UNO STREGA PICCOLO PICCOLO – LO SCENEGGIATORE DI NANNI MORETTI È IL VINCITORE ANNUNCIATO DEL PREMIO: EDITORE GIUSTO (EINAUDI), LIBRO POLITICO, SCRITTORE DE’ SINISTRA – PERCHÉ ‘CASA BELLONCI’ HA MESSO IL VETO SU BUTTAFUOCO E PICCA?

Silvia Truzzi per ‘Il Fatto Quotidiano'

Ritenendo definitivamente chiusa epoca premi letterari rinuncio al premio perché non mi sento di continuare ad avallare con il mio consenso istituzioni ormai svuotate di significato". Mittente: Italo Calvino (cui è stato intitolato, post mortem un premio letterario, seppur per esordienti). Destinatario: il Premio Viareggio. Siamo alla fine degli Anni 60, premiopoli è al suo apice. Un telegramma - racconta Andrea Kerbaker nel suo nuovo Breve storia del libro (a modo mio), appena uscito per Ponte alle Grazie - arriva anche nel 1975 al Premio Bagutta.

"Lo firma il vincitore di quell'edizione, Tommaso Landolfi, autore di proverbiale riservatezza, che usa soltanto tre parole: ‘Deploro mia assenza'. Se neppure letterati della loro autorevolezza sono riusciti a sconfiggere premiopoli, non credo che lo farà mai nessuno. Con grande soddisfazione dei reparti commerciali e di marketing". Infatti, siamo sempre qui e sì, state leggendo un articolo sul premio Strega: del resto è marzo e insieme alla natura si risvegliano anche gli appetiti degli editori.

Di seguito breve riassunto delle strategie 2014. Einaudi candida Francesco Piccolo, con Il desiderio di essere come tutti (anzi tutti, in maiuscolo). Il libro di Piccolo, autore casertano stimato quanto poliedrico (scrive anche per la tivù e il cinema) è da mesi il vincitore annunciato. Le ragioni sono molte: editore giusto, il potente Struzzo, libro politico, autore autorevole.

Dunque, direte voi, Mondadori salterà un giro, per non ostacolare la sorellina sabauda. Invece no: Segrate ci sarà, precisamente con Lisario o il piacere infinito delle donne di Antonella Cilento, libro di cui si può dire poco perché non è ancora uscito. Si sa che è la storia di una giovinetta bella e muta, nella Napoli seicentesca. Naturalmente questo non significa affatto che i voti di Mondadori saranno negati a Piccolo. E i "nemici" di Rcs?

L'affare qui si complica. L'anno scorso ha vinto un autore Rizzoli - Walter Siti - dunque quest'anno sarà difficile fare il bis. Pare che Elisabetta Sgarbi - direttore editoriale di Bompiani - avesse intenzione di far correre Il dolore pazzo dell'amore di Pietrangelo Buttafuoco. Tra i cui pregi c'era, anche, di avere uno stile e un linguaggio completamente diversi dal romanzo di Piccolo. Pare che il veto su Buttafuoco l'abbia messo direttamente Casa Bellonci, che non voleva né Buttafuoco né Aurelio Picca (che si era comunque sottratto, rifiutandosi di fare la vittima sacrificale).

Risultato? Candidato ufficiale Bompiani è Il padre infedele di Antonio Scurati, storia di ordinaria conflittualità post partum: "Avevamo cominciato a non essere più una coppia un attimo dopo essere divenuti una famiglia". Scelta singolare per molte ragioni. L'autore ha gareggiato nel 2009, perdendo in finale con Tiziano Scarpa per un solo voto: sconfitta che brucia ancora e che rischia di ripetersi. Il libro, non sfugge, è pericolosamente simile per il tema trattato a La separazione del maschio (2008), fortunatissimo titolo einaudiano.

Chi era l'autore? Francesco Piccolo. Non trattasi di omonimia: il destino è in agguato, Scurati lo sa. Citando Il padre infedele (pagina 24): "All'epoca gli scrittori casertani ‘molto sofisticati' cominciavano a essere di moda". Al giochino del vincitore annunciato non vuol starci - naturalmente - Elisabetta Sgarbi, direttore editoriale di Bompiani: "Non c'è niente di scontato, anche se Piccolo è un autore importante che ha scritto un libro importante". Per non lasciare nulla al caso, la casa editrice del gruppo Rcs ha stampato Il padre infedele con una fascetta firmata da Walter Siti: chissà che non porti bene. Poi ci sono anche gli altri, e non sono pochi.

L'informato Affaritaliani.it   sta monitorando i potenziali sfidanti: Giuseppe Lupo, autore di Viaggiatori di nuvole (Marsilio), Giuseppe Catozzella con Non dirmi che hai paura (Feltrinelli), Marco Magini autore di Come fossi solo (Giunti), Alice Di Stefano con Publisher (Fazi), Paolo Piccirillo con La terra del sacerdote (Neri Pozza), Francesco Pecoraro che presenta La vita in tempo di pace (Ponte alle Grazie). Ma se Piccolo ha già vinto, perché gli altri partecipano? "È vero che da mesi Piccolo è il vincitore annunciato - spiega Luigi Spagnol, direttore editoriale di Ponte alle Grazie e amministratore delegato del gruppo Gems - ma è giusto partecipare allo Strega, che resta la vetrina più importante. La speranza, si sa, è l'ultima a morire e noi ci presentiamo con un titolo di cui siamo molto convinti".

Già, lo Strega vale - o forse valeva - almeno 40 mila copie per il vincitore. E a volte anche per gli altri della cinquina: altro che maturità, la fascetta è tutto. Specie in questi anni bui di crisi economica in cui le vendite in libreria sono crollate e quelle digitali non sono ancora decollate. E poi lo Strega è anche uno degli ultimi luoghi in cui gli intellettuali italiani hanno una qualche voce in capitolo, dunque tutti gli anni c'è qualcosa di triste e insieme divertente nel vedere gli editori contendersi i voti come farebbero le aspiranti Miss Italia.

Pare siano già partiti i pranzi, le telefonate, le campagne di conquista. Bisogna dire che la Fondazione Bellonci sta provando a rendere il più possibile trasparente il voto, ma siamo comunque tra amici degli Amici. È sempre lo stesso film, che finisce ai primi di luglio con un assalto al buffet romano allestito al Ninfeo di Villa Giulia che fa impallidire La grande bellezza. In un'intervista a questo giornale, Manlio Cancogni (che vinse lo Strega nel 1973) ha detto: "Il premio era nato tra il ‘43 e il ‘45 come tentativo di resistenza culturale". Che cosa rimane di quel tentativo? L'anno scorso ha vinto Resistere non serve a niente.
@silviatruzzi1

 

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