venezia turisti

LAGUNA PER POCHI INTIMI – DALLA PROSSIMA ESTATE PER ENTRARE A VENEZIA SARÀ NECESSARIA LA PRENOTAZIONE - DOPO IL MEZZO MILIONE DI TURISTI DEL WEEKEND DI PASQUA, IL SINDACO BRUGNARO VUOLE EVITARE CODE INFINITE, OPERATORI ABUSIVI, BIVACCHI E GENTE CHE SI TUFFAVA DAI PONTI – IN ITALIA PERÒ NON È POSSIBILE CHIUDERE PERMANENTEMENTE STRADE E AREE PUBBLICHE SE NON DAVANTI A UN PERICOLO TEMPORANEO, QUINDI SI TRATTERÀ SOLO DI UN…

Antonio Calitri per Il Messaggero

 

VENEZIA TURISTI

Una prenotazione quasi obbligatoria per salvare Venezia dall’assalto turistico di questa estate, in attesa del ticket in arrivo il prossimo anno. Con il lungo weekend pasquale le città d’arte hanno fatto registrare il primo boom stagionale che riporta le lancette del settore quasi a livello del 2019, prima dello scoppio della pandemia. Tra queste, Venezia, la più fragile di tutte, ha segnato un vero record, mezzo milione di turisti da venerdì santo al lunedì di Pasquetta. Un grande risultato che dona un po’ di ossigeno ai commercianti e al settore turistico tra i più colpiti dall’emergenza Covid-19, ma anche caos e lunghissime file che riaprono le polemiche sulla gestione degli arrivi nella laguna più bella del mondo.

 

turisti cafoni a venezia 6

Scene come quelle viste le scorse estati con bivacchi, gente che si tuffava dai ponti più famosi, code per le visite a musei, ristoranti o a un bagno pubblico, operatori abusivi, saltafile e quant’altro che hanno fatto di quel luogo magico una bolgia che da diversi anni è stata messa sotto osservazione da parte dell’Unesco che ha minacciato di cancellarla dalla World Heritage List. Così, davanti a tutto questo, lunedì il sindaco Luigi Brugnaro, dopo aver festeggiato scrivendo su Twitter e Facebook che «riparte il turismo a Venezia. Una boccata d’ossigeno per gli operatori» ha annunciato che «oggi in tanti hanno capito che la prenotabilità della città è la strada giusta da intraprendere, per una gestione più equilibrata del turismo. Saremo i primi al mondo in questa difficile sperimentazione».

 

L’annuncio

VENEZIA TURISTI

Annuncio che in poche ore ha fatto il giro d’Italia e del mondo. Ma di cosa si tratta? Per il momento il primo cittadino si è limitato all’annuncio che ha fatto tremare in tanti pensando a una prenotazione obbligatoria per poter accedere al centro storico lagunare, a tornelli, controlli serrati e quant’altro. In Italia però non è possibile chiudere permanentemente strade e aree pubbliche alle persone se non davanti a un pericolo temporaneo. E allora come sarà questa prenotazione, che dovrebbe arrivare per metà estate dopo che gli uffici comunali avranno chiarito i contorni legislativi e dopo aver stretto accordi con gli operatori?

 

TURISTI A VENEZIA

Ad anticipare le linee di questa prima mondiale, ci pensa l’assessore al turismo, Simone Venturini che ha spiegato che ci saranno «incentivi e disincentivi sui prezzi di servizio o agevolazioni su tempi di attesa». In pratica verranno agevolati all’accesso e all’acquisti di biglietti per i musei, per i mezzi pubblici e altro, quei turisti che avranno fatto la prenotazione permettendo così una migliore gestione dei flussi e che potranno così sia risparmiare che passare davanti a chi non avrà prenotato.

VENEZIA TURISTI

 

Prenotazione dalla quale dovrebbero essere esonerati i turisti che scelgono di pernottare negli alberghi veneziani e i residenti della Città metropolitana ma non il resto dei veneti. Se però, secondo quanto annunciato dal sindaco, si parte da metà estate, presumibilmente dal mese di luglio quando gli arrivi raggiungono i picchi più alti dell’anno, secondo l’assessore Venturini «serviranno dai sei agli otto mesi per tarare il sistema» che verrà presentato ufficialmente entro qualche settimana insieme a una grande campagna di comunicazione.

TURISTI RUSSI A VENEZIA

 

Al di là di come andrà però, dal 2023 si cambierà ancora, perché verrà introdotto il pagamento di un ticket per entrare nel centro storico, tecnicamente si tratterà di un «contributo di accesso» che doveva partire già dal prossimo giugno ma che è stato rinviato per non penalizzare gli operatori che hanno sofferto in questi due anni di pandemia. Un contributo dal quale invece saranno esonerati tutti gli abitanti della regione.

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