ALTRO CHE ''VEDERE L'EFFETTO CHE FA'': DIETRO L'OMICIDIO DI LUCA VARANI CI SAREBBE IL SUO RIFIUTO DI PRATICARE SESSO DI GRUPPO PER 120 EURO, CHIEDENDONE DI PIÙ - NON SOLO COCAINA: GLI AMICI DICONO CHE I DUE USAVANO MOLTA GHB, LA DROGA-STUPRO PIÙ AMATA DALLA COMUNITÀ GAYA DI ROMA E MILANO, CHE PERMETTE DI ''CAVALCARE'' PER ORE - CHI È MARCO PRATO: EX ADOLESCENTE SOVRAPPESO E BULLIZZATO PER LA SUA OMOSESSUALITÀ, SI ERA RIFATTO L'IMMAGINE, E C'È CHI DICE ANCHE I CAPELLI, TANTO DA ESSERE SOPRANNOMINATO 'LA LESBICA CON LA PARRUCCA'. TRE TENTATI SUICIDI ALLE SPALLE

 

marco prato   9marco prato 9

Alberto Dandolo per Dagospia

 

Nella Romanella frociona e godona Marco Prato era noto come “la lesbica con la parrucca”. Eh si! Uno dei due protagonisti dell' (apparentemente) insensato delitto di Luca Varani, era assai noto nella Roma gaya e benestante. Tutti lo ricordano per il suo carattere molto vivace ma anche per i suoi bizzarri cappelli ai i quali, solo poco tempo fa, aveva sostituito un parrucchino (o trapianto?) degno dell'ultimo modello sfoggiato a “Ballando” dal mitologico Sandro Mayer!

 

Un ciuffo posticcio che Marco “indossava” con spavalderia e fierezza e dal quale non si separava mai, nemmeno durante le sue folli notti etiliche e drogherecce.

marco prato   8marco prato 8

 

Prato, che gli amici dicono si sentisse la reincarnazione della cantante francese Dalidà, era uno della Roma bene. Viziatissimo dai genitori, un'adolescenza al liceo romano Giulio Cesare sovrappeso e bullizzato per la sua omosessualità, negli ultimi anni era diventato fico, popolare e palestrato, una classica storia di rivalsa contro gli ''haters'' di una volta.

marco prato   7marco prato 7

 

Col soldo facile in tasca e soprattutto con una smania d'apparire che rasentava l'ossessione. Come quando concordo' con Flavia Vento un fidanzamento fatto apposta per i paparazzi. Marco voleva uscire sui giornali, voleva essere famoso. E chissenefrega se tutti sapevano che era gay! Preferiva farsi fotografare fuori dai ristorantini di Roma Nord con la Vento piuttosto che rimanere anonimo.

 

marco prato   4marco prato 4

A Prato piacevano assai le “notti sbagliate”. Quelle in cui all'alcol e al sesso si univano abbondanti dosi di coca e di GHB. Quest'ultima è la droga “frocia” che in questo periodo va per la maggiore tra l'upper-class gaya meneghina e capitolina. E' meglio nota come la droga dello stupro, che ti permette di “cavalcare” per ore, manco ti fossi iniettato in vena una dose massiccia di viagra liquido!

marco prato   3marco prato 3

 

Ma a Marco pare piacesse anche “basare”. La coca, dicono persone a lui vicine, se la fumava ... ma amava farlo solo in compagnia. In particolare di giovani escort che raccattava sulla chat porcina Grindr e sui siti frocioni PlanetRomeo e PianetaEscort.

A lui l'amore mercenario piaceva assai e pagava profumatamente anche solo per attuare giochi di ruolo estremi.

 

Uno dei suoi amici più cari ha dichiarato a Dagospia che Prato aveva già tentato il suicidio almeno altre tre volte. Ma sempre per “futili motivi”. Per un amore finito, una “basata” troppo aggressiva e per il rapporto conflittuale che aveva con uno dei due genitori. Ma di morire non gli era mai riuscito.

luca varaniluca varani

 

Marco da alcuni gay romani era considerato anche una specie di “stalker”. Una sua “preda” (un ragazzo di ottima famiglia di nome Fabrizio) ci ha confessato che ha dovuto bloccare ogni comunicazione con lui. Marco era compulsivo nelle richieste di sesso e incontri. Ma sempre lucido, presente a se stesso e con un ego smisurato.

luca varani  luca varani

 

E Manuel Foffo era il “complice” perfetto. Il compagno di giochi e giochini ideale. Bello, borghese, ricco, con una doppia vita. Una mente fragile, facile da plasmare e dirigere. L'amichetto con cui si può decidere di arrivare a viversi il “limite”, oltrepassare i confini della lucidità, gestendo le fila di un rapporto folle e assassino.

luca varani   luca varani

 

Ma in queste ultimissime ore persone molto vicine a Prato avanzano un'altra ipotesi. Pare che il delitto possa avere un movente. Stupido. Ma un movente. I due ragazzi non volevano “giocare ad uccidere” –per vedere l'effetto che fa – il povero Luca Varani. No. La vittima avrebbe rifiutato di praticare sesso a tre per 120 euro, la cifra pattuita, chiedendone molti di più. A questo punto avrebbe avuto inizio un gioco punitivo sfociato in un omicidio agghiacciante.

marco prato   9marco prato 9

2. NEI GIORNI DEL FESTINO C’ERANO ALTRI DUE GIOVANI, ALEX DELLA TIBURTINA E TALE GIACOMO - I DETTAGLI AGGHIACCIANTI DEL RACCONTO: «POI ABBIAMO DORMITO COL CADAVERE»

di Rinaldo Frignani per Corriere.it

Torturato dalla notte di giovedì, poi ucciso la mattina del giorno successivo, con una coltellata al cuore. Il colpo di grazia per Luca Varani. Ma prima, per assicurarsi che non gridasse richiamando magari l’attenzione dei vicini, secondo chi indaga, gli avrebbero reciso le corde vocali. Quando i carabinieri sono entrati nell’appartamento di Manuel Foffo al Collatino, nella serata di sabato, la lama era ancora conficcata nel petto del ragazzo di 23 anni attirato in una trappola dall’amico del padrone di casa, Marc Prato, organizzatore di eventi gay.

luca varani luca varani

 

Ora dopo ora gli investigatori del Reparto operativo stanno ricostruendo i momenti da incubo vissuti dal giovane massacrato dalla coppia di ragazzi che, annebbiati dall’alcol e dalla cocaina — avrebbero speso 1.800 euro in droga —, volevano (ed è questa la convinzione di chi indaga) uccidere qualcuno a tutti i costi.

 

«Per vedere che effetto fa», avrebbe detto Foffo aggiungendo: «Anche in passato avevo avuto un momento in cui avevo l’intenzione di far del male a qualcuno. Non so come questa idea sia maturata tra me e me». E mercoledì toccherà a Marc Prato essere sottoposto all’interrogatorio di garanzia nel carcere di Regina Coeli, dove è detenuto.

 

marco prato   1marco prato 1

Secondo il verbale reso dal padrone di casa, la droga sarebbe stata portata da Marc Prato, che più volte avrebbe chiamato uno spacciatore per rifornirsi. Dai primi responsi dell’autopsia è emerso che Varani è stato seviziato a lungo, dopo essere stato tramortito con un martello. Decine di ferite, da punta e taglio, hanno devastato il volto e il collo. Dettagli di una mattanza che martedì saranno analizzati dal gip nell’udienza di convalida del fermo di Foffo e Prato, accusati di concorso in omicidio premeditato aggravato dalla crudeltà. In aula verrà ripercorso quanto è accaduto da mercoledì, quando i due universitari — ora a Regina Coeli — hanno organizzato il loro festino.

marco prato   11marco prato 11

 

Giovedì poi sono usciti in macchina per fare un giro, forse per cercare una vittima da sacrificare, fino a quando la scelta è caduta su Varani, che Prato già conosceva negli ambienti dei locali notturni. Quest’ultimo avrebbe telefonato al ragazzo proponendogli 100 euro per un incontro sessuale nell’appartamento di via Igino Giordani e la vittima avrebbe accettato. «Ricordo — mette a verbale Foffo — che il 4 marzo Marco ha mandato un messaggio WhatsApp a Luca. Quando è arrivato c’è stato quasi un tacito accordo tra me e Marco: gli abbiamo offerto alcol nel quale aveva versato Alcover. Poi Luca ha sofferto tanto».

   

marco prato   10marco prato 10

Stordito con il farmaco narcotizzante e con un colpo alla testa, il ventenne è così finito, nudo, in balìa dei due. Una ricostruzione da brividi che oggi il prosieguo dell’autopsia dovrebbe confermare. Ucciso Varani, Foffo e Prato hanno ripulito la scena del delitto — il pavimento della camera da letto e il bagno —, fatto sparire gli abiti della vittima e il suo telefonino. «Poi abbiamo passato la giornata e dormito con il morto in casa», avrebbe raccontato il proprietario dell’appartamento.

 

marco prato   5marco prato 5

«Non abbiamo mai mangiato — ha continuato a raccontare Foffo —. Ho conosciuto Marc a Capodanno, lui è gay, io sono eterosessuale. Abbiamo avuto un rapporto e lui aveva un video così ho temuto che potesse ricattarmi e ho continuato a vederlo». Dopo il festino a due, da mercoledì a venerdì mattina, nell’appartamento di Foffo arriva Varani. «Marco mi ha detto che si prostituiva, fra noi c’è stato quasi un tacito accordo. Mentre noi siamo rimasti vestiti, Luca si è denudato e poi ha bevuto quello che gli avevamo offerto. Poi è andato in bagno e si è sentito male. Marco lo ha aggredito e gli ha detto che sia io sia lui avevamo scelto che doveva morire. Ho preso io il martello e forse anche i due coltelli. Luca non è mai riuscito a resistere alle nostre violenze».

 

LUCA VARANI LUCA VARANI

A colpire Varani al cuore — secondo Foffo — sarebbe stato Prato. Dopo la morte del giovane e dopo aver tentato di ripulire tutto, i due sono usciti di nuovo in macchina. Hanno buttato gli abiti e il cellulare della vittima in un cassonetto in via Magna Grecia. Forse volevano sbarazzarsi del cadavere, invece hanno continuato a girare e bere per un paio di locali, fino a quando Prato si è rifugiato all’hotel San Giusto, vicino a piazza Bologna, dove abita il padre, tentando il suicidio con una maxi dose di tranquillante acquistato dal complice che invece è tornato a casa.

marco prato   8marco prato 8

 

Ma proprio sul telefonino c’è un giallo. «Alle 9.30 di venerdì mattina — racconta Marta Gaia Sebastiani, fidanzata della vittima, ascoltata ieri dai carabinieri — dal cellulare di Luca mi è arrivato un sms. “Ti chiamo più tardi”, c’era scritto». Ma a quell’ora, secondo il medico legale, Varani era già morto. A rispondere alla ragazza sarebbe stato uno dei killer.

 

marco prato   6marco prato 6

«Cercavo Luca da giovedì sera — dice ancora Marta —, avevamo passato il pomeriggio insieme, era venuto ad assistere al mio allenamento a pallavolo. Gli ho telefonato tante volte, ma il cellulare suonava a vuoto. Poi sabato mattina era irraggiungibile». «Luca non era un drogato, ci teneva al fisico — ricorda ancora la giovane fra i singhiozzi —, era geloso di me e io molto possessiva. Stavamo insieme da 9 anni. Lui aveva le sue amicizie, io le mie, che fra l’altro mal si sopportano. Era un amicone, ma non frequentava giri strani. Adesso — conclude — spero solo che queste bestie restino in carcere e non escano più».

 

marco prato con flavia vento e nadia bengalamarco prato con flavia vento e nadia bengala

Intanto l’avvocato di Foffo, Michele Andreano, chiederà mercoledì al gip di disporre una perizia psichiatrica per verificare se al momento dell’assassinio i due indagati fossero in grado di intendere e di volere. «Se ha assunto quantitativi di cocaina di quel livello e hanno bevuto superalcolici per due giorni ininterrottamente - ha detto il penalista a Effetto Giorno su Radio 24 - si capisce che gli effetti sono devastanti, per cui dovremmo, anche per dovere difensivo, valutare se in quel momento erano in grado di intendere e di volere».

 

«Noi certamente dovremo esplorare tutte le possibilità - ha aggiunto Andreano - e quindi la prima cosa che chiederemo è una perizia psichiatrica, oltre agli esami tossicologici. Depositerò la richiesta di incidente probatorio in questo senso, con la massima lealtà e anche tenendo presente il dolore della famiglia del povero ragazzo che è stato ucciso. Se ci sono le condizioni scientifiche per dimostrare che in quel momento Foffo non era in grado di intendere e di volere è chiaro che abbiamo il dovere di verificarlo».

LUCA VARANI   LUCA VARANI

 

 

Dalle dichiarazioni rese dallo studente del Collatino emerge anche che a casa sua nei giorni del festino c’erano altri due giovani, Alex della Tiburtina e tale Giacomo. Prima di Luca Varani, Manuel Foffo e Marco Prato hanno infatti avuto incontri con questi due ragazzi nell’appartamento di via Giordani. «Io e Marco abbiamo deciso - racconta infatti Foffo al pm - di trascorrere del tempo insieme da mercoledì scorso nel mio appartamento ma non siamo stati sempre soli. Ricordo che è venuto un mio amico di nome Alex che avevo conosciuto mesi fa in una pizzeria sulla Tiburtina».

flavia vento marco pratoflavia vento marco prato

 

 L’universitario precisa, inoltre, che quando Alex «è venuto a casa eravamo sotto l’effetto della cocaina ma mantenevamo la lucidità . Aggiungo che è stato presso casa mia anche un certo Giacomo, altro mio amico. Quando invece è arrivato Luca, sia io che Marco eravamo molto provati dall’uso prolungato di cocaina, e quindi non più lucidi».

marco prato   7marco prato 7

 

E sempre Foffo, visto che Prato non è stato ancora interrogato, ha detto ancora: «In passato avevo avuto un momento in cui avevo l’intenzione di far del male a qualcuno. Non so come questa idea è maturata tra me e me». «Anche se ho avuto questo pensiero in passato, lo stesso è rimasto tale e non ho mai pensato che potesse concretizzarsi. Non mi ritengo capace di aver fatto quello che ho fatto», ha aggiunto davanti al pm e ai carabinieri.

 

flavia vento marco prato flavia vento marco prato

Prima di uccidere Varani, Foffo ha rivelato al magistrato di aver fatto un giro in macchina assieme all’amico Marco Prato alla ricerca di una persona da colpire: «Quando eravamo in macchina non abbiamo portato a termine la nostra intenzione di fare male a una persona perché non abbiamo trovato nessuno. Lo avremmo forse fatto se avessimo trovato quella persona. Non ricordo quanto tempo girammo in macchina - ha fatto mettere a verbale Foffo - ma so che non abbiamo fatto uso di cocaina durante la nostra uscita. Non ricordo cosa abbiamo fatto o se abbiamo incontrato qualcuno».

 

Ultimi Dagoreport

kyriakou pier silvio berlusconi enrico mentana crippa fedele confalonieri mediaset urbano cairo marina

DAGOREPORT - RITORNA A CASA, LESSO! SI ACCAVALLANO LE VOCI CHE LA PROSSIMA DESTINAZIONE DI ENRICO MENTANA SIA QUELLA DI PADRONE SUPREMO DI TUTTA L’INFORMAZIONE MEDIASET - RUOLO CHE DAL 1998 RICOPRE IL FEDELISSIMO “FELDMARESCIALLO” DI FEDELE CONFALONIERI, MAURO CRIPPA, ARTEFICE MAGICO DEL “RETEQUATTRISMO” DEI DEL DEBBIO-PORRO-GIORDANO-SALLUSTI CHE HA APPARECCHIATO L’AVANZATA POPULISTA DI SALVINI E POI IL MELONISMO SENZA LIMITISMO - CHE PIER SILVIO (E LA SORELLA SUPERIORE MARINA) ABBIA LE PALLE IN SATURAZIONE DEL “CRIPPISMO ALLA FIAMMA” SI ERA BEN CAPITO DALLO SBARCO SU RETE4 DI BIANCA BERLINGUER, POI DI TOMMASO LABATE E INFINE DI MILO INFANTE CHE, OLTRE A CONDURRE DUE PROGRAMMI, E' NOMINATO CONDIRETTORE DELLA “STANZA DEI BOTTONI” DEL CRIPPA-PENSIERO, VIDEONEWS - L’IPOTESI MENTANA È STATA ACCOLTA DALLA CRICCA DI CRIPPA OVVIAMENTE MALE, MALISSIMO, CONOSCENDO ALTRESÌ BENE IL CARATTERINO DI CHICCO. E GIRANO A MEZZA VOCE BATTUTINE DEL TIPO: ‘’PIER SILVIO MANDA IN PENSIONE IL 67ENNE CRIPPA PER SOSTITUIRLO CON MENTANA, PENSIONATO DI 71 ANNI...’’

sigfrido ranucci valter lavitola giampaolo rossi

DAGOREPORT - MARTEDÌ PROSSIMO CALERÀ IL SIPARIO SU RANUCCI: A OTTOBRE, QUANDO RITORNERÀ IN ONDA “REPORT”, L’AMICO FRATERNO” DI WALTERINO LAVITOLA NON SARÀ PIÙ ALLA CONDUZIONE - IN SEGUITO ALLE VERIFICHE INTERNE (“AUDIT) SUL RISPETTO DEL CODICE ETICO DELLA RAI E IN ATTESA DELLE DECISIONI DEGLI INQUIRENTI E DEI MAGISTRATI SULLA MA-LAVITOLA ALLE VONGOLE SGUSCIATE, L'AMMINISTRATORE DELEGATO GIAMPAOLO ROSSI COMUNICHERÀ A RANUCCI IL CAMBIO DI CONDUZIONE (SOSTITUZIONE CHE È NEL PIENO DIRITTO DELLE PROCEDURE AZIENDALI) - QUINDI, A DISPETTO DI QUANTO PIÙ VOLTE SCRITTO, IL DIPENDENTE RAI RANUCCI SIGFRIDO NON VERRÀ ASSOLUTAMENTE “SOSPESO” DAL RUOLO DI VICE-DIRETTORE, IL SUO STIPENDIO CORRERÀ TRANQUILLO COME OGNI MESE, MA VERRÀ SPOSTATO DAL RESPONSABILE DEI PROGRAMMI DI APPROFONDIMENTO, PAOLO CORSINI, AD ALTRI IMPORTANTI INCARICHI - FINE DEL PRIMO TEMPO....

giorgia meloni e primo ministro etiope abiy ahmed sem fabrizi

DAGOREPORT – COME SI È ARRIVATI AL CLAMOROSO SCAZZO DIPLOMATICO CON L’ETIOPIA? BISOGNA TORNARE AL 2024, QUANDO IL PREMIER DI ADDIS ABEBA, ABIY AHMED, AIUTA GIORGIA MELONI A CONVINCERE L’UNIONE AFRICANA A FIRMARE IL PIANO MATTEI. GLI ALTRI LEADER DEL CONTINENTE NERO ERANO SCETTICI (EUFEMISMO) E AHMED TIRA FUORI DAL CILINDRO IL COINVOLGIMENTO DELL’UE – SOLO CHE IL GOVERNO ETIOPE SI ASPETTAVA QUALCHE “VANTAGGIO” CHE, EVIDENTEMENTE, NON È ARRIVATO. RISULTATO? LA “RITORSIONE” CONTRO SEM FABRIZI, OTTIMO AMBASCIATORE, CHE DOPO DIECI MESI È STATO RICHIAMATO IN ITALIA PER EVITARE L’UMILIAZIONE DI ESSERE DICHIARATO “PERSONA NON GRATA"

ceuta migranti spagna francia pedro sanchez giorgia meloni emmanuel macron

FLASH – IN POCHI SOTTOLINEANO QUALI SONO GLI UNICI DUE GRANDI PAESI DELL’UE A NON ACCODARSI AI “RESPINGIMENTI” DEI DUBLINANTI VERSO L’ITALIA: FRANCIA E SPAGNA – MACRON E SANCHEZ SE LA RIDONO DI FRONTE ALLE DIFFICOLTÀ DI GIORGIA MELONI, E MOSTRANO ORGOGLIOSAMENTE MA SENZA PUBBLICIZZARLA LA LORO POSIZIONE: NOI SIAMO PER L’ACCOGLIENZA, NON RIMANDIAMO INDIETRO NESSUNO, ANCHE SE POTREMMO. UNA MOSSA POLITICA CHE MANDA FUORI GIRI GLI OTOLITI DELLA “SIRENETTA DEL COLLE OPPIO”

giorgia meloni antonio tajani matteo salvini

DAGOREPORT – I FRANCHI-TIRATORI PER IL “MELONELLUM” INIZIANO A ESSERE TANTI, FORSE TROPPI – SE LA LEGA VA DRITTA VERSO LA RESA DEI CONTI, ANCHE FORZA ITALIA È IN TUMULTO - DOPO LA “FRONDA” DELLE DONNE, GUIDATE DALLA BERLUSCHINA DEBORAH BERGAMINI, SU PREFERENZE E PARITÀ DI GENERE, ORA È IL MINISTRO DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE, PAOLO ZANGRILLO, A INCAZZARSI CON TAJANI PER IL MANCATO COINVOLGIMENTO NELL’INIZIATIVA ANTI-BUROCRAZIA DEL PARTITO – IL GUAIO PIÙ GROSSO PER LA DUCETTA, PERÒ, RESTA QUEL CARTOCCIO DEL CARROCCIO: CON IL 6% CHE GLI ATTRIBUISCONO I SONDAGGI (DI CUI QUASI LA METÀ “CONTROLLATO” DAI GOVERNATORI DEL NORD), LE TRUPPE DEL PARTITO DI SALVINI SI SGONFIERANNO. DEGLI ATTUALI 95 TRA DEPUTATI E SENATORI, E SARÀ UN MIRACOLO SE RESTERANNO UNA TRENTINA - IN CASO DI VITTORIA DEL CENTROSINISTRA, LA SITUAZIONE POTREBBE ESSERE ANCORA PEGGIORE: DUE LEGHISTI SU TRE RISCHIANO DI NON ESSERE RIELETTI - CHISSA' COSA SUCCEDERA' A SETTEMBRE, QUANDO ALLA CAMERA I DEPUTATI DI LEGA E DI FORZA ITALIA (MA ANCHE FRANGE DI FDI) SARANNO CHIAMATI A VOTARE (CON SCRUTINIO SEGRETO) LA NUOVA LEGGE ELETTORALE, UNICA RIFORMA RIMASTA IN PIEDI DEL GOVERNO MELONI....

meloni schlein lovaglio messina donnet

DAGOREPORT – A FERRAGOSTO UN COLPO DI “SOLE” CI STA. FIRMATO DAL DIRETTORE DEL QUOTIDIANO DELLA CONFINDUSTRIA, FABIO TAMBURINI ANNUNCIA CHE PER CONTRASTARE L’OPAS DI INTESA SU MPS NELLA MENTE DI LUIGI LOVAGLIO FRULLEREBBERO NON UNA, MA ADDIRITTURA DUE OPS (OFFERTA PUBBLICA DI SCAMBIO). UNA PER PRENDERE IL CONTROLLO SUL BANCO BPM E L’ALTRA PER ACQUISIRE BANCA GENERALI – NON FINISCE QUI: IN BALLO CI SAREBBE ANCHE LA POSSIBILE VENDITA DEL 13,2% DI GENERALI POSSEDUTO DA MEDIOBANCA, VERO OBIETTIVO DEL RISIKONE BANCARIO – A INGARBUGLIARE LA PARTITA, SI È AGGIUNTA LA PRESA DI DISTANZA DALL’OPAS DI INTESA, LA “BANCA DI SISTEMA” GUIDATA DA CARLO MESSINA, DA PARTE DEL POTERE POLITICO AL COMPLETO, CON MELONI E SCHLEIN PER UNA VOLTA SULLO STESSO FRONTE – ‘STA MEGA-OPERAZIONE DELL’IRRIDUCIBILE LOVAGLIO, CHE DOVREBBE ESSERE ANNUNCIATA NEL CDA DI MPS CONVOCATO PER DOMANI, PUÒ AVERE TANTI VARIABILI DA SCHEDINA: 1-2-X – IN TALE LABIRINTO DI SPECCHI, C’È UN ‘’CONVITATO DI PIETRA’’ CHE TUTTI NOTANO MA CHE NESSUNO NOMINA: IL CEO DI GENERALI, PHILIPPE DONNET, CHE OVVIAMENTE NON FA SALTI DI GIOIA AL PENSIERO DELLA POSSIBILE ACQUISIZIONE VIA OPAS SU MPS DI BANCA INTESA DEL 13,2% DEL COLOSSO ASSICURATIVO…