turismo sessuale al femminile -7

BIG BAMBOO, QUANDO IL TURISMO SESSUALE È DONNA - CARAIBI, AFRICA, PACIFICO: PARLANO I 'BEACH BOYS' CHE SOLLAZZANO LE OCCIDENTALI. ''ESSERE NERI È MEGLIO, È PIÙ ESOTICO'' - LE DONNE NON MERCANTEGGIANO SUL SESSO, MA SULL'INTIMITÀ. DURANTE LA VACANZA, IL LORO BISTECCONE LOCALE DIVENTA UNA SPECIE DI FIDANZATO

Dario Ronzoni per www.linkiesta.it

 

turismo sessuale al femminileturismo sessuale al femminile

Non sarà un’avventura. Ma nelle vacanze delle donne sole, almeno nei pacchetti viaggio forniti dalle agenzie, qualcosa di simile c’è. Oltre all’incontro con l’esotico delle foreste caraibiche, o della giungla africana, è previsto (meglio: suggerito) l’incontro con la compagnia maschile del posto. Giovani, belli e secondo un certo immaginario diffuso in Occidente, prestanti. Il big bamboo: sogno di una mascolinità esotica, immersa nell’ebbrezza del viaggio. Facile, facilissima da ottenere.

 

turismo sessuale al femminile  8turismo sessuale al femminile 8

È turismo sessuale femminile? Piano con le parole. Non c’è (ancora) una definizione condivisa per questo fenomeno, che pure conosce una certa diffusione dalla fine degli anni ’80 – fino a riguardare, secondo alcune stime, circa 600mila persone ogni anno. Per studiose come l’americana Deborah Pruitt e la lituana Suzanne LaFont, che ne discutono in uno studio ormai imprescindibile del 1995, non di “sesso” si tratta, ma di una vera e propria “relazione”. Le donne viaggiano in luoghi esotici (di solito i Caraibi, appunto, ma anche il Medioriente, l’Africa nera) e incontrano ragazzi locali con cui intrecciano una vera e propria storia.

turismo sessuale al femminile  6turismo sessuale al femminile 6

 

È “romance tourism”, esperienza più ampia e profonda rispetto al semplice “turismo sessuale”, alla maniera maschile. Certo, il fatto che, in ogni caso, sia decisivo il potere economico della donna (in genere occidentale, ma possono essere anche giapponesi, che preferiscono il Nepal) maggiore rispetto al maschio locale, non può però essere ignorato. Come spiegano altre studiose (ad esempio Susan Frohlick), nonostante le fantasie, le dinamiche e le varie complessità, gratta gratta si finisce sempre lì: alla prestazione pagata.

 

Uscendo dalle diatribe accademiche (sesso o sentimenti?) e si guarda alla realtà, si nota che il meccanismo è più o meno definito. Turiste del Primo Mondo che, in visita in un luogo esotico, si aprono a relazioni più o meno esclusive con ragazzi del posto, ai quali concedono regali (anche nella forma di denaro liquido) e, nei casi più estremi, anche la possibilità di vivere all’estero, sobbarcandosi le spese per viaggi e visti. Spesso il rapporto assume connotati sentimentali e regala l’illusione di vivere una storia romantica, un’avventura che supera i normali percorsi del turista. Così, almeno, è come la pensano le donne. Pochi si chiedono, invece, come la pensino gli uomini locali.

 

turismo sessuale al femminile  5turismo sessuale al femminile 5

Come fanno notare Edward Herold, Rafael Garcia e Tony DeMoya, dell’Università di Santo Domingo, il loro punto di vista può apparire diverso. Per certi aspetti, molto più cinico. A scorrere le interviste fatte a vari beach boys (così si chiamano, in gergo) della Repubblica Dominicana, si nota una prima distinzione importante: quando cercano una conquista sessuale tra le turiste, si rivolgono a quelle giovani (di solito tra i venti e i trent’anni) e bionde. Se vogliono soldi, allora ripiegano su donne più mature (dai 40 in su) o sovrappeso. Sanno di giocare sulla loro vulnerabilità.

 

Il posto migliore per passare all’attacco sono le spiagge. Qui selezionano le turiste meno abbronzate (vuol dire che sono arrivate da poco, e resteranno più tempo) e cominciano a parlare. Sanno che i primi giorni (al massimo due) devono essere sorridenti, gentili e molto “gradevoli”. Spesso portano fiori, si offrono come guide e istruttori di ballo, presentano i loro amici e offrono esperienze della vita tipica del luogo quasi esclusive. Sulla base delle esperienze, continuano gli studiosi, hanno stabilito che le donne più facili sono le canadesi francesi, seguite dalle canadesi inglesi. Poi, al terzo posto, le italiane.

turismo sessuale al femminile  4turismo sessuale al femminile 4

 

«Le donne del Quebec sono convinte che siamo preferibili per il sesso», dichiara uno dei beach boys intervistati. Hanno assorbito l’immaginario occidentale sviluppato su di loro: un impasto di vigore virile pre-moderno, quasi primitivo, legato alla natura. «Essere neri è meglio, è più esotico», dice un altro beach boy. E lo sfruttano.

 

Non a caso il rapporto con la turista, anche se fondato su una remunerazione economica, prevede (quasi) sempre che «la donna si lasci “spazzare via” dal partner, piuttosto che affermare il proprio potere», spiegano gli studiosi. Questo perché, nell’immaginario della viaggiatrice, in quel mondo esotico e immaginario il potere è associato alla virilità: assecondarlo significa godere appieno dell’esperienza della vacanza, nel modo più autentico. Significa entrare a far parte in un mondo diverso, lontano da quello conosciuto, rispettandone le regole. Anche quelle immaginarie.

 

Come sanno anche i beach boys, è meglio non parlare di soldi. Non sta bene, e soprattutto disturba l’illusione di un rapporto romantico. Quando servono però, hanno sviluppato tecniche efficaci. Ad esempio, fingono di offrire la cena per mostrare che, in realtà, non hanno davvero i soldi per farlo. Le turiste reagiscono fornendo, sottobanco, la cifra necessaria. E anche di più. Oppure, quando la conversazione (i beach boys imparano a sostenerle in modo accettabile in almeno quattro lingue) finisce su argomenti come lavoro e impiego, è uso fingere uno sguardo triste e turbato. Le turiste reagiscono, il più delle volte, offrendo denaro.

turismo sessuale al femminile  3turismo sessuale al femminile 3

 

Quando si arriva al rapporto sessuale, il locale sa che deve adeguarsi a un immaginario preciso (che, del resto, essendo molto lusinghiero sulla sua virilità, non ha faticato a fare suo), promettendo esperienze sessuali «ricche». Scendendo nel dettaglio, fanno molta attenzione al piacere della donna. Accontentano ogni richiesta e si preoccupano degli orgasmi. Per loro è un dovere: quando non sono attratti dal partner, «si concentrano sul viso, o su una specifica parte del corpo della donna». Oppure «non guardano da nessuna parte, e pensano ad altro».

 

turismo sessuale al femminile  2turismo sessuale al femminile 2

Secondo Jesus, di Puerto Viejo, in Costarica, «se una donna prende la mia energia, mi deve qualcosa in cambio». Il senso della frase è più complesso di quanto possa apparire. L’energia è, senza dubbio, quella impiegata nel rapporto sessuale. Ma ciò che una donna (una turista) prende a quelli come Jesus, non è “l’energia” intesa come prestazione sessuale: è di più, e somiglia molto al concetto di “esclusiva”.

 

I beach boys, a differenza delle prostitute, non mercanteggiano sul sesso, ma sull’intimità, che è più questione più ampia e, secondo la mentalità occidentale, non può essere condivisa al di fuori della coppia. Appena le donne vedono in pericolo l’intimità, cioè il senso della coppia, di fronte, ad esempio, alla minaccia del loro prescelto di andare con un’altra, sono disposte a pagare pur di tenerselo stretto. I boys lo sanno e, in cambio, regalano un rapporto romantico, senza dubbio intimo. Per essere più precisi, lo vendono.

 

turismo sessuale al femminile  1turismo sessuale al femminile 1

Forse, allora, è giusto parlare di “romance tourism”, come sostengono Pruitt e LaFont. Non è solo sesso (ma quando mai lo è?) quello che le donne cercano in questi luoghi esotici. Lo trovano pagando, sì, e ne hanno in cambio una storia profonda e intensa. Ma c’è un problema: alla fine il conto non torna davvero.

 

Come spiega Susan Frohlick, uno dei rimproveri dei beach boys nei confronti delle donne straniere, è che «alla fine, se ne vanno». È una lamentela singolare: il turista, per definizione, riparte. Eppure è proprio questo il punto: con la loro mobilità, semplice e privilegiata, i viaggiatori occidentali rivelano, al di là delle esperienze sentimentali ed erotiche, la profonda differenza sociale tra i due mondi.

 

turismo sessuale kenya9turismo sessuale kenya9turismo sessualescena film paradise 167087turismo sessualescena film paradise 167087turismo sessualee 0000978871turismo sessualee 0000978871turismo sessualeenh9turismo sessualeenh9turismo sessualescena film paradise 167095turismo sessualescena film paradise 167095

C’è chi è libero di spostarsi, e chi no: molti dei beach boys non lasciano i Paesi d’origine, sia per ragioni economiche che burocratiche. Quando le donne partono, la cosa diventa chiara. E allora, che sia sesso o romaticismo, poco importa. Ciò che rimane, al di là delle fantasie e delle delusioni, è l’ombra, sempre sgradevole, dello sfruttamento.

Ultimi Dagoreport

kyriakou pier silvio berlusconi enrico mentana crippa fedele confalonieri mediaset urbano cairo marina

DAGOREPORT - RITORNA A CASA, LESSO! SI ACCAVALLANO LE VOCI CHE LA PROSSIMA DESTINAZIONE DI ENRICO MENTANA SIA QUELLA DI PADRONE SUPREMO DI TUTTA L’INFORMAZIONE MEDIASET - RUOLO CHE DAL 1998 RICOPRE IL FEDELISSIMO “FELDMARESCIALLO” DI FEDELE CONFALONIERI, MAURO CRIPPA, ARTEFICE MAGICO DEL “RETEQUATTRISMO” DEI DEL DEBBIO-PORRO-GIORDANO-SALLUSTI CHE HA APPARECCHIATO L’AVANZATA POPULISTA DI SALVINI E POI IL MELONISMO SENZA LIMITISMO - CHE PIER SILVIO (E LA SORELLA SUPERIORE MARINA) ABBIA LE PALLE IN SATURAZIONE DEL “CRIPPISMO ALLA FIAMMA” SI ERA BEN CAPITO DALLO SBARCO SU RETE4 DI BIANCA BERLINGUER, POI DI TOMMASO LABATE E INFINE DI MILO INFANTE CHE, OLTRE A CONDURRE DUE PROGRAMMI, E' NOMINATO CONDIRETTORE DELLA “STANZA DEI BOTTONI” DEL CRIPPA-PENSIERO, VIDEONEWS - L’IPOTESI MENTANA È STATA ACCOLTA DALLA CRICCA DI CRIPPA OVVIAMENTE MALE, MALISSIMO, CONOSCENDO ALTRESÌ BENE IL CARATTERINO DI CHICCO. E GIRANO A MEZZA VOCE BATTUTINE DEL TIPO: ‘’PIER SILVIO MANDA IN PENSIONE IL 67ENNE CRIPPA PER SOSTITUIRLO CON MENTANA, PENSIONATO DI 71 ANNI...’’

sigfrido ranucci valter lavitola giampaolo rossi

DAGOREPORT - MARTEDÌ PROSSIMO CALERÀ IL SIPARIO SU RANUCCI: A OTTOBRE, QUANDO RITORNERÀ IN ONDA “REPORT”, L’AMICO FRATERNO” DI WALTERINO LAVITOLA NON SARÀ PIÙ ALLA CONDUZIONE - IN SEGUITO ALLE VERIFICHE INTERNE (“AUDIT) SUL RISPETTO DEL CODICE ETICO DELLA RAI E IN ATTESA DELLE DECISIONI DEGLI INQUIRENTI E DEI MAGISTRATI SULLA MA-LAVITOLA ALLE VONGOLE SGUSCIATE, L'AMMINISTRATORE DELEGATO GIAMPAOLO ROSSI COMUNICHERÀ A RANUCCI IL CAMBIO DI CONDUZIONE (SOSTITUZIONE CHE È NEL PIENO DIRITTO DELLE PROCEDURE AZIENDALI) - QUINDI, A DISPETTO DI QUANTO PIÙ VOLTE SCRITTO, IL DIPENDENTE RAI RANUCCI SIGFRIDO NON VERRÀ ASSOLUTAMENTE “SOSPESO” DAL RUOLO DI VICE-DIRETTORE, IL SUO STIPENDIO CORRERÀ TRANQUILLO COME OGNI MESE, MA VERRÀ SPOSTATO DAL RESPONSABILE DEI PROGRAMMI DI APPROFONDIMENTO, PAOLO CORSINI, AD ALTRI IMPORTANTI INCARICHI - FINE DEL PRIMO TEMPO....

giorgia meloni e primo ministro etiope abiy ahmed sem fabrizi

DAGOREPORT – COME SI È ARRIVATI AL CLAMOROSO SCAZZO DIPLOMATICO CON L’ETIOPIA? BISOGNA TORNARE AL 2024, QUANDO IL PREMIER DI ADDIS ABEBA, ABIY AHMED, AIUTA GIORGIA MELONI A CONVINCERE L’UNIONE AFRICANA A FIRMARE IL PIANO MATTEI. GLI ALTRI LEADER DEL CONTINENTE NERO ERANO SCETTICI (EUFEMISMO) E AHMED TIRA FUORI DAL CILINDRO IL COINVOLGIMENTO DELL’UE – SOLO CHE IL GOVERNO ETIOPE SI ASPETTAVA QUALCHE “VANTAGGIO” CHE, EVIDENTEMENTE, NON È ARRIVATO. RISULTATO? LA “RITORSIONE” CONTRO SEM FABRIZI, OTTIMO AMBASCIATORE, CHE DOPO DIECI MESI È STATO RICHIAMATO IN ITALIA PER EVITARE L’UMILIAZIONE DI ESSERE DICHIARATO “PERSONA NON GRATA"

ceuta migranti spagna francia pedro sanchez giorgia meloni emmanuel macron

FLASH – IN POCHI SOTTOLINEANO QUALI SONO GLI UNICI DUE GRANDI PAESI DELL’UE A NON ACCODARSI AI “RESPINGIMENTI” DEI DUBLINANTI VERSO L’ITALIA: FRANCIA E SPAGNA – MACRON E SANCHEZ SE LA RIDONO DI FRONTE ALLE DIFFICOLTÀ DI GIORGIA MELONI, E MOSTRANO ORGOGLIOSAMENTE MA SENZA PUBBLICIZZARLA LA LORO POSIZIONE: NOI SIAMO PER L’ACCOGLIENZA, NON RIMANDIAMO INDIETRO NESSUNO, ANCHE SE POTREMMO. UNA MOSSA POLITICA CHE MANDA FUORI GIRI GLI OTOLITI DELLA “SIRENETTA DEL COLLE OPPIO”

giorgia meloni antonio tajani matteo salvini

DAGOREPORT – I FRANCHI-TIRATORI PER IL “MELONELLUM” INIZIANO A ESSERE TANTI, FORSE TROPPI – SE LA LEGA VA DRITTA VERSO LA RESA DEI CONTI, ANCHE FORZA ITALIA È IN TUMULTO - DOPO LA “FRONDA” DELLE DONNE, GUIDATE DALLA BERLUSCHINA DEBORAH BERGAMINI, SU PREFERENZE E PARITÀ DI GENERE, ORA È IL MINISTRO DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE, PAOLO ZANGRILLO, A INCAZZARSI CON TAJANI PER IL MANCATO COINVOLGIMENTO NELL’INIZIATIVA ANTI-BUROCRAZIA DEL PARTITO – IL GUAIO PIÙ GROSSO PER LA DUCETTA, PERÒ, RESTA QUEL CARTOCCIO DEL CARROCCIO: CON IL 6% CHE GLI ATTRIBUISCONO I SONDAGGI (DI CUI QUASI LA METÀ “CONTROLLATO” DAI GOVERNATORI DEL NORD), LE TRUPPE DEL PARTITO DI SALVINI SI SGONFIERANNO. DEGLI ATTUALI 95 TRA DEPUTATI E SENATORI, E SARÀ UN MIRACOLO SE RESTERANNO UNA TRENTINA - IN CASO DI VITTORIA DEL CENTROSINISTRA, LA SITUAZIONE POTREBBE ESSERE ANCORA PEGGIORE: DUE LEGHISTI SU TRE RISCHIANO DI NON ESSERE RIELETTI - CHISSA' COSA SUCCEDERA' A SETTEMBRE, QUANDO ALLA CAMERA I DEPUTATI DI LEGA E DI FORZA ITALIA (MA ANCHE FRANGE DI FDI) SARANNO CHIAMATI A VOTARE (CON SCRUTINIO SEGRETO) LA NUOVA LEGGE ELETTORALE, UNICA RIFORMA RIMASTA IN PIEDI DEL GOVERNO MELONI....

meloni schlein lovaglio messina donnet

DAGOREPORT – A FERRAGOSTO UN COLPO DI “SOLE” CI STA. FIRMATO DAL DIRETTORE DEL QUOTIDIANO DELLA CONFINDUSTRIA, FABIO TAMBURINI ANNUNCIA CHE PER CONTRASTARE L’OPAS DI INTESA SU MPS NELLA MENTE DI LUIGI LOVAGLIO FRULLEREBBERO NON UNA, MA ADDIRITTURA DUE OPS (OFFERTA PUBBLICA DI SCAMBIO). UNA PER PRENDERE IL CONTROLLO SUL BANCO BPM E L’ALTRA PER ACQUISIRE BANCA GENERALI – NON FINISCE QUI: IN BALLO CI SAREBBE ANCHE LA POSSIBILE VENDITA DEL 13,2% DI GENERALI POSSEDUTO DA MEDIOBANCA, VERO OBIETTIVO DEL RISIKONE BANCARIO – A INGARBUGLIARE LA PARTITA, SI È AGGIUNTA LA PRESA DI DISTANZA DALL’OPAS DI INTESA, LA “BANCA DI SISTEMA” GUIDATA DA CARLO MESSINA, DA PARTE DEL POTERE POLITICO AL COMPLETO, CON MELONI E SCHLEIN PER UNA VOLTA SULLO STESSO FRONTE – ‘STA MEGA-OPERAZIONE DELL’IRRIDUCIBILE LOVAGLIO, CHE DOVREBBE ESSERE ANNUNCIATA NEL CDA DI MPS CONVOCATO PER DOMANI, PUÒ AVERE TANTI VARIABILI DA SCHEDINA: 1-2-X – IN TALE LABIRINTO DI SPECCHI, C’È UN ‘’CONVITATO DI PIETRA’’ CHE TUTTI NOTANO MA CHE NESSUNO NOMINA: IL CEO DI GENERALI, PHILIPPE DONNET, CHE OVVIAMENTE NON FA SALTI DI GIOIA AL PENSIERO DELLA POSSIBILE ACQUISIZIONE VIA OPAS SU MPS DI BANCA INTESA DEL 13,2% DEL COLOSSO ASSICURATIVO…