“CI SIAMO LASCIATI PERCHE’ NON C’ERA PIÙ IL DESIDERIO DI FARE LE COSE INSIEME” - ALESSANDRA MARTINES RACCONTA LA FINE DEL RAPPORTO CON CYRIL DESCOURS, 20 ANNI MENO DI LEI: “LA DIFFERENZA D’ETA’ NON HA PESATO. LUI ERA POCO MONDANO, COME ME: SERATE DAVANTI AL CAMINETTO, A LEGGERE - SE LE COSE NON HANNO FUNZIONATO, È STATO PER DIFFERENZE CARATTERIALI - IL SESSO? C’ERA…”

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Sara Faillaci per “F”

 

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L’ultima volta che ho incontrato Alessandra Martines è stato sei anni fa: statuaria in abito da sera, con in braccio un frugoletto di tre mesi avvolto in pizzi bianchi. Accanto a lei un ragazzo giovane, dal fascino tipicamente francese, la guardava adorante, un passo indietro. Era il ritratto della power woman, la donna che sa quello che vuole e non ha paura di andarselo a prendere: un fidanzato con vent’anni meno di lei, un figlio a 49 anni «concepito naturalmente».

 

Il segreto di tanta bellezza e giovinezza? La danza, spiegava lei, un corpo allenato e curato da sempre per funzionare come un meccanismo perfetto. Una mente abituata a ragionare per obiettivi, costruita per mietere successi, uno dopo l’altro. La ricordate a Fantastico quando era la rivale di Lorella Cuccarini? Non arretrava di un’inquadratura.

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L’apice della popolarità in Italia lo raggiunse con Fantaghirò, ma poi ci pensò un uomo a farle cambiare vita: conobbe Claude Lelouch, di 26 anni più vecchio di lei, divenne moglie e madre (di Stella) e la sua carriera si spostò in Francia, anche se nel nostro Paese interpretò Edda Ciano, la figlia di Mussolini, in un popolare sceneggiato televisivo. Peccato che il regista francese la lasciò sedici anni dopo per una donna ancora più giovane. Fu un divorzio pesante, ma Martines trovò la forza di uscirne e a testa alta.

 

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A 45 anni non aveva perso un grammo del suo fascino, quando ha conosciuto su un set il venticinquenne Cyril Descours. Li ho visti insieme più volte e lui sembrava autenticamente innamorato. Con Hugo, che oggi ha 6 anni, avevano creato una famiglia, contro tutti i pregiudizi. Due settimane fa l’annuncio choc della Martines durante un’intervista a Domenica In, proprio mentre Mara Venier indugiava sulle foto del bellissimo compagno: «Io e Cyril ci siamo lasciati». Non una parola di più. Il resto, ha scelto di raccontarlo in esclusiva a F.

 

La Venier in trasmissione si era appena complimentata per l’acchiappo ed è rimasta paralizzata per lo stupore. Lei invece sembrava molto “in controllo”.

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«In realtà, io e Cyril siamo separati da un anno. Ma non ne avevo mai parlato pubblicamente, sono sempre stata molto riservata sulla mia vita privata. Davanti alle parole della conduttrice, però, non ho potuto non ammetterlo. Se non sembravo tanto scossa è solo perché ho avuto il tempo di metabolizzare».

 

Ha sofferto molto per la fine di questo amore?

«Ho sofferto moltissimo perché è stato un grande amore, altrimenti non avremmo cercato un bambino. Purtroppo non esistono le coppie magiche e anche le storie più belle finiscono. Chi sta insieme da una vita, penso ai miei genitori, ha dovuto superare anche periodi di difficoltà, litigi.

 

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Nei momenti bui, in cui vuoi mollare, bisogna sempre ricordare le cose belle, gli inizi, che cosa ti ha portato a vivere quella passione totalizzante. L’ho fatto quando volevo lasciare la danza, al top della mia carriera. Ho trovato la forza di resistere pensando a George Balanchine, il mitico fondatore del New York City Ballet, che era stato il mio maestro e mi apparve in sogno per dirmi che dovevo continuare. L’avrei fatto anche nella storia con Cyril, ma non c’erano più le condizioni».

 

Può spiegarci meglio, se non sono troppo indiscreta?

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«Nessuno dei due si è innamorato di un altro. Semplicemente, non c’era più il desiderio di fare le cose insieme. Diciamo che io non avrei mollato comunque, perché per me la cosa più importante è mantenere unita la famiglia. Ma, in queste situazioni, bisogna essere in due a volerlo. Chi mi ha dato la forza di superare questa sconfitta, perché una famiglia che si scioglie è sempre un fallimento, è stato proprio Hugo, nostro figlio. Un bambino dolcissimo e sensibile, che ha diritto a continuare ad avere il padre in uno scambio continuo. Oggi quello che mi sta più a cuore è il suo benessere».

 

Pensa che la differenza di età abbia pesato sulla fine del vostro rapporto?

«Onestamente no. Questo è un pregiudizio davvero molto maschilista. Quando stavo con Claude, che aveva 26 anni più di me, nessuno ci faceva notare la differenza d’età. Invece, sia nel mio caso che in quello dei Macron, per cui provo grande simpatia, tutti si sono sentiti in dovere di sottolinearla e criticarla, soprattutto le donne.

 

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Questo mi fa molto male, perché credo molto nella solidarietà femminile. Tornando a Cyril, non era il tipo che voleva andare in discoteca. Era poco mondano e amante della vita a due, proprio come me. In questo ci eravamo trovati: serate davanti al caminetto, a leggere, candele, al massimo qualche uscita per andare a teatro. Se le cose non hanno funzionato, è stato per differenze caratteriali e nel modo di vedere molte cose».

 

Ha contato il fatto che lei fosse più famosa e affermata di lui?

«Cyril fa l’attore e ha sempre lavorato. Certo, come tutti avrebbe voluto farlo ancora di più. Ma, in generale, era molto fiero di me e c’era stima reciproca. Lo posso dire perché un uomo con l’ego fortissimo l’ho avuto, il mio ex marito, Claude. Ricordo perfettamente quando mi accompagnò a una prima della Scala a Milano. Giornalisti e flash dei fotografi erano tutti per me e sa lui come reagì? Andandosene senza dire una parola e mollandomi a teatro da sola. Eppure io, quando ero andata con lui al Festival  di Cannes e avevo vissuto la stessa situazione al contrario, non avevo battuto ciglio ed ero rimasta al suo

alessandra martines e claude lelouche alessandra martines e claude lelouche

fianco sorridente».

 

Lei ha continuato a lavorare in questi anni?

«Sì, in Francia, in teatro e al cinema. Due anni fa ho girato L’araignée rouge (Il ragno rosso) di Franck Florino. Ma in primo luogo ho voluto occuparmi dei miei figli: di Hugo, ma anche di Stella. Lei, dopo essersi laureata in composizione a Boston, oggi studia a Londra e vuole fare film, perché è un’artista a tutto tondo».

 

Tornerebbe a lavorare in Italia, ora che l’amore non la trattiene più a Parigi?

«Perché no? Mi sento molto italiana e mi piacerebbe sia la tv che il cinema. Sono diplomata al conservatorio nazionale superiore di musica di Parigi e sto lavorando a un progetto per fare delle regie d’opera».

 

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Tornando ai suoi amori, lei è passata da un uomo molto più grande a uno molto più giovane. Questo, più che esporla a delle critiche, penso che incuriosisca molto le donne.

«Posso dirle che in entrambe le relazioni non ho mai avuto problemi. Forse perché mi sento libera di vivere e non farmi influenzare dai pregiudizi, ma soprattutto perché sono curiosa: ho tanta voglia di far scoprire al mio partner cose che non conosce e scoprirne di nuove anch’io».

 

Neanche il sesso è mai stato un problema per lei? Il corpo risente dell’età più della testa.

«Guardi, con Cyril l’attrazione fisica non mancava di certo. C’era un’intesa fortissima, fino all’ultimo».

 

Quindi, ha ancora fiducia negli uomini?

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«Certo. Mi piacciono molto. Continuo ad amarli profondamente malgrado le loro debolezze e difetti, dovuti in alcuni casi a un’educazione troppo maschilista, un tema sul quale mi interrogo ogni giorno come madre di Hugo. E ringrazio quelli con cui sono stata perché, oltre ai figli, mi hanno dato la possibilità, nei momenti difficili, di crescere e di scoprire dentro di me una forza che neanche io conoscevo».

 

Non è troppo buona?

«Bisogna pensare positivamente. Anche perché i sentimenti e le energie negative sono come boomerang: ti tornano indietro».

 

Crede ancora nell’amore?

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«Assolutamente sì. Sono sicura che il grande amore esista e credo anche alla possibilità di trovare una persona con cui fare un cammino molto lungo.

Anzi, mi piacerebbe trovarla. Ho conosciuto Cyril su un set, la vita fa sempre in modo che tu faccia dei nuovi incontri. Claude, il mio ex marito, aveva sempre bisogno di avere qualcuno al suo fianco. Io non ho questa bulimia, anche perché sto molto bene anche da sola. Certo, anche io preferisco la vita in coppia: ho ancora molto da dare».

 

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