marta danisi

BUFALARI SENZA VERGOGNA - GIRA SU FACEBOOK LA FOTO DI MARTA DANISI, MORTA NELLA TRAGEDIA DI GENOVA, CON LA COMMOVENTE LETTERA DEL PADRE: ''SCRIVI QUANDO ARRIVI''. PECCATO SIA FALSA: MARTA NON ABITAVA A GENOVA, NON STAVA ANDANDO A PRENDERE IL TRAGHETTO, E SOPRATTUTTO SUO PADRE MORÌ GIOVANE, A 41 ANNI - PERCHÉ CREARE UNA SIMILE MENZOGNA? PER VEDERE L'EFFETTO CHE FA O PER FAR PASSARE MESSAGGI POLITICI (CHE NELLA LETTERA CI SONO)?

1. VIDEO - IL SERVIZIO DA SANT'AGATA MILITELLO, PAESE D'ORIGINE DI MARTA DANISI, IN CUI LO ZIO RACCONTA COME SONO ANDATE DAVVERO LE COSE: I DUE RAGAZZI AVEVANO ACCOMPAGNATO LA MADRE DI LEI ALL'AEROPORTO DI GENOVA (ERA ANDATA A TROVARLA AD ALESSANDRIA, DOVE VIVEVA). COME SE NON BASTASSE, IL PADRE DI LEI MORÌ A 41 ANNI. PERCHE' CREARE UNA SIMILE MENZOGNA? PER VEDERE L'EFFETTO CHE FA O PER FAR PASSARE MESSAGGI POLITICI (CHE NELLA LETTERA NON MANCANO)

 

 

 

2. LA LETTERA CHE GIRA SU FACEBOOK SOPRA ALLA FOTO DI MARTA DANISI, GIÀ CONDIVISA DECINE DI MIGLIAIA DI VOLTE:

 

<<Scrivi quando arrivi>>

 

“Mi avevi pregato tanto per andare in Sardegna col tuo fidanzato. Ti avevo detto che, fosse stato per me, non ci saresti andata. Però poi ho visto il tuo sorriso mentre programmavi i tuoi itinerari di viaggio, le escursioni, le giornate al mare. Ti ho detto di sí. Dovevi tornare a casa e raccontarmi come fosse stato. Dovevi dirmi che quel ragazzo ti aveva chiesto di sposarlo sulle note di quella canzone che cantavi sempre sotto la doccia, quella che hai messo anche oggi, prima di uscire.

marta danisi

 

Prima di dirmi che mi volevi bene, stringendomi in un abbraccio. Tu con la tua testa sulla mia spalla e io con le mie mani ad accarezzarti quei capelli che non pettinavi mai. “Papà sono ricci.” E non era vero che “ogni riccio, un capriccio”. Per ogni tuo riccio si scatenavano dieci tempeste. Però eri buona. Eri tanto buona. Eri tua madre, senza la sua paura di vivere, con tanta voglia di guardare le cose belle del mondo.

 

Ti ho dato un bacio sulla fronte “scrivi quando arrivi, prima di prendere il traghetto”. “Scrivi quando arrivi”, era il mio dirti che ti volevo bene, che ero un papà preoccupato, ma felice di vederti felice a tua volta.

 

Poi ho sentito un boato, forte. Ho pensato a cosa potesse essere stato, ho cercato risposte, poi la notizia. Il ponte crollato, le vittime, era un inferno, dicevano. Ho sperato che mi chiamassi piangendo, dicendomi: “hai visto papà, c’è stato un crollo, ma io sono stata fortunata, avevo già attraversato il ponte” Avrei puntato il dito contro i politici corrotti, la scarsa manutenzione, la noncuranza di chi aveva compiuto una tale mattanza, ma avrei ringraziato di vedere di nuovo i tuoi occhi nocciola.

Ho sperato che tra quei morti non ci fossero i vostri nomi. Ho sperato di non vedervi ridotti ad una riga su un quotidiano.

Vorrei sapere di chi è la colpa, chi si è portato via le tue mani affusolate o le tue magliette sempre a maniche corte. Chissà cosa hai provato. Chissà come ti stava il terrore addosso.

Mai avrei pensato di poter avere cucita su di me la consapevolezza che fosse finita e che non avresti avuto più possibilità dalla vita. Niente laurea. Niente nuovi posti del mondo da fotografare, niente più “ti scrivo quando arrivo, papà”.

alberto fanfani marta danisi

 

E mi chiedo come staranno gli altri genitori. Come starà chi ha perso il figlio senza una parola di cortesia. O un marito, una madre, un pezzo di cuore.

 

Mi chiedo perché. Perché tu. E non ottengo risposte se non un disperato silenzio. Ho pianto. Ho fatto scorrere quelle lacrime che tu mi recriminavi. Mi faccio pervadere dal dolore consapevole che non ti vedrò più. Consapevole che non ti accompagnerò all’altare. Consapevole che qualcuno, magari un padre come me, ha ignorato il problema per anni e ora parla di vincoli europei, governi precedenti e altre idiozie, cercando invano qualcuno contro cui puntare il dito, mentre ha addosso l’odore di morti che continuano ad aumentare. Consapevole che non ci sarai. Mai più.

 

Voglio che tu sappia che sono fiero di essere tuo padre. Fiero di averti avuta accanto. Fiero dei tuoi abbracci che mi hanno fatto diventare un uomo migliore. Fiero di averti accompagnata nelle tue piccole vittorie e nelle tue grandi sconfitte. Sono fiero di averti vista crescere. Con una morsa al cuore per non poterlo fare più.

 

E mentre c’è chi dal posto caldo dietro la propria scrivania discute sui vaccini, gli immigrati, le famiglie arcobaleno, mentre l’Italia crolla a pezzi, io piango chiedendo a Dio la forza per svegliarmi domani e vivere con la tua stessa volontà. Riposa in pace figlia mia.

Scrivi quando arrivi, in paradiso

Scrivi quando arrivi.

 

Per sempre tuo,

papà"

 

 

CROLLO DI GENOVA, UNA GIOVANE COPPIA TOSCANA TRA LE VITTIME

Pablo Calzeroni e Tommaso Fregatti per http://iltirreno.gelocal.it/

 

L’hanno trovato nel buio, fra le macerie e le lamiere, fra i bagagli ormai ridotti a stracci. Estratto grazie al fiuto delle unità cinofile cani e alla resistenza dei vigili del fuoco. C’è un toscano fra le vittime di Genova. Alberto Fanfani, un 32 enne il cui corpo è stato trovato ieri sera dopo ora di ricerche. «Tra le vittime del Morandi c’è un fiorentino», ha scritto su Twitter il sindaco Dario Nardella. Ma in questa tragedia italiana, il suo nome potrebbe non essere il solo che piange la Toscana.

alberto fanfani e marta danisi

 

Alberto Fanfani, 32 anni di Firenze, morto nel crollo del ponte di Genova

Il giovane lavorava come anestesista in un ospedale pisano, probabilmente come specializzando. E viaggiava in auto in compagnia della fidanzata, Marta Danisi di 29 anni che ieri sera era ancora dispersa. Una giovane di origine siciliana ma conosciuta proprio in corsia. Non si sa se i due stessero andando in vacanza, molto più probabilmente si stavano spostando da Pisa verso Alessandria. Uno dei passaggi previsti dalla strada, infatti, sarebbe stato il Ponte Morandi.

 

Bruno Mancuso, il sindaco di Sant'Agata di Militello, paese di origine della ragazza, conferma come, da fonti vicine alla famiglia della ragazza, la giovane sarebbe deceduta nel terribile volo dal ponte dell'autostrada. I due fidanzati, che si sono conosciuti a Cisanello dove, dal 2014 al 2017 aveva lavorato Marta prima del trasferimento ad Alessandria, si sarebbero dovuti sposare nel 2019.

 

CROLLO DEL PONTE MORANDI A GENOVA

Arrivato il messaggio di cordoglio anche dell'azienda sanitaria pisana. "L'Aoup e l'Università di Pisa si stringono con commozione alla famiglia del medico specializzando in Medicina interna, Alberto Fanfani, morto nel crollo del viadotto di Genova - si legge in una nota -. A loro si associa nel cordoglio il professor Stefano Taddei, direttore della Scuola di specializzazione in Medicina interna, che il giovane medico frequentava con profitto al quinto anno, prestando servizio nelle varie Unità operative di Medicina dell'ospedale. Cordoglio anche per Marta Danisi, in viaggio con lui, giovane infermiera che ha prestato servizio in Aoup dal 2014 al 2017, prima in radiodiagnostica e successivamente in Medicina generale IV, prima di trasferirsi in un altro ospedale. Anche in questo caso l'Aoup, con il dipartimento delle professioni infermieristiche, esprime sincera vicinanza e partecipazione alla sofferenza della famiglia in queste ore di concitazione e di grande dolore".

 

CROLLO DEL PONTE MORANDI A GENOVACROLLO DEL PONTE MORANDI A GENOVAVigili del fuoco al lavoro sulle macerie del ponte Morandi crollato a GenovaCrolla il ponte Morandi a Genova CROLLO DEL PONTE MORANDI A GENOVA

 

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