le sanguinarie terroriste

BRIGATE ROSA – DA “MANGUSTA”, GUERRIGLIERA TRA LE PIÙ CRUDELI DEI TERRORISTI ROSSI, AD ANNA LAURA BRAGHETTI, CHE ASSASSINÒ VITTORIO BACHELET: NEL LIBRO “LE SANGUINARIE” SI RACCONTANO LE TERRORISTE – BELLE, CRUDELI O PASSIONALI, MAI MERE ESECUTRICI, MA MENTI, BRACCIA E IDEATRICI DEGLI ATTENTATI

Miriam Romano per “Libero quotidiano”

 

susanna ronconi

Il suo nome di battaglia era Mangusta. Guerrigliera feroce delle Brigate Rosse, femminista incallita, dal grilletto facile. Non esitava mai, sempre in prima linea, sparava in fronte al "nemico" come fosse un oggetto. Lo colpiva fino a quando il corpo non moriva e il sangue non formava un lago rosso per terra.

 

Angela Augusta Vai, il suo nome registrato al' anagrafe. I brigatisti la ricordano come una delle più crudeli tra i terroristi rossi. «Durante un' azione per colpire un dirigente della Fiat, nell' aprile del 1978, Valli volle sparare un ulteriore colpo alla vittima, dopo che questa era stata già gambizzata», racconta nel suo libro Le Sanguinarie. Storie di donne e di terrore, Sofia Cecinini (Collana Luiss University Press, euro 14) coordinatrice dell' Osservatorio Sicurezza Internazionale della Luiss.

 

sofia cecinini

La ricercatrice dell' Università romana ha indagato un fenomeno poco conosciuto. Quello del terrorismo femminile. Ha scritto la prima monografia italiana che abbraccia tutti i tipi di militanza dove le donne hanno svolto ruoli chiave: fascista, jihadista e di estrema sinistra. L' autrice tratteggia delle figure femminili inedite. Le donne, nel suo volume, non sono mere esecutrici, sottomesse alla volontà dei maschi.

 

Ma sono le menti, le braccia, le ideatrici degli attentati. Pistolere spietate tanto quanto gli uomini. Se non di più. Capaci di non versare lacrime nemmeno di fronte al pianto dei bambini. «Le donne hanno svolto un' ampia rosa di ruoli», spiega Cecinini, «dimostrandosi talvolta più sanguinarie e feroci della compagine maschile».

 

NESSUNA PIETÀ

sofia cecinini le sanguinarie

 In Italia, le "sanguinarie" si sono viste soprattutto tra le fila delle Brigate Rosse. Susanna Ronconi, soprannominata «l' amazzone del terrore», uccise cinque persone di suo pugno.

Diceva, senza mostrare cedimenti di coscienza, che per quanto riguarda gli omicidi politici, «la morte fosse mediata da una grande ideologia».

 

Esistevano amici e nemici, ai suoi occhi, e «i nemici non erano uomini». Andavano ammazzati, perché era giusto. Non versava lacrime davanti al sangue, non provava pietà di fronte ad un corpo freddo e agonizzante. Come Anna Laura Braghetti, responsabile dell' assassinio del professore universitario Vittorio Bachelet.

 

ahlam tamimi

«Gli andai incontro ed esplosi undici colpi», ha raccontato lei stessa, «non ricordo se essere incaricata di sparare mi fece un effetto particolare, ma penso che non me lo fece. Non c' è nessuna differenza tra decidere la morte di qualcuno e somministrarla personalmente».

 

francesca mambro

Francesca Mambro, invece, fu una delle protagoniste indiscusse del terrorismo nero, leader insieme al marito, Valerio Fioravanti, dell' organizzazione neofascista Nuclei Armati Rivoluzionari. Fu condannata negli anni '80 a nove ergastoli, dichiarandosi colpevole di 16 omicidi, ben tre in più di quelli commessi dal marito.

Due donne, Gudrun Ensslin e Ulrike Meinhof, a cavallo tra gli anni '60 e '70, terrorizzarono la Germania. Note come la banda Baader-Meinof, antimperialiste, non ebbero problemi ad abbandonare mariti e figli per unirsi alla lotta a supporto degli stessi ideali, a fuggire in Giordania per addestrarsi a sparare con i kalashnikov, lanciare le granate e condurre rapine. Anche nella società musulmana, le donne non furono solo seguaci passive degli uomini.

anna laura braghetti 1

 

Ahlam Tamimi a 21 anni divenne una delle terroriste più famose nel mondo arabo. Fu la pianificatrice della strage del ristorante Sbarro, il 9 agosto 2001 a Gerusalemme. Scelse l' ora di pranzo, spiegò, perché era il momento più frequentato da famiglie con bambini. Non si sbagliò: riuscì a uccidere 15 persone quel giorno, di cui ben otto minori. Dalal Al Maghribi fu la prima kamikaze donna. Ù

 

Dirottò un autobus diretto da Gerusalemme a Tel Aviv, uccidendo se stessa e altri trentasei passeggeri. Un attentato, nel 1978, considerato innovativo. Nessuno mai prima aveva architettato un simile piano. Mentre la prima militante palestinese a farsi esplodere fu Wafa Idris: a ventisette anni, imbottita di dieci chili di tritolo, nel 2002 si fece saltare in aria in una strada affollata di Gerusalemme. Tashfeen Malik, invece, è stata una donna pakistana, colpevole di aver ucciso, insieme al marito Farook, 14 persone in un centro disabili della California nel 2015.

anna laura braghetti

 

La storia di Malik è quella di una donna capace di indottrinare lo sposo, seguace dello Stato Islamico in Occidente, ha convinto il suo uomo a sparare. Ha sparato lei per prima, ha architettato l' intera operazione terroristica, ha messo tra le mani di suo marito un' arma quella mattina. Gli ha urlato di puntarla sulle vittime e si è girata senza guardare i volti dei morti cadere per terra insanguinati.

tashfeen malikulrike meinoffrancesca mambro 1susanna ronconigudrun ensslinanna laura braghetti 2adriana farandavittorio bacheletfrancesca mambro e giusva fioravanti

Ultimi Dagoreport

messina milleri del vecchio lovaglio

DAGOREPORT - I GIOCHI SON (QUASI) FATTI. LA MAGGIORANZA DEGLI OTTO EREDI/AZIONISTI DI DELFIN, IN PRIMA FILA LEONARDO MARIA DEL VECCHIO, AVREBBERO DECISO DI ADERIRE ALL'OPAS LANCIATA DA INTESA SU MONTE DEI PASCHI DI SIENA – PUR ESSENDO LA CASSAFORTE DELLA FAMIGLIA DEL VECCHIO, CON IL SUO 17,5% DI MPS L’AGO DELLA BILANCIA DELLA SFIDA TRA INTESA E SIENA, NON È ANCORA DETTO. SOLO VIVENDO SAPREMO SE IL PRESIDENTE DI DELFIN, FRANCESCO MILLERI, FAVOREVOLE AL CEO DI MPS, LUIGI LOVAGLIO, SI ALLINEERÀ ALLA VOLONTÀ DEGLI OTTO EREDI? - CHE DECISIONI PRENDERÀ L’ANTITRUST? INTESA È AL VERTICE DEL RICCO MERCATO DELLE POLIZZE VITA E GENERALI SI RITROVEREBBE COME PRIMO AZIONISTA UN COMPETITOR - LA RIVINCITA DI CALTAGIRONE: E' “AL FIANCO DI INTESA PERCHÉ SPERA DI INCASSARE UN DIVIDENDO IN TERMINI DI POTERE NELLE GENERALI” – E CHISSA' COME LA PRENDERÀ LA VITTORIA DI INTESA GIORGIA MELONI CONTRARIA, PER TIMORI ELETTORALI, ALLO ‘’SPEZZATINO SENESE”?

giorgia meloni sergio mattarella elezioni legge elettorale melonellum

DAGOREPORT – A CHE GIOCO STA GIOCANDO GIORGIA MELONI? NELL’ULTIMO CONSIGLIO DEI MINISTRI HA TUONATO: “SE SALTA LA LEGGE ELETTORALE, CI SARANNO CONSEGUENZE INEVITABILI”. TRADOTTO: SALIRÒ AL COLLE PER PRESENTARE LE DIMISSIONI – EPPURE L’“INCIDENTE” PARLAMENTARE SUL MELONELLUM A QUESTO PUNTO SAREBBE LA SCUSA PERFETTA PER LA DUCETTA PER PROVARE AD ANDARE AL VOTO A INIZIO 2027 (MATTARELLA PERMETTENDO): PRENDEREBBE IN CONTROPIEDE IL CAMPO LARGO, CHE AL MOMENTO È SENZA LEADER E SENZA UNO STRACCIO DI PROGRAMMA, EVITEREBBE D DOVER AFFRONTARE MESI ECONOMICAMENTE DA INCUBO PER NOI POVERI CITTADINI, TRA INFLAZIONE E CRISI ENERGETICA, E BLOCCHEREBBE L’ASCESA DI ROBERTO VANNACCI – SENZA DIMENTICARE LA COMMISSIONE UE NON PIÙ DISPOSTA A TENDERE UNA MANO AI PATRIOTI TRICOLORE, MENTRE L’ONDA NERA TRAVOLGE L’EUROPA…

onorato renzi de luca manfredi

DAGOREPORT! FERMI TUTTI! VINCENZO DE LUCA SCENDE IN CAMPO: VENERDI’ PROSSIMO APRE LA LEOPOLDA INSIEME A RENZI. MATTEO LO VUOLE FRONTMAN DEL SUO PARTITO: “SOLO DI VOTO DI OPINIONE, CI PORTA IN DOPPIA CIFRA”. LO "SCERIFFO" E’ TENTATO, ANCHE PER SBARRARE ALL’ODIATO MANFREDI LA STRADA VERSO LA RIBALTA NAZIONALE. NON SOLO: IL SINDACO DI NAPOLI E’ LA PUNTA DI DIAMANTE DEL PARTITO DI ONORATO, NEMICO GIURATO DI RENZI. SAREBBE UNA BREZZA FRIZZANTINA PER L’ATTUALE CAMPO LARGO E LA SUA ATMOSFERA DA CAMPOSANTO… 

donald trump cina usa xi jinping

CERA UNA VOLTA IL BULLO DELLA CASA BIANCA! DAVANTI A XI JINPING, DONALD TRUMP SI È PRESENTATO COME UN QUESTUANTE, CON IL CAPPELLO IN MANO. IL TYCOON, IMPANTANATO NELLA GUERRA DEL GOLFO IN CUI SI È INFILATO, CON IL PREZZO DEL PETROLIO CHE PESA SUI PORTAFOGLI DEGLI AMERICANI E I CONSENSI IN PICCHIATA, AVEVA UN DISPERATO BISOGNO DI OTTENERE DAL PRESIDENTE CINESE ANCHE UNA MINIMA CONCESSIONE. HA CHIESTO AL DRAGONE LO STOP AL SOSTEGNO ALL’IRAN E HA MESSO SUL TAVOLO I TEMI DELLE TERRE RARE, DEL COMMERCIO DEI CHIP E DEI DAZI – MA XI, CHE HA IL COLTELLO DALLA PARTE DEL MANICO, HA NICCHIATO SU TUTTE LE RICHIESTA DI “THE DONALD” E HA POSTO COME CONDIZIONE PER QUASIASI TRATTATIVA LA FINE DEGLI AIUTI AMERICANI A TAIWAN – ALLA FINE DELLA FIERA, TRUMP APPARE ANCORA PIU’ AZZOPPATO DI PRIMA E  XI JINPING NE ESCE COME IL GRANDE VINCITORE…

monteleone corsini malara giletti daniele

DAGOREPORT - A VIALE MAZZINI C’E’ MARETTA INTORNO A “FILOROSSO” E AL SUO CONDUTTORE, ANTONINO MONTELEONE – PER RAGIONI DIVERSE, PAOLO CORSINI, MASSIMO GILETTI, ELEONORA DANIELE E LA REDAZIONE DI “MI MANDA RAI TRE” HANNO I NERVI A FIOR DI PELLE – I BASSI DATI DI ASCOLTO DI “FILOROSSO” METTONO IN CRISI IL DIRETTORE DEGLI APPROFONDIMENTI, PAOLO CORSINI, E SOPRATTUTTO IL SUO VICE, GIUSEPPE MALARA, PRINCIPALE SPONSOR DELLA TRASMISSIONE – PER CORRERE AI RIPARI E CONTENERE L’EMORRAGIA DI TELESPETTATORI, SI VALUTA DI CAMBIARE IL GIORNO DELLA MESSA IN ONDA, ORA FISSATO AL MARTEDI’ - IL CDR APPROFONDIMENTI CHIEDE UN INCONTRO URGENTE AI VERTICI…