STAMPA BASTARDA! - QUANDO LA GUERRA SU MONTEPACCHI FACEVA CACCIARE I DIRETTORI: UN ANNO FA RIFFESER LICENZIAVA IN TRONCO TEDESCHINI DA “LA NAZIONE” NEL SILENZIO DI TUTTI I GIORNALONI CHE OGGI SCOPRONO LO SCANDALO MPS - LA SUA COLPA: AVER DATO CONTO DI UN COMUNICATO DELLA FONDAZIONE MPS. “A SIENA C’ERA UN CLIMA TALE DI OMERTÀ CHE BASTAVA SEMPLICEMENTE SCRIVERE QUELLO CHE ERANO GLI ATTI UFFICIALI…”

Cristiano Pellegrini per "Agenziaimpress.it"

«La storia mi ha dato ragione, è una magra consolazione». Era il 17 aprile di un anno fa quando Mauro Tedeschini, direttore da nove mesi de La Nazione, fu sollevato dal suo incarico. Oggi l'ex direttore del quotidiano fondato da Bettino Ricasoli dirige Il Centro in Abruzzo e in un'intervista alla trasmissione radio Caterpillar, lo storico contenitore radiofonico di Radio Due, ha ripercorso quanto accaduto in quei giorni togliendosi qualche sassolino dalla scarpa.

E sono parole che, in piena crisi Mps, assumono un significato e un valore ancora più forte di quanto non suscitarono già allora nel mondo dell'informazione, quando provocarono addirittura uno sciopero. Si consideri che i redattori del quotidiano non scioperavano a sostegno di un direttore dal 1981 all'epoca di Gianfranco Piazzesi.

La crisi e il potere delle banche sui giornali «Teniamo presente - ha detto questa mattina Tedeschini - che in tempo di crisi il potere delle banche sulle imprese, non solo sui giornali, è totale. Quindi, di fronte alla richiesta di ammorbidire la linea uno viene rimosso nonostante il giornale stesse andando molto bene. Nonostante, sapete, i giornali non stiano vivendo una stagione felice. E quindi non c'era nessun motivo legato all'andamento del giornale».

Il motivo dell'allontanamento Ma ritorniamo ai fatti di allora. Come raccontato dallo stesso Tedeschini a Primaonline.it quella che lo ha visto protagonista è stata «un'esperienza sconcertante con elementi di brutalità che non mi sarei mai aspettato. Tutto è partito nel tardo pomeriggio del 16 aprile 2011 da una telefonata con la quale il capo della redazione di Siena mi avvisa di un comunicato della Fondazione del Monte dei Paschi, che in qualche modo rispondeva a una richiesta del Comune per ottenere una fideiussione di buoni comunali che l'amministrazione senese voleva emettere per finanziare il bilancio.

Me lo sono fatto girare e si trattava di un comunicato civile nel quale si spiegava che, per accordi presi con i creditori al momento dell'aumento di capitale del Monte, la Fondazione non poteva toccare lo stato patrimoniale - che comprendeva le fideiussioni - fino al 30 di aprile. Il capo della redazione di Siena, intendeva ovviamente pubblicare la nota, firmata dal presidente Gabriello Mancini e io gli dissi che non vedevo motivo per non farlo. Poi non ci ho pensato più, ritenendola solo l'ennesima puntata della vicenda Mps, di cui tutti i giornali si sarebbero occupati».

E invece accade quello che non ti aspetti. The day after «La mattina successiva passa tranquilla. Alle 13,55 prendo il treno per andare alla sede bolognese della Poligrafici per un incontro sindacale ed è durante il viaggio che mi telefona Andrea Riffeser (l'editore, NDA) furibondo. Mi dice il sindaco di Siena, Franco Ceccuzzi, aveva protestato per l'articolo con il comunicato della Fondazione Mps». Poi, dopo una serie di telefonate, Tedeschini viene rimosso dall'incarico.

Siena come il Truman Show Oggi, dopo nove mesi, sulle prime pagine dei giornali a campeggiare sono Siena e le vicende del Monte dei Paschi. «Mentre, onestamente, Il Fatto Quotidiano ha scoperchiato un calderone molto, ma molto maleodorante, noi facevamo articoli assolutamente normali, ci limitavamo a scrivere quello che veniva detto in sede ufficiale ma a Siena c'era un clima tale di omertà che bastava semplicemente scrivere quello che erano gli atti ufficiali.

Noi facevamo normale cronaca tanto che qualche tempo dopo fui invitato a Siena perché un comitato civico nato lì fece una pubblica assemblea sul Monte perché si cominciava a capire che qualcosa non funzionava. Ricordo che si alzò un medico che non c'entrava niente con la vicenda del Monte e disse: «Noi abbiamo vissuto una specie di Truman Show e ora ci stiamo svegliando perché prima il Monte pagava tutto, qualsiasi necessità ci fosse a Siena il Monte pagava. Quindi la mattina tutti noi ci svegliavamo e dicevamo "Che bello vivere a Siena"; adesso ci stiamo accorgendo che era tutto un Truman Show e il risveglio sarà molto molto brutale come in effetti sta avvenendo perché questa per Siena è una batosta micidiale».

 

n cc13 x andrea riffeserMauro TedeschiniGabriello ManciniFRANCO CECCUZZI

Ultimi Dagoreport

sallusti cerno

FLASH! - ALLA NOTIZIA DELLA NOMINA DI ALESSANDRO SALLUSTI A DIRETTORE DI “LIBERO”, TOMMASO CERNO HA INIZIATO A SMANIARE: E’ ANDATO IN CRISI DI ATTENZIONI – PER OSCURARE IL RITORNO DI SALLUSTI, E RIMETTERE SE STESSO AL CENTRO DEL VILLAGGIO, QUELLA REGINA PAZZA DI CERNO HA DATO DISPOSIZIONI ALLA REDAZIONE DI "SCHIERARE" DOMANI IN PRIMA PAGINA TUTTE LE FIRME PIU’ IMPORTANTI DE "IL GIORNALE" – STRANO, PER UN DIRETTORE CHE IN REDAZIONE SI VEDE POCO E HA VIA VIA OSCURATO GLI EDITORIALI ALTRUI LASCIANDO SPAZIO SOLO A SE STESSO…

giorgia meloni carlo calenda

FLASH! - CARI FRATELLINI D’ITALIA, SMETTETELA DI CORTEGGIARE CARLETTO CALENDA: CON L’ARMATA BRANCA-MELONI, NON ANDRÀ MAI E POI MAI - CALENDA CI HA INVIATO LA SEGUENTE PRECISAZIONE: “CARO DAGO, NON HO NESSUNA INTENZIONE DI CANDIDARMI A FARE IL SINDACO DI ROMA. NON HO MAI AVUTO CONTATTI CON LA DESTRA A QUESTO PROPOSITO E SE ME LO CHIEDESSERO RISPONDEREI “NO GRAZIE”. IL LAVORO IN CUI SONO TOTALMENTE IMPEGNATO È GUIDARE AZIONE ALLE PROSSIME ELEZIONI POLITICHE” – COME SI DICE ALLA GARBATELLA: “ 'A GIO', SE VEDEMO…”

il messaggero francesco gaetano caltagirone giorgia meloni villa galleria borghese crosetto

FLASH! – DOPO LA BATOSTA BANCARIA DI MPS, L’IDILLIACO RAPPORTO TRA I FRATELLI DI MELONI E CALTAGIRONE MINACCIA DI INCRINARSI? - SBIRCIANDO “IL MESSAGGERO” DI OGGI SPICCANO DUE ARTICOLI CHE NON AVRANNO FATTO ALCUN PIACERE ALLA FIAMMA MAGICA – IL PRIMO È ADDIRITTURA UNO SCOOP, ESSENDO L’UNICO GIORNALE A RIVELARE UNA “LITE FURIBONDA A PALAZZO CHIGI” TRA LA DUCETTA E CROSETTO (CHE HA SMENTITO) – IL SECONDO È UNA PAGINATA DEDICATA ALL’AMPLIAMENTO DELLA GALLERIA BORGHESE, CARO A CALTA-RUTELLI-CHICCOTESTA, CHE IL “TIMES” DI LONDRA, IN COMPAGNIA DI FDI (FABIO RAMPELLI), HA DEFINITO “BLASFEMO”…

manfredi lefebvre d'ovidio dovidio aponte, palenzona bisignani porro scaroni cimbri costamagna brachetti peretti, caltagirone nagel jes staley nicole junkerman stella li mara carfagna

ALTA SOCIETÀ, BASSA MAREA - NON AVENDO UN CAZZO DA FARE (O MOLTI AFFARI DA CONCLUDERE), 700 PERSONAGGI ILLUSTRI SONO SALITI A BORDO DELLA "CRYSTAL SYMPHONY" PER LA ZUPPA DI NOZZE DELL’ARMATORE ITALO-MONEGASCO MANFREDI LEFEBVRE D'OVIDIO – 5-GIORNI-5 DI UN’INDICIBILE CROCIERA DA CIVITAVECCHIA A MALTA CHE HA VISTO LA PARTECIPAZIONE DI APONTE, PALENZONA, BISIGNANI, NICOLA PORRO, SCARONI, CIMBRI, COSTAMAGNA, BRACHETTI PERETTI, BERNABÈ, PASSERA, DOMPÉ, MARA CARFAGNA, MARCO CARRAI; CILIEGINA SULLA TORTA: LA GLACIALE STRETTA DI MANO TRA CALTAGIRONE E NAGEL - PIÙ PICCANTE LA PRESENZA A BORDO DI DUE PERSONAGGI CHE HANNO AVUTO A CHE FARE CON JEFFREY EPSTEIN: L'EX CEO DEL COLOSSO BANCARIO BRITANNICO "BARCLAYS", JAMES STALEY, CHE GESTIVA PERSONALMENTE IL PATRIMONIO MULTIMILIONARIO DEL FINANZIERE PORCONE. E LA SPLENDIDA NICOLE JUNKERMAN, NONCHÉ CONTESSA BRACHETTI PERETTI, CHE PER 20 LUNGHI ANNI E' STATA AMICA DEL DEFUNTO DEPRAVATO...

rocco basilico - nicoletta zampillo - leonardo maria del vecchio

DAGOREPORT - FERMI TUTTI! COLPO DI SCENA NELLA TRIBOLATISSIMA “SUCCESSION” DEGLI EREDI DEL VECCHIO – DAGOSPIA PUÒ RIVELARE CHE NICOLETTA ZAMPILLO, VEDOVA DEL VECCHIO, CON UNA LETTERA AL BOARD DI DELFIN, HA DECISO DI DISCONOSCERE LA CESSIONE DEL 12,5% DELLE QUOTE DELLA HOLDING AL FIGLIO ROCCO BASILICO, AVUTO DAL MATRIMONIO COL BANCHIERE PAOLO BASILICO, APPOGGIANDO L’ALTRO FIGLIO LEONARDO, AVUTO DALLE SUCCESSIVE NOZZE COL PATRIARCA DI LUXOTTICA: “L’ATTO È STATO DA ME STIPULATO A SOLI TRE GIORNI DALLA MORTE DEL MIO COMPIANTO MARITO, ERA UN MOMENTO NEL QUALE, ANCORA DEVASTATA DAL DOLORE, NON ERO IN GRADO DI VALUTARE LA PORTATA E LE CONSEGUENZE” – LA MOSSA DELLA ZAMPILLO ARRIVA DOPO CHE ROCCO BASILICO HA FATTO RICORSO ALLA CORTE DEL LUSSEMBURGO PER BLOCCARE L’OPERAZIONE CON CUI LEONARDINO HA OTTENUTO L’OK PER PRENDERSI IL 25% DELLE QUOTE DI DELFIN DAI FRATELLI LUCA E PAOLA – NELLA LETTERA LA ZAMPILLO AGGIUNGE: “CON L’AUSILIO DEI MIEI CONSULENTI HO APPRESO CHE LA VALIDITÀ GIURIDICA DI QUELL’ATTO È FORTEMENTE DUBBIA…”