mafia nigeriana

CI HANNO ESPIANTATO IL CUORE - LA MAFIA NIGERIANA GESTISCE (IN ITALIA) IL TRAFFICO DEGLI ORGANI - TUTTI I SEGRETI DEL NUOVO ORRENDO BUSINESS SU CUI STA INDAGANDO PURE L'FBI - IL CENTRO È A CASTEL VOLTURNO. PARLA UNA TESTIMONE: “LÌ FANNO GLI ESPIANTI...” - NEL MIRINO UN TIZIO CHE SI FA CHIAMARE "PAPA GIOVANNI" CHE GESTISCE UN PUNTO DI SELEZIONE DI "VITTIME POTENZIALI"...

Fabio Amendolara per “la Verità”

 

Le prime riunioni si sono svolte la scorsa estate a Roma, all' ambasciata Usa, luogo in cui un magistrato di collegamento per le questioni internazionali e un funzionario dell' Fbi hanno incontrato un sostituto procuratore della Direzione nazionale antimafia e il pool napoletano che indaga sulla criminalità organizzata nigeriana. In quelle occasioni è avvenuto un primo scambio di notizie riservate, senza però scoprire troppo le carte.

 

mafia nigeriana

Gli statunitensi hanno chiesto informazioni sugli affari della mala nera nel litorale Domizio, terra di camorra e di mafia nigeriana, e gli investigatori napoletani hanno appreso che un flusso di denaro, proveniente con molta probabilità da un traffico internazionale di droga, faceva andata e ritorno con i money transfer e con i più occulti sistemi finanziari del deep web tra Castel Volturno e Gaeta e le metropoli Usa di Atlanta, New York City e Chicago. Con qualche passaggio, tutto ancora da approfondire, il denaro transitava anche in Canada. Un bel po' di bigliettoni verdi che passavano fra le mani dei boss dei gruppi più noti della mafia nigeriana: quelli dei Vicking, degli Eiyes e dei Black axe, tutti attivi anche in Italia, soprattutto in quell' area della Campania.

 

mafia nigeriana

Di incontri successivi ce ne sono stati diversi. A luglio anche a Napoli, in Procura, nell' ufficio del capo, Giovanni Melillo. È il procuratore in persona a coordinare l' indagine, in attesa che dal Csm arrivi la nomina di un nuovo aggiunto, il terzo che nella Direzione distrettuale antimafia andrà ad affiancare Filippo Beatrice e Giuseppe Borrelli, magistrati di lungo corso nel contrasto alla criminalità organizzata.

 

UN'IPOTESI SPAVENTOSA

Qui, in via Grimaldi, a un passo da Poggioreale, chiusi negli uffici dei pm, ci sono, sotto chiave, i documenti dell' inchiesta giudiziaria sulla nuova mala nigeriana che tiene in scacco Castel Volturno e il litorale Domizio. E tra verbali e informative del Servizio centrale operativo della polizia di Stato e delle squadre mobili che ricostruiscono gli affari tradizionali, traffici di droga e di esseri umani e sfruttamento della prostituzione, è spuntato un racconto che ha tracciato una nuova pista: una nigeriana ha parlato di vendita di organi. Di mattatoi veri e propri: a Gazzanise, Villa Literno e Sant' Antimo.

 

Una zona descritta dallo scrittore Sergio Nazzaro come «il più grande esperimento sociale libero da ogni regola». Un' area geografica multiculturale e multirazziale senza Stato e nella quale camorra e mala nigeriana hanno assunto il pieno controllo. Il posto migliore per nascondere una delle «cliniche degli orrori», come le ha definite la donna nigeriana parlando con Mary Liguori, cronista del Mattino da sempre in trincea contro la camorra che per prima ha raccontato dell' esistenza dell' indagine.

AFFILIATI ALLA MAFIA NIGERIANA

 

La nigeriana è ben inserita a Castel Volturno, paese del litorale in cui, stando alle stime ufficiali, vivono 1.236 nigeriani, ai quali bisogna aggiungere i clandestini, e aveva un marito criminale che la sfruttava. Poco più di un anno fa ha avuto il coraggio di denunciarlo e l' ha fatto arrestare. È stata lei a svelare di quei ragazzi, almeno tre, alcuni dei quali suoi conoscenti, che per 5.000 euro hanno venduto un rene. E ha indicato una delle improvvisate cliniche, in viale Fiume Oglio a Castel Volturno, nella quale ora non c' è più nulla ma che, a dire della testimone, fino a qualche tempo fa ospitava un medico esperto in trapianti.

 

In giro ormai su questa storia c' è molto chiacchiericcio. Anche tra le forze dell' ordine (dove c' è pure chi sostiene che la donna, alla quale pare piacciano le telecamere, sia in cerca di visibilità). Ma è una coincidenza inquietante che qualcuno, confermando quella ipotesi, dica che lì prima ci abitava un egiziano. E si sa che gli espiantatori professionisti di organi siano proprio al Cairo. In Egitto, dove il commercio di organi è proibito, la situazione è ben nota anche alle autorità.

 

mafia nigeriana

In un articolo del luglio 2018 la Reuters riportava questa notizia: il Tribunale criminale del Cairo ha condannato 37 persone per traffico d' organi. Era una banda di medici, infermieri e procacciatori di vittime e clienti, molti dei quali con regolare licenza, sgominata nel 2016 grazie a un' inchiesta su cliniche e ospedali privati. Nell' operazione erano stati sequestrati anche milioni di dollari. Ma quella dell' egiziano al civico 7 di via Fiume Oglio a Castel Volturno potrebbe essere anche solo una mera coincidenza.

 

Il racconto dell' orrore che parte dal litorale si arricchisce ogni giorno di nuovi particolari. Giampiero Casoni, cronista giudiziario esperto dei meccanismi mafiosi dell' area aversana per averli raccontati per anni sulle agenzie di stampa dell' Alto Casertano, scrive addirittura di un «centro di cernita» per gli sventurati candidati all' espianto. E lo localizza a Lago Patria, dove, al centro delle attenzioni degli inquirenti, secondo fonti interne a chi sta indagando, ci sarebbe la figura di un certo Abu, che in Italia avrebbe anche adottato un curioso nom de guerre a metà fra lo ieratico e il paradossale: «papa Giovanni».

Inutile cercare conferme in questure o tra i magistrati.

 

L' indagine sul traffico di organi è top secret. Il capo della Direzione nazionale antimafia, Federico Cafiero de Raho, al momento non si sbottona, ma ammette: «Sebbene non ci siano ancora riscontri completi in serie giudiziaria, terremo alta la guardia anche su questo inquietantissimo sospetto, da non sottovalutare».

MAFIA NIGERIANA

Parole sibilline per dire che il racconto è credibile, ma che la magistratura ci sta ancora lavorando.

 

SALTO DI QUALITÀ

Fatto sta che questa storia ha messo in luce una nuova inquietante realtà: la mafia nigeriana ha fatto un salto di qualità. Gli espianti sono sempre esistiti nel loro ambiente. È un fenomeno diffuso, legato a pratiche religiose e magiche che in Nigeria stanno provando a contrastare anche con la legislazione.

 

Ora, però, i boss africani sembrano aver capito che c' è un business e che si può lucrare anche sugli organi. E così, oltre alla prostituzione e al traffico di droga, la mafia nigeriana, che stando alle stime della Procura antimafia, dopo Cosa nostra, 'ndrangheta, camorra e Sacra corona unita (ossia le mafie tradizionali), si è attestata come quinta mafia, pare sia entrata a gamba tesa anche nel mercato degli espianti.

 

AFFILIATI ALLA MAFIA NIGERIANA

È dal 2016 che l'Fbi sta lavorando su una segnalazione: un sospetto impiego di organi di dubbia provenienza in ospedali americani. I federali sono partiti dai rapimenti di ragazzini tra i 14 e i 17 anni, spesso orfani, da avviare alla prostituzione. Epicentri le periferie di Lagos e Benin City. D'altra parte, a Lagos, la più popolosa città della Nigeria, la polizia nigeriana ha trovato più volte donne segregate e costrette a mettere al mondo figli poi destinati al traffico di bambini, al mercato del sesso o alla compravendita di organi. Individuati i protagonisti del traffico e seguendo i flussi economici, i federali si sono imbattuti in un gruppo di nigeriani che ha scelto come domicilio Castel Volturno e che, paradosso, si trova in Italia con i documenti in regola.

 

«Gente arrivata dalla Nigeria molti anni fa e che sarebbe in contatto con i boss neri delle città statunitensi», ricostruisce la giornalista del Mattino. È in questo punto che si annodano l' indagine americana e quella dell' antimafia napoletana. «È vero», sottolinea il procuratore Cafiero de Raho, «a Castel Volturno la mafia nigeriana fa affari sporchi, soprattutto con lo sfruttamento della prostituzione, del lavoro nero e con lo spaccio di droga». Il traffico di organi lo tiene fuori. Per ora.

mafia nigeriana ai funerali di emmanuel chidi 3AFFILIATO ALLA MAFIA NIGERIANA

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