lavoro al computer

ADDIO FABBRICHE: I NUOVI OPERAI SONO AL COMPUTER - IN ITALIA CI SONO 500 MILA “PROLETARI DIGITALI” INCATENATI ALLA WEB ECONOMY, TRA SITI, SOCIAL E APPLICAZIONI - ISTRUITI, PAGATI POCO E SEMPRE ON LINE, MOLTI RAGAZZI SI RITROVANO IN UNA CATENA DI MONTAGGIO CON POCHI DIRITTI E ZERO TUTELE

Roberto Mania e Filippo Santelli per “la Repubblica”

 

LAVORO AL COMPUTERLAVORO AL COMPUTER

Operai on line. Nella fabbrica virtuale che produce applicazioni, siti web, blog aziendali, social network ci sono loro: i nuovi precari. La massa dei lavoratori della conoscenza, gli animatori dell’economia digitale, i motori invisibili dell’ultima rivoluzione tecnologica, quella che nell’arco di un paio di decenni spazzerà via quasi la metà degli attuali posti di lavoro, manuali e intellettuali. Prodromo della società senza lavoro, la “jobless society” con i robot a sostituire gli umani.

 

Sono almeno mezzo milione, in Italia, i lavoratori del digitale, di questa fabbrica che non chiude mai, senza però essere in Cina. Una catena di montaggio immateriale. Quegli operai sono un ibrido tra dipendenti e autonomi, spesso pagati male, sfruttati perfino se si pensa che lavorano perlopiù senza orario, tutele, diritti o contratti. Flexinsecurity, si chiama.

LAVORO AL COMPUTER LAVORO AL COMPUTER

 

Certo, ci sono i freelance che rivendicano con orgoglio la propria indipendenza nella consulenza e la propria forza sul mercato. Questi sì che hanno prestigio e identità. Ma sono pochi. La maggior parte si sente costretta ad essere freelance, vulnerabile, ricattabile dal committente, in genere unico.

 

Si riconosce precaria, tra contratti di collaborazione, false partite Iva e ora anche i maledettissimi voucher. Perché i precari — come ha ben spiegato Guy Standing nel suo Precari. La nuova classe esplosiva, pubblicato in Italia da Mulino — «sono una classe in divenire ». Che si allarga sempre più: dalle basse professionalità a quelle più alte. D’altra parte — ha scritto il sociologo Aris Accornero — la «vera anomalia » italiana risiede nella «concentrazione dei lavori precari tra i giovani più istruiti».

 

LAVORO AL COMPUTER  LAVORO AL COMPUTER

800 EURO AL MESE

Domenico Monaco, 29 anni, iscritto al corso di laurea specialistica in Teoria e tecnologia dell’informazione alla Bicocca di Milano, parla di «carpenteria digitale»: dieci, dodici ore al giorno davanti al computer. Lo racconta così il suo percorso professionale: «Per un anno ho programmato per una piccola agenzia di siti web e app. Arrivava un cliente e si accettava il lavoro, se non c’erano le competenze bisognava inventarsele.

 

Ottocento euro al mese, in teoria come consulente esterno, in realtà inchiodato alla sedia dalle 9 alle 19. Poi una esperienza da freelance, ce la fai solo se ti fai un nome. E allora meglio specializzarsi e puntare a un lavoro in azienda. La laurea aiuta a entrare in un’impresa con un grado più alto, perché poi salire di livello è difficile». Obiettivo posto fisso, insomma. Ed è vero che la laurea aiuta, soprattutto quella in Informatica: a cinque anni dal titolo è occupato — dati di Almalaurea — il 94,2 per cento, con una retribuzione media netta di 1.564 euro. Nessun’altra laurea fa meglio.

 

LA GIUNGLA DIGITALE

Al lavoro sul  computer in un bar di ShanghaAl lavoro sul computer in un bar di Shangha

Anche Camilla B., 33 anni, laurea a Modena in Economia e sistemi complessi, da cinque anni a Milano, Secondo la Commissione europea nel 2020 in Italia mancheranno 200 mila esperti Ict cercava un posto fisso. Poi si è «riciclata» in promoter di un gruppo di telecomunicazioni e ora nel marketing digitale.

 

«Non si stacca mai», spiega. «I miei strumenti da lavoro sono gli stessi che uso nella vita privata. Tutto il giorno, e tutti i giorni, sono dentro il mio impiego. Faccio fatica a dare valore al mio lavoro senza punti di riferimento, minimi contrattuali o tariffari. Ho accetto il patto con il diavolo: un fisso mensile come partita Iva in una agenzia di pubblicità. Ma è una giungla».

LAVORO AL COMPUTER     LAVORO AL COMPUTER

 

La giungla digitale. «Le aziende, specie quelle medie e piccole, vorrebbero avere un tuttologo, un informatico generalista, quello che una volta si chiamava web master, e affidare tutto il lavoro a lui, anche per spendere di meno », spiega Roberto Scano, 41 anni, che nel consorzio Uni, di cui presiede la sezione Ict, ha promosso una classificazione normativa di 25 profili professionali legati al web.

 

«Oggi sono spesso inquadrati come metalmeccanici, che è anche un contratto buono, ma che non valorizza, anche economicamente, le conoscenze. Dall’altra parte anche tra i professionisti c’è una tendenza a sottovalutare le proprie competenze, facendo corse al ribasso per piccole commesse, come il sito del negozio sotto casa».

 

LE ASTE AL RIBASSO

LAVORO AL COMPUTER  LAVORO AL COMPUTER

Questo è il mondo delle piccole, piccolissime imprese (la stragrande maggioranza non arriva a dieci dipendenti), di una lunga filiera di appalti e subappalti che taglia fuori il sindacato, come ammette Claudio Treves, segretario generale di Nidil-Cgil. «E i lavoratori digitali finiscono per essere le vittime della teoria del presunto conflitto tra lavoratori insider e outsider».

 

Lavoratori senza tutele. Lo Statuto del lavoro autonomo è fermo in Parlamento. Accanto alla proposta del governo c’è quella dell’ex ministro Maurizio Sacconi che propone il superamento della divisione tra lavoro subordinato e autonomo. Lavoratori — ancora — senza intermediazione tra sé e il committente. Ormai le aziende postano un’offerta nelle freelance community e aprono la gara.

 

LAVORO AL COMPUTERLAVORO AL COMPUTER

Al ribasso. Su Freelancer, una delle piattaforme leader, una società francese chiede di completare il proprio sito web, aggiungendo una serie di funzioni, budget tra i 250 e i 750 euro. Ci sono già 34 offerte, molte al prezzo più basso. Un ragazzo indiano garantisce di poterlo fare in 5 giorni, uno indonesiano in due, entrambi hanno un 4,9 stelline su cinque. Altro che #nofreejobs, il movimento lanciato da Cristina Simone, 33 anni, partita Iva, esperta di comunicazione e marketing sul web, in particolare sui social media. «La giungla continuerà sempre — sostiene — perché il web è associato a qualcosa di gratuito».

LAVORO AL COMPUTER  LAVORO AL COMPUTER

 

CERCASI 200 MILA ADDETTI

Eppure le aziende hanno bisogno di professionalità digitali. Nel 2020, secondo la Commissione europea, mancheranno in Italia almeno 200 mila lavoratori Ict. «Responsabilità di un’intera classe dirigente, compresi gli imprenditori, che della rivoluzione digitale ha colto solo l’aspetto tecnologico e non anche la trasformazione che sotto il profilo della strategica economica portava con sé», dice Elio Catania, presidente di Confindustria Digitale che ha lanciato un piano per colmare nell’arco di un biennio il gap competitivo agendo su tre fattori: imprese, scuola, lavoro. Ma servirà ad uscire dalla giungla digitale?

 

 

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni tommaso longobardi giovanbattista fazzolari gian marco chiocci filini

DAGOREPORT - COME MAI GIORGIA MELONI HA FATTO “ROTOLARE LA TESTA” DEL SUO STRATEGA SOCIAL, TOMMASO LONGOBARDI? A POCHI MESI DALLE ELEZIONI, CON I SONDAGGI CHE DANNO IL CAMPO LARGO IN VANTAGGIO E VANNACCI CHE SCIPPA CONSENSI A DESTRA, LA DUCETTA SI È ACCORTA CHE LA PROPAGANDA DI PALAZZO CHIGI NON FUNZIONA PIÙ – LONGOBARDI ERA GIÀ FINITO NEL MIRINO DEL “CERCHIO TRAGICO” DELLA SORA GIORGIA DOPO LA DISFATTA AL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA, DOVE ERANO STATI DECISIVI I VOTI DEGLI ELETTORI PIÙ GIOVANI PER IL “NO” – ORA LA DUCETTA VUOLE UNA SVOLTA NELLA COMUNICAZIONE DEL GOVERNO E RICICCIA L’IDEA DI ASSOLDARE COME PORTAVOCE IL DIRETTORE DEL TG1, GIAN MARCO CHIOCCI. PICCOLO PARTICOLARE: CHIOCCI, FIN TROPPO AUTONOMO ED ESPERTO, SAREBBE UN “ACQUISTO” INDIGESTO PER FAZZOLARI E FILINI, IL DUO CHE GESTISCE LA MACCHINA COMUNICATIVA DI FDI – SI VOCIFERA CHE PALAZZO CHIGI PENSI A GINO ZAVALANI, VOLTO DI ESPERIA, PER RILANCIARE I SOCIAL – LA PRECISAZIONE DI ZAVALANI

giorgia meloni antonio tajani maurizio lupi alessandro onorato giuseppe conte matteo renzi roberto vannacci ignazio la russa

DAGOREPORT! - GIORGIA MELONI HA PAURA DI TORNARE ALLE URNE E VUOLE UNA NUOVA LEGGE ELETTORALE CHE AZZOPPI GLI AVVERSARI, A PARTIRE DALL’EMENDAMENTO “AMMAZZA-CESPUGLI” SULLA RACCOLTA DELLE FIRME - IL BLITZ E' UTILE A TAJANI, CESA E LUPI PER FERMARE ONORATO CHE POTREBBE ROSICCHIARE VOTI A FORZA ITALIA, UDC E NOI MODERATI - L'APPOGGIO DI CONTE ALL'ASSESSORE DI ROMA SEMBRA UN "BACIO DELLA MORTE": "PROGETTO CIVICO" STA DIVENTANDO "PROGETTO PEPPINIELLO"? - GLI OCCHI DEGLI ADDETTI AI LAVORI SULLE ELEZIONI SUPPLETIVE DI REGGIO CALABRIA PER IL SEGGIO ALLA CAMERA: VUOI VEDERE CHE IL CANDIDATO DI VANNACCI TOGLIERA' VOTI AL CENTRODESTRA E FARA' VINCERE IL PD?

vecchione renzi ranucci sgrena mancini draghi conte gabrielli carlo parolisi

TRA LE PIEGHE DELL’AFFAIRE LAVITOLA-RANUCCI, RICICCIA UNO DEI TANTI MISTERI ALL’ITALIANA: IL FAMOSO SERVIZIO DI ‘’REPORT’’ DEL MAGGIO 2021 SULL’INCONTRO IN AUTOGRILL TRA MATTEO RENZI E MARCO MANCINI, UNO DELLE FIGURE PIÙ CONTROVERSE DELL’INTELLIGENCE ITALIANA - ALL’ORIGINE DEL RENDEZ-VOUS AUTOSTRADALE, FORSE C’ENTRA DI PIÙ IL FATTO CHE STAVA CADENDO IL SECONDO GOVERNO CONTE, A CAUSA DEL RITIRO DALL'ESECUTIVO DI ITALIA VIVA. QUALCUNO DEVE AVER SCOMMESSO SULLE DOTI AFFABULATORIE DI NEGOZIATORE DI MANCINI PER CONVINCERE RENZI A TROVARE UNA QUADRA PER MANTENERE IN PIEDI CONTE – UNA VOLTA CHE LA MISSIONE E' ANDATA A VUOTO, PERCHE' RANUCCI MANDO' IN ONDA IL SERVIZIO RENZI-MANCINI BEN CINQUE MESI DOPO LA SEPOLTURA DEL GOVERNO CONTE II? A CHI GIOVAVA? - BEN SAPENDO DI QUANTO MANCINI SIA DETESTATO DAI SUOI COLLEGHI, RENZI DEFINI' LO SCOOP UN "REGOLAMENTO DI CONTI INTERNO AI SERVIZI SEGRETI" – GLI ''ADDETTI AI LIVORI'' AGGIUNGONO ALTRE DUE IPOTESI: CHI PARTENDO DAL BURRASCOSO RAPPORTO TRA RENZI E RANUCCI, CHI CONSIDERANDO LA VOGLIA DI CONTE DI REGOLARE I CONTI CON COLUI CHE SI VANTA DI AVERLO SLOGGIATO DA PALAZZO CHIGI E DI AVER CONVINTO DRAGHI A PRENDERE IL SUO POSTO… 

meloni salvini tajani

DAGOREPORT – CON UN PARTITO IN DISCESA LIBERA E SEMPRE PIU' SPAPPOLATO DAI "LEGHISTI DEL NORD", NESSUNO, NEMMENO IL SUO "IDEOLOGO" E FUTURO SUOCERO DENIS VERDINI, RIESCE A FAR RAGIONARE MATTEO SALVINI - L’ULTIMA DELLE TANTE USCITE FUORI DI SINAPSI DEL "BOLLITO LOMBARDO'' SAREBBE AVVENUTA NEI GIORNI SCORSI, L'IPOTESI DI FDI DI VOTO CON BALLOTTAGGIO, L'AVREBBE TALMENTE "ALTERATO" DA CHIAMARE GIORGIA MELONI, SBRAITANDO: “TOLGO LA FIDUCIA AL GOVERNO!” - E DOMENICA 20 SETTEMBRE, A PONTIDA, POTREBBE SUCCEDERE DI TUTTO, SE SALVINI NON TROVA UN ACCORDO CON LA FRONDA CAPEGGIATA DA FONTANA E ROMEO – ALLA LEGA DEL CAOS, LA ''PREMIER DURACELL'' DEVE AGGIUNGERE LO STATO DI GUERRIGLIA IN FORZA ITALIA, DOVE IL “MAGGIORDOMO DI CASA MELONI", ANTONIO TAJANI , GIACE NEL TRITACARNE DEGLI OCCHIUTO, ZANGRILLO, MULÈ, ETC. – MA SE LA DUCETTA RICOMPATTA GLI ALLEATI E SFANGA LA LEGGE ELETTORALE, POTREBBE ARRIVARE LA DISCESA: L’ITALIA HA OTTIME PROBABILITÀ DI USCIRE DALLO STATO DI INFRAZIONE DEL 3%. E CON UNO SPOSTAMENTO DI BILANCIO NELLA FINANZIARIA, GIORGIA SI TRAVESTIRÀ DA BEFANA E CI INONDERÀ DI BALOCCHI E PROFUMI...

mattarella renzi conte schlein bonelli fratoianni

DAGOREPORT - DAJE E RIDAJE, I GALLETTI DEL CAMPOLARGO HANNO FINALMENTE DECISO DI SMETTERE DI BECCARSI MASOCHISTICAMENTE TRA LORO E DI FARE SQUADRA CONTRO L'ARMATA BRANCA-MELONI - IL NODO POLITICO PIÙ DIFFICILE DA SCIOGLIERE, LA PRESENZA DELL'INFIDO RENZI NELLA ALLEANZA, SI E' DISSOLTO IN UN INCONTRO A QUATTR'OCCHI SCHLEIN-CONTE: LA DUCETTA DEL NAZARENO, CHE HA UN PATTO CON MATTEONZO CHE SI CHIAMA CASA RIFORMISTA, HA TIRATO FUORI GLI ATTRIBUTI E A CONTE NON E' RIMASTO CHE SIBILARE: ELLY LO VUOLE ED IO NON POSSO FARCI NIENTE... (SEMPRE CHE RENZI RIESCA A MANTENERE LA PROMESSA DI FARE UN PASSO INDIETRO) – LA PIPPA DELLE PRIMARIE SI FARA', MA COME L'INDICAZIONE DEL CANDIDATO PREMIER SUL PROGRAMMA ELETTORALE, NON SERVIRA' A UN CAZZO: A DECIDERE IL PREMIER SARÀ, COME SEMPRE, SERGIO MATTARELLA – PER RISOLVERE L'ETERNO SCAZZO SULLA POLITICA ESTERA, E SULL'UCRAINA IN PARTICOLARE, A ELLY E CONTE BASTA UNA SUPERCAZZOLA LINGUISTICA, CHE SI PUÒ RIASSUMERE CON LO SLOGAN: "NO AL RIARMO NAZIONALE, SÌ ALLA DIFESA EUROPEA"...

leonardo del vecchio giorno

FLASH! - COSA FRULLA NELLA TESTA DI LEONARDINO? - DEL VECCHIO JR HA CAPITO CHE, ALL'OMBRA DELLA MADUNINA, IL MERCATO EDITORIALE È SATURO: POSSEDERE DUE TESTATE MILANESI, COME "IL GIORNALE" (DI CUI HA IL 30%) E "IL GIORNO" NON SERVE GRANCHÈ - PER DIVERSIFICARE, LEONARDINO HA INTENZIONE DI TRASFORMARE "IL GIORNO" IN UN QUOTIDIANO FINANZIARIO, MOLTO PIÙ UTILE PER I SUOI AFFARI, IN GRADO DI FARE CONCORRENZA A "SOLE 24 ORE" E "MILANO FINANZA" - DEL VECCHIO, CHE HA RIANIMATO IL MERCATO DEI GIORNALISTI, UN SETTORE CHE SEMBRAVA ORMAI MORTO E SEPOLTO, DOVREBBE CONFERMARE AGNESE PINI ALLA DIREZIONE DI "QUOTIDIANO NAZIONALE" (LA TESTATA CHE RIUNISCE "LA NAZIONE", "IL RESTO DEL CARLINO" E "IL GIORNO")