spada casamonica

“I CASAMONICA SONO MALATI DI POTERE” – NEL PROFILO INSTAGRAM DI “CICCILLO SPADA” ROLEX, CHAMPAGNE E OGGETTI PREZIOSI PER INTIMIDIRE E ESTERNARE LA PROPRIA RICCHEZZA – TRONI DORATI E TIGRI DI PORCELLANA CHE COZZANO CON L’INTONACO SGARRUPATO DEGLI ESTERNI IN PIENO STILE MIMETICO DA PERIFERIA ROMANA – LA PASSIONE PER I FIORI E TUTTE LE OSSESSIONI DELL’ORGANIZZAZIONE MAFIOSA ROM CHE HA COSTRUITO UN IMPERO

1 – CASAMONICA, ROLEX E LUSSO OSTENTATI SU INSTAGRAM: “COSÌ MOSTRANO IL LORO POTERE”

Valerio Renzi per https://roma.fanpage.it/

 

ottavio spada 1

Orologi, gioielli, fiumi di costoso champagne e tavoli in discoteca. Il lusso ostentato dai Casamonica, con le loro case sfarzose e kitsch, tra troni e stucchi dorati, mobilio leopardato e tigri di guardia, è già diventato un cliché ed è entrato nell'immaginario collettivo grazie alla serie Suburra e al film Suburra, e alle foto scattate dopo i sequestri di ville e beni. 

 

Ma secondo gli inquirenti che hanno condotto l‘indagine che ha portato a 37 arresti, l'ostentazione del lusso avrebbe anche un motivo preciso: quello di mostrare il potere e il senso dell'impunità del clan mafioso.

 

Una comunicazione che passa anche per i social network. Per spiegarlo nell'ordinanza viene preso ad esempio il profilo Instagram di ‘Ciccillo Spada', dove si vedono una serie di foto acquisite agli atti "nelle quali sono raffigurati diversi degli imputati odierni indagati (Casamonica Massimiliano, Casamonica Pasquali, Casamonica Guerrino, Casamonica Emanuel, Ottavio Spada), mentre sfoggiano orgogliosamente orologi Rolex e preziosi".

 

"I Casamonica sono malati di potere"

ottavio spada 3

Un tipo di comunicazione che avrebbe lo scopo di esternare "la propria ricchezza di provenienza illecita" ma anche a "intimidire la comunità stessa della struttura criminale che nonostante tutti i provvedimenti repressivi e sanzionatori afferma ancora la sua impunità".

 

Spiega la collaboratrice di giustizia Debora Cerreoni: "I Casamonica sono malati di potere, hanno necessità di dimostrare che sono potenti e questo, dal loro punto di vista, si dimostra mediante i rapporti con le altre organizzazioni criminali e mediante l'ostentazione di un lusso sfrenato".

 

I Rolex un "simbolo" per il clan Casamonica

ottavio spada 2

In particolare i Rolex diventano un "simbolo" per gli appartenenti al clan. Spiega ancora Cerreoni: "Come ho già riferito, i Casamonica amano ostentare la loro ricchezza, sono convinti che anche in questo modo dimostrano la loro potenza.

 

Hanno una vera fissazione per l'oro, le autovetture e gli orologi marca Rolex. In particolare Giuseppe, Enrico e Salvatore si vantavano di avere un modello di Rolex leopardato. Per loro il Rolex è una specie di simbolo, di segno distintivo".

 

Orologi e gioielli per "autoriciclare" i soldi sporchi

casamonica

Ma non c'è solo la voglia di farsi vedere, di affermare il proprio potere: orologi e preziosi rappresentano anche un investimento sicuro per i soldi sporchi e all'occorrenza un bene immediatamente spendibile. Sono insomma una sorta di autoriciclaggio. [...]

 

2 – IL REGNO DEI CASAMONICA- DROGA, USURA E IL BUSINESS DEI LOCALI IN CENTRO

Fulvio Fiano e Ilaria Sacchettoni per il “Corriere della Sera – Roma”

 

blitz contro i casamonica

Dietro i gonnelloni e le camicette attillate un clan dal sapore matriarcale, in costante «crescita operativa». Un' organizzazione mafiosa che ha potuto perseguire un forte consolidamento anche per la «risposta sanzionatoria incongrua» fornita in passato, scrive il gip Gaspare Sturzo.

 

Un' associazione capace di minacciare, intimidire e rivendicare il proprio prestigio criminale. Alleati degli Spada, altra potente family del complesso panorama laziale, i Casamonica hanno dimostrato di possedere un solido Dna criminale, difendendo i propri beni con il sistematico ricorso all' intestazione fittizia, facendo investimenti importanti e dando spazio alle nuove leve capaci di «far rispettare i voleri» dei padri.

blitz casamonica 6

 

Per descrivere la varietà del gruppo gli investigatori parlano di «arcipelago Casamonica». Un sistema complesso di famiglie che interagiscono alla maniera di una federazione di stati.

 

«Un sistema complesso - spiegano i magistrati - costituito da più famiglie collegate tra loro ma autonome l' una rispetto all' altra, dedite a numerose attività criminali» fra cui lo spaccio, l' usura, l' estorsione, l' esercizio abusivo di attività finanziarie, la detenzione di armi, l' intestazione fittizia di beni.

 

blitz casamonica 3

Partiamo dall' area monumentale del centro storico dove il clan sognava di entrare e dove, in effetti, a gennaio 2017 era riuscito ad acquisire un locale, lo «Snob fish restaurant music bar» di via delle Grotte, gestito dalla Luisa srl costituita otto giorni prima dell' arresto di Pasquale Casamonica.

 

Un elemento questo della presunta intestazione fittizia che, scrive il gip, «rafforza il dato che al momento della costituzione delle società Massimiliano Casamonica fosse già parte dell' intero disegno criminoso» in quanto alleato del fratello nel difendere i suoi beni da eventuali provvedimenti giudiziari.

 

blitz casamonica 2

Il locale nei pressi di piazza Farnese non è l' unico. I Casamonica entrano nella nuova società che gestisce l'«Om club» ex «Marylin» in via di Libetta (incasso serale fra gli 8 e i 9mila euro: stime del clan) grazie al prestito a tassi d' usura ricevuto dal vecchio amministratore del locale, Juan Francisco Montenegro Bobadilla.

 

Così racconta la pentita Debora Cerreoni: «Con riferimento all' intestazione fittizia di attività commerciali posso riferire di essere a conoscenza del fatto che i Casamonica sono soci di fatto di locale in via di Libetta , il Marylin.

 

blitz casamonica 1

Formalmente la proprietaria è una certa Pina che era l' amante di Giuseppe Casamonica ... circa tre anni fa quando Giuseppe era detenuto ho saputo dalla moglie e da Liliana Casamonica che Pina aveva richiesto la somma di 100mila euro per consentire ai Casamonica di diventare soci del locale».

 

Nel portafoglio commerciale del clan anche il centro estetico «Femme Fatale» e quote della «Vulcano Gym» che deve l' intestazione al soprannome di Domenico Spada alleato dei Casamonica.

 

casamonica

Liliana Casamonica, detta «Stefania», gioca un ruolo essenziale sia nell' organizzare lo spaccio che nell' assicurare gli equilibri dell' organizzazione. Ma non è la sola. Complessivamente «le donne del clan (sono, ndr) dedite a rendere possibile la continuità criminale del clan» si legge nell' ordinanza di misure cautelari.

 

L' inchiesta dell' aggiunto Michele Prestipino e del pm Giovanni Musarò ricostruisce che gli stupefacenti sono custoditi direttamente da «Stefania» e Antonietta Casamonica, ad esempio.

 

ottavio spada 4

«Liliana e Antonietta dormono nella stessa stanza e durante il giorno la sostanza stupefacente viene custodita proprio in quella stanza sul comò o nei cassetti». Alle donne della famiglia spetta un ruolo «anche gerarchicamente superiore» scrive il gip.

 

Questo non significa rinunciare ad antiche consuetudini, tipo un abbigliamento spesso folk. La comunità ha una sua sarta, Patrizia Scano, che, in seguito a un incidente nel proprio laboratorio (un corto circuito divampato in incendio) si vedrà costretta a prendere un prestito a tassi d' usura: «Ho continuato a fare questi piccoli lavori di sartoria...in questo modo ho conosciuto delle donne Casamonica che tutt' ora sono mie clienti. Tra queste cito Maria, Liliana, Stefania, Cristina, Mirella».

blitz casamonica 4

 

I magistrati parlano di rapporti usurai «a grappolo, spesso inseribili in un certo ambiente comune alle stesse vittime che si conoscono tra loro e conoscono bene i Casamonica».

 

Una delle vittime, Simone Formica, sottoposta a intercettazioni da parte dei carabinieri, racconta meccanismi, vessazioni e capacità di coercizione del clan.

 

casamonica

La sua colpa? Aver ottenuto 800 euro in prestito da un Casamonica ai primi del Duemila. Da allora, racconta, ha pagato 50-60mila euro di interessi: «Sono quindici anni che ho paura di questa gente - dice al telefono con un amico Formica - So' quindici anni che, per periodi, gli dò i soldi e poi dopo mi trovo in difficoltà e non glieli dò.

 

E ti rivengono a cercare...perché uno ha paura...ci sono stati dei momenti che gli dovevi portare quattro o cinquemila euro e gli dici: guarda non ce li ho. Ti darò due o trecento euro fin che ti va a te cioè per cercare di non farti menare».

 

3 – VIAGGIO NEL FEUDO DEL CLAN CHE AMA I FIORI ALLE FINESTRE

Dal "Corriere della Sera"

 

ELICOTTERO PETALI ROSA FUNERALE CASAMONICA 1

Dici elicottero e, sorridendo, ti rispondono: «Quello dei petali?». Il tempo non passa mai tra le viuzze del Quadraro, risalendo via del Mandrione fino al vicolo di Porta Furba, ovvero in quello spicchio di Roma spremuto ogni giorno dai Casamonica.

 

Il cronista chiede del blitz di ieri all' alba che ha portato all' arresto di oltre 30 esponenti del clan - enfatizzato nel silenzio di prima mattina all' Appio Tuscolano dal volo rado di un elicottero dei Carabinieri - e la prima risposta dell' interlocutore di turno va dritta all' agosto di tre anni fa.

ottavio spada 5

 

Cioè alla carrozza funebre, ai petali che scendono dal cielo galleggiando sull' aria de «Il Padrino» e al pandemonio di polemiche che ne è seguito. «Aridaje, ho pensato - racconta G.F., una settantina d' anni, mentre rassegnato passeggia per via Selinunte, cuore del Quadraro -. Certo che 'loro' hanno una vera fissazione per i fiori».

Perché qui, nel feudo dei Casamonica che dalla Tuscolana risale ad Anagnina fino a Marino, ogni giorno si celebra un trionfo di contraddizioni.

 

Convivono perfettamente serenità e tensione, ricchezza e povertà, arroganza e paura, omertà e ossequio, pistole e fiori. E infatti «ogni giorno di fiori ne comprano in grande quantità», dice il 'loro' fioraio di fiducia proprio mentre, alla Romanina - altra zona controllata dai Casamonica -, una troupe di giornalisti Rai rischia l' incolumità fisica sotto la minaccia di mazze di legno.

 

Nel tempo i fiori sono diventati quasi un vessillo per 'loro', nessuno dice Casamonica perché i Casamonica non vanno mai nominati.

ottavio spada 6

 

Ma anche il segnale alle giovani leve del clan che «in casa non si combinano casini», spiega una signora che poi si sfila a passo svelto per timore di essere avvistata da una delle tante vedette - scooter poggiato sul cavalletto e cellulare pronto all' uso -, mentre da vicolo di Porta Furba esce una Golf argento con due donne, sguardo d' intesa con la vedetta e di biasimo verso chi scrive.

 

Fatto sta che di solito i balconi del feudo sono pieni di colori, così come le finestre e i vialetti dei rifugi blindatissimi in cui «la famiglia» gestisce i suoi traffici - la droga, l' usura, l' estorsione -, garantendo una sorta di ordine parallelo a quello dello Stato.

BANCHETTO NUZIALE CASAMONICA

 

«Io faccio l' idraulico - dice Gennaro -, tempo fa mi fecero fare dei lavoretti e mi pagarono, ma poi me ne hanno commissionati altri più grossi e hanno iniziato a non pagarmi più. Così ho cambiato cellulare...».

 

Lì, nelle case, il kitsch degli interni fra troni dorati e tigri di porcellana, cozza con l' intonaco sgarrupato degli esterni, in perfetto stile mimetico da periferia romana.

 

ARRESTO DI ANTONIO CASAMONICA

Le uniche deroghe all' anonimato sono per le auto - quasi tutte di lusso: dall' Audi coupé al suv Bmw fino alle Ferrari, parcheggiate sotto le palazzine o davanti alle ville clandestine oppure accanto alle baracche sorte nei pressi dell' acquedotto - e per i fiori posizionati in bella vista, ostentazione di un dominio incontrastato seppure, ma solo in teoria, sommerso.

 

Decine di vasi con lantane, plumbago, petunie, iris, calle e peonie. «Ma hanno sempre pagato tutto regolarmente», dice il fioraio che da trent' anni lavora su via del Quadraro, a pochi metri da un piccolo agglomerato di case e casupole coperte da «onduline» che pare un monumento alla miseria. In effetti, gli allacci abusivi alla cabina Acea lo confermerebbero se non fosse per una Mercedes madreperlata sistemata lì sotto. «Negli anni '80 'loro' erano pochi, giusto tre o quattro. Poi ne sono arrivati tantissimi».

 

 

 

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