GLI STREGATI/1 – DAGOSPIA ANALIZZA GLI SCRITTORI PRESENTATI DAI 400 PENSIONATI DEL PREMIO STREGA - PARTIAMO DA MARCO SANTAGATA, UN DANTE PICCOLO PICCOLO, FIGLIO DI UN POLITICO DC E FRATELLO DI UN PARLAMENTARE PD (AREA RE GIORGIO)

Marco Santagata NULL0415932Marco Santagata NULL0415932

Come donna innamorata” di Marco Santagata, Guanda editore

 

DAGOREPORT

 

Per uno nato a Zocca, come Vasco Rossi, una vita spericolata da scrittore è il minimo in cui ci si possa lanciare. Ed infatti spericolatamente l’ottimo studioso di Dante, Marco Santagata, si è lanciato nella letteratura sino a indurre il suo editore, Guanda, a candidarlo tra gli stregati, il premio più combinato nelle macerie della letteratura italiana.

Marco SantagataMarco Santagata

 

Figlio di Ciro, insegnante, dc di sinistra che fu capogruppo al Consiglio comunale di Modena e presidente dell’Ente turismo, il nostro è fratello del parlamentare Pd Giulio che, «dopo un po’ di barricate sessantottine e la laurea in Economia” entrò nel Pci al amigliorista come l’ex re Giorgio. Nella cultura italiana, si sa, si viene sempre da qualche famiglia e dintorni.

 

Nel 2006 il nostro lesse alcuni brani del Petrarca a fianco di Vasco Rossi. Si racconta che al termine della performance Santagata abbia rievocato il passato dei primi anni a Zocca dicendo: “Abbiamo bevuto la stessa acqua, respirato la stessa aria, potremmo anche avere amato le stesse donne...”, e che a quel punto Vasco abbia alzato le mani dicendo: “No, quelle no!...”.

Marco SantagataMarco Santagata

 

E se Santagata ha preso dai personaggi del suo romanzo ora capiremo anche il perché della reazione di Vasco. Santagata è un appassionato nel raccogliere allori, come il suo poeta di riferimento, il poeta laureato Dante: il Campiello nel 2003 e l’anno scorso il Comisso con Dante il romanzo della sua vita. Ma finché si è trattato di passare dai saggi accademici alla divulgazione colta, Santagata ha mostrato abilità.

 

Lo scivolamento avviene quando passa al romanzo dove, oltre al conoscere, bisogna saper appassionare e dove, prima di scrivere, bisogna interrogarsi su chi siamo, cosa vogliamo dire, con che lingua far parlare i personaggi, come caratterizzarli…

 

E Santagata dovrebbe sapere il rischio che si corre ad esporsi in questi casi, visto che lo scrive lui a proposito del Sommo poeta: “Dante era in ansia perché temeva che… invece della fama di saggio gli venisse affibbiata la nomea di stravagante” (p.139).

premio Strega -982x540premio Strega -982x540

 

Appunto. Questo è proprio il rischio in cui Santagata precipita col romanzo “Come donna innamorata”, candidato allo Strega. Che so, secondo Santagata, Dante pubblica La vita nova e poi si reca a casa di Vieri de Cerchi - la cui fazione è passata alla storia come fazione di villani - che qui parla “con voce suadente e gesticolare pacato” (p.140). Gli versa del “vinello bianco frizzante” (ci vorrebbe più precisione: il nome del vino, altrimenti sembriamo all’osteria “Mi dia un bianco”)  in una coppa d’argento (evento raro).

francesco piccolo beve  lo stregafrancesco piccolo beve lo strega

 

E Dante? Santagata, in un italiano da giornalismo burocratico, scrive che “aveva apprezzato come gesto sommamente elegante che Vieri non avesse fatto parola del suo fresco successo letterario”. Ma Santagata! Non siamo mica al ricevimento da Bazoli il giorno dopo lo Strega, con tu che apprezzi il fatto che il sobrio banchiere “non faccia riferimento al tuo successo letterario”!

lavagna del premio stregalavagna del premio strega

 

E l’incontro con Beatrice? E’ Guido Cavalcanti a spingere Dante all’incontro, dopo una breve spiegazione su cosa sia l’amore: “è sofferenza” e “passione che sprofonda all’inferno” (non è un po’ troppo Sturmer?). Guido lo accompagna alla porta, gli stringe una mano (tra amici?) e dice: “Vai, Dantino, ti auguro di incontrare presto il tuo angelo” (p.27).

 

premio strega premio strega

Che guarda caso è proprio lì, Bice Portinari “dagli occhi di smeraldo che calamitava l’attenzione dei presenti e li rendeva più gentili, più rispettosi, più affabili”. Dopo un po’ c’è pure l’amica Tana che non se la sente di lasciare a casa da solo “il figlio febbricitante” (p.95) come nel più tipico mammismo all’italiana: sono scene aristotelicamente verosimili? Un Dantino, insomma.

Ultimi Dagoreport

sigfrido ranucci

DAGOREPORT - MILENA GABANELLI, L'UNICA AD AVER CAPITO TUTTO DI SIGFRIDO RANUCCI: "È UN GRAN RUBACUORI... LE RACCOGLIE A MAN BASSA, VEDEVO QUESTO IO…", DISSE "MI-JENA" IL 30 OTTOBRE 2025, A DUE SETTIMANE DALL'ATTENTATO DI POMEZIA, OSPITE DI GEPPI CUCCIARI A "SPLENDIDA CORNICE", RAI3, RIVOLTA AL CONDUTTORE DI "REPORT", INCORNICIATO “MARTIRE DELLA LIBERTÀ”, CHE REPLICÒ RIDENDO: “NO, NON È VERO…NON ABBASTANZA PER DIVENTARE PRESIDENTE DEL CONSIGLIO” - ERANO BATTUTE, CERTO, MA OGGI PRENDONO UN’ALTRA PIEGA, UN SIGNIFICATO DIFFERENTE ALLA LUCE DELL'“ATTENTATO D'AMORE” DI LAVITOLA PER LANCIARE RANUCCI IN POLITICA E SULLE PRODEZZE EROTICHE DEL “ROCCO SIGFRIDO” CON STAGISTE E FONTI IN GONNELLA – ANCHE LA LETTERA ANONIMA DEL 2021 INVIATA ALLA RAI CHE ACCUSAVA RANUCCI DI MOLESTIE E RICATTI SESSUALI NEI CONFRONTI DI TRE COLLEGHE DI "REPORT", E CHE SI CONCLUSE CON L'ASSOLUZIONE DEL CALDO SIGFRIDO, ASSUME OGGI UN'ALTRA LUCE... - VIDEO

tilman fertitta yacht boardwalk

FERTITTA, CARO CI COSTI! – L’AMBASCIATORE DI TRUMP IN ITALIA CONTINUA IL SUO GIRO DEL MEDITERRANEO IN YACHT, CHE COSTEREBBE ALLO STATO ITALIANO LA SOMMETTA DI 115MILA EURO AL GIORNO, PER SCORTA E SICUREZZA, PER UN TOTALE DI OLTRE 5 MILIONI (IL TOUR INIZIATO IL 13 GIUGNO A CIVITAVECCHIA SI CONCLUDERA’ IN SARDEGNA A META’ AGOSTO) – NELLE SCORSE SETTIMANE IL FIGLIO DELL'AMBASCIATORE, PATRICK FERTITTA, AVREBBE INIZIATO A STUDIARE IL "DOSSIER LAZIO" IN VISTA DI UNA PROPOSTA DI ACQUISIZIONE DEL CLUB DI LOTITO - L'EMISSARIO DI TRUMP, TEXANO CON ANTENATI SICILIANI, È TRA I BUSINESSMEN PIÙ RICCHI D'AMERICA: 11 MILIARDI DI PATRIMONIO, CONTROLLA UN COLOSSO DELLA RISTORAZIONE E CASINÒ, È PROPRIETARIO DEGLI HOUSTON ROCKETS, FRANCHIGIA DI BASKET NBA, ACQUISITI PER 2,2 MILIARDI....

sara soldati leonardo maria del vecchio

DAGOREPORT - A LEONARDINO DEL VECCHIO NON BASTAVANO GLI INFINITI SCAZZI FAMILIARI, NÉ IL RINVIO A GIUDIZIO PER IL DOSSIERAGGIO DEI CYBER-SPIONI DI ‘’EQUALIZE’’. ORA, PER LA SERIE “ANCHE I RICCHI PIANGONO”, SI RITROVA SULLA CAPOCCIA UNA QUERELA PER ‘’VIOLENZA PRIVATA’’ E UNA DENUNCIA PER ‘’SOTTRAZIONE DI MINORE’’, PRESENTATA DALLA MODELLA E INFLUENCER SARA SOLDATI, MADRE DI BIANCA, LA BAMBINA DI UN ANNO NATA DALLA LORO RELAZIONE - MALGRADO UN DOVIZIOSO ASSEGNO MENSILE (50MILA EURO?) ALLA SOLDATI, CHE LA TRISTE ISTORIA SAREBBE FINITA A PESCI IN FACCIA ERA FACILMENTE PREVEDIBILE, ALMENO DA UN MESE, DA QUANDO LEONARDINO GLI AVEVA BLOCCATO LE CARTE DI CREDITO - ESSENDO LE DISGRAZIE COME LE CILIEGIE, UNA TIRA L’ALTRA, IL LEGALE DELLA MODELLA E’ L’IMMANCABILE ANNAMARIA BERNARDINI DE PACE, UN “MASTINO CON LA TOGA” CHE DI SICURO FARÀ VEDERE I SORCI VERDI A LEONARDINO…

roberto vannacci giorgia meloni

DAGOREPORT - L’ESPLOSIVA DISCESA IN CAMPO DI ROBERTO VANNACCI STA FOTTENDO L’ARMATA BRANCA-MELONI – SENZA FUTURO NAZIONALE, IL CENTRODESTRA NON SOLO RISCHIA DI PERDERE PALAZZO CHIGI MA DEVE DIRE ADDIO AL SOGNO DI ESPUGNARE ROMA E MILANO ALLE COMUNALI DELLA PRIMAVERA 2027 - I DATI DEGLI ULTIMI SONDAGGI RISERVATI REGISTRANO QUANTO VANNACCI STIA PRENDENDO PIEDE, A SPESE DI FDI, A MILANO (7/8%) E A ROMA (6,8%) – SENTITA PUZZA DI SCONFITTA, LA RUSSA, DA QUEL POLITICO SCALTRO ED ESPERTO CHE È, HA SCARICATO LUPI E BALILLA, MOLLANDO LA PATATA BOLLENTE DELLA SCELTA DEL CANDIDATO NELLE MANINE DELLE SORELLE MELONI – A ROMA LA SCELTA DELLO SFIDANTE DI GUALTIERI SARÀ SVELATA SOLO ALL’INDOMANI DEL RITIRO DELL’INDIGESTA AUTO-CANDIDATURA DI FABIO RAMPELLI. L’ARDUO INCARICO DI FAR TORNARE SUI SUOI PASSI L’INGOMBRANTE EX TUTOR DI GRAN PARTE DEI MELONIANI OGGI AL POTERE, È STATO AFFIDATO A FRANCESCO LOLLOBRIGIDA, TORNATO IN GRAN SPOLVERO…

giorgia meloni marina berlusconi antonio tajani

DAGOREPORT – A PALAZZO CHIGI ALEGGIA DAVVERO UN CLIMA DA FINE IMPERO - AL VERTICE DI MARTEDÌ SCORSO IL NERVOSISMO DI GIORGIA MELONI HA SUPERATO LA SOGLIA DI GUARDIA, ACCUSANDO PESANTEMENTE SALVINI E TAJANI DI “TRADIMENTO” SULLE PREFERENZE (SE L’EMENDAMENTO VENISSE BOCCIATO ANCHE AL SENATO, LA “SFI-DUCETTA” DELLA CAMERA DIVENTEREBBE UNA CATASTROFICA "SFI-DUCIONA") - IL LEGHISTA HA SUBITO SMOLLATO LA PATATONA BOLLENTE SU FORZA ITALIA. L’EX MONARCHICO DI FERENTINO, FINO A IERI FEDELE ‘’CAMERIERE’’ DELLA DUCETTA, HA RIFILATO IL SOLITO BLA BLA DI SUPERCAZZOLE CON SCAPPELLAMENTO AI “VALORI DEL BERLUSCONISMO DA DIFENDERE'' – LA VERITÀ È CHE NÉ SALVINI NÉ TAJANI RIESCONO A CONTROLLARE I LORO PARLAMENTARI, AL PUNTO CHE LA MELONI, DISPERATA, AVREBBE CHIAMATO MARINA BERLUSCONI - LIQUIDATA DALLA ''CAVALIERA'' CON “NON HO AUTORITÀ SULLE SCELTE DEL PARTITO”, “IO SO’ GIORGIA” AVREBBE CHIUSO CON UN MINACCIOSO: “ME LO RICORDERÒ…”