terminator robot

LA GUERRA DELL’INTELLIGENZA ARTIFICIALE - IN SIRIA VIENE SERVITO L’ANTIPASTO IN STILE TERMINATOR: AEREI-ROBOT, DRONI, CACCIA SENZA PILOTI, CARRI ARMATI AUTOMATICI - IL RISCHIO DI UN ABBASSAMENTO DELLA SOGLIA DI DETERRENZA È GIÀ EVIDENTE: SE VIENI PROVOCATO, SARAI PIÙ PROPENSO A RISPONDERE CON LE ARMI SE SAI DI POTER ATTACCARE SENZA SUBIRE PERDITE…

Massimo Gaggi per “il Corriere delal Sera”

 

terminator

Missili lanciati con precisione chirurgica su obiettivi militari. Niente «boots on the ground», soldati che avanzano coi loro scarponi in territorio nemico. Zero vittime da un lato e dall' altro. L'attacco lanciato da Usa, Francia e Gran Bretagna per punire Assad dopo il bombardamento chimico di Douma verrà forse archiviato come un avvertimento «muscolare» più che come un vero e proprio atto di guerra. Ma è anche un' azione che ci avvicina sempre di più allo scenario della «guerra automatica» verso il quale ci sta portando lo sforzo tecnologico delle principali potenze del Pianeta.

 

attacco in siria

Non solo missili e droni, gli aerei-robot che già oggi sono in grado di colpire ovunque: dagli arsenali e dai centri di ricerca delle industrie tecnologiche più avanzate escono in continuazione prototipi di droni sottomarini, navi da attacco in superficie e per la caccia ai sommergibili prive di equipaggio, carri armati automatici e, soprattutto, killer robot. Non siamo lontani dallo scenario di Terminator : automi da schierare in battaglia più rapidi e potenti della fanteria umana, destinata ad essere sbaragliata senza pietà.

 

attacco in siria 1

Il tutto gestito da un'intelligenza artificiale sempre più progredita che una volta impostata potrebbe prendere decisioni di vita e di morte in modo autonomo, senza più interventi umani.

Scenari agghiaccianti che pongono problemi inediti: dalla possibile perdita del controllo della tecnologia da parte dell' uomo a quello della valutazione in termini giuridici e anche politici delle responsabilità in un conflitto.

 

Come reagire se vieni colpito non dalle armi di uno Stato che ti dichiara guerra, ma da un drone attivato in modo automatico da un sistema di sorveglianza «intelligente» al manifestarsi di certe condizioni di pericolo?

 

DRONI1

Aumenterebbe esponenzialmente il rischio di scatenare un vero conflitto perché si reagisce con troppa durezza a un attacco partito per un errore. Ipotesi in parte ancora remote, in parte destinate a concretizzarsi entro pochissimi anni e rispetto alle quali già dal 2013 si è messo in modo un movimento che chiede la messa al bando delle cosiddette Laws, Lethal autonomous weapons systems , armi autonome letali. Ma il rischio di un abbassamento della soglia di deterrenza è già evidente: se vieni provocato, sarai più propenso a rispondere con le armi se sai di poter attaccare senza subire perdite.

 

DRONI

Sono in molti a ritenere che Londra e Parigi hanno deciso di non lasciare soli gli Stati Uniti in Siria perché c' era la possibilità di conseguire il risultato politico derivante da una dimostrazione di forza, senza rischiare praticamente nulla, almeno sul campo di battaglia. Un vero antipasto di guerra automatica. E anche un po' virtuale, visto che dall' incrocio di razzi, fake news e manovre di disinformazione, è venuta fuori l' accusa dei russi secondo i quali i missili francesi non sono mai arrivati sul bersaglio.

 

Nonostante tutti gli sforzi di chi cerca di fermare la corsa verso la creazione di veri e propri eserciti robotizzati, le possibilità di successo sono minime. Lanciata cinque anni fa con un appello firmato da premi Nobel, scienziati come Steven Hawking e imprenditori come Elon Musk, Steve Wozniak e Mustafa Suleyman di Alphabet-Google, la campagna internazionale Stop Killer Robots ha obbligato le potenze a confrontarsi spesso su questo problema in sede Onu. Ma le cinque conferenze che l' Onu ha dedicato alla corsa verso la guerra automatica (l' ultima pochi giorni fa a Ginevra) non hanno dato risultati, anche se 22 Paesi si sono espressi ufficialmente contro.

atlas, robot terminator 2

 

Tutti sono decisi a rifiutare ogni limite all' uso della tecnologia sul campo di battaglia: l' America perché convinta di poter trarre vantaggio dalla sua leadership tecnologica, Cina e Russia perché sperano di poter colmare, il gap strategico che oggi le separa dagli Stati Uniti nelle armi convenzionali.

 

Ci sono stati casi, come quello delle mine anti-uomo, in cui un accordo di messa al bando si è rivelato efficace. Ma le potenze tecnologiche non vogliono sentir parlare di limiti per l' intelligenza artificiale: bloccare la ricerca militare, dicono, danneggerebbe anche quella civile. E nessuno accetta di legarsi le mani quando nemmeno si sa bene in quale direzione evolverà la tecnologia.

Ultimi Dagoreport

dagospia 25 anni

DAGOSPIA, 25 ANNI A FIL DI RETE - “UNA MATTINA DEL 22 MAGGIO 2000, ALL’ALBA DEL NUOVO SECOLO, SI È AFFACCIATO SUI COMPUTER QUESTO SITO SANTO E DANNATO - FINALMENTE LIBERO DA PADRONI E PADRINI, TRA MASSACRO E PROFANO, SENZA OGNI CONFORMISMO, HAI POTUTO RAGGIUNGERE IL NIRVANA DIGITALE CON LA TITOLAZIONE, BEFFARDA, IRRIDENTE A VOLTE SFACCIATA AL LIMITE DELLA TRASH. ADDIO AL “POLITICHESE”, ALLA RETORICA DEL PALAZZO VOLUTAMENTE INCOMPRENSIBILE MA ANCORA DI MODA NEGLI EX GIORNALONI - “ET VOILÀ”, OSSERVAVA IL VENERATO MAESTRO, EDMONDO BERSELLI: “IL SITO SI TRASFORMA IN UN NETWORK DOVE NEL GIOCO DURO FINISCONO MANAGER, BANCHIERI, DIRETTORI DI GIORNALI. SBOCCIANO I POTERI MARCI. D’INCANTO TUTTI I PROTAGONISTI DELLA NOSTRA SOCIETÀ CONTEMPORANEA ESISTONO IN QUANTO FIGURINE DI DAGOSPIA. UN GIOCO DI PRESTIGIO…”

nando pagnoncelli elly schlein giorgia meloni

DAGOREPORT - SE GIORGIA MELONI  HA UN GRADIMENTO COSÌ STABILE, DOPO TRE ANNI DI GOVERNO, NONOSTANTE L'INFLAZIONE E LE MOLTE PROMESSE NON MANTENUTE, È TUTTO MERITO DELLO SCARSISSIMO APPEAL DI ELLY SCHLEIN - IL SONDAGGIONE DI PAGNONCELLI CERTIFICA: MENTRE FRATELLI D'ITALIA TIENE, IL PD, PRINCIPALE PARTITO DI OPPOSIZIONE, CALA AL 21,3% - CON I SUOI BALLI SUL CARRO DEL GAYPRIDE E GLI SCIOPERI A TRAINO DELLA CGIL PER LA PALESTINA, LA MIRACOLATA CON TRE PASSAPORTI E UNA FIDANZATA FA SCAPPARE L'ELETTORATO MODERATO (IL 28,4% DI ITALIANI CHE VOTA FRATELLI D'ITALIA NON È FATTO SOLO DI NOSTALGICI DELLA FIAMMA COME LA RUSSA) - IN UN MONDO DOMINATO DALLA COMUNICAZIONE, "IO SO' GIORGIA", CHE CITA IL MERCANTE IN FIERA E INDOSSA MAGLIONI SIMPATICI PER NATALE, SEMBRA UNA "DER POPOLO", MENTRE ELLY RISULTA INDIGESTA COME UNA PEPERONATA - A PROPOSITO DI POPOLO: IL 41,8% DI CITTADINI CHE NON VA A VOTARE, COME SI COMPORTEREBBE CON UN LEADER DIVERSO ALL'OPPOSIZIONE?

giorgia meloni ignazio la russa

DAGOREPORT - LA RISSA CONTINUA DI LA RUSSA - L’ORGOGLIOSA  CELEBRAZIONE DELL’ANNIVERSARIO DELLA FONDAZIONE DEL MOVIMENTO SOCIALE, NUME TUTELARE DEI DELLE RADICI POST-FASCISTE DEI FRATELLINI D'ITALIA, DI SICURO NON AVRÀ FATTO UN GRANCHÉ PIACERE A SUA ALTEZZA, LA REGINA GIORGIA, CHE SI SBATTE COME UN MOULINEX IN EUROPA PER ENTRARE UN SANTO GIORNO NELLE GRAZIE DEMOCRISTIANE DI MERZ E URSULA VON DER LEYEN - DA MESI 'GNAZIO INTIGNA A FAR DISPETTI ALLE SORELLE MELONI CHE NON VOGLIONO METTERSI IN TESTA CHE A MILANO NON COMANDANO I FRATELLI D'ITALIA BENSI' I FRATELLI ROMANO E IGNAZIO LA RUSSA – DALLA SCALATA A MEDIOBANCA ALLA RIFORMA DELLA GIUSTIZIA, DAL CASO GAROFANI-QUIRINALE ALLO SVUOTA-CARCERI NATALIZIO, FINO A PROPORSI COME INTERMEDIARIO TRA I GIORNALISTI DI ‘’REPUBBLICA’’ E ‘’STAMPA’’ E IL MAGNATE GRECO IN NOME DELLA LIBERTÀ D’INFORMAZIONE – L’ULTIMO DISPETTUCCIO DI ‘GNAZIO-STRAZIO ALLA LADY MACBETH DEL COLLE OPPIO… - VIDEO

brunello cucinelli giorgia meloni giuseppe tornatore

A PROPOSITO DI…. TORNATORE – CRISI DEL CINEMA? MA QUALE CRISI! E DA REGISTA TAUMATURGO, NOBILITATO DA UN PREMIO OSCAR, CIAK!, È PASSATO A PETTINARE IL CASHMERE DELLE PECORE DEL SARTO-CESAREO CUCINELLI - MICA UN CAROSELLO DA QUATTRO SOLDI IL SUO “BRUNELLO IL VISIONARIO GARBATO”. NO, MEGA PRODUZIONE CON UN BUDGET DI 10 MILIONI, DISTRIBUITO NELLE SALE DA RAI CINEMA, ALLIETATO DAL MINISTERO DELLA CULTURA CON TAX CREDIT DI 4 MILIONCINI (ALLA FINE PAGA SEMPRE PURE PANTALONE) E DA UN PARTY A CINECITTA' BENEDETTO DALLA PRESENZA DI GIORGIA MELONI E MARIO DRAGHI - ET VOILÀ, ECCO A VOI SUI GRANDI SCHERMI IL “QUO VADIS” DELLA PUBBLICITÀ (OCCULTA) SPACCIATO PER FILM D’AUTORE - DAL CINEPANETTONE AL CINESPOTTONE, NASCE UN NUOVO GENERE, E LA CRISI DELLA SETTIMA ARTE NON C’È PIÙ. PER PEPPUCCIO TORNATORE, VECCHIO O NUOVO, È SEMPRE CINEMA PARADISO…

theodore kyriakou la repubblica mario orfeo gedi

FLASH! – PROCEDE A PASSO SPEDITO L’OPERA DEI DUE EMISSARI DEL GRUPPO ANTENNA SPEDITI IN ITALIA A SPULCIARE I BILANCI DEI GIORNALI E RADIO DEL GRUPPO GEDI (IL CLOSING È PREVISTO PER FINE GENNAIO 2026) - INTANTO, CON UN PO’ DI RITARDO, IL MAGNATE GRECO KYRIAKOU HA COMMISSIONATO A UN ISTITUTO DEMOSCOPICO DI CONDURRE UN’INDAGINE SUL BUSINESS DELLA PUBBLICITÀ TRICOLORE E SULLO SPAZIO POLITICO LASCIATO ANCORA PRIVO DI COPERTURA DAI MEDIA ITALIANI – SONO ALTE LE PREVISIONI CHE DANNO, COME SEGNO DI CONTINUITÀ EDITORIALE, MARIO ORFEO SALDO SUL POSTO DI COMANDO DI ‘’REPUBBLICA’’. DEL RESTO, ALTRA VIA NON C’È PER CONTENERE IL MONTANTE ‘’NERVOSISMO’’ DEI GIORNALISTI…