momenti di gloria chariots

SEQUEL ALLA PECHINESE - DOPO 34 ANNI ARRIVA IL SEGUITO DI “MOMENTI DI GLORIA” - IL FILM, GIRATO SOPRATTUTTO IN CINA, SI INTITOLA “L’ULTIMA CORSA” E RACCONTA GLI ANNI ‘CINESI’ DI ERIC LIDDELL, QUANDO DIVENNE UN EROE CONTRO L’OCCUPAZIONE GIAPPONESE

Guido Santevecchi per il “Corriere della Sera”

 

MOMENTI DI GLORIAMOMENTI DI GLORIA

Dopo 34 anni e quattro Oscar arriva il seguito di Momenti di Gloria, il film sulle Olimpiadi di Parigi 1924, una storia di rivalità, senso dell’onore e amicizia sportiva che rappresentò la quintessenza del «fair play» britannico. Il sequel invece è «made in China».

 

Titolo: L’ultima corsa. E viene girato a Tianjin dal regista di Hong Kong Stephen Shin, autore anche della sceneggiatura. Riprende la vita di Eric Liddell, il velocista fervente cristiano che vinse l’oro olimpico dei 400 metri nel 1924 dopo aver rifiutato di correre nei 100, dove era molto più forte, perché la finale era prevista di domenica, giorno dedicato al Signore.

MOMENTI DI GLORIA MOMENTI DI GLORIA

 

Liddell era nato nel 1902 in Cina a Tientsin, la concessione internazionale che oggi si chiama Tianjin. I genitori erano missionari scozzesi e mandarono il ragazzo a studiare in Gran Bretagna. E lì Eric, in quei tempi mitici di dilettantismo sportivo, alternò l’educazione universitaria con la nazionale di rugby e l’atletica leggera.

 

Era generoso nello sforzo e negli ultimi metri dello sprint rovesciava la testa all’indietro in cerca di un soffio d’aria. Subito dopo la gloria di Parigi il campione tornò a casa, in Cina. E si fece missionario anche lui. Ma sempre con la passione per lo sport: a Tientsin aiutò a costruire lo stadio di atletica Mingyuan, modellato sul vecchio campo di Stamford Bridge a Chelsea, dove Liddell amava allenarsi. Tempi felici: Eric si sposò ed ebbe tre figli.

 

MOMENTI DI GLORIA    MOMENTI DI GLORIA

Nel 1937, quando i giapponesi arrivarono a Tientsin, mandò la famiglia in Canada, ma restò nella sua missione. Nel 1941 fu internato in un campo di concentramento. Continuò a prodigarsi, rischiando la vita per fare entrare cibo di contrabbando e aiutare migliaia di compagni di sofferenza, occidentali e cinesi. Winston Churchill fece negoziare uno scambio di prigionieri con Tokyo per liberare l’atleta-missionario, ma Liddell rifiutò e invece fece rilasciare un’altra internata che aspettava un bimbo. Morì in prigionia nel febbraio 1945 all’età di 43 anni.

 

MOMENTI DI GLORIA   MOMENTI DI GLORIA

Liddell, che è interpretato dall’attore britannico Joseph Fiennes, è considerato un eroe anche a Pechino: essendo nato a Tientsin è stato il primo atleta «cinese» a vincere un oro olimpico, i cinesi lo hanno ribattezzato Li Airui. E poi, lo «Scozzese volante» fu vittima dell’odiata occupazione giapponese, che ancora oggi rende tese le relazioni tra Pechino e Tokyo. I suoi resti riposano in un mausoleo cinese che onora i martiri della resistenza anti-nipponica.

 

«Non è solo il tema perfetto per il cinema, è anche un modo perché i giovani non dimentichino quel passato», ha spiegato il regista Stephen Shin. Joseph Fiennes dice di aver trovato ispirazione in questa lettera di Liddell dalla prigionia: «Nella polvere della disfatta, come nell’alloro della vittoria, c’è sempre gloria se si è dato il meglio di sé».

 

Eric LiddellEric Liddell

Ma la materia è politicamente delicata nella Cina di oggi, perché Liddell era anche un campione della fede cristiana, mentre ai membri del partito comunista cinese è imposto l’ateismo. Per ottenere il visto dalla censura di Pechino, che ammette solo 34 film stranieri all’anno sul mercato, la produzione di Hong Kong (considerata straniera per il cinema) ha affiancato a Liddell diversi personaggi positivi cinesi e ha documentato la ferocia dei carcerieri giapponesi.

 

Il fatto che L’ultima corsa si sta girando in Cina (ci sono scene anche in Canada e Gran Bretagna) segnala che la censura di Pechino ha dato il nulla osta. Momenti di gloria uscì ai tempi della guerra delle Falklands e il regista Hugh Hudson disse in seguito: «I thatcheriani pensarono di usarlo per fini patriottici, ma la gente fece la fila per vederlo anche in Argentina».

Eric Liddell Eric Liddell

 

 

 

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