scientology milano

ECCO COSA VUOL DIRE ADERIRE A “SCIENTOLOGY” - IL RACCONTO: "HO PROVATO A ISCRIVERMI AL MOVIMENTO CHE IN ITALIA CONTA OLTRE 10 MILA FEDELI - PER IL LIBRO CHE DÀ ACCESSO ALLA ‘PURIFICAZIONE’ SI PAGANO 1500 EURO - AL PRIMO APPUNTAMENTO, HO SCOPERTO CHE I MIEI DATI PERSONALI ERANO GIÀ IN POSSESSO DEGLI ATTIVISTI. SAPEVANO 

Marianna Baroli per “la Verità”

tom cruise scientologytom cruise scientology

 

Di Scientology sapevo solo due cose: la prima è che la sua fama deriva quasi interamente dall' adepto vip Tom Cruise. La seconda è che, per entrarci, devi sborsare un sacco di soldi. Mi sembrava però strano che, di questo culto, nessuno sapesse davvero nulla.

Va bene, è pericolosa. Ma perché? E soprattutto: quanto costa davvero? Ne vale la pena? Cosa c' è di più in questa chiesa rispetto che nelle altre?

 

Sono curiosa per natura, e per rispondere alle mie domande ho deciso di fare come Alice e buttarmi nella tana del coniglio. Senza pensarci due volte. La prima volta passo un po' per curiosità dopo una giornata di lavoro. Sono in auto, mi avvicino, faccio un giro veloce all' interno della sala d' accoglienza, prendo qualche opuscolo e mi allontano.

 

SCIENTOLOGYSCIENTOLOGY

È un pomeriggio qualsiasi di fine maggio quando invece mi decido e telefono per la prima volta alla sede. «Sono una trentenne in cerca della sua strada. Mi sono persa. Potete aiutarmi?». Dopo qualche istante di silenzio, arriva la risposta: «Ci venga a trovare».

 

La chiesa di Scientology svetta imponente a pochi passi dalla stazione della metro lilla, fermata Bignami. Cinque piani disposti su oltre 9.000 metri quadrati, quasi trecento finestre, telecamere lungo il perimetro. E un via vai di gente continuo. Questa volta rimango ad osservare la struttura per qualche istante, due ragazzi mi avvicinano: «Conosci Scientology?». «Ho un appuntamento» rispondo.

 

gold base di scientology   9gold base di scientology 9

E loro mi mostrano l'ingresso controllato da una guardia. Perché una chiesa ha al suo ingresso una guardia armata? Questa domanda mi perseguita ancora. Decido comunque di entrare. Che potrà mai succedermi?

 

L'ingresso della chiesa sembra un hotel. L'indifferenza della mia prima visita, questa volta è soppiantata dalla curiosità. Mi guardo intorno: arredamenti minimal, mega schermi in cui vengono trasmessi no stop la vita di L. Ron Hubbard, il fondatore della confessione che si identifica sotto una croce a otto punte, e i dettami della religione. Sui muri, scaffali pieni di libri, il titolo è uno solo: Dianetics, il libro cult di Hubbard che nel mondo ha venduto oltre 25 milioni di copie.

Scientology - MilanoScientology - Milano

 

Decido di avvicinarmi al punto informazioni, sempre aperto. Mi presento a una ragazza estremamente sorridente, le spiego di aver telefonato, di essere in difficoltà, di cercare risposte e per questo di volerne sapere di più su Scientology.

 

Secondo i dati che mi snocciola come se stesse recitando la tesina di maturità, la confessione di Hubbard conta solo in Italia oltre 10.000 fedeli. Milano è il centro più grande del nostro Paese e qui, gli iscritti (come vengono chiamati i fedeli) si incontrano ogni giorno anche solo per confrontarsi.

 

Mi convincono. Apparentemente sembra tutto perfetto. Se non fosse che, una volta ripetuto il mio nome e cognome, dopo pochi istanti mi venga raccontato tutto sulla mia vita: dove lavoro, dove lavoravo, dove abito, dove abitavo e soprattutto il mio cambio di residenza dalla provincia alla città negli ultimi anni.

 

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Come fanno ad avere queste informazioni? Sono del tutto private, no? Va bene, per il lavoro, i social network e i giornali online si trovano ovunque. Ma la residenza, come hanno fatto? La tranquillità del «non mi succederà niente» va un po' a scemare, ma decido comunque di fare un giro con due scientologists.

 

Sono due promoter, come quelli che si possono tranquillamente incontrare al supermercato per promuovere le ultime capsule di caffè espresso. I due che mi accompagnano però, sono estremamente rilassati. Per loro, è quasi un onore mostrarmi la struttura.

 

«La domenica ci si incontra per ascoltare il sermone», mi spiegano, «tutti noi possiamo tenerne uno, noi iscritti siamo tutti ministri». «E Dio che ne pensa?» domando. Loro ridono. «Ne sai davvero poco, eh? Qui noi non abbiamo un Dio. Dio sei tu». Inizio a essere leggermente inquietata e nella mia mente compaiono come dei flash le immagini del film Una settimana da Dio solo che al posto di Jim Carrey ci sono io. Delirante.

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Continuo la passeggiata e chiedo qualche informazione in più riguardo il percorso per curare i miei problemi. I ragazzi con cui parlo sono clear ovvero purificati. Loro hanno compiuto gli otto passi per arrivare a essere puri. «Scientology è una religione molto pratica», mi spiegano, «aiuta ad affrontare meglio la vita». Ci fermiamo in una saletta per vedere un filmato.

 

L'uomo è un tethan, ovvero un essere immortale e spirituale la cui mente viene annebbiata e confusa da traumi e sofferenze terrene. Scientology, presumibilmente, offre gli strumenti utili per tornare puliti, clear. Fino a qui, non mi sembra niente di strano. Insomma, non vedo differenza con quei volumi di autodiagnosi psicologica che si trovano in vendita su Amazon, nelle librerie e addirittura negli autogrill.

 

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Quello che però inizia a lasciarmi stranita sono gli auditing, ovvero le consulenze spirituali.

Per scherzare, chiedo ai ragazzi se ci sia la possibilità di vedere tavoli traballare e sentire presenze aliene. Si indispongono parecchio. Qui, gli auditing, vengono presi davvero sul serio e sono uno dei passi principali per tornare puri.

 

Il video continua spiegandomi come ansia, nervosismo, stress sono dovuti a esperienze dolorose del mio passato che si riflettono sui comportamenti del presente e che mi allontanano dal mio vero comportamento, quello razionale. Mi sembra un po' la scoperta dell' acqua calda, ma continuo ad ascoltare e osservare.

 

Secondo i dettami di Scientology, Hubbard nel suo Dianetics svela una scoperta unica: ovvero che la mente registra tutto quello che vede e immagazzina le esperienze più dolorose in una parte chiamata mente reattiva. E solo Scientology, avrebbe la chiave di questo lato nascosto del mio cervello. Dubito ancora fortemente, e chiedo di interrompere il video.

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«Le parole, le immagini, le musiche», commento, «è tutto bellissimo. Ma alla fine: quanto mi costa?». La schiettezza lascia un po' di stucco i due ragazzi che mi accompagnano di nuovo verso il punto informazioni. Qui, la ragazza di prima si informa sul mio «viaggio». Le spiego che è tutto molto interessante, ipoteticamente parlando. Ma che vorrei capire quanto mi costa questo percorso. Perché insomma, io di soldi non ne ho da spendere.

Finalmente arriviamo al dunque. Per entrare in Scientology, mi spiegano, funziona così.

 

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Prima di tutto devi fare un test. Si chiama Oca, ovvero (Oxford Capacity Analysis, ndr). Chiedo se sia stato creato nella nota università, ma rispondono di no. Vabbè. Dopo averlo completato, nella solitudine della mia cameretta, devo farmi valutare per capire se posso entrare in Scientology e soprattutto scalare la piramide e diventare il Messia come Tom Cruise. Per la valutazione, ottenere l' accesso alla conoscenza eterna e alla purificazione del mio corpo e della mia mente, chiacchierare con un auditor della mia vita, ottenere il libro e l' audiolibro di Hubbard devo consegnare alla chiesa circa 1.500 euro.

 

Dopodiché, una volta all' interno del gruppo di Scientology, ci sono i corsi che costano, l'uno, circa 35 euro e che servono per capire meglio come funziona la chiesa, i suoi dettami, i personaggi che la popolano, e cose così. Questi corsi, però, non servono a niente. Per scalare e diventare personalità importanti bisogna pagare corsi che prendono il nome di «il ponte verso la libertà totale» e che costano circa 600 euro l'uno. Ogni corso, richiede anche tempo e studio extra per un impegno 7 giorni su 7, praticamente 24 ore su 24. Peggio che all'università.

 

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In aggiunta ai corsi, come se non bastasse, ci sono le audizioni private che costano circa 800 euro all'ora per un minimo, di solito, di due ore e mezza e che è consigliabile effettuare ogni quindici giorni. Questo significa, anche per un non-genio della matematica come me, 2.000 euro ogni 15 giorni. Facendo un po' i conti, solo nel primo mese di iscrizione Scientology arriverebbe a costarmi oltre 6.000 euro.

 

Ringrazio molto per il tempo dedicatomi e decido di tornare a casa e riflettere sulla mia esperienza. Nel tragitto in metro, leggo il foglio con le domande del test d' ingresso. I quesiti in tutto sono duecento. Le risposte semplici: sì, no, forse. Da segnare con una crocetta. A prova di scemo, insomma. Mi chiedono se voglio farlo subito o preferisco concentrarmi a casa. Scelgo la seconda opzione. Tra le domande, che mi ricordano quelle dei test delle riviste che si comprano in estate quando si è annoiati sotto l' ombrellone, trovo quesiti del tipo «vai sempre a «cacciarti nei guai»?», «dormi bene?», «mangi lentamente?».

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Come possono queste domande purificarmi nel corpo e nella mente? Questo è un mistero a cui non riceverò mai risposta. Quello che mi è chiaro, dopo questa esperienza, è che i «disconnessi», ovvero coloro che abbandonano la chiesa di Scientology, devono essere semplicemente persone che hanno capito che la masticazione irregolare non influisce un granché sulla spiritualità e che, dopo questa epifania, hanno deciso di investire meglio i loro quattrini.

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