FUFFAS! - NON CONTENTO DI AVER INCASSATO UNA PARCELLA DA 20 MILIONI PER UN PROGETTO (SU CUI INDAGA LA CORTE DEI CONTI), FUKSAS SI LAMENTA CON LA REGIONE PIEMONTE REA DI AVER “STRAVOLTO” IL SUO GRATTACIELO

Alessandro Mondo per “la Stampa”

 

Praticamente un turbine. Si è verificato a Torino quando Massimiliano Fuksas ha fatto un blitz nel cantiere del grattacielo che accorperà gli uffici della Regione Piemonte, l’ultima volta fu nel 2012, scrivendo un altro capitolo su un enigma alto 200 metri. Enigma finito sotto i riflettori di Corte dei Conti e della Procura: la prima indaga sulla congruità della parcella riconosciuta al progettista, circa 20 milioni, e sulla mancanza di una nuova gara quando il progetto venne trasferito dall’area Spina uno a quella ex-Fiat Avio; la seconda sulle varianti in corso d’opera e sui subappalti.

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Blitz al cantiere

Ieri mattina abbiamo seguito Fuksas in cantiere. Il tempo di varcare l’ingresso e sgrana gli occhi. Il battuto esterno in pietra di Luserna, come da progetto esecutivo? Abolito. I pilastri di sostegno? Più grandi di quelli calcolati, a scapito della superficie di calpestio. I pavimenti? In cemento e non in legno. Le vetrature che avrebbero dovuto rivestire le pareti interne dei piani? Sostituite con pannelli in cartongesso. Nessuna traccia delle scale mobili previste per collegare l’ingresso al mezzanino.

 

Quando Fuksas capisce che anche il pavimento «verde Alpi», immaginato al piano terra, è rimasto una chimera, esplode: «Vede? Hanno cambiato non solo l’esterno ma anche le finiture interne. Chi ha deciso queste modifiche, e perchè? Dove sono finiti i soldi risparmiati, visto che si tratta di soluzioni a basso costo?». Chiede spiegazioni, senza ottenerle.

 

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La buona notizia è che il «papà» della torre e Sergio Chiamparino, dopo qualche battibecco a mezzo stampa, hanno deciso di vedersi a quattr’occhi; comune, pare, la volontà di trovare la quadra, chiudendo contenziosi ormai stagionati. La visita al cantiere segna la volontà di Fuksas di riprendere le redini della situazione. «Per salvare il salvabile», dice al cronista una volta sbollita la rabbia.

 

Nodi in sospeso

Anche così, sulla «torre» in costruzione in zona Lingotto parecchie cose non tornano: progettata da Fuksas sulla base di un concorso vinto parecchi anni fa e «disconosciuta» dal medesimo, nel 2013, a seguito di una serie di varianti «migliorative» proposte dall’impresa in corso d’opera. «Varianti di cui non sono stato messo al corrente - protesta l’interessato -, che hanno snaturato il progetto esecutivo». Varianti comunicate a tempo debito ad un ex-esponente del suo studio, replica la giunta-Chiamparino, alle prese con una patata bollente ereditata dalle precedenti amministrazioni. Vai a capire. Un altro interrogativo riguarda la direzione artistica, prevista e poi negata all’architetto.

CHIAMPARINO AL SALONE DEL LIBRO DI TORINOCHIAMPARINO AL SALONE DEL LIBRO DI TORINO

 

Le indagini

Le prime scosse, giudiziarie, sono già arrivate: sei indagati per turbativa d’asta e corruzione (tre dei quali funzionari o ex-funzionari dell’ente pubblico); il direttore dei lavori si è dimesso; la Regione si è affidata a due docenti del Politecnico per terminare l’edificio senza nuove sorprese.

 

Una vera matassa, a fronte di numeri con la maiuscola: nel 2012 il grattacielo venne aggiudicato a una cordata di imprese: il prezzo proposto fu di 202,3 milioni rispetto ad una somma base gara di 255,9.

 

Esigua la diminuzione dei costi legata alle varianti: 513 mila euro. Di questi, si legge nella relazione della Regione, «500 mila euro da destinarsi a spese tecniche di progettazione e 13.191 in termini di minor costo a carico della società. Nonchè una diminuzione del tempo di esecuzione dell’opera pari a 60 giorni lavorativi». Cui prodest?

 

 

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