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IL “FASCISTOMETRO” DI MICHELA MURGIA CERTIFICA: GLI ITALIANI SONO NERI NELL’ANIMO - GRAMELLINI, CHE HA FATTO IL TEST ED E’ RISULTATO “PROTOFASCISTA”, SBARELLA: “TUTTO PERCHÉ HO SPUNTATO ALCUNE VOCI CHE, NELLA MIA INGENUITÀ (ALTRO SINTOMO, TEMO, DI PROTOFASCISMO), CONSIDERAVO OVVIE. NON TUTTO CIÒ CHE PENSA LA MAGGIORANZA È REAZIONARIO. I LUOGHI COMUNI DIVENTANO TALI ANCHE PERCHÉ OGNI TANTO SONO VERI” - LA SCRITTRICE SARDA AMMETTE: "HO FATTO IL TEST E IL RISULTATO E 'STATO..."

IL LINK AL TEST

http://espresso.repubblica.it/attualita/2018/10/29/news/e-tu-quanto-sei-fascista-scoprilo-con-il-fascistometro-di-michela-murgia-1.328144

 

1 - MICHELA MURGIA A CIRCO MASSIMO: "FASCISTOMETRO HA FATTO ARRABBIARE SINISTRA E CASAPOUND. GRAMELLINI PROTOFASCISTA? AVREI DETTO PUNTEGGIO PIU ALTO... MA SBAGLIA: QUEL TEST SERVE A MISURARE FASCISMO DI TUTTI, ANCHE IL MIO. ROTTAMAZIONE E RUSPA APPARTENGONO ALLA STESSA AREA SEMANTICA"

Da “Circo Massimo - Radio Capital”

 

MICHELA MURGIA - ISTRUZIONI PER DIVENTARE FASCISTI

Un test che fa arrabbiare tutti. Alla fine dell'ultimo saggio di Michela Murgia "Istruzioni per diventare fascisti" (Einaudi) c'è il fascistometro, un questionario che misura quanto si è fascisti: "È una raccolta di 65 frasi veramente pronunciate da politici negli ultimi vent'anni. Potrebbero essere state dette dalla stessa persona, ma alcune le ha pronunciate Salvini e altre Serracchiani", racconta Murgia a Circo Massimo, su Radio Capital, "Persone che ideologicamente dovrebbero essere contrapposte. Come Renzi e Salvini, che hanno utilizzato due parole, rottamazione ruspa, che appartengono alla stessa area semantica: entrambe vedono l'altro come un detrito, un rifiuto".

 

michela murgia

Quel fascistometro, però, ha fatto arrabbiare tanti. Anzi, tutti: "Tante persone di sinistra che hanno fatto il test si sono infuriate perché sono risultate simpatizzanti", rivela la scrittrice, "ma mi hanno scritto anche militanti di Casapound indignati perché risultavano fascisti solo al 47%".

 

Critico anche Massimo Gramellini, risultato protofascista: "Avrei detto un punteggio più alto", scherza Murgia, che poi risponde al vicedirettore del Corriere della Sera: "Sbaglia quando dice che misurare il fascismo altrui è un gesto fascista, perché quel test serve a misurare il mio fascismo, e anche il suo, in termini di metodo. Ideologicamente, siamo tutti d'accordo, quelli di sinistra, di non essere fascisti; il problema è quando ci ritroviamo a fare le stesse cose che fanno gli altri, come quando alcune persone di di estrema sinistra aggredirono un nazifascista".

michela murgia

 

Il risultato di Massimo Gramellini, fra l'altro, è lo stesso proprio di Michela Murgia: "Anch'io sono risultata protofascista, ma secondo me perché non sono stata del tutto sincera. Chiaro che all'esito della brexit ho guardato i risutati e ho pensato che il suffraggio universale fosse sopravvalutato, poi però mi fermo un attimo e ragionando mi rendo conto che non vorrei un mondo in cui il voto fosse solo di pochi oligarchi illuminati".  

 

2 - CONFESSIONI DI UN PROTOFASCISTA

Massimo Gramellini per il “Corriere della Sera”

 

Ho risposto alle sessantacinque domande del fascistometro, l'illuminante test pubblicato da Michela Murgia nel suo ultimo saggio Einaudi per misurare il tasso di fascismo presente in ciascuno di noi, e sono preoccupato. Risulto appartenere al profilo «protofascista». Non ancora un gerarca con l'orbace, ma un insincero democratico che considera il ricorso alla dittatura una delle opzioni possibili.

MASSIMO GRAMELLINI

 

E tutto perché ho spuntato alcune voci che, nella mia ingenuità (altro sintomo, temo, di protofascismo), consideravo ovvie. Per esempio che in Italia ci sono troppi parlamentari: il doppio degli Stati Uniti, cinque volte più popolati di noi. O che la gran parte dei richiedenti asilo sono migranti economici e non rifugiati politici: affermazione non attribuibile al Ku Klux Klan, ma ai report del ministero dell'Interno. Oppure che, nella patria dei Tar, chiunque può bloccare un'opera pubblica con ricorsi infiniti.

MASSIMO GRAMELLINI

 

Non si tratta di opinioni, ma di fatti. A meno che, per meritarsi l'appellativo di fascista, in alcuni casi basti dire la verità. Quando verrò chiamato a rispondere dei miei crimini, proverò a difendermi così. Non tutto ciò che pensa la maggioranza è reazionario. I luoghi comuni diventano tali anche perché ogni tanto sono veri. E se il fascismo è sopraffazione, conformismo e inflessibile mancanza di senso dell'ironia, alle sessantacinque voci del fascistometro bisognerebbe aggiungere la numero 66: «Scrivere un test per misurare il fascismo altrui».

 

3 - IL FASCISTOMETRO BUONISTA TRASFORMA TUTTI IN CAMICIE NERE

Francesco Maria Del Vigo per “il Giornale”

 

donne fasciste repubblichine

Mi costituisco: sono fascista. Le forze dell'ordine chiamino pure la segreteria del Giornale che darà loro i miei estremi. Tra l' altro abito a Milano, quindi ci mettono un attimo a tradurmi in piazzale Loreto. Sono fascista a mia insaputa. D'altronde c' è chi aveva le case a sua insaputa, figurarsi se io non posso avere il cuore nero, a mia insaputa. Sono fascista al 54,5 per cento, lo so con precisione, perché me lo ha detto la Murgia.

 

Michela Murgia, la scrittrice che con la scusa di andare in tv a smarchettare i suoi libri propala tonnellate di buonismo. Spettacolo al contempo disgustoso ed esilarante. La Murgia, essendo di professione denunciatrice di fascismi (con un lievissimo ritardo di 73 anni), vede ovunque camicie nere e fasci littori. Ha così paura di rimanere senza lavoro - cioè senza camerati - che si è anche premurata di dare alle stampe un libro dal titolo chiarissimo: «Istruzioni per diventare fascista».

fascisti sui social 3

 

Lei pensa di essere provocatoria e invece è inconsapevolmente sincera: foraggia il settore sul quale lucra. La Murgia sta al fascismo come il servizio di pompe funebri sta alla morte. Il primo non si augura esplicitamente il secondo, ma diciamo che gli fa comodo. Così, non essendoci fascismo in Italia, lei se lo inventa. Vede fascisti in ogni dove. In calce al suo libro, per fugare ogni dubbio, ha messo un test: il fascistometro. Prontamente ripreso dal sito dell' Espresso e immediatamente spernacchiato in rete. «Come direbbe Forrest Gump: fascista è chi il fascista fa. Ma pensaci un attimo: quanto puoi dirti davvero fascista?

 

Perciò meglio non rischiare: esegui questo test, scopri qual è il tuo livello di fascismo e segui le istruzioni per migliorarti puoi sempre farlo, non c' è limite al fascismo», recita il testo. E poi il trappolone, perché, ovviamente, lo scopo del questionario è farti sentire anche solo un briciolo fascista. E quindi sbagliato. «Spunta le frasi che ti sembrano di buon senso», mi esorta la Murgia. E giù una lenzuolata di sessantacinque dichiarazioni: alcune surreali, altre naïf, molte banali e tante condivisibili.

 

armando fascista romano

«Non abbiamo il dovere morale di accoglierli tutti», «in Italia chiunque può dire No e bloccare un' opera strategica», «prima dovrebbero venire gli italiani», «i bambini dovrebbero fare i bambini e le bambine le bambine», «facile parlare quando hai il culo al caldo e l' attico in centro», «uno vale uno», «non sono profughi, sono migranti economici», «penso ai nostri ragazzi delle forze armate», «c' erano quelli dei centri sociali» e via discorrendo.

 

Alla Murgia piace vincere facile, è evidente. Perché mentre spunto il questionario in modo furtivo, guardando che alle spalle non arrivi una brigata partigiana per rastrellarmi, mi rendo conto che secondo il Murgia-pensiero tutto ciò che non è ipocrita melassa radical chic è fascismo. Ma proprio tutto: da Forza Italia al Pd, passando per il Movimento 5 Stelle e ovviamente la Lega. Praticamente rimangono fuori solo lei, quattro gatti di Leu e due vecchi arnesi di Potere al popolo.

GIOVANI FASCISTI ITALIANI

 

Basta mettere, anche solo minimamente, in dubbio l' accoglienza indiscriminata, lamentarsi della sicurezza e magari difendere gli interessi del proprio Paese e in un battibaleno ci si ritrova con gli stivaloni, il fez e la camicia nera. Finito l' estenuante test, clicco in fondo alla pagina e dopo qualche secondo di interminabile attesa ho il responso: sono fascista al 54,5 per cento. Con la mano sinistra blocco il braccio destro, perché qui - d' istinto - stava per partirmi un saluto romano.

 

Avrei dato una gioia alla Murgia. Non la merita. E poi io credo nel libero mercato, penso che lo Stato sia un male (necessario) che debba stare il più possibile alla larga da me, sono garantista e libertario, ho pure i capelli lunghi e la barba. Cosa vuole la Murgia dalla mia vita? Non ho manco fatto il militare. Mussolini mi avrebbe mandato direttamente al confino.

GIOVANI FASCISTI ITALIANI

 

Che poi, se penso a quello di Curzio Malaparte, non era neppure così male eh... Accidenti, ma allora sono davvero fascista? Una delle affermazioni del questionario era proprio «non ha ucciso nessuno, al massimo mandava la gente in vacanza al confino». E io non l' ho nemmeno spuntata, altrimenti salivo all' 80 per cento nel fascistometro.

 

Il problema è che la Murgia, e quelli come lei, vorrebbero mandare al confino, morale e intellettuale, tutti quelli che non la pensano come loro. Da un altro punto di vista, però, il fascistometro è uno strumento formidabile. Perché si trasforma in un radicalchiccometro che ci restituisce perfettamente tutto l'odio e il distacco che quel che resta della sinistra ha per la pubblica opinione. Per usare il dizionario della Murgia: c'è odore di fascismo in questo aristocratico complesso di superiorità. Va beh, chiudo il computer e vado a farmi due salti nei cerchi infuocati.

fascisti romaniDARIO FO CON ALTRI GIOVANI FASCISTI

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