VIALE MAZZINI, ABBIAMO UN PROBLEMA: MAFIA CAPITALE! CHIUSI I BAR DELLA RAI: ERANO GESTITI DA UN PRESTANOME DI BUZZI/CARMINATI -70 PERSONE SENZA LAVORO

Emiliano Liuzzi per il “Fatto quotidiano”

 

massimo carminati massimo carminati

Quello che ancora non è chiaro è come Mafia Capitale sia arrivata dentro la Rai. Da ieri, però, ne è uscita ufficialmente. Anche se a farne le spese sono solo i 70 dipendenti che lavoravano tra i dieci bar di via Teulada, viale Mazzini e Saxa Rubra, costretti ad abbassare le saracinesche in una sorta di sciopero obbligato, visto che non hanno più neanche il caffè.

 

Senza considerare poi che molti di loro non vedono lo stipendio da dicembre, cioè da quando la magistratura ha messo sotto sequestro i conti e il patrimonio dell’imprenditore di origine calabrese, Giuseppe Ietto. È lui il titolare della Unibar, la catena che gestiva i locali e i punti ristoro della Rai. Il suo nome compare nella lista degli arrestati nell’operazione “Terra di mezzo”, condotta dai pubblici ministeri della Procura di Roma.

RAI di viale Mazzini RAI di viale Mazzini

 

Secondo gli inquirenti, proprio grazie a Ietto, Massimo Carminati, ex Nar e Banda della Magliana, boss riconosciuto della terra di mezzo, era riuscito a mettere le mani sui punti ristoro della televisione pubblica. Con Carminati, Ietto gestiva anche la fornitura dei pasti alle strutture di accoglienza per i minori stranieri. Ora i lavoratori dei bar Rai, che fino a oggi hanno continuato a servire colazioni e pranzi nonostante le buste paga azzerate, aspettano che ai piani alti di Viale Mazzini si muova qualcosa.

 

Ma le speranze concrete sono poche: in questi tre mesi non è stato fatto niente, difficile che accada tutto nell'arco di una manciata di giorni. A un certo punto, un gruppo di dirigenti aveva pensato anche di autotassarsi per mantenere in vita le attività, ma parliamo di un giro d’affari molto grosso e lo stipendio di 70 persone (solo 20 lavorano a Saxa Rubra) non può essere pagato con una semplice donazione.

ARRESTO CARMINATIARRESTO CARMINATI

 

“Noi cerchiamo di far sentire la nostra voce”, racconta uno di quei ragazzi che erano dipendenti delle tre cooperative, la Unibar, Unibar 2 e Venti Punto dodici, al servizio di Ietto. “Speriamo che la Rai si muova per salvare non solo il nostro posto di lavoro, ma anche un servizio che esiste, c’è sempre stato e ha comunque prodotto profitti, seppur in favore della malavita”.

 

Tre società che, secondo gli inquirenti, Ietto usava in quanto prestanome di Massimo Carminati, il vero gestore dei locali interni alla tivù di Stato, oltreché di quelli del Ptv del policlinico di Tor Vergata. Lo stesso Ietto, ingegnere cancellato dall’Ordine perché già finito nei guai per corruzione a un pubblico ufficiale di Nola, ha fornito dettagli al gip e ai pm titolari dell’indagine durante l’interrogatorio di garanzia.

 

ANNA MARIA TARANTOLA DAVANTI AL CAVALLO DI VIALE MAZZINI ANNA MARIA TARANTOLA DAVANTI AL CAVALLO DI VIALE MAZZINI

Difficile pensare a via Teulada senza il bar tappezzato di gigantografie di Mina, anni di Studio Uno, Raffaella Carrà, Corrado e Indietro tutta di Renzo Arbore. Difficile però anche trovare una soluzione a breve termine, una via di uscita. Almeno così sembra: i dipendenti delle cooperative – e non sono gli unici rimasti a spasso dopo la bufera giudiziaria – l’ultimo stipendio lo hanno incassato a dicembre e, a metà gennaio, sono riusciti anche ad avere una parte della tredicesima.

 

Da quel momento in poi, il mensile non è più arrivato e la procedura per affidare il servizio a un’altra azienda non è ancora avviata. È dagli inizi di dicembre che le persone rimaste occupate, ma senza stipendio e senza un futuro, pensano di chiedere alla direzione commerciale di Viale Mazzini o agli altri uffici competenti, di trovare una soluzione al loro problema.

 

Luigi GubitosiLuigi Gubitosi

Lo hanno dimostrato nel continuare a lavorare come se nulla fosse accaduto, hanno garantito loro per le migliaia di dipendenti un servizio che esiste da sempre. Per ora i vertici della Rai la soluzione non ce l’hanno. Vogliono capire, appunto, come sia stato possibile che negli anni sia stato permesso l’ingresso di criminali nel cuore della macchina Rai, l’azienda pubblica più importante del Paese. E non solo: andrà chiarito se il giro contabile formato attorno ai punti ristoro della televisione pubblica e alle tre società di Ietto era funzionale a un più ampio giro di fatture false. Con quello Carminati e i suoi scagnozzi potrebbero aver ripulito le enormi quantità di denaro ricavate dal loro business

MASSIMO CARMINATI NEGLI ANNI OTTANTAMASSIMO CARMINATI NEGLI ANNI OTTANTAMASSIMO CARMINATI DA GIOVANEMASSIMO CARMINATI DA GIOVANE

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni carlo calenda

FLASH – CARLO CALENDA UN GIORNO PENDE DI QUA, L’ALTRO DI LÀ. MA COSA PENSANO GLI ELETTORI DI “AZIONE” DI UN’EVENTUALE ALLEANZA CON LA MELONI? TUTTO IL MALE POSSIBILE: IL “TERMOMETRO” TRA GLI “AZIONISTI” NON APPREZZA L'IPOTESI. ANCHE PER QUESTO CARLETTO, ALL’EVENTO DI FORZA ITALIA DI DOMENICA, È ANDATO ALL’ATTACCO DI SALVINI: “NON POSSO STARE CON CHI RICEVE NAZISTI E COCAINOMANI” (RIFERIMENTO ALL’ESTREMISTA INGLESE TOMMY ROBINSON) – IL PRECEDENTE DELLE MARCHE: ALLE REGIONALI DI SETTEMBRE, CALENDA APRÌ A UN ACCORDO CON IL MAL-DESTRO ACQUAROLI, PER POI LASCIARE LIBERTÀ “D’AZIONE” AI SUOI CHE NON NE VOLEVANO SAPERE...

donald trump peter thiel mark zuckerberg sam altman ice minneapolis

IL NERVOSISMO È ALLE STELLE TRA I CAPOCCIONI E I PAPERONI DI BIG TECH: MENTRE ASSISTONO INERMI ALLE VIOLENZE DI MINNEAPOLIS (SOLO SAM ALTMAN E POCHI ALTRI HANNO AVUTO LE PALLE DI PRENDERE POSIZIONE), SONO MOLTO PREOCCUPATI. A TEDIARE LE LORO GIORNATE NON È IL DESTINO DELL'AMERICA, MA QUELLO DEL LORO PORTAFOGLI. A IMPENSIERIRLI PIÙ DI TUTTO È LO SCAZZO TRA USA E UE E IL PROGRESSIVO ALLONTANAMENTO DELL'EUROPA, CHE ORMAI GUARDA ALLA CINA COME NUOVO "PADRONE" – CHE SUCCEDEREBBE SE L’UE DECIDESSE DI FAR PAGARE FINALMENTE LE TASSE AI VARI ZUCKERBERG, BEZOS, GOOGLE, IMPONENDO ALL’IRLANDA DI ADEGUARE LA PROPRIA POLITICA FISCALE A QUELLA DEGLI ALTRI PAESI UE? – COME AVRÀ PRESO DONALD TRUMP IL VIAGGIO DI PETER THIEL NELLA FRANCIA DEL “NEMICO” EMMANUEL MACRON? SPOILER: MALISSIMO…

viktor orban giorgia meloni santiago abascal matteo salvini

FLASH – GIORGIA MELONI SI SAREBBE MOLTO PENTITA DELLA SUA PARTECIPAZIONE ALL’IMBARAZZANTE SPOTTONE PER LA CAMPAGNA ELETTORALE DI VIKTOR ORBAN, INSIEME A UN’ALLEGRA BRIGATA DI POST-NAZISTI E PUZZONI DI TUTTA EUROPA – OLTRE AD ESSERSI BRUCIATA IN UN MINUTO MESI DI SFORZI PER SEMBRARE AFFIDABILE ED EUROPEISTA, LA SORA GIORGIA POTREBBE AVER FATTO MALE I CONTI: PER LA PRIMA VOLTA DA ANNI, I SONDAGGI PER IL “VIKTATOR” UNGHERESE NON SONO BUONI - IL PARTITO DEL SUO EX DELFINO, PETER MAGYAR, È IN VANTAGGIO (I GIOVANI UNGHERESI NON TOLLERANO PIÙ IL PUTINISMO DEL PREMIER, SEMPRE PIÙ IN MODALITÀ RAGAZZO PON-PON DEL CREMLINO)

zelensky beltrame meloni putin

FLASH – CHI E PERCHÉ HA FATTO USCIRE IL DISPACCIO DELL’AMBASCIATORE “LEGHISTA” A MOSCA, STEFANO BELTRAME, RISERVATO AI DIPLOMATICI, IN CUI SI ESPRIMEVANO LE PERPLESSITÀ ITALIANE SULLE NUOVE SANZIONI ALLA RUSSIA, CON TANTO DI STAFFILATA ALL’ALTO RAPPRESENTANTE UE, KAJA KALLAS (“IL CREMLINO NON LA RICONOSCE COME INTERLOCUTRICE”)? NON SONO STATI I RUSSI, MA QUALCUNO DALL'ITALIA. EBBENE: CHI HA VOLUTO FARE UN DISPETTUCCIO A GIORGIA MELONI, CHE CI TIENE TANTO A MOSTRARSI TRA LE PIÙ STRENUE ALLEATE DI KIEV? -  PICCOLO REMINDER: BELTRAME, EX CONSIGLIERE DIPLOMATICO DI SALVINI AI TEMPI DEL VIMINALE, NELL’OTTOBRE DEL 2018 ORGANIZZÒ IL VIAGGIO DI SALVINI A MOSCA, AI TEMPI DELL’HOTEL METROPOL…

 donald trump ursula von der leyen xi jinping

DAGOREPORT – TRUMP SCHIFA L'EUROPA? E QUEL VOLPONE DI XI JINPING VUOLE USARLA PER FAR ZOMPARE L'ECONOMIA AMERICANA - IL PRESIDENTE CINESE HA FATTO UNA PROPOSTA “INDECENTE” ALLA COMMISSIONE EUROPEA DI URSULA VON DER LEYEN: “COMINCIAMO AD AVERE RAPPORTI ECONOMICI IN EURO”. TRADOTTO: LASCIATE PERDERE IL VECCHIO DOLLARO COME VALUTA DI RISERVA MONDIALE – XI SOFFIA SUL FUOCO: L’UE È IL PRIMO DETENTORE DEL DEBITO AMERICANO, PERTANTO HA IN MANO LE SORTI DELLA VALUTA USA (E QUINDI DELLA SUA ECONOMIA)

grande fratello vip pier silvio berlusconi alfonso signorini fabrizio corona ilary blasi

FERMI TUTTI: IL “GRANDE FRATELLO VIP” 2026 SÌ FARÀ - PIER SILVIO BERLUSCONI NON HA ALCUNA INTENZIONE DI DARLA VINTA A FABRIZIO CORONA NÉ TANTOMENO DI SCENDERE A COMPROMESSI: IL REALITY TORNERÀ IN ONDA, CON OGNI PROBABILITÀ, CON LA CONDUZIONE DI ILARY BLASI. IN RISERVA, RESTA IL NOME DI VERONICA GENTILI CHE, NELLA PASSATA STAGIONE, HA CONDOTTO CON MEDIOCRE FORTUNA L’“ISOLA DEI FAMOSI” – IN ENDEMOL, CASA DI PRODUZIONE DEL REALITY, C’È STATO UN AUDIT INTERNO PER FARE CHIAREZZA SUL TANTO VAGHEGGIATO "CASO SIGNORINI", E SUI METODI DI SELEZIONE DEI VARI CAST DELLE PASSATE EDIZIONI, NON RILEVANDO ALCUNA "CRITICITÀ" - RESTA IN PIEDI IL PIANO GIUDIZIARIO: LO STOP IMPOSTO ALLA PUNTATA DI OGGI DI “FALSISSIMO” SUL CASO SIGNORINI È UNA SBERLA PER CORONA CHE…