LA DURA VITA DELL’EVASORE – CON LA CADUTA DEL SEGRETO BANCARIO A MONTECARLO SI FA SEMPRE PIÙ COMPLICATO NASCONDERE CAPITALI – RESTA LA STRADA DEI PARADISI FISCALI ESOTICI, MA SPESSO SONO PAESI A RISCHIO

1.IL SEGRETO BANCARIO CADE ANCHE A MONTECARLO

Vittorio Puledda per “la Repubblica

 

Addio residenze — vere o fittizie — a Montecarlo: d’ora in poi non servirà più cambiare indirizzo per sfuggire all’Agenzia delle entrate e cercare di eludere (o evadere) il Fisco; né sarà possibile schermarsi dietro il segreto bancario del Principato di Monaco.

 

Uno scorcio di Montecarlo Uno scorcio di Montecarlo

Dopo gli accordi già conclusi con la Svizzera, il primo e forse il più importante, e a seguire con il Liechtenstein, ieri è stato firmato anche con Montecarlo l’accordo sullo scambio di informazioni a fini fiscali tra i due paesi. Il Protocollo in materia di “richieste di gruppo” fa cadere anche per il Principato il segreto bancario e disciplina le richieste in relazione a categorie di comportamenti che fanno presupporre l’intenzione dei contribuenti di nascondere al Fisco italiano patrimoni o attività detenute irregolarmente nel Principato.

 

Con la firma di ieri, che riguarda in particolare un Accordo, un Protocollo e una Dichiarazione congiunta, il Principato viene considerato non più un paese da “black list” ai fini della Voluntary Disclosure, della dichiarazione volontaria con cui i contribuenti possono regolarizzare la propria posizione relativamente ai capitali all’estero. Con questo accordo si potrà accedere (c’è tempo fino al 30 settembre) alle condizioni più favorevoli previste dalla legge e cioè il pagamento per intero delle imposte dovute ma con sanzioni ridotte (grazie all’inclusione nella white list). Anche con il Principato ci sarà poi la seconda fase, quella dello scambio automatico di informazioni secondo gli standard globali Ocse.

EVASIONE FISCALE EVASIONE FISCALE

 

E se la Svizzera è stata da sempre la meta preferita dei grandi capitali in cerca di segretezza assoluta (fino alla firma dell’accordo di pochi giorni fa) anche Montecarlo ha avuto tradizionalmente il suo fascino sugli italiani (circa settemila) che negli anni hanno trasferito la loro residenza nel Principato. Uno degli ultimi finito sotto i riflettori è il conduttore tv e attore Ezio Greggio, che ha appena raggiunto con il Fisco una mega transazione per sanare il contenzioso.

 

Ma la residenza a Montecarlo negli anni è piaciuta a moltissimi uomini di spettacolo (tra gli altri Umberto Tozzi e Valerio Merola) e dello sport, dal pilota di Formula Uno Alessandro Giannini al campione di ciclismo Davide Rebellin, al due volte campione del mondo di ciclismo Paolo Bettini, al campione del mondo di motociclismo Max Biaggi o a Loris Capirossi mentre l’ex pilota di Formula Uno Giancarlo Fisichella ha riportato la residenza in Italia dopo aver raggiunto un accordo con l’Agenzia delle Entrate.

 

 

2. DAL LIBANO A SAMOA: I NUOVI PARADISI FISCALI - MA FUORI DALL’EUROPA EVADERE È UN RISCHIO

Roberto Mania per ”la Repubblica

 

evasione-fiscaleevasione-fiscale

Gli esperti del settore lo chiamano “rischio ambientale”. Rischio crescente per gli evasori impenitenti. Perché i paradisi fiscali nel mondo ci sono ancora ma depositare lì (lontanissimo ormai dall’Europa) i soldi per non pagare le tasse può diventare davvero pericoloso. Non perché ti becchino, ma perché l’instabilità politica, o geopolitica, può repentinamente mutare gli scenari e farti perdere tutti i soldi, come forse meriteresti pure.

 

Perché un conto era depositare il proprio gruzzolo esentasse, non si sa come racimolato, in una banca ticinese o nel ridente Principato monegasco a due passi da casa; un conto è farlo in Libano in un Medio Oriente ritornato esplosivo, o in un altro paese di qualche isola caraibica rimasto, per ovvi motivi, nella black list internazionale. Qui si corre il rischio ambientale appunto. L’epoca dell’evasione oltre confine, con tutti i comfort, a pochi chilometri dalla propria residenza e anche per questo un po’ autoassolutoria per gli evasori medesimi, sembra finita. Chi evade deve mettere in conto un rischio maggiore, superiore forse a quello di dovere pagare le tasse: perdere tutto.

EVASIONE FISCALEEVASIONE FISCALE

 

L’offensiva del G20 e dell’Ocse che ha portato alla diffusione degli accordi bilaterali e multilaterali tra i governi contro i paradisi fiscali, sembra aver cambiato in profondità lo scenario e così le traiettorie dell’evasione globale non sono più le stesse. Miliardi di risorse finanziarie (c’è chi ha calcolato di un flusso complessivo superiore ai 30 mila miliardi di cui circa 200 quelli italiani) o emergeranno oppure dovranno cambiare residenza in un percorso ad ostacoli del tutto inedito, di fronte a quello che comincia a raffigurarsi come un vero accerchiamento nei confronti degli evasori.

 

Strade bloccate in Svizzera, nel Liechtenstein e ora pure a Montecarlo, per gli evasori italiani ai quali non resta che l’evasione extracomunitaria tendenzialmente esotica. Strade tortuose, poi, quelle che conducono a Singapore oppure nelle Filippine, tra intese e impegni internazionali a scadenze diversificate.

Evasione FiscaleEvasione Fiscale

 

Il Sole 2-4 Ore nei giorni scorsi ha provato a raffigurare i vari tragitti da un paese all’altro alla ricerca, nei prossimi anni, di condizioni favorevoli. Dunque bisogna abbandonare la Svizzera perché Berna ha cancellato il segreto bancario. Si può arrivare a Singapore, con un rischio ambientale piuttosto basso, ma sapendo che si può stare tranquilli solo fino alla fine di quest’anno. Dal 2016 infatti scattano anche a Singapore gli scambi di informazioni previsti dal Crs (Common reporting standard) e un evasore sarebbe facilmente individuato.

 

Bene, si può andare negli Emirati Arabi Uniti, allora, paese a basso rischio ambientale. Ma anche questo è un paradiso fiscale in scadenza: gli Emirati hanno sottoscritto un accordo con gli Stati Uniti e dal 2018, con i dati relativi al 2017, consentiranno gli scambi informativi. Insomma la meta va cambiata dopo il 2016. Per gli italiani le Filippine possono essere una soluzione, hanno un basso rischio ambientale e poi hanno sottoscritto un accordo di cooperazione solo con gli Stati Uniti. Prossima, però, potrebbe essere l’adesione a un’intesa multilaterale nel 2017 e allora bisognerà ricambiare.

Evasione FiscaleEvasione Fiscale

 

C’è Portorico, poco collaborativo sul fronte dell’evasione, ma soprattutto c’è l’Ecuador che non ha vincoli perché non ha sottoscritto alcun accordo. Il paese latino americano però è considerato ad altissimo rischio ambientale. Liberi (gli evasori) dagli accordi internazionali ma costretti a fare i conti con l’incertezza ambientale interna.

 

Certo ci può anche essere un percorso alternativo. Provare ad andare a Panama (dalla Svizzera o da Monaco) sempre che da quelle parti non si arrivi in tempi rapidi all’adesione ad un accordo di cooperazione fiscale. E allora non resterebbe che l’Oman, con rischio politico basso ma con alta probabilità che aderisca ad un’intesa di collaborazione. Alla fine si può arrivare in Libano. Oppure, sì, in Liberia o ad Anguilla fino a Samoa. Ma questa non è più la vita tranquilla dell’evasore “della porta accanto”. Anche tra gli evasori è scattata una sorta di selezione darwiniana. E non tutti sopravviveranno.

Evasione FiscaleEvasione Fiscale

 

Ultimi Dagoreport

stefano benigni marina berlusconi antonio tajani

LA “SFI-DUCETTA” ALLA LEGGE ELETTORALE HA APERTO IL VASO DI PANDORA: IN FORZA ITALIA SIAMO ALLA NOTTE DEI LUNGHI COLTELLI! SI VOCIFERA CHE IL SEGRETARIO, ANTONIO TAJANI E STEFANO BENIGNI PASSASSERO FRA I BANCHI A DIRE AI DEPUTATI COME VOTARE. MA HANNO FALLITO: IL LORO OBIETTIVO ERA INFATTI FAR PASSARE L’EMENDAMENTO SULLE PREFERENZE, IN PARTICOLARE IL SUPERAMENTO DELLA REGOLA DEL 60/40 (L’ALTERNANZA DI GENERE) - L’EX MONARCHICO VORREBBE LIBERARSI DEI PARLAMENTARI STORICAMENTE LEGATI A SILVIO BERLUSCONI, E OGGI A MARINA – IL SEGRETARIO È CONVINTO CHE LA “CAVALIERA” NON METTERÀ BOCCA SULLE LISTE PERCHE' SI SAREBBE GIÀ STANCATA DEL "GIOCATTOLO” FORZA ITALIA...

naike rivelli

DAGOREPORT – ORA SÌ CHE TI RICONOSCIAMO, NAIKE! LA RIVELLI DEDICA UN ALTRO VIDEO COATTO A DAGOSPIA E FINALMENTE TORNA LA BURINELLA CHE ABBIAMO SEMPRE AMATO – DALLE LEZIONI SULL’INGOIO DELLE BANANE ALLA FOTO CON LA TESTA NEL CESSO FINO ALLA “VULVA ART” E ALLA MEGA-HIT “DEFAILLANCE”, ABBIAMO SEMPRE ADORATO LA NAIKE FUORI CONTROLLO, TRA AVVENTURE LESBO, FOTO IGNUDA E APPELLI PRO-GNOCCA – CARISSIMA NAIKE, ABBIAMO UN CONSIGLIO: LASCIA PERDERE I DISSING, GLI SCONTRI VERBALI, LE POLEMICHE. NON SONO PER TE. NON AFFATICARE LE SINAPSI, LASCIALE LIBERE DI SINTONIZZARSI CON L’UNIVERSO. SPALANCA I CHAKRA, CHISSÀ CHE L’ENERGIA COSMICA NON ENTRI A FARE UN SALUTO. NON PRENDERTI TROPPO SUL SERIO. NOI NON L’ABBIAMO MAI FATTO...

giorgia meloni salvini tajani legge elettorale

DAGOREPORT – GIORGIA MELONI ERA CONVINTA DI AVER TROVATO UN ACCORDO CON SALVINI E TAJANI: PER AMMANSIRE I SUOI DUE ALLEATI, CONTRARISSIMI ALLE PREFERENZE, LI AVEVA ACCONTENTATI CON LE NOMINE DI STRISCIUGLIO A FERROVIE E STAZI ALLA CONSOB. OTTENUTO TUTTO QUESTO, NON SI METTERANNO MICA A ROMPERE I COJONI, PENSAVA LA DUCETTA. E INVECE… - IL GUAIO È CHE IL “FU TRUCE DEL PAPEETE” E L’EX MONARCHICO DI FERENTINO NON GOVERNANO PIÙ I LORO PARTITI, ORMAI SFARINATI – DENTRO FRATELLI D’ITALIA, MICA VA TANTO MEGLIO: QUANDO FRANCESCO LOLLOBRIGIDA PARLA DI “VIGLIACCHINI” CHE HANNO VOTATO NO, CE L’HA ANCHE CON I SUOI CAMERATI DI VIA DELLA SCROFA (IL PARTITO GRANITICO E COMPATTO DIETRO “IO SO’ GIORGIA’ NON ESISTE PIÙ

giorgia meloni roberto vannacci

DAGOREPORT- MENTRE LA RIFORMA ELETTORALE APPRODA IN PARLAMENTO, GIORGIA MELONI È TORMENTATA DA DUBBI E PERPLESSITÀ - ALL’EPOCA DELLA STESURA DEL NUOVO SISTEMA DI VOTO, NESSUNO DELLA FIAMMA MAGICA AVEVA PRESO IN SERIA CONSIDERAZIONE IL GENERALISSIMO VANNACCI E L'INARRESTABILE ASCESA DEL SUO PARTITO FUTURO NAZIONALE - E ADESSO SI CORRE IL FORTE RISCHIO CHE NESSUNA DELLE DUE CONTRAPPOSTE ALLEANZE RIESCA A INCAMERARE QUEL 42% CHE PORTEREBBE A UN PREMIO DI MAGGIORANZA DI 70 DEPUTATI E 35 SENATORI - UN BONUS TALMENTE ESAGERATO CHE LA CORTE COSTITUZIONALE NON AVREBBE IL MINIMO DUBBIO NEL BOCCIARLO - NON SOLO: A FINIRE SOTTO GLI ARTIGLI DELLA CORTE SPICCA ANCHE L’INDICAZIONE DEL CANDIDATO PREMIER NEL PROGRAMMA, UNA SORTA DI PREMIERATO IN VERSIONE DIETOR CHE VA A CONFLIGGERE CON LA COSTITUZIONE CHE VUOLE CHE SIA IL CAPO DELLO STATO A INDICARE IL PREMIER…

baroni universitari

DAGOREPORT - TRUFFE, FAVORI, ABUSI DI POTERE: MA COME SI FA A DIRE AI RAGAZZI DI STUDIARE E A CREDERE NELL’UNIVERSITÀ ITALIANA? - IL PRIMO ATENEO IN CLASSIFICA, IL POLITECNICO DI MILANO, TIENE PER TRENT’ANNI UN PROFESSORE PRECARIO A MILLE EURO CIRCA ALL’ANNO, MENO DI UN PAKISTANO CHE RACCOGLIE POMODORI! - CONTRO GLI ESITI, PILOTATI, DEI CONCORSI UNIVERSITARI, GIACCIONO CENTINAIA DI CAUSE DI RICORSO, POICHÉ L’ITALIA È L’UNICO PAESE DOVE PRIMA SI SCEGLIE IL CANDIDATO, POI SI RITAGLIA IL CONCORSO - IL CELEBRATO ERASMUS E' TANTO DIVERTENTE PER GLI STUDENTI (ANCHE PER ACCOPPIARSI) QUANTO INUTILISSIMO PER LO STUDIO: LO SANNO TUTTI CHE LO STUDENTE ERASMUS LO SI FA PASSARE PERCHÉ TANTO POI SE NE TORNA NELLA SUA UNIVERSITÀ - IN PARLAMENTO HANNO FATTO SALTARE L’ABILITAZIONE NAZIONALE (CHE FU INTRODOTTA DALLA GELMINI): I CONCORSI PER NUOVI DOCENTI SARANNO LOCALI, CIOE’ CONSEGNATI, COMPLETAMENTE, NELLE MANI DEI ‘’BARONI’’: TANTO LA MAGISTRATURA DORME (OPPURE LI ASSOLVE) - E PER FORTUNA CHE È IL GOVERNO DELLA MERITOCRAZIA, PRESIEDUTO DA UN “UNDERDOG”…

tommaso cerno lirio abbate sigfrido ranucci giuliano ferrara valter lavitola

DAGOREPORT - SE C'È UN FILO DI CONTINUITÀ NELLA STORIA DELL’ITALIETTA, UN ELEMENTO CHE RIMBALZA DA UN SECOLO ALL'ALTRO, È IL TRASFORMISMO - SE ALL’EPOCA SULLA VOLATILITÀ DI GIULIANO FERRARA SCESE UNA SORTA DI CONDANNA MORALE, OGGI SI VEDONO COSE CHE DIECI ANNI FA SI POTEVANO IMMAGINARE SOLO IN UN FANTAFUMETTO - L'"AMICIZIA FRATERNA" CHE LEGA L’EX GALEOTTO LAVITOLA CON IL GIORNALISTA DI PUNTA DELL’ANTI-POTERE, SIGFRIDO RANUCCI - L’EX DIRETTORE DELL’''ESPRESSO” LIRIO ABBATE CHE È IN ATTESA DI ASSUMERE LA VICE-DIREZIONE DEL ‘’GIORNALE’’, DOVE L’ATTENDE IL ‘’CERNO-BYL’’ DEL TRASFORMISMO: IL GAIO TOMMASINO, NEL BREVE GIRO DI UN LUSTRO, È STATO DIRETTORE DELL’’’ESPRESSO’’, VICEDIRETTORE DI ‘’REPUBBLICA’’, SENATORE PD SOTTO L’ALA DI RENZI, FINO A QUANDO, TRAFITTO DAL RAGGIO DI GIORGIA MELONI, E' PLANATO NELLA STAMPA DI DESTRA - TI BUTTI NELLA VITA DI MARIO ORFEO E SALTA FUORI DI TUTTO: DA CALTAGIRONE ALLA RAI, DA “REPUBBLICA” A LEONARDINO DEL VECCHIO…