LA RIVOLUZIONE RUSSA, EZIO MAURO DORME - UNO STORICO FA LE PULCI AL PROSSIMO LIBRO DEL GIORNALISTA SULLA CONQUISTA DEL PALAZZO D'INVERNO - EVENTI CONFUSI, NOMI SBAGLIATI, RASPUTIN TRATTATO DA CATTIVO DI FILM HORROR, TRAME ROMANZESCHE - NON SONO CRONACHE, SONO FIABE

Roberto Coaloa per Liberoquotidiano.it

EZIO MAUROEZIO MAURO

 

Come scrivere un libro sulla Rivoluzione russa?

Anzi, perché scrivere ancora un libro su un evento storico che ci appare, a cento anni di distanza, così noto e popolare? Perché, come al solito, i grandi media ne hanno fatto una ricostruzione semplicistica e molto romanzata, limitandosi a ripercorrere l' avventura di Lenin, senza considerare che i protagonisti dell' Ottobre furono altri.

 

Roberto Coaloa Roberto Coaloa

Un libro sulla Rivoluzione dovrebbe ripercorrere la storia di due rivoluzioni, quella inaspettata del 23 febbraio e quella gloriosa (come ci mostra il film Ottobre di Ejzentejn, molto lontano dalla realtà storica) della conquista del Palazzo d' Inverno, il 25 ottobre 1917. Magari facendo anche chiarezza sulle date: ad esempio, secondo il moderno calendario, diverso da quello giuliano in uso nell' Impero dello Zar, la Rivoluzione di febbraio avvenne l' 8 marzo e quella di ottobre il 7 novembre.

 

EZIO MAURO  sitoEZIO MAURO sito

Si ha conferma di questo racconto superficiale della Rivoluzione russa leggendo i pezzi di Ezio Mauro che la Repubblica sta pubblicando nell' anno del centenario e che approderanno in un volume edito da Feltrinelli: L' anno del ferro e del fuoco.

Cronache di una rivoluzione, che se mantiene l' impianto degli articoli potrebbe intitolarsi Fiabe di una rivoluzione.

 

Rasputin, il diavolo santo che annuncio la fine dello Zar Rasputin, il diavolo santo che annunciò la fine dello Zar

Lasciamo perdere alcuni particolari letti negli articoli: la traslitterazione di alcuni nomi russi è imprecisa (vedi Carskoe Selo, residenza dello Zar, traslitterata erroneamente in Zarskoe Selo) e a volte troviamo starec scritto in modi differenti. Lasciamo perdere anche alcune immagini dei video che accompagnano gli articoli di Mauro, dove il "topolino" giornalista scompare nei grandi palazzi della capitale zarista e inciampa nel pronunciare correttamente i nomi: Neva, Romanov e Carskoe Selo...

ZAR ZAR

 

RASPUTIN RASPUTIN

Entriamo, da storici, nel merito. Le vicende narrate da Mauro non sono analizzate da un punto di vista storico sono spesso fantasione alla Emilio Salgari. Mauro insiste su aspetti entrati nella leggenda della Rivoluzione. È il caso del suo primo contributo, dal titolo Rasputin, il diavolo santo che annunciò la fine dello Zar.

 

LENIN LENIN

Su Rasputin, Mauro non fa neanche una onesta divulgazione, la narrazione delle vicende che legano lo starec alla famiglia imperiale diventa - nel racconto del giornalista - un grande intrattenimento. Notiamo che su Rasputin, invece di scrivere che le donne lo cercano per consumare un atto sessuale, Mauro avrebbe potuto notare cose più sensate e originali.

 

Il giornalista, tuttavia, resta incantato dai luoghi della vecchia Pietrogrado e, invece di narrarci i segreti delle logge massoniche (che furono attive e che ebbero un ruolo importantissimo nelle scelte militari dello Zar prima e di Kerenskij dopo), si arrampica per i piani dei palazzi, immaginandosi orge sataniche, "gli spettri del caos" e il diavolo, che, ovviamente, fa capolino dalla sommità di una ardita e sontuosa rampa di scale.

rusyusupov3rusyusupov3

 

Sulla morte di Rasputin, descritta migliaia di volte, la narrazione di Mauro sembra non quella di un buon autore e divulgatore, ma quella di uno sceneggiatore della Hammer film, che conosce delle vicende passate solo la pellicola Rasputin e l' imperatrice con il grande Lionel Barrymore nella parte dello starec.

 

Raccontando il finale del noto complotto del principe Feliks Feliksovi Jusupov, Mauro scrive: «Il principe scese di nuovo, tastò il polso al monaco e con orrore vide aprirsi l' occhio sinistro, quindi il destro, fissi su di lui. E improvvisamente Rasputin balzò in piedi con la bava alla bocca cercando di afferrare il suo assassinio per la gola» Be', che dire? Qui la grande Storia diventa un B-movie con il redivivo Bela Lugosi nel ruolo di un mostruoso Rasputin!

LENINLENIN

 

rasputin ptrasputin pt

Peggio fa il nostro Autore con il terzo contributo: «Pietrogrado, quel febbraio 1917 di rabbia e fuoco: e la rivolta diventa rivoluzione». La Rivoluzione di febbraio, nell' interpretazione di Mauro, sembra accadere per caso, grazie alle donne. Scrive: «Le donne che portano il peso del lavoro, della famiglia e del cibo che manca si ricordano che il 23 febbraio russo corrisponde all' 8 marzo del calendario occidentale, il giorno della loro festa rovesciata in disgrazia». Qui la grande Storia diventa davvero una narrazione troppo superficiale e riduttiva.

 

LENINLENIN

Certo, la Rivoluzione russa ha due momenti distinti: il Febbraio e, ovviamente, quello che è passato alla storia come il grande Ottobre. Oggi appare necessario scriverne una storia, anche breve, dove appaiono senz' altro Lenin e Trockij, ma le loro vicende devono essere accostate a quelle degli altri attori della Rivoluzione.

 

È vero che la Rivoluzione di febbraio la fanno le donne, che tolstojanamente «non possono più tacere» e reclamano con forza il pane, la pace e i mariti che sempre più numerosi sono inghiottiti nell'«inutile strage». Ma ad animare la rivolta è uno sconosciuto e giovane sergente, Fëdor Linde, che non è citato da Mauro.

 

grigori rasputin (1)grigori rasputin (1)

Trockij, invece, lo ricorda: «l' appello diretto a scendere in piazza» era venuto da Linde. Kerenskij e poi Kornilov, loro malgrado, aprono la porta all' Ottobre e favoriscono l' affermarsi dei bolscevichi, che metteranno in scena una presa di potere che non ha nulla di eroico, anzi.

Il film Nicholas and Alexandra Il film Nicholas and Alexandra lenin al mausoleo di moscalenin al mausoleo di moscall mistico Raspuntin era ossessionato dal sesso ll mistico Raspuntin era ossessionato dal sesso

Ultimi Dagoreport

fulvio martusciello occhiuto zangrillo

IN FORZA ITALIA C’È UN CLIMA INFAME – IL TAJANEO FULVIO MARTUSCIELLO MANDA UN MESSAGGIO NELLA CHAT DEL PARTITO CAMPANO E INVITA A DISERTARE LA GIORNATA DI OGGI DEL CONVEGNO DEI GIOVANI IMPRENDITORI DI CONFINDUSTRIA A CAPRI: “IL PROGRAMMA DI OGGI È DAVVERO FIACCO”. IL MOTIVO? OGGI ALL’EVENTO PARLERANNO I DUE ACERRIMI AVVERSARI INTERNI DI TAJANI: ROBERTO OCCHIUTO E PAOLO ZANGRILLO – “DOMANI INVECE TUTTI PRESENTI PER APPLAUDIRE ‘IL NOSTRO UNICO LEADER’ (MA CHI E’, KIM JONG UN?)

meloni merz le pen trump

DAGOREPORT - NEI GIORNI IN CUI A BRUXELLES SI TIENE UN CONSIGLIO EUROPEO INFUOCATO, GIORGIA MELONI PERDE IL SUO UNICO ALLEATO: MERZ. SUL BILANCIO COMUNITARIO, IL CANCELLIERE TEDESCO VOLTA LE SPALLE ALLA DUCETTA, CHE SOGNA UN BILANCIO GONFIO, E SI ACCODA AL FRONTE DEI PAESI FRUGALI: "DOBBIAMO RIDURLO IN MODO SIGNIFICATIVO" - INOLTRE, LA MELONI, ORA CHE NON C'È PIÙ L'UNGHERESE VIKTOR ORBAN, SCONFITTO ALLE ELEZIONI DI APRILE, È RIMASTA L'UNICA A DIFENDERE IL DIRITTO DI VETO, CHE BLOCCA OGNI DECISIONE A BRUXELLES - A VIENNA SI SONO RIUNITE LE TESTE D'UOVO DEL VECCHIO CONTINENTE PER INTERROGARSI SUI TERREMOTI POLITICI CHE POTREBBERO SCUOTERE IL MONDO NEI PROSSIMI MESI: DELLE ELEZIONI ITALIANE, ANCORA SENZA UNA DATA, NEPPURE UNA PAROLA. A TOGLIERE IL SONNO AI POTENTONI EUROPEI SONO SOPRATTUTTO TRE APPUNTAMENTI ELETTORALI: ISRAELE, STATI UNITI E FRANCIA....

giuseppe castagna giancarlo giorgetti banco bpm credit agricole

DAGOREPORT - MENTRE GLI OCCHI DI TUTTI SONO PUNTATI SUL PALIO DI SIENA TRA MPS E INTESA, CON FARE SILENTE E QUASI ACCOMODANTE, COM’È IL LORO STILE, I FRANCESI DI CREDIT AGRICOLE STANNO ALLUNGANDO LE LORO MANINE SU BANCO BPM, SECONDO POLO BANCARIO ITALIANO PER RETE DI SPORTELLI - PER RENDERE L’ISTITUTO, CARO ALLA LEGA, NON PIÙ CONTENDIBILE (VEDI L’OPS DI UNICREDIT FERMATA A COLPI DI GOLDEN POWER), IL MINISTRO DEL MEF GIORGETTI HA PORTATO DENTRO IL CAPITALE SOCIALE DEL BANCO I FRANCESI, GIA’ A CAPO DEL GRUPPO CREDIT AGRICOLE ITALIA - UNA VOLTA RAGGIUNTO IL 29,3% DI BPM, NELLA TESTA DI PARIGI SPUNTA LA GENIALE IDEA: PERCHÉ IMBARCARSI IN UN’OPA ONEROSA SUL BANCO CARO AL CARROCCIO, QUANDO LO SI PUÒ ESPUGNARE “A GRATIS”, SENZA SGANCIARE UN EURO DI PREMIO AI SUOI AZIONISTI? - C’EST FACILE! BASTA FAR CREDERE CHE SIA BPM A COMPRARE CREDIT AGRICOLE ITALIA: IL BANCO INCORPORA LA CONTROLLATA DEI FRANCESI, E IL RISULTATO “POLITICO” È CHE GLI ITALIANI SI PRENDONO LA BANCA TRANSALPINA. IL PIÙ CLASSICO GIOCO DI PRESTIGIO…

giulia presutti

OCCHI FODERATI DI...PRESUTTI – DAL CASO DELLA DENUNCIA DI MOLESTIE SESSUALI NEI CONFRONTI DI NELLO TROCCHIA E SARA GIUDICE (ACCUSE POI ARCHIVIATE), ALLE DISCUTIBILI CENE AL "CEFALU’ BISTRO’" DI LAVITOLA, LA RESISTIBILE ASCESA (E REPENTINA DISCESA?) DI GIULIA PRESUTTI - LA 36ENNE GIORNALISTA RAI, DOPO AVER FATTO RIBELLARE LA REDAZIONE DI "REPORT", ORA FA INCAZZARE L'INTERO GRUPPO DI LAVORO DI “MI MANDA RAI TRE” -LA REDAZIONE DEL PROGRAMMA SI CHIEDE: PERCHÉ UNA GIORNALISTA COME LEI, CHE NON HA MAI CONDOTTO UNA TRASMISSIONE, DEVE PER FORZA CONDURRE? PERCHE' PAOLO CORSINI INTIGNA NEL VOLERLA "LANCIARE" A DISPETTO DEI SANTI? - LA PIACENTE GIULIA E' FIGLIA DEL POTENTE PIERCARLO PRESUTTI, DA 17 ANNI CAPO DELLO SPORT DELL'ANSA, E UOMO DI RELAZIONI TRASVERSALI NELLA ROMANELLA EDITORIAL-POLITICA...

marco caputo giovanni alibrandi rai radio

DAGOREPORT – RADIO RAI, UN UFFICIO DI COLLOCAMENTO PER AMANTI, MOGLI, AMICI DI: DAL CASO CLAUDIA CONTE ALL’INFORNATA DI BELLE E PROCACI GIOVANI SU RADIO2, C’È GROSSO MALESSERE A VIA ASIAGO – IN VISTA DELLE ELEZIONI DEL PROSSIMO ANNO, È PARTITO IL SOLITO VALZER DI ABBOCCAMENTI CON LA POLITICA (ALCUNI DIRETTORI GIA' S'ALLISCIANO VANNACCI) – LE POLTRONE CHE TRABALLANO: MARCO CAPUTO, DIRETTORE DI RADIO RAI, E GIOVANNI ALIBRANDI, GRAN CAPO DI RADIO2, NOMINATO IN QUOTA LEGA MA POI ALLONTANATOSI DAL CARROCCIO - EMA STOCKHOLMA E LA NUMEROSA SQUADRA DI "BADANTI" AL SUO SEGUITO - LA GRANDE INFORNATA DI "INFLUENCER" E BONAZZE VARIE A RADIO2...

meloni vannacci manlio messina cateno de luca berlusconi

DAGOREPORT - SE IL CAMPO LARGO CONTINUA TAFAZZIANAMENTE A DARSI BOTTIGLIATE SULL'INGUINE, ESCLUDENDO UN GIORNO L’”INAFFIDABILE” RENZI, IL GIORNO DOPO IL “CONTIANO” ONORATO, DOPODICHÉ TOCCA DELEGITTIMARE L’’’ESATTORE” RUFFINI E IL “POLIZIOTTO” GABRIELLI, MELONI DIMOSTRA ANCORA UNA VOLTA DI POSSEDERE INTELLIGENZA POLITICA. NEL PURO SOLCO DEL BERLUSCONISMO D’ANTAN: MA PERCHÉ ESCLUDERE QUANDO SI PUÒ AGGIUNGERE? - E VOILÀ, HA RECUPERATO IL FEDELISSIMO MANLIO MESSINA CHE A SUA VOLTA HA AGGANCIATO IL MOVIMENTO GUIDATO DA CATENO DE LUCA, "SUD CHIAMA NORD" - L’OBIETTIVO DI CATENO (E MESSINA) È QUELLO DI RAGGIUNGERE IL 3% ATTRAVERSO UNA CAMPAGNA DI ARRUOLAMENTO DI ALTRI SINDACI, CONTROCANTO DEL PROGETTO CIVICO ITALIA MESSO SU DA ONORATO, MA NON ESCLUDENDO DI PORTARE NELL’ARMATA BRANCA-MELONI GLI AMICI UDC DI CESA E DI MASTELLA - E COSÌ, PER RIEQUILIBRARE I VOTI PERDUTI DEI BOLLITI SALVINI E TAJANI, E SEMPRE AUSPICANDO CHE LUNGO LA STRADA IL FENOMENO VANNACCI SI SGONFI, “GIORGIA BERLUSCONI” HA COMINCIATO AD ALLARGARE IL PERIMETRO DEL CENTRODESTRA, PRONTA AD ACCOGLIERE IL DIAVOLO (SE NECESSARIO) PUR DI ARRIVARE AL PREMIO DI MAGGIORANZA DEL 42%… - VIDEO