UN (CAFFÈ) AMERICANO A ROMA – LA PREVALENZA DELL’ESPRESSO NON HA PIÙ LA FORZA DI UN TEMPO. ORA ANCHE GLI ITALIANI CEDONO ALLO “SLOW COFFEE” – LO CAPIRONO PER PRIMI QUELLI DI STARBUCKS, DOVE BERE UN CAFFÈ NON DURA DUE MINUTI, MA DUE ORE – I DUE FENOMENI NON SONO IN COMPETIZIONE: LA TAZZINA E' PER IL DOPOCENA, LA CUP È PER FAR FLANELLA…

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Estratto dell’articolo di Luca Iaccarino per "la Repubblica"

 

caffè caffè

D’un tratto, l’espresso rallenta. Il caffè diventa slow. Del resto è singolare che il più celebre dei riti alimentari italiani sia fatto di pressione, di concentrazione, di velocità futurista: proprio noi, che quotidianamente veniamo rimproverati di lentezza.

 

Eppure. L’espresso è il più veloce caffè del mondo, il Bolt delle percolazioni: secondo l’invenzione di Angelo Moriondo — che nel 1884 a Torino riempì per primo una tazzina di quei pochi centilitri cremosi grazie alla sua macchina — si fa in 27 secondi e si beve in pochi istanti, in piedi, al banco. Ma tutto questo sta cambiando. Anche nel nostro Paese.

 

howard schultz howard schultz

(…)Lo capì avanti con i tempi Howard Schultz, l’alfiere della catena Starbucks che dopo quarant’anni sbarcherà a Milano, a settembre: caffetterie in cui il protagonista non è l’espresso ma il “filtro”, in cui “prendere un caffè” è un gesto che non dura due minuti, ma due ore, perché accompagnato dallo studio, dal giornale.

 

In Italia il “caffè lento” non ha preso piede fino a oggi a causa dell’imperialismo culturale dell’espresso, ma le cose stanno cambiando. Anche perché i due fenomeni non sono in competizione, riguardano momenti diversi: la tazzina è per il dopocena, per la pausa veloce, la cup è per far flanella, per la conversazione.

starbucks1 starbucks1

 

E nonostante i “filtro” in Italia siano ancora agli albori — secondo il Coffee Monitor di Nomisma-Datalytics il 95% degli italiani beve caffè in modo abituale spendendo 260 euro l’anno, ma solo il 3% predilige l’americano —, costituiscono una tendenza in visibile crescita.

 

PLUNGER CAFFE PLUNGER CAFFE

Lo dimostrano i serbatoi, gli alambicchi, le brocche e i fornelli che stanno comparendo nelle caffetterie. Servono per sei diversi metodi di estrazione: il plunger — o “french press” — è una brocca con un filtro a pistone; l’aeropress è simile al plunger, ma è più veloce e sfrutta una pressione maggiore (lo creò Alan Adeler che, per le curiose biografie degli inventori, è anche il padre del frisbee); il V60 è un filtro con un angolo di 60 gradi e dà una bevanda leggera; il syphon fu inventato dal tedesco Loeff nel 1830 e prevede un’infusione lenta; il chemex, del tedesco Peter Schlumbohm, è così bello che è stato esposto al MoMA; il caffè filtro americano è quello che ha conquistato uffici e drugstore e il cold brew — l’infusione a freddo per 8/12 ore — è la moda del momento.(...)

SYPHON CAFFE SYPHON CAFFE

 

CHEMEX CAFFE CHEMEX CAFFE

 

 

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