la lettera di febbraio accusa autostrade e ministero

“PONTE MORANDI NON È SICURO” - L'ESPRESSO ANTICIPA UNA LETTERA DATATA 28 FEBBRAIO 2018 CHE ACCUSA AUTOSTRADE E MINISTERO DELLE INFRASTRUTTURE - IL DIRETTORE DELLE MANUTENZIONI: "FATE PRESTO, È NECESSARIO INCREMENTARE LA SICUREZZA" - LO SCENARIO ORA CAMBIA COMPLETAMENTE: FINORA SI SAPEVA CHE GLI UFFICI COINVOLTI FOSSERO AL CORRENTE SOLTANTO DEL DEGRADO DELLA STRUTTURA. MA NESSUN DOCUMENTO DIMOSTRAVA CHE INGEGNERI E FUNZIONARI FOSSERO CONSAPEVOLI DEL PERICOLO, CHE OGNI GIORNO E OGNI NOTTE MIGLIAIA DI AUTOMOBILISTI STAVANO CORRENDO

Fabrizio Gatti http://espresso.repubblica.it/attualita/2018/08/29/news/crollo-di-genova-ponte-morandi-non-e-sicuro-la-lettera-che-accusa-autostrade-e-ministero-1.326381?ref=RHPPLF-BH-I0-C8-P2-S1.8-T2

 

ponte morandi

Lo scenario del crollo del ponte Morandi ora cambia completamente. Dal 28 febbraio 2018 la Direzione generale per la vigilanza del ministero delle Infrastrutture, il Provveditorato alle opere pubbliche di Genova e la Direzione maintenance e investimenti esercizio della società Autostrade per l'Italia sapevano che il viadotto aveva problemi di sicurezza.

 

L'Espresso ha scoperto una lettera firmata dal direttore della manutenzione, Michele Donferri Mitelli, che mette in guardia il ministero delle Infrastrutture sui rischi per il ritardo nell'approvazione del progetto esecutivo di rinforzo del ponte.

 

la lettera di febbraio accusa Autostrade e Ministero

Non si sa chi abbia ricevuto l'avviso, poiché come destinatario è indicato soltanto l'ufficio. È noto comunque che la Direzione generale per la vigilanza sulle concessionarie autostradali è diretta da Vincenzo Cinelli, nominato il 14 agosto 2017 su proposta del ministro Graziano Delrio e confermato dall'attuale ministro Danilo Toninelli.

 

Mentre il capo del Provveditorato di Genova è l'architetto Roberto Ferrazza, lo stesso scelto da Toninelli come presidente della commissione d'inchiesta del ministero. E rimosso nel giro di una settimana, dopo che L'Espresso aveva scoperto che Ferrazza aveva dato parere favorevole al piano di Autostrade , senza prescrivere misure per garantire la sicurezza.

 

la lettera di febbraio accusa Autostrade e Ministero

Finora si sapeva che gli uffici coinvolti fossero al corrente soltanto del degrado della struttura , a cominciare dai tiranti consumati dalla corrosione del venti per cento. Ma nessun documento dimostrava che ingegneri e funzionari fossero consapevoli del pericolo, che ogni giorno e ogni notte decine di migliaia di automobilisti e camionisti stavano correndo.

 

La lettera di allarme del direttore di Autostrade è la seconda di cinque scritte al ministero tra il 6 febbraio e il 13 aprile 2018. In quella del 28 febbraio, protocollata dalla società con il numero 5003, il manager è esplicito. «Si fa riferimento a quanto in oggetto», scrive Michele Donferri Mitelli, «alla nostra precedente corrispondenza e alle interlocuzioni intervenute presso il Comitato tecnico amministrativo del Provveditorato alla presenza del vostro funzionario Uit Genova nella seduta del 1.2.2018». Quella del primo febbraio è la riunione presieduta dal provveditore Ferrazza, alla presenza del rappresentante genovese della Direzione generale per la vigilanza, l'ingegner Carmine Testa, capo del Uit, l'Ufficio ispettivo territoriale.

la lettera di febbraio accusa Autostrade e Ministero

 

«Al riguardo», continua il direttore di Autostrade, «dal momento che non abbiamo più avuto evidenza se siano necessari ulteriori approfondimenti e/o elementi integrativi Vi significhiamo... di restare a Vostra disposizione qualora siano necessari chiarimenti e integrazioni in relazione agli aspetti tecnico-economici del progetto rappresentando, ancora una volta, l'urgenza che riveste la conclusione dell'iter approvativo dell'intervento».

 

«Vista l'importanza strategica dell'opera e la natura dell'intervento», aggiunge Donferri Mitelli, tenuto conto che il completamento delle procedure di affidamento può essere stimato in 13-15 mesi, «si ritiene, in considerazione del protrarsi dei tempi di approvazione, che l'intervento non possa essere in esecuzione prima del secondo semestre 2019 o inizio 2020. Tale circostanza comporterebbe una serie di ripercussioni sia per la pianificazione economica che», e proprio qui viene lanciato l'allarme, «per l'incremento di sicurezza necessario sul viadotto Polcevera. Per quanto sopra, Vi preghiamo di portare avanti l'iter autorizzativo quanto prima».

roberto ferrazza 1

 

luciano benetton e oliviero toscani

Il direttore della manutenzione di Autostrade il 28 febbraio 2018 è dunque consapevole che bisogna fare in fretta perché, per il ponte Morandi sul torrente Polcevera, è necessario un incremento di sicurezza: che evidentemente manca. E non bisogna più perdere tempo. Ma nessuno si attiva per proteggere il viadotto e quanti continuano a passarci sopra, con prescrizioni come la limitazione del traffico pesante e la riduzione delle corsie di marcia.

 

L'autorizzazione al progetto da parte della Direzione per la vigilanza che Michele Donferri Mitelli sollecita arriverà soltanto a giugno. Il viadotto crolla il 14 agosto uccidendo 43 persone e provocando lo sgombero di un intero quartiere. Ma già in febbraio sono evidentemente preoccupati nella società Autostrade per l'Italia, ora accusata dal governo di aver lasciato per anni deperire la struttura oltre il punto di non ritorno. Fino a ottobre 2017 non avrebbero fatto abbastanza, a parte l'ordinaria manutenzione.

QUEL CHE RESTA DEL PONTE MORANDI VISTO DAL QUARTIERE DEL CAMPASSO A GENOVA

 

Tra il 9 e il 13 ottobre il Politecnico di Milano, con uno studio commissionato dalla concessionaria, segnala che nel pilone 9 ci sono anomalie che vanno approfondite. Il progetto esecutivo per il potenziamento dei tiranti viene revisionato. Quindi tra il 30 ottobre e il 3 novembre la società lo invia alla Direzione per la vigilanza sulle concessionarie. E lì al ministero, l'ufficio di Cinelli il 5 dicembre lo gira al Provveditorato di Genova per il parere obbligatorio. Il comitato tecnico amministrativo del Provveditorato si riunisce il primo febbraio. Il progetto torna alla direzione generale di Cinelli e sparisce fino a metà giugno. Due mesi dopo proprio il pilone 9 si sbriciola.

DANILO TONINELLI

 

Vincenzo Cinelli risponde direttamente al capodipartimento delle Infrastrutture e, al di sopra, al capo di gabinetto del ministro. Tanto che oggi tre componenti del suo ufficio di vigilanza, che non sembra aver vigilato abbastanza, compongono la commissione d'inchiesta nominata da Toninelli. Un cortocircuito che al nuovo governo continua a sfuggire.

 

i meme sui benetton e il crollo del ponte di genova

Sono le carte a dirci ora che il ponte Morandi da mesi non garantiva la sicurezza, al punto da rendere necessario un urgente incremento. L'inchiesta della Procura si arricchisce così di molti testimoni: i tecnici della società che soltanto da ottobre 2017 si preoccupa di intervenire sulla stabilità del viadotto, il direttore delle manutenzioni Donferri Mitelli che lancia l'allarme già a febbraio 2018, il direttore generale del ministero Cinelli, il provveditore Ferrazza, l'ispettore territoriale Testa, i membri con diritto di voto nel comitato tecnico amministrativo del Provveditorato di Genova. Giorno dopo giorno, l'elenco si allunga.

 

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