LE CAMERE A GAS ESISTONO ANCORA: A NEW YORK, E SONO PER CANI E GATTI - LA GRANDE MELA AMMAZZA MIGLIAIA DI RANDAGI OGNI ANNO. ORA UNA PETIZIONE VUOLE FERMARE QUESTA MATTANZA

Margherita D’Amico per il suo blog su “Repubblica.it”

http://richiamo-della-foresta.blogautore.repubblica.it

 

Negli USA, come nella maggior parte del mondo, il randagismo viene contrastato non già puntando il massimo delle risorse finanziarie e culturali sulla sterilizzazione degli animali e l’educazione dei cittadini, ma seguitando a uccidere legalmente e in massa cani e gatti. Così, una petizione lanciata in rete tre giorni fa invoca un civile cambiamento a partire da New York, per tanti versi esempio di democrazia e innovazione, il cui principale canile, il New York AC&C shelter, è accusato da tempo di essere un vero e proprio mattatoio per esemplari d’affezione.

la mattanza di cani nel canile di new york acc shelterla mattanza di cani nel canile di new york acc shelter

 

Camere a gas e sommarie iniezioni letali sono i metodi più in uso presso i rifugi a stelle e strisce: in Italia l’illuminata legge 281/91 vieta di sopprimere i randagi e pure di destinarli alla vivisezione, peccato che inerzia delle istituzioni, illegalità e pesanti inadempienze di comuni e asl sortiscano risultati altrettanto spaventosi.

 

“Dal 1995 Il New York AC&C shelter è diventato municipale, finanziato dal locale Dipartimento di Igiene e Salute Mentale, nei termini di 14,2 milioni di dollari per il 2013” spiegano dal collettivo di No Kill-Italy (“non siamo un’associazione animalista, ma un senpre più vasto gruppo di cittadini, liberi da marchi e sovvenzioni, incontratisi sul Web sulla base delle sinistre liste di morte pubblicate ogni giorno”) da cui nasce la raccolta firme, capace di raccogliere adesioni già in Messico, Svezia, Seychelles, Polonia, UK, Francia e tanti altri paesi.

il canile di new yorkil canile di new york

 

A quanto pare, come si può evincere anche da statuto e regolamento  della struttura di Manhattan, le sterilizzazioni vengono effettuate solo sui soggetti che vanno in adozione, pertanto gli ingenti fondi pubblici incoraggiano come soluzione il sistema delle epurazioni, che iniziano con regolarità alle 18 italiane. Il report 2013 parla di 3.054 gatti e 1.789 cani uccisi, mentre duemila esemplari risultano missing, spariti.

 

“Nel 2012 i gatti eliminati erano 4.905, contro 1.967 cani, una riduzione rispetto al 2004, quando il totale dei morti fu 25mila”. Soppressi a porte chiuse 72 ore dopo l’ingresso nella struttura, laddove non reclamati o adottati, con modalità atroci, a giudicare dal racconto video di un ex operatore della struttura.

 

germany il gatto ucciso a new yorkgermany il gatto ucciso a new york

Secondo la testimonianza dell’uomo, gli animali arrivano quotidianamente al New York AC&C all’interno di camion. Gli operatori passano fra le gabbie e stabiliscono in un secondo chi debba morire e chi vada in adozione. La lista giornaliera delle esecuzioni conduce fino a cinquanta soggetti prescelti nell’ambulatorio: “Afferrano il cane, gli mettono una cinghia attorno alla bocca e senza alcuna sedazione preventiva il veterinario gli inietta il veleno nel cuore. Un colpo secco che spesso va ripetuto, anche due o tre volte, se l’animale non muore subito”. Nei casi più fortunati il decesso avviene in un minuto. “Cinque secondi per la fine dei gatti adulti, una ventina per i cuccioli. I corpi vengono poi infilati nei sacchi che si ammassano in cortile, qualcuno verrà a ritirarli”.

 

Normative e metodi stridenti con l’immagine progredita della Grande Mela: la petizione invita a evitarla come meta turistica fintanto che le autorità locali non stabiliscano nuove e più gentili regole. “Per un anno abbiamo scritto a de Blasio, sindaco di New York, e nel gennaio scorso, in una sola notte, gli abbiamo inviato 2.500 e-mail” dicono da No Kill-Italy “senza tuttavia riceverne risposta, come neppure abbiamo riscosso cenni dal nostro Console in loco”.

canile di new yorkcanile di new york

 

L’unica reazione ottenuta finora dal gruppo civico, nel maggio scorso, reca la firma dalla portavoce del New York City Comptroller, Scott Stringer, il quale, si legge, “condivide appieno le vostre preoccupazioni circa il New York AC&C shelter, che andrebbe riconvertito in una struttura indipendente e no profit, affidata a veri esperti di benessere animale, poiché NYC deve e può essere leader nel welfare delle altre specie”.

 

Non fornisce ulteriori lumi, al momento, neppure la rappresentanza diplomatica americana in Italia: “L’Ambasciata degli Stati Uniti non ha nessuna informazione riguardo alla questione del canile New York AC&C shelter, pertanto non ci è possibile rilasciare alcuna dichiarazione in merito”.

 

animali soppressi nel canile di new yorkanimali soppressi nel canile di new york

Crescono di ora in ora, intanto, le firme di chi nel nome di Germany, gatto rosso eletto a simbolo nell’interminabile schiera degli “andati ma non dimenticati”, chiede a NYC di cambiare, facendosi portavoce negli USA di una più moderna sensibilità nei confronti di persone e animali.

 

@margdam

margdam@margheritadamico.it

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