lucetta scaraffia

CI MANCAVA IL FEMMINISMO IN VATICANO - LA RIVOLTA AL MENSILE DE “L'OSSERVATORE ROMANO”, CON LE REDATTRICI CHE SI SONO DIMESSE, E’ UN ATTO D’ACCUSA AL NEO DIRETTORE ANDREA MONDA, “COLPEVOLE” DI AVER DEPOTENZIATO IL PROGETTO - LUCETTA SCARAFFIA: “LA VOCE DELLE DONNE NON È MAI ASCOLTATA, SONO UNA PRESENZA INVISIBILE SE PURE INDISPENSABILE”

1 - "CI SENTIAMO DEPOTENZIATE". LO STUPORE DEL DIRETTORE: "ABBIAMO SEMPRE GARANTITO LA TOTALE LIBERTÀ E AUTONOMIA"

Domenico Agasso Jr per “la Stampa”

 

LUCETTA SCARAFFIA

Per molti nelle Sacre Stanze la fuoriuscita di Lucetta Scaraffia da L' Osservatore Romano era una bomba a orologeria: si aspettava solo la fine del conto alla rovescia. La professoressa, giornalista e scrittrice, figura simbolo della presenza femminile nella Chiesa, lascia la collaborazione con il quotidiano della Santa Sede e soprattutto la guida del supplemento «Donne chiesa mondo».

 

Con lei sbattono la porta molte delle redattrici dell' inserto, con duri atti d' accusa alla nuova direzione di Andrea Monda, ritenuta responsabile di avere depotenziato il progetto editoriale, lasciando la redazione in un «clima di sfiducia e delegittimazione». Accuse rispedite al mittente dallo stesso Monda. La rivista è un inserto mensile nato sette anni fa quando direttore era Giovanni Maria Vian e papa Benedetto XVI.

 

Per molti rappresentava una svolta sul tema donne nella Chiesa, e Scaraffia un'«icona» del riscatto femminile. Il culmine un paio di mesi fa, quando in un articolo denunciava lo scandalo degli abusi sessuali e di potere sulle suore commessi da preti e vescovi. Una piaga riconosciuta dallo stesso papa Francesco, a febbraio, sul volo di ritorno dagli Emirati Arabi Uniti. La Scaraffia era ritenuta una figura determinante dentro il quotidiano d'Oltretevere. Fino al 31 dicembre 2018, ultimo giorno della direzione Vian. Con Monda la sua influenza sul giornale è calata.

lucetta scaraffia col marito ernesto galli della loggia

 

E nei Sacri Palazzi l' incompatibilità veniva già sussurrata fin da subito. C' è chi racconta della prima volta in cui Monda si è affacciato alla riunione dell' inserto: una redattrice gli avrebbe detto che non era «gradito, perché sei maschio».

 

«È stato un logoramento inesorabile», dice Scaraffia, e l' accumulo di episodi significativi ha avuto alcuni picchi, tra cui un articolo di Monica Mondo, giornalista di Tv2000, pubblicato sul giornale del Papa: era una recensione critica su un documentario che mostrava abusi su religiose, e per lo staff dell' inserto sarebbe stato in contrapposizione alla denuncia di un mese prima.

 

lucetta scaraffia in redazione

Così si arriva all' editoriale che uscirà sul prossimo numero, in cui la direttrice scrive che la sua linea «non ha trovato l'appoggio della nuova direzione, indirizzata a depotenziare "donne chiesa mondo"». Come? «Avviando iniziative concorrenziali, con l' effetto di mettere le donne l' una contro l' altra». Poi, un altro attacco: «Si torna alla selezione delle donne che parte dall' alto, alla scelta di collaboratrici che assicurano obbedienza». Monda affida le sue repliche a una nota. Smentisce la sospensione del mensile: «Non era in discussione. Dunque la sua storia continua».

 

Assicura che «in questi pochi mesi ho garantito alla Professoressa Scaraffia, e al gruppo di donne della redazione, la stessa totale autonomia e la stessa totale libertà che hanno caratterizzato l' inserto da quando è nato», astenendosi «dall' interferire sulla fattura del supplemento mensile e limitandomi a offrire il mio doveroso contributo (nel suggerimento di temi e persone da eventualmente coinvolgere) alla libera valutazione della redazione».

 

LUCETTA SCARAFFIA

Dichiara che «il mio impegno non è stato in alcun modo quello di depotenziare il mensile, al quale è stato semmai confermato il budget ed è stata garantita la traduzione e la diffusione in altri Paesi» nonostante «la necessità di contenere i costi della Curia». E mai «ho selezionato qualcuno, uomo o donna, con il criterio dell' obbedienza.

 

Semmai, al contrario, ho sollecitato confronti liberi, non costruiti sul meccanismo degli uni contro gli altri o dei gruppi chiusi». È chiaro che Monda fin da subito non ha considerato Scaraffia l' unica depositaria del pensiero femminile nel mondo ecclesiale, e questo avrebbe acceso la miccia. Il direttore annuncia che «lunedì si terrà una tavola rotonda su un saggio, firmato da 17 teologhe e studiose, "La voce delle donne" (Ed. Paoline)». La Scaraffia sarebbe stata invitata, ma non avrebbe risposto. Il timer esplosivo si stava già avvicinando allo zero.

 

2 - LUCETTA SCARAFFIA L'EX DIRETTRICE DELL' INSERTO: "E' MANCATO RISPETTO LA NOSTRA VOCE NON È ASCOLTATA. LA TRADIZIONE SI PUÒ E SI DEVE CAMBIARE"

Domenico Agasso Jr per “la Stampa”

 

LUCETTA SCARAFFIA

«Ci siamo sentite continuamente smentite dagli articoli dell' Osservatore Romano sul tema "donne-Chiesa"». Ecco il motivo concreto per cui Lucetta Scaraffia ha lasciato la collaborazione con il quotidiano vaticano e si è dimessa dalla guida dell' inserto "donne chiesa mondo". Seguita da molte delle redattrici della rivista femminile, in aperta polemica con il direttore Andrea Monda.

 

Professoressa Lucetta Scaraffia, quando ha deciso di lasciare?

«Si tratta di una scelta collettiva, maturata con sofferenza dai primi di gennaio».

 

Perché l'annuncio è avvenuto ieri?

«Perché le ragioni che ci hanno spinto a lasciare si sono accumulate in modo per noi insopportabile, abbiamo capito che c'era rischio di logoramento».

 

Che cosa è cambiato con la direzione di Andrea Monda dopo quella di Giovanni Maria Vian?

«È mancato il rispetto per la nostra diversità, l'interesse a confrontarsi con noi».

 

andrea monda

Che cosa significa che vi siete sentite delegittimate e in un clima di sfiducia?

«Significa sentirsi continuamente smentite dagli articoli sul tema "Donne-Chiesa" che uscivano sul quotidiano, senza possibilità di rispondere. Era sempre più chiaro che il nostro modo di affrontare il problema non piaceva, e non veniva neppure considerato degno di discussione».

 

In che modo «un' iniziativa vitale», come definisce lei la rivista, è stata «ridotta al silenzio»?

«La nostra è stata un' iniziativa nuova, che partiva dall'attività di un gruppo di donne che si è autogestito in totale libertà, con l' appoggio di papa Benedetto XVI e papa Francesco. Siamo state un laboratorio intellettuale di riflessione sul tema donne, e donne e Chiesa, pensando di offrire spunti nuovi alla Chiesa e soprattutto di dare voce a quanto le donne stavano pensando, facendo e progettando. La voce delle donne non è mai ascoltata, sono una presenza invisibile se pure indispensabile. Volevamo renderla evidente, ascoltata.

Far capire che è degna di discussione, di confronto e può dare un aiuto fondamentale alla Chiesa in questo momento di crisi».

 

Monda ha negato il ritorno al costume «della scelta dall' alto, sotto il diretto controllo maschile, di donne ritenute affidabili»: che cosa ne pensa?

ANDREA MONDA

«Non rispondo».

 

Che peso e risvolti ha avuto la vostra denuncia di abusi di religiose da parte di preti e vescovi?

«Non siamo state le prime, e neppure le più ricche di esempi, ma è stato fondamentale che dall' interno del Vaticano qualcuno avesse il coraggio di rompere il silenzio. Il problema cruciale è sempre quello: rompere il silenzio, e in questo siamo contente di avere dato un contributo».

 

Vi aspettavate qualcosa di diverso da papa Francesco?

«Il Pontefice ha detto cose importanti sulla servitù delle donne, e ha preso decisioni altrettanto degne di rispetto, come la consacrazione di Maddalena come apostola e la derubricazione dell' aborto dal numero dei peccati riservati, cioè che possono essere assolti solo da un vescovo, a peccato ordinario.

 

PAPA BERGOGLIO

Ma sono le donne che devono chiedere, che devono farsi avanti e chiarire che nella maggior parte delle situazioni la loro esclusione non è motivata né da dogmi né da precetti evangelici, ma solo dalla tradizione. E la tradizione si può e si deve cambiare».

 

Bergoglio recentemente ha detto che bisogna integrare la donna «come figura della Chiesa nel nostro pensiero» e pensare la Chiesa «con le categorie di una donna»: quali cambiamenti potranno portare queste affermazioni?

«Non lo so, penso che le donne non dovrebbero essere ascoltate come metafora di qualcosa, ma come esseri umani degni di rispetto e con qualcosa da dire. Senza smettere di essere donne, naturalmente».

 

Dalle sue parole si capisce che per lei la Chiesa in generale è e resta maschilista: quanto e come lo è?

«Tanto, in tutto. È come se le donne non esistessero».

Ultimi Dagoreport

bruno valentinetti giorgia meloni angelo san lorenzo in lucina daniela memmo antonio damelio

DAGOREPORT - CI MANCAVANO SOLO I FASCIO-MONARCHICI! PER CAPIRE DA DOVE ARRIVA L'AFFRESCO DELL'ANGELO CON LE FATTEZZE DI GIORGIA MELONI, ALLA BASILICA DI SAN LORENZO IN LUCINA, A ROMA, BISOGNA GUARDARE ALLA VECCHIA ARISTOCRAZIA NERA ROMANA, CHE HA IN QUELLA CHIESA UN PUNTO DI RIFERIMENTO - LA CAPPELLA IN QUESTIONE È DEDICATA A UMBERTO II (IN ASSENZA DI UNA TOMBA AL PANTHEON, SOGNATA DAGLI EREDI) E IL RESTAURO PRECEDENTE, NEL 2003, FU FINANZIATO DA DANIELA MEMMO E DAL MARITO, ANTONIO D'AMELIO, FIGLIO DEL MINISTRO DELLA REAL CASA DI SAVOIA, CARLO - CHI HA PAGATO L'EX MILITANTE DELL'MSI BRUNO VALENTINETTI PER IL "RITOCCO" MELONIANO? IL COMMITTENTE SAPEVA CHE SAREBBE COMPARSO IL FACCIONE DI GIORGIA? IL PARROCO PARLA DI "SPONSOR, ASSOCIAZIONI E DUE FONDAZIONI". QUALI? - IL SALDISSIMO RAPPORTO DEI CONIUGI MEMMO-D'AMELIO CON SVARIATI ESPONENTI DELLA DESTRA, A PARTIRE DA GIANNI ALEMANNO: IL LORO SALOTTO DI PALAZZO RUSPOLI È DIVENTATO IL CENACOLO PREFERITO DAL PIO ALFREDO MANTOVANO...

leonardo maria del vecchio

DAGOREPORT - IL DISASTROSO DEBUTTO TELEVISIVO DI LEONARDO MARIA DEL VECCHIO, CHE DOVEVA INCORONARE LA NUOVA STAR DEL CAPITALISMO ITALIANO PRONTO A PRENDERE IL POSTO DI JOHN ELKANN IN FUGA, HA SPINTO GLI “ADDETTI AI LIVORI” A DOMANDARSI: “CHI GLI VUOLE COSI MALE DA SUGGERIRE CHE ERA GIUNTA L’ORA FATALE DI DARSI UN’IMMAGINE PUBBLICA, ESPONENDOLO A ‘STA FIGURACCIA DA MILIARDARIO RINCITRULLITO CHE IN MEZZ’ORA HA PROMOSSO QUELLO SVALVOLATO DI LAPO ELKANN IN ARISTOTELE?” - FORSE LA RISPOSTA ALL’"HARAKIRI CATODICO" DI DEL VECCHIO JR ARRIVERÀ DOMENICA 8 FEBBRAIO DA UN'INCHIESTA DI “REPORT” SU ‘’EQUALIZE’’, LA CRICCA DI SPIONI MILANESI CHE PER ANNI HA DOSSIERATO PER CONTO DI GRANDI AZIENDE, POLITICI, BANCHIERI E IMPRENDITORI, TRA I QUALI SPICCA PROPRIO IL RAM-POLLO DEL VECCHIO - DAI VERBALI DEI PM MILANESI ESPLODE UN DELIRIO DI TRUFFE, RICATTI, INTERCETTAZIONI:“VOGLIO SAPERE I SOLDI NASCOSTI CHE HA MIA MAMMA, MIO FRATELLO, L’ALTRO MIO FRATELLO, MIO CUGINO, TUTTA LA FAMIGLIA…” - "REPORT" TIRA IN BALLO NON SOLO LA GUERRA DELLA FAMIGLIA DEL VECCHIO SULL'EREDITA' DA SOGNO, DA 4 ANNI FERMA AL PALO, MA ANCHE UN POSSIBILE COLLEGAMENTO DI QUESTE ATTIVITÀ ILLEGALI CON IL RISIKO BANCARIO MPS E MEDIOBANCA...

donald trump flavio briatore

CIAO “BULLONAIRE”, SONO DONALD! – TRUMP, CON TUTTI I CAZZI E I DAZI CHE GLI FRULLANO NELLA TESTA, ALMENO DUE VOLTE A SETTIMANA TROVA IL TEMPO PER CAZZEGGIARE AL TELEFONO CON IL SUO VECCHIO AMICO FLAVIO BRIATORE – DA QUANDO HA VENDUTO IL TWIGA, L’EX FIDANZATO DI NAOMI CAMBPELL E HEIDI KLUM E' UN PO' SPARITO: CENTELLINA LE SUE APPARIZIONI TV, UN TEMPO QUASI QUOTIDIANE - IN DUE MESI È APPARSO NEI SALOTTI TV SOLO UN PAIO DI VOLTE: UNA A DICEMBRE A "DRITTO E ROVESCIO" CHEZ DEL DEBBIO, L’ALTRA MERCOLEDÌ SCORSO A “REALPOLITIK” MA NESSUNO SE N’È ACCORTO (UN TEMPO BRIATORE FACEVA NOTIZIA)

donald trump giorgia meloni ixe sondaggio

DAGOREPORT - CHE COSA SI PROVA A DIVENTARE “GIORGIA CHI?”, DOPO ESSERE STATA CARAMELLATA DI SALAMELECCHI E LECCA-LECCA DA DONALD TRUMP, CHE LA INCORONÒ LEADER "ECCEZIONALE", "FANTASTICA", "PIENA DI ENERGIA’’ E ANCHE "BELLISSIMA"? - BRUTTO COLPO, VERO, SCOPRIRE CHE IL PRIMO DEMENTE AMERICANO SE NE FOTTE DELLA “PONTIERA” TRA USA E UE CHE SI È SBATTUTA COME MOULINEX CONTRO I LEADER EUROPEI IN DIFESA DEL TRUMPISMO, E ORA NON RACCATTA NEMMENO UN FACCIA A FACCIA DI CINQUE MINUTI, COME È SUCCESSO AL FORUM DI DAVOS? - CHISSÀ CHE EFFETTO HA FATTO IERI A PALAZZO CHIGI LEGGERE SUL QUEL “CORRIERE DELLA SERA” CHE HA SEMPRE PETTINATO LE BAMBOLE DELL’ARMATA BRANCA-MELONI, IL DURISSIMO EDITORIALE DI UN CONSERVATORE DOC COME MARIO MONTI - CERTO, PER TOGLIERE LA MASCHERA ALL’INSOSTENIBILE GRANDE BLUFF DELLA “GIORGIA DEI DUE MONDI”, C’È VOLUTO UN ANNO DI ''CRIMINALITÀ'' DI TRUMP MA, SI SA, IL TEMPO È GALANTUOMO, I NODI ALLA FINE ARRIVANO AL PETTINE E LE CONSEGUENZE, A PARTIRE DAL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA DI FINE MARZO, POTREBBERO ESSERE MOLTO AMARE TRASFORMANDO IL ''NO'' ALL'UNICA RIFORMA DEL GOVERNO IN UN "NO" AL LEGAME DI MELONI CON LA DERIVA FASCIO-AUTORITARIA DI TRUMP... 

tommaso cerno barbara d'urso durso d urso francesca chaouqui annamaria bernardini de pace

FLASH – IERI SERA GRAN RADUNO DI PARTY-GIANI ALLA CASA MILANESE DI TOMMASO CERNO, PER CELEBRARE IL 51ESIMO COMPLEANNO DEL DIRETTORE DEL “GIORNALE” – NON SI SONO VISTI POLITICI, AD ECCEZIONE DI LICIA RONZULLI. IN COMPENSO ERANO PRESENTI L’AVVOCATESSA ANNAMARIA BERNARDINI DE PACE E L’EX “PAPESSA” FRANCESCA IMMACOLATA CHAOUQUI. A RUBARE LA SCENA A TUTTE, PERÒ C’HA PENSATO UNA SFAVILLANTE BARBARA D’URSO STRETTA IN UN ABITINO DI DOLCE E GABBANA: “BARBARELLA” AVREBBE DELIZIATO I PRESENTI ANNUNCIANDO CHE, DOPO FABRIZIO CORONA, ANCHE LEI TIRERÀ FUORI QUALCHE VECCHIA MAGAGNA…

giorgia meloni carlo calenda

FLASH – CARLO CALENDA UN GIORNO PENDE DI QUA, L’ALTRO DI LÀ. MA COSA PENSANO GLI ELETTORI DI “AZIONE” DI UN’EVENTUALE ALLEANZA CON LA MELONI? TUTTO IL MALE POSSIBILE: IL “TERMOMETRO” TRA GLI “AZIONISTI” NON APPREZZA L'IPOTESI. ANCHE PER QUESTO CARLETTO, ALL’EVENTO DI FORZA ITALIA DI DOMENICA, È ANDATO ALL’ATTACCO DI SALVINI: “NON POSSO STARE CON CHI RICEVE NAZISTI E COCAINOMANI” (RIFERIMENTO ALL’ESTREMISTA INGLESE TOMMY ROBINSON) – IL PRECEDENTE DELLE MARCHE: ALLE REGIONALI DI SETTEMBRE, CALENDA APRÌ A UN ACCORDO CON IL MAL-DESTRO ACQUAROLI, PER POI LASCIARE LIBERTÀ “D’AZIONE” AI SUOI CHE NON NE VOLEVANO SAPERE...