBLICANO CONTRO TRUMP - I DANNI FATTI DA STEVE WITKOFF (SOTTO DETTATURA DI PUTIN), HANNO COSTRETTO L’IDIOTA DELLA CASA BIANCA A METTERE IN CAMPO IL SEGRETARIO DI STATO MARCO RUBIO CHE HA RISCRITTO IL PIANO DI PACE RUSSIA-UCRAINA - CON IL PASSARE DELLE ORE, CON UN EUROPA DISUNITA (ITALIA COMPRESA) SUL SOSTEGNO A KIEV, APPARE CHIARO CHE PUTIN E ZELENSKY, TRA TANTE DISTANZE, SONO IN SINTONIA SU UN PUNTO: PRIMA CHIUDIAMO LA GUERRA E MEGLIO È…

giorgia meloni ignazio la russa matteo salvini antonio tajani

DAGOREPORT – LE REGIONALI SONO ANDATE A FINIRE COME NON VOLEVA, SALTELLANDO FUNICULÌ-FUNICULÀ, GIORGIA MELONI: LA "STATISTA DELLA SGARBATELLA", CHE RISCHIA DI NON TORNARE A PALAZZO CHIGI TRA DUE ANNI, ACCELERA SULLA DOPPIETTA PREMIERATO-LEGGE ELETTORALE, MA NON TUTTO FILA LISCIO A PALAZZO CHIGI: SALVINI E TAJANI SPUTERANNO SANGUE PUR DI OPPORSI ALL’INDICAZIONE DEL NOME DEL PREMIER SULLA SCHEDA ELETTORALE, CHE FINIREBBE PER CANNIBALIZZARLI - LA LEGA È CONTRARISSIMA ANCHE AL PREMIO DI MAGGIORANZA ALLA COALIZIONE (CON LA SOGLIA AL 40%, LA LEGA DIVENTEREBBE SACRIFICABILE) – ALTRA ROGNA: IGNAZIO LA RUSSA SCENDE IN CAMPO IN MODALITÀ SCASSA-MELONI: HA RINFOCOLATO LA POLEMICA SU GAROFANI E SE NE FOTTE DEI DIKTAT DELLA DUCETTA (FIDANZA SINDACO DI MILANO? NO, MEJO LUPI; PRANDINI GOVERNATORE DELLA LOMBARDIA? NO, QUELLA È ROBA MIA)

francesco de tommasi marcello viola daniela santanche ignazio leonardo apache la russa davide lacerenza pazzali

DAGOREPORT - CHE FINE HANNO FATTO LE INCHIESTE MILANESI SULLA SANTANCHE', SUL VISPO FIGLIO DI LA RUSSA, SUL BORDELLO DELLA "GINTONERIA" AFFOLLATA DI POLITICI, IMPRENDITORI E MAGISTRATI, OPPURE SULL'OSCURA VENDITA DELLA QUOTA DI MPS DA PARTE DEL GOVERNO A CALTAGIRONE E COMPAGNI? - A TALI ESPLOSIVE INDAGINI, LE CUI SENTENZE DI CONDANNA AVREBBERO AVUTO UN IMMEDIATO E DEVASTANTE RIMBALZO NEI PALAZZI DEL POTERE ROMANO, ORA SI AGGIUNGE IL CASO DEL PM FRANCESCO DE TOMMASI, BOCCIATO DAL CONSIGLIO GIUDIZIARIO MILANESE PER “DIFETTO DEL PREREQUISITO DELL’EQUILIBRIO” NELL’INDAGINE SUL CASO DI ALESSIA PIFFERI – MA GUARDA IL CASO! DE TOMMASI È IL PM DELL’INCHIESTA SUI DOSSIERAGGI DELL’AGENZIA EQUALIZE DI ENRICO PAZZALI, DELICATISSIMA ANCHE PER I RAPPORTI DI PAZZALI CON VERTICI GDF, DIRIGENTI DEL PALAZZO DI GIUSTIZIA MILANESE E 007 DI ROMA - SE IL CSM SPOSASSE IL PARERE NEGATIVO DEL CONSIGLIO GIUDIZIARIO, LA CARRIERA DEL PM SAREBBE FINITA E LE SUE INDAGINI SUGLI SPIONI FINIREBBERO NEL CESTINO - LA PROCURA DI MILANO RETTA DA MARCELLO VIOLA, CON L'ARRIVO DELL'ARMATA BRANCA-MELONI, E' DIVENTATA IL NUOVO ''PORTO DELLE NEBBIE''?