corinaldo discoteca ragazzo spray peperoncino

“NON C'ERO VENERDÌ NOTTE A CORINALDO, NON SONO IO L'INCAPPUCCIATO CHE CERCATE...” - IL 17ENNE DI ORIGINI SUDAMERICANE, INDAGATO PER OMICIDIO PRETERINTENZIONALE, SI DIFENDE E AVREBBE UN ALIBI. IL RAGAZZO E' STATO FERMATO IN UN RESIDENCE DI SENIGALLIA. ERA OSPITE DI UNA COPPIA E NELLA STANZA I CARABINIERI HANNO TROVATO ANCHE DUE ETTI DI COCAINA... - I PM SONO CAUTI: FINORA CI SONO SOLO "INDICAZIONI GENERICHE E NON CIRCOSTANZIATE" - L'INCHIESTA SUI PROPRIETARI E GESTORI. NEL MIRINO LE FALLE DEL PIANO DI EVACUAZIONE

1 - LA DIFESA DEL 17ENNE «QUELLA SERA NON ERO LÌ MA CON LA FIDANZATA» POI LA NOTTE NEL RESIDENCE

Fabrizio Caccia per il “Corriere della Sera”

 

discoteca “Lanterna Azzurra” di Corinaldo (Ancona)

Senigallia «Ve lo giuro, io non c' ero venerdì notte a Corinaldo, non sono io l' incappucciato che cercate...». Il ragazzo di diciassette anni e mezzo, P.B., di origini sudamericane, indagato per omicidio preterintenzionale, lesioni dolose e colpose, si è difeso così domenica mattina, mentre i carabinieri lo portavano via dalla stanza 202 al primo piano del residence Avana, a Senigallia.

 

discoteca “Lanterna Azzurra” di Corinaldo

Lui era lì, quasi 36 ore dopo la strage dell' Immacolata, ospite di due fidanzati maggiorenni a cui i militari hanno trovato due etti di cocaina in camera e per questo sono stati arrestati: anche per il ragazzo ora pende l' accusa di detenzione di sostanze stupefacenti. Ma pure di questo si professa all' oscuro: «Mi sono trovato nel luogo sbagliato, al momento sbagliato e con le persone sbagliate, questa è la verità», avrebbe detto all' avvocato difensore Martina Zambelli.

 

P.B. nega tutto, insomma. E la Procura, infatti, raccomanda cautela: l'averlo indagato per i sei morti del «Lanterna Azzurra» è soltanto un atto dovuto, a sua garanzia. A chiamarlo in causa, quella notte, tre testimonianze fornite «in modo assolutamente generico», con «indicazioni non circostanziate», hanno ripetuto in coro il procuratore capo di Ancona Monica Garulli e la responsabile della Procura dei minori Giovanna Lebboroni.

 

discoteca “Lanterna Azzurra” di Corinaldo

Nessuna misura cautelare, perciò, è stata emessa contro di lui: «Infatti adesso si trova con sua madre in Romagna - dice la nonna -. Quella notte l'ha passata con la sua ragazza, non è andato a ballare a Corinaldo. Alcuni ragazzi puntano il dito contro di lui? Si sbagliano, semplicemente. Lui non c'era, grazie a Dio, per questo adesso non sono minimamente preoccupata e dormo tranquilla».

 

L’ingresso della discoteca “Lanterna Azzurra” di Corinaldo (Ancona)

L'avvocato Zambelli ha raccontato di un ragazzone che oggi è «molto turbato» per i morti di Corinaldo. E lui stesso lo ha quasi gridato, domenica mattina, ai carabinieri mentre lo portavano via: «Io non so niente di questa storia della bomboletta spray al peperoncino che è stata ritrovata in discoteca. Ve lo giuro, per fortuna non ero solo venerdì notte e ve lo potrò dimostrare». A scagionarlo, dunque, sarebbe la fidanzata.

 

discoteca “Lanterna Azzurra” di Corinaldo

Ma i dubbi restano. Perché, per esempio, domenica mattina P.B. era in quella stanza del residence Avana? Aveva dormito là o aveva preso con quella coppia un appuntamento? E per quale motivo? «La droga non era sua», la nonna è puntualmente intervenuta anche su questo. Ma ieri sera, in via Perugia, a due passi dal lungomare Dante Alighieri, c' erano delle persone, probabilmente i familiari dei due fidanzati arrestati, che sono saliti su al primo piano per portar via coperte, libri, quaderni, insultando i due cronisti presenti in strada.

 

discoteca “Lanterna Azzurra” di Corinaldo

Il titolare del residence racconta che i due fidanzati avevano preso in affitto la stanza un mese fa, pagando in contanti quasi 400 euro e dicendo che ne avevano bisogno perché la struttura sarebbe vicina al luogo di lavoro della ragazza, che fa la cameriera. Quaranta metri quadri, camera da letto, bagno e cucina. Buongiorno e buonasera, mai una stranezza, nessun problema con i vicini, mai gente losca in giro. A testimoniarlo, due donne che abitano anche loro all' Avana. Ma perché allora quella quantità così ingente di droga?

 

Gli inquirenti tutelano il minorenne, «tutto è da vedere» continuano a ripetere come un mantra ossessivo. Tra l'altro, quel ragazzo incappucciato che si vede nel video ormai diventato virale sui social, con una mascherina a proteggere la bocca e gli occhiali scuri inforcati, potrebbe anche non essere stato, in verità, il responsabile del panico generale che ha portato infine alla ressa fatale.

biglietto sfera ebbasta corinaldo discoteca

 

E anche l' ipotesi che abbia agito con dei complici, ovvero che ci fosse al lavoro una banda quella notte dentro al «Lanterna Azzurra» per derubare chi ballava dopo aver inondato la sala con lo spray (due persone avrebbero denunciato di aver subito un furto), non viene esclusa da chi indaga ma per adesso non risulta nemmeno con evidenza. Gli inquirenti parlano, infatti, di «ipotesi fluida di reato tutta da valutare».

 

lanterna azzurra corinaldo ancona

«Come fanno a dire che ero io, sotto quella mascherina? - si lamenta P.B. guardando dritto negli occhi chi non ha mai dubitato di lui -. Poteva essere chiunque, in mezzo a quella calca, al buio, a quelle luci, come si fa ad accusare una persona così liberamente? Dovrebbero mettersi tutti una mano sulla coscienza».

 

2 - L'INCHIESTA PUNTA SU PROPRIETARI E GESTORI NEL MIRINO LE FALLE DEL PIANO DI EVACUAZIONE

M. Ev. per “il Messaggero”

 

corinaldo lanterna azzurra il ponticello dove sono morte sei persone

C'è qualcosa da rivedere nell' industria dei locali notturni se a quattro giorni dalla tragedia di Corinaldo ancora non sappiamo quanti ragazzi vi fossero all' interno del Lanterna Azzurra. E forse non lo sapremo mai, anche se la procura di Ancona disporrà una perizia tecnica; i carabinieri hanno chiesto la collaborazione di chi si trovava lì quella notte, hanno diffuso un appello a fornire biglietti dei bus navetta, ticket consumazione, video, tutto ciò che servirà a capire se - come molti testimoni sostengono - dentro al locale c' erano troppe persone. Saranno analizzati i filmati per capire quanti ragazzi appaiono ogni metro quadrato e così si farà una stima delle presenze totali.

BIGLIETTO DI SFERA EBBASTA CORINALDO LANTERNA AZZURRA

 

NUMERI Per la serata di Sfera Ebbasta - un dj set che è poco più di una comparsata, visto che il trapper quella sera si esibiva anche a Rimini - erano stati stampati con il timbro Siae 1.600 biglietti, il triplo della capienza del locale. Secondo la Procura, però, ne risultano venduti 466, mentre 919 non sono stati vidimati, in apparenza sono invenduti. Ne mancano 215, distribuiti ai pr e dunque serviranno altre verifiche.

 

La procuratrice Monica Garulli conferma che la sala principale può contenere 459 persone, le altre due sale non erano utilizzate, perché una serviva per depositare gli strumenti, l' altra era vuota. Ma soprattutto: c' erano altri canali per ottenere l' accesso al Lanterna Azzurra, secondo gli investigatori, dalle liste dei pr all' acquisto di ticket consumazione. Per questo, anche sulla base dei primi filmati visionati, c' è la convinzione che le persone fossero vicino al migliaio.

CORINALDO LANTERNA AZZURRA DISCOTECA

 

La tesi degli organizzatori è che in una discoteca c' è ricambio, per questo erano stati stampati 1.600 biglietti, ma non significa che i frequentatori siano presenti tutti contemporaneamente nel locale. È un fatto quella sera tutti aspettavano Sfera Ebbasta e che alcune scuole di Senigallia si erano date appuntamento lì per una festa. Spiega un tecnico dei vigili del fuoco: «La commissione che rilascia i permessi lo fa sulla base della capienza, dunque le uscite di sicurezza potevano anche essere sufficienti, ma se poi c' erano dentro più persone del dovuto il ragionamento salta». Altro dato: gli organizzatori dovranno chiarire se si trattava di un concerto o di una serata con dj, perché il tipo di autorizzazione è differente.

MORTI E FERITI NELLA DISCOTECA LANTERNA AZZURRA DI CORINALDO ANCONA

 

Sono tutti dettagli su cui la procura sta lavorando e per questo ha iscritto nel registro degli indagati i tre soci della Magic Srl, che gestiva la serata: Quinto Cecchini, Carlantonio Capone e l' amministratore unico Francesco Bartozzi. Quattro sono invece i proprietari dell' edificio che fa capo alla famiglia Micci. Alberto, il più anziano, vive sopra il locale, gestiva un tempo la balera.

 

LA LISTA Nei prossimi giorni però la lista degli indagati potrebbe allungarsi, perché sarà valutato anche l' operato della società che garantiva il servizio di sicurezza. Gli investigatori vogliono capire se, quando si è diffuso il panico, la folla sia stata gestita in modo professionale, se è vero come dicono alcuni testimoni, che in un primo momento le uscite di sicurezza erano chiuse e perché la maggior parte puntava verso la maledetta passerella dove si è creata la calca e sono crollate le balaustre.

MORTI E FERITI NELLA DISCOTECA LANTERNA AZZURRA DI CORINALDO ANCONA

 

Conclude la procuratrice Garulli: «Stiamo accertando se il piano di evacuazione è stato gestito in maniera corretta oppure no. È evidente che sulla passerella l' afflusso era superiore al margine di tolleranza». La procura è certa che tre ragazzi sono morti schiacciati nella calca e nel crollo delle balaustre nell' uscita che portava all' area fumatori, per gli altri ancora si stanno facendo delle indagini.

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