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LA RIVOLTA DEI PASSACARTE - A TRE GIORNI DAL CDA RAI, I CONSIGLIERI FANNO CAPIRE CHE NON FIRMERANNO SENZA FIATARE IL PIANO SULLE ‘SUPERDELEGHE’ AL DUPLEX MAGGIONI-CAMPO DALL’ORTO. E VOGLIONO ANCHE LE STANZE A VIALE MAZZINI - RINVIATO IL VALZER DELLE DIREZIONI DI RETE E TG, RISCHIANO I DIRIGENTI AMMINISTRATIVI

Annalisa Cuzzocrea per ‘’la Repubblica’’

 

 

CAMPO DALL ORTO E MONICA MAGGIONICAMPO DALL ORTO E MONICA MAGGIONI

«Non siamo dei passacarte e niente può essere considerato automatico». Sono le parole d’ordine che, a poche ore dal primo cda “ operativo” di viale Mazzini, circolano sulle linee telefoniche dei nuovi consiglieri. Che non hanno ancora ricevuto un formale ordine del giorno, ma che già sanno quale sarà il cuore della riunione prevista per mercoledì prossimo alle 9: l’affidamento al direttore generale Antonio Campo Dall’Orto e alla presidente Monica Maggioni delle nomine non editoriali fino a 10 milioni di euro.

CAMPO DALLORTO MAGGIONI PRANZO PARIOLI IL FATTOCAMPO DALLORTO MAGGIONI PRANZO PARIOLI IL FATTO

 

Un’interpretazione molto estensiva della legge Gasparri, già passata con lo scorso consiglio, quando — su invito dell’azionista — a Luigi Gubitosi e Anna Maria Tarantola erano stati «aumentati i poteri» (in modo da velocizzare le decisioni operative). Ma che i nuovi consiglieri non considerano affatto dovuta: «Ci dicono che non si può tornare indietro — è il ragionamento — ma il cda che ci ha preceduti era emanazione di un governo tecnico. Noi invece siamo stati eletti da un Parlamento che ci ha affidato delle responsabilità. Prima di decidere se delegarle dobbiamo vedere bene le carte, valutare i contrappesi, cercare un modo per temperare queste scelte ».

 

RITA BORIONIRITA BORIONI

Se fossero frasi che arrivano dai cosiddetti “consiglieri di opposizione”, Maggioni e Campo Dall’Orto potrebbero evitare di preoccuparsi. I dubbi però si sono insinuati in Franco Siddi, Rita Borioni, Guelfo Guelfi. E questo potrebbe rendere le cose più complicate.

 

Soprattutto perché l’intenzione del nuovo dg sarebbe di andare al di là dell’interpretazione fatta valere dal suo predecessore, chiedendo al consiglio di affidare anche le deleghe editoriali — cosa che la legge oggi non consente — alla presidente. Il tutto, facendo pesare il fatto che un ramo del Parlamento ha già approvato una riforma che toglie al Cda moltissimi dei suoi poteri di scelta.

Guelfo GuelfiGuelfo Guelfi

 

Una simile richiesta avverrebbe dopo un’ampia relazione su quel che il nuovo vertice vuol fare della Rai, sugli obiettivi che ritiene primari, sul senso che vuol dare al servizio pubblico, ma — per quanto alti siano gli intenti — è difficile che trovi terreno fertile. Il nuovo consiglio, infatti, si sta dimostrando più volubile del previsto. Come per le stanze: «Ci hanno detto che non abbiamo diritto agli uffici, ma chi lo decide? Siamo noi a doverlo fare! Il Cda Rai non è come quello di una qualsiasi azienda privata che si riunisce tre volte all’anno».

 

In realtà, la spending review del governo Monti aveva già annullato praticamente tutti i benefit dei consiglieri (oltre a ridurne di molto gli stipendi): via la macchina che più d’uno usava per farsi accompagnare ovunque. Via le segreterie. A restare erano stati solo quegli uffici del settimo piano, che l’ultimo cda ha in parte condiviso (Tobagi con Colombo, Pilati con Todini). «Che senso ha togliere anche quelli?», protesta il cda.

FRANCO SIDDI FOTO ANSA jpegFRANCO SIDDI FOTO ANSA jpeg

 

E mentre a viale Mazzini si continua a vociferare di una diarchia che litiga sui rispettivi compiti, chi ha parlato con Antonio Campo Dall’Orto e Monica Maggioni racconta il contrario: «La verità — dice chi ha parlato con il manager — è che Campo preferirebbe confrontarsi con lei piuttosto che col Consiglio, è per questo che vorrebbe affidarle quelle nomine».

selfie giancarlo leoneselfie giancarlo leone

 

A riprova del fatto che il valzer di poltrone sulle direzioni delle reti è rinviato, il dg ha convocato per giovedì 3 tutti gli attuali direttori. L’unica nomina che potrebbe arrivare presto è quella di un vicedirettore generale (forse l’attuale guida di Rai Uno Giancarlo Leone), ma anche questa dovrebbe slittare a dopo il 2. Quel che è certo, è che Campo Dall’Orto, prima ancora che a reti e Tg, dovrà mettere mano alla sua squadra, perché è difficile che possa giocare la partita con uomini scelti dai suoi predecessori (Gubitosi, sì, ma anche Mauro Masi).

CAMPO DALLORTO CAMPO DALLORTO

 

Così, a cambiare per prime potrebbero essere le direzioni degli Affari Legali (dove ora siede Salvatore Lo Giudice, già consigliere per l’editoria di Silvio Berlusconi quand’era premier), dello staff (c’è Carlo Nardello, anche lui ai vertici dai tempi del centrodestra), e in generale i dirigenti di quella macchina organizzativa che — prima di ogni altra cosa — dev’essere in sintonia con quello che secondo la visione del governo Renzi è un amministratore delegato a tutti gli effetti.

Rai Andrea Vianello Luigi Gubitosi Angelo Teodoli Giancarlo Leone Rai Andrea Vianello Luigi Gubitosi Angelo Teodoli Giancarlo Leone

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