giuseppe gulotta

CHI CERCA GIUSTIZIA VIENE GIUSTIZIATO - GIUSEPPE GULOTTA, MURATORE SICILIANO, OTTIENE DALLO STATO 6,5 MILIONI DI EURO DI RISARCIMENTO DOPO AVER PASSATO 22 ANNI IN GALERA DA INNOCENTE: ERA STATO CONDANNATO PER L’OMICIDIO DI DUE CARABINIERI - LA SUA CONFESSIONE FU ESTORTA CON ELETTROSHOCK, ANNEGAMENTO SIMULATO, PESTAGGI E MINACCE DI MORTE (TE LO DO IO GUANTANAMO)

Noemi Azzurra Barbuto per “Libero Quotidiano”

 

Giuseppe GulottaGiuseppe Gulotta

Persino in uno Stato che salva le banche e si dimentica troppo spesso della povera gente può verificarsi ogni tanto un lieto fine. Anzi più che lieto, è dolce e amaro. Questa non è una fiaba. Non ci sono principi azzurri né principesse, eppure i mostri cattivi non mancano. Difficile riconoscerli quando indossano il loro abito ufficiale. Più facile credere che i cattivi siano altri: gli umili. Gli indifesi.

 

Giuseppe Gulotta  Giuseppe Gulotta

Qualche giorno fa lo Stato ha finalmente pagato il suo debito, versando 6,5 milioni di euro a Giuseppe Gulotta, 59 anni, muratore di Certaldo, in provincia di Firenze, per ingiusta detenzione. La vita di Giuseppe Gulotta è una tragedia, nonostante l' uomo non abbia mai perso fiducia ed ottimismo, ed è questo, in effetti, l' unico vero miracolo di tutta la vicenda, che vi abbiamo già raccontato nel numero di Libero di venerdì 2 dicembre scorso.

 

Giuseppe Gulotta   Giuseppe Gulotta

«Sono innocente», il nuovo programma del sabato sera di Raitre, condotto da Alberto Matano, nel corso della puntata andata in onda sabato scorso, si è occupato di Gulotta, intervistando lui stesso, la moglie, il figlio ed il suo avvocato, i quali hanno ripercorso tutta la vicenda giudiziaria che ha come protagonista Giuseppe dal 1976, quando viene condannato all' ergastolo per duplice omicidio, all' età di 18 anni, fino al 2012 quando, dopo 22 anni di carcere e 36 anni di vita trascorsi da assassino, è stato proclamato innocente per non avere commesso il fatto.

 

Nel 2015 la Corte di Appello di Reggio Calabria gli ha riconosciuto un indennizzo di 6,5 milioni di euro a fronte dei 56 che il suo avvocato, Pardo Cellini, aveva chiesto come risarcimento per i 22 anni di carcere da innocente. Ma ripercorriamo la storia di Gulotta.

 

Giuseppe Gulotta Giuseppe Gulotta

Durante la notte del 27 gennaio 1976, due giovani carabinieri, Carmine Apuzzo e Salvatore Falcetta, mentre dormivano, furono crivellati a colpi di arma da fuoco nella casermetta Alkamar all'interno della stazione dei carabinieri della località turistica di Alcamo. A dare l'allarme fu la polizia di scorta al segretario del MSI, Giorgio Almirante, che stava passando sulla statale alle sette del mattino seguente.

 

All'inizio furono sospettate le brigate rosse, poi si seguì la pista mafiosa, alla fine, furono condannati quattro giovani alcamesi, Giuseppe Gulotta e Giovanni Mandalà all'ergastolo, Gaetano Santangelo e Vincenzo Ferrantelli a 20 anni. Giuseppe Vesco, un carrozziere che aveva confessato la strage e accusato i quattro ragazzi, salvo poi ritrattare e accusare i militari, fu trovato impiccato in carcere pochi mesi dopo, in circostanze misteriose.

 

Giuseppe Gulotta    Giuseppe Gulotta

In seguito alle dichiarazioni rese ai magistrati da un ex brigadiere, Renato Olino, il quale raccontò che le confessioni dei giovani erano state estorte per mezzo di atroci torture, dall'elettroshock all' annegamento simulato, dai pestaggi alle minacce di morte, nel 2011 si aprì la revisione del processo fino ad arrivare all' assoluzione piena dei condannati dopo 36 anni dai fatti. La strage di Alcamo, tuttora irrisolta, rappresenta uno dei più gravi casi di errore giudiziario nonché di ingiusta detenzione nella storia italiana.

 

Gulotta, in attesa che lo Stato gli liquidasse i 6,5 milioni di euro che gli ha riconosciuto, aveva contratto debiti con la banca, in quanto aveva subito anche un ingiusto licenziamento a causa delle numerose assenze dovute alla necessità di essere presente in tribunale. Adesso, a distanza di 5 anni dalla sentenza di revisione emessa dalla Corte di Appello di Reggio Calabria il 13 febbraio del 2012, Gulotta è stato risarcito, sebbene nessuno possa restituirli ciò che gli è stato rubato: la giovinezza, i suoi sogni, tra cui quello di entrare nella guardia di Finanza, il tempo con i suoi figli, la sua vita stessa.

 

CARMINE APUZZO E SALVATORE FALCETTA - IL CASO DI GIUSEPPE GULOTTACARMINE APUZZO E SALVATORE FALCETTA - IL CASO DI GIUSEPPE GULOTTA

«A chi mi chiede se 6 milioni siano pochi o bastino, rispondo che nessuno può calcolare il costo di un solo giorno di vita strappato via. Questi soldi mi alleggeriscono, ma non alleviano il mio dolore per l'ingiustizia subita», spiega Gulotta, il quale non nutre rabbia né risentimento. «Io ho sempre continuato a credere nella giustizia e ho ancora questa fiducia. Sarei ingiusto se me la prendessi con il sistema, o con la magistratura, o con i carabinieri.

 

Ognuno è responsabile delle sue azioni e le colpe di una persona singola non possono ricadere su un' intera categoria», commenta Giuseppe, il quale ha le idee abbastanza chiare sul come utilizzare questi soldi: saldati i debiti con la banca, acquisterà una casa per lui e la moglie, aiuterà i suoi figli, i nipoti, non si dimenticherà neanche di coloro che in questi anni gli hanno teso una mano, incluso il parrocco di Certaldo, al quale ha intenzione di offrire un contributo per la creazione di uno spazio di ritrovo per i giovani del suo paese.

 

«Cercherò di viaggiare, di fare ciò che non ho potuto fare in questi anni perché costretto dentro un' angusta cella. Mi sono già fatto un regalo: un'automobile che sognavo da molti anni, è stata un' occasione», racconta felice Giuseppe. Un importante obiettivo è la realizzazione entro fine febbraio di una fondazione a nome dello stesso Gulotta, che promuova la revisione dei processi in cui possano essere stati violati i diritti della difesa. Il muratore di Certaldo pensa a Massimo Bosetti, ad Alberto Stasi, ad Olindo Romano e Rosa Bazzi. «Riguardo questi casi, io nutro alcuni dubbi e me ne interesserò direttamente insieme ai miei avvocati», conclude l'uomo.

Ultimi Dagoreport

tilman fertitta yacht boardwalk

FERTITTA, CARO CI COSTI! – L’AMBASCIATORE DI TRUMP IN ITALIA CONTINUA IL SUO GIRO DEL MEDITERRANEO IN YACHT, CHE COSTEREBBE ALLO STATO ITALIANO LA SOMMETTA DI 115MILA EURO AL GIORNO, PER SCORTA E SICUREZZA, PER UN TOTALE DI OLTRE 5 MILIONI (IL TOUR INIZIATO IL 13 GIUGNO A CIVITAVECCHIA SI CONCLUDERA’ IN SARDEGNA A META’ AGOSTO) – NELLE SCORSE SETTIMANE IL FIGLIO DELL'AMBASCIATORE, PATRICK FERTITTA, AVREBBE INIZIATO A STUDIARE IL "DOSSIER LAZIO" IN VISTA DI UNA PROPOSTA DI ACQUISIZIONE DEL CLUB DI LOTITO - L'EMISSARIO DI TRUMP, TEXANO CON ANTENATI SICILIANI, È TRA I BUSINESSMEN PIÙ RICCHI D'AMERICA: 11 MILIARDI DI PATRIMONIO, CONTROLLA UN COLOSSO DELLA RISTORAZIONE E CASINÒ, È PROPRIETARIO DEGLI HOUSTON ROCKETS, FRANCHIGIA DI BASKET NBA, ACQUISITI PER 2,2 MILIARDI....

sara soldati leonardo maria del vecchio

DAGOREPORT - A LEONARDINO DEL VECCHIO NON BASTAVANO GLI INFINITI SCAZZI FAMILIARI, NÉ IL RINVIO A GIUDIZIO PER IL DOSSIERAGGIO DEI CYBER-SPIONI DI ‘’EQUALIZE’’. ORA, PER LA SERIE “ANCHE I RICCHI PIANGONO”, SI RITROVA SULLA CAPOCCIA UNA QUERELA PER ‘’VIOLENZA PRIVATA’’ E UNA DENUNCIA PER ‘’SOTTRAZIONE DI MINORE’’, PRESENTATA DALLA MODELLA E INFLUENCER SARA SOLDATI, MADRE DI BIANCA, LA BAMBINA DI UN ANNO NATA DALLA LORO RELAZIONE - MALGRADO UN DOVIZIOSO ASSEGNO MENSILE (50MILA EURO?) ALLA SOLDATI, CHE LA TRISTE ISTORIA SAREBBE FINITA A PESCI IN FACCIA ERA FACILMENTE PREVEDIBILE, ALMENO DA UN MESE, DA QUANDO LEONARDINO GLI AVEVA BLOCCATO LE CARTE DI CREDITO - ESSENDO LE DISGRAZIE COME LE CILIEGIE, UNA TIRA L’ALTRA, IL LEGALE DELLA MODELLA E’ L’IMMANCABILE ANNAMARIA BERNARDINI DE PACE, UN “MASTINO CON LA TOGA” CHE DI SICURO FARÀ VEDERE I SORCI VERDI A LEONARDINO…

roberto vannacci giorgia meloni

DAGOREPORT - L’ESPLOSIVA DISCESA IN CAMPO DI ROBERTO VANNACCI STA FOTTENDO L’ARMATA BRANCA-MELONI – SENZA FUTURO NAZIONALE, IL CENTRODESTRA NON SOLO RISCHIA DI PERDERE PALAZZO CHIGI MA DEVE DIRE ADDIO AL SOGNO DI ESPUGNARE ROMA E MILANO ALLE COMUNALI DELLA PRIMAVERA 2027 - I DATI DEGLI ULTIMI SONDAGGI RISERVATI REGISTRANO QUANTO VANNACCI STIA PRENDENDO PIEDE, A SPESE DI FDI, A MILANO (7/8%) E A ROMA (6,8%) – SENTITA PUZZA DI SCONFITTA, LA RUSSA, DA QUEL POLITICO SCALTRO ED ESPERTO CHE È, HA SCARICATO LUPI E BALILLA, MOLLANDO LA PATATA BOLLENTE DELLA SCELTA DEL CANDIDATO NELLE MANINE DELLE SORELLE MELONI – A ROMA LA SCELTA DELLO SFIDANTE DI GUALTIERI SARÀ SVELATA SOLO ALL’INDOMANI DEL RITIRO DELL’INDIGESTA AUTO-CANDIDATURA DI FABIO RAMPELLI. L’ARDUO INCARICO DI FAR TORNARE SUI SUOI PASSI L’INGOMBRANTE EX TUTOR DI GRAN PARTE DEI MELONIANI OGGI AL POTERE, È STATO AFFIDATO A FRANCESCO LOLLOBRIGIDA, TORNATO IN GRAN SPOLVERO…

giorgia meloni marina berlusconi antonio tajani

DAGOREPORT – A PALAZZO CHIGI ALEGGIA DAVVERO UN CLIMA DA FINE IMPERO - AL VERTICE DI MARTEDÌ SCORSO IL NERVOSISMO DI GIORGIA MELONI HA SUPERATO LA SOGLIA DI GUARDIA, ACCUSANDO PESANTEMENTE SALVINI E TAJANI DI “TRADIMENTO” SULLE PREFERENZE (SE L’EMENDAMENTO VENISSE BOCCIATO ANCHE AL SENATO, LA “SFI-DUCETTA” DELLA CAMERA DIVENTEREBBE UNA CATASTROFICA "SFI-DUCIONA") - IL LEGHISTA HA SUBITO SMOLLATO LA PATATONA BOLLENTE SU FORZA ITALIA. L’EX MONARCHICO DI FERENTINO, FINO A IERI FEDELE ‘’CAMERIERE’’ DELLA DUCETTA, HA RIFILATO IL SOLITO BLA BLA DI SUPERCAZZOLE CON SCAPPELLAMENTO AI “VALORI DEL BERLUSCONISMO DA DIFENDERE'' – LA VERITÀ È CHE NÉ SALVINI NÉ TAJANI RIESCONO A CONTROLLARE I LORO PARLAMENTARI, AL PUNTO CHE LA MELONI, DISPERATA, AVREBBE CHIAMATO MARINA BERLUSCONI - LIQUIDATA DALLA ''CAVALIERA'' CON “NON HO AUTORITÀ SULLE SCELTE DEL PARTITO”, “IO SO’ GIORGIA” AVREBBE CHIUSO CON UN MINACCIOSO: “ME LO RICORDERÒ…”

ministero della giustizia giusi bartolozzi

FLASH – LA “ZARINA” È SEMPRE DI CASA A VIA ARENULA! PARE CHE QUESTA MATTINA GIUSI BARTOLOZZI, EX CAPO DI GABINETTO DI CARLO NORDIO, GIUBILATA DA MELONI DOPO LA SCONFITTA AL REFERENDUM, SIA TORNATA A FAR VISITA AI SUOI EX COLLEGHI AL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA. E NON SAREBBE LA PRIMA VOLTA, NELLE ULTIME SETTIMANE – LA BARTOLOZZI, A QUANTO SPIFFERANO GLI “ADDETTI AI LIVORI”, SI SAREBBE INTRATTENUTA CON IL VICE-CAPO DI GABINETTO DEL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA, VITTORINO CORASANITI, E CON LA RESPONSABILE DEL DIPARTIMENTO DELL’ORGANIZZAZIONE GIUDIZIARIA, LINA DI DOMENICO. DI COSA DOVEVANO PARLARE I DUE FUNZIONARI CON L'EX CAPETTA DI VIA ARENULA?