UGOLE EMIGRATE - OLTRE A “IL VOLO”, CI SONO ALTRI ARTISTI IGNORATI IN ITALIA CHE RISCUOTONO SUCCESSO ALL’ESTERO - EMMA RE PIACE IN ASIA, GLI M+A HANNO CONQUISTATO LONDRA, DAVIDE ROSSI SUONA CON I COLDPLAY

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Stefano Landi per il “Corriere della Sera”

 

La fuga dei cervelli dalla musica italiana è un’emigrazione sonora aperta da Paolo Conte, che per primo scoprì l’America, e proseguita in tempi recenti con la consacrazione de Il Volo (che infatti andranno all’Eurofestival). Quelli che prima del trionfo a Sanremo dalle nostre parti erano «i tre tenorini», sono stati i primi italiani nella storia a sottoscrivere un contratto con la major americana Geffen, con un disco di debutto in una settimana nella Top10 di Billboard e milioni di copie vendute su scala mondiale. 


E se negli anni 90 a suonare nelle radio straniere era soprattutto il pop cucinato in salsa latina da Ramazzotti e Pausini, la crisi oggi ha riaperto le frontiere, indicando una nuova rotta ad artisti che spesso in Italia non vengono nemmeno nominati. 

il gruppo m+ail gruppo m+a


Nel filone elettronico Bloody Beetroots è il paladino assoluto. Nato e cresciuto sotto una maschera a Bassano del Grappa, può vantare un’agenda di serate che gira come un mappamondo. Grazie all’aria londinese sono cresciuti invece M+A: il 20 aprile esce «Anyway Milkyway» nuovo lavoro di due ragazzi di Forlì, Michele Ducci, 22 anni, e Alessandro Degli Angioli (25), capaci di muoversi nel chiaroscuro di un pop sofisticato.

 

emma re emma re

L’anno scorso furono la prima band italiana a suonare sul palco principale di Glastonbury, il festival più ambito d’Europa. Ignorati in Italia mentre il Guardian li eleggeva Best New Band del 2014 e giustificava i sold-out registrati a Londra. Cantano in inglese mascherando ogni possibile riflesso romagnolo. «Venendo dall’Italia ti considerano qualcosa di esotico, un alieno in mezzo alle loro centinaia di gruppi», raccontarono quel giorno scoprendo un pubblico straniero in grado di cantare i loro inediti. Potere del web e della libera circolazione della musica. 

davide rossidavide rossi


C’è poi il gruppo dei jazzisti, guidato dai trombettisti Enrico Rava e Paolo Fresu, che all’estero piacciono perché sono più solari dei colleghi di settore. 
Davide Rossi è stato invece ribattezzato «l’italiano dei Coldplay». Violinista, produttore, arrangiatore torinese, è l’uomo che ha suonato gli archi in «Viva la Vida». Sposato con una danese, vive a Copenaghen, a Londra è una star.

 

Ha conosciuto Chris Martin battendolo a pingpong mentre apriva gli show dei Coldplay con i Goldfrapp. A Londra, durante i periodi di registrazione, dormiva a casa sua. È nata una collaborazione fissa negli ultimi dischi della band e Rossi è stato l’unico musicista esterno ad essere invitato sul palco con loro in qualche show negli Stati Uniti. Ha lavorato anche con i Verve, Neil Young e con Ed Sheeran. 

bloody beetroots bloody beetroots


Fenomeni della musica popolare da esportazione sono il Canzoniere Grecanico Salentino, band che Jovanotti ha ospitato spesso sul suo palco e che nell’agosto 2013 il New Yorker ha etichettato come «il meglio della world music contemporanea». Queste settimane sono in tour tra Australia, Nuova Zelanda e Europa per festeggiare i 40 anni di carriera con un album («Quaranta») che esce il 7 aprile e vede la partecipazione di Ludovico Einaudi, Erri De Luca e Alessandro Gassman. Una band in continua evoluzione generazionale, oltre che sonora: oggi il leader è Mauro Durante, 30 anni, tamburellista e violinista, testimone del progetto iniziato negli anni 70 in Puglia dal padre Daniele. 


Altra meteora è Michele Cortese, che in Italia qualcuno ricorda come ex membro degli Aram Quartet a «X Factor» e che due settimane fa ha sbancato i premi pesanti del Festival Internazionale di Viña del Mar, in Cile.

grecanico salentinogrecanico salentino

 

Ma l’impresa politico-sonora più clamorosa è riuscita a Emma Re, 43 anni, cresciuta nella famiglia estesa dei Subsonica, che cantando le cover di Mina ha costretto a cambiare la legislazione cinese che vietava agli artisti stranieri di far parte di una produzione di Stato. Emma fu l’unica straniera tra cantanti orientali ad esibirsi davanti ai 90 mila dello stadio di Pechino per aprire l’anno olimpico. A lei va il ministero degli esteri musicali. 
 

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