edoardo lucheschi trenord

“SCENDA, C’È GIÀ UN ALTRO DISABILE E DUE SONO TROPPI” – È QUELLO CHE SI È SENTITO DIRE UN UOMO ALLA STAZIONE CADORNA DELLA “CIVILISSIMA MILANO” – EDOARDO LUCHESCHI HA 45 ANNI, È DISABILE AL 100% ED È STATO COSTRETTO A SCENDERE DAL TRENO DI “TRENORD” SU CUI ERA SALITO. LA SUA STORIA È DIVENTATA UN CASO – IL FRATELLO AVVOCATO: “NON CHIEDEVA ALCUNA ASSISTENZA, SI ERA GIÀ SISTEMATO E STAVA BENISSIMO, MA…”

Elisabetta Andreis per www.corriere.it

 

edoardo lucheschi 2

«Scenda, sul treno c’è già un altro disabile, due sono troppi e lei non ha neanche preavvertito». Edoardo Lucheschi, 45 anni, è costretto a scendere lì dove era salito, alla fermata Cadorna. A casa scoppia a piangere, irrefrenabile. Si sfoga con il fratello avvocato. Racconta l’accaduto scrivendo, perché purtroppo non può parlare a causa della disabilità al 100 per cento che gli «blocca» quasi tutto il corpo.

 

E la storia diventa un caso, «non solo perché bastava un minimo di flessibilità nell’interpretazione delle regole per evitare l’allontanamento — spiega il legale e fratello — ma anche perché se la gentilezza viene meno in questo mondo, come sta succedendo di questi tempi, emergeranno le fragilità di ognuno, e peggioreranno, e si starà tutti meno bene, come società. Cosa crede il controllore — aggiunge —, che fragili siano solamente i disabili? Tutti abbiamo vulnerabilità, nessuno escluso. Ci vuole un po’ di cura e attenzione all’umanità che ci sta intorno mentre si svolge il proprio lavoro».

TRENORD

 

Parole sagge che Stanislao Lucheschi già venerdì sera ha messo nero su bianco in una lettera di denuncia inviata a Trenord, riservandosi di chiedere eventuali i danni. Un passo indietro: venerdì pomeriggio, ore 17.13: Edoardo era salito sul treno a Cadorna diretto alla Bovisa insieme alla signora che lo accudisce durante il giorno. Andavano insieme a prendere la figlia di lei a scuola. Erano saliti sul vagone che non era neanche pieno, lui si era seduto sul sedile di fianco alla donna ripiegando la sua carrozzina, «piccola e leggera». Il treno era pronto a partire quando è arrivato il controllore e si è rivolto a lui «in modo brusco» dicendogli di scendere.

 

edoardo lucheschi 3

«Gli ha detto che sul treno c’era già un altro disabile e che non poteva essercene un altro, non avendo mio fratello preavvertito della sua presenza». Sul sito Trenord c’è scritto in effetti che si invitano i passeggeri con bisogno di assistenza ad avvertire con 48 ore di anticipo: «Ma il punto è che mio fratello non richiedeva alcuna assistenza né un sedile particolare, era già sistemato e stava benissimo – ribatte il legale —. Edoardo non ha neanche potuto ribattere, è sceso dal treno e tornato a casa con le lacrime agli occhi per la rabbia. Già è difficile per un disabile conquistare l’idea di poter fare qualcosa quasi come tutti gli altri, magari si sforza di organizzarsi, di non chiedere aiuto a esterni, di non pesare. E la sua parziale autonomia viene svilita così? Questo piccolo episodio è stato comportamento umiliante e discriminatorio». La signora ha dovuto accompagnarlo a casa e la figlia è rimasta a scuola un’ora in più, con disagio della bidella.

 

edoardo lucheschi 5

Da Trenord lunedì mattina sono arrivati sette email di risposta, di cui però «soltanto una pertinente», spiega Lucheschi. Sei, infatti, danno solo informazioni su possibili agevolazioni (Sala blu, Sala amica aeroporto, Navigazione laghi, e così via). Sul fatto specifico: «Ci dispiace moltissimo per quanto accaduto, segnaliamo la possibilità di avvalersi del nostro supporto tramite mail o numero verde». Contattata, aggiunge: «Siamo sgomenti per quanto accaduto e ci scusiamo molto. Abbiamo aperto un’indagine interna e preso contatto con lui per poterlo incontrare presto. Il fatto non doveva accadere e non rappresenta lo standard del servizio di assistenza che offriamo a circa 60 passeggeri ogni giorno». Edoardo era un ragazzo sportivo, corteggiatissimo dalle fanciulle — ricorda ancora il fratello con affetto —. A 27 anni uno shock anafilattico causato da una allergia alimentare verificatasi all’improvviso in campagna. «La domenica lo porto con me, alleniamo una squadra di calcio con portiere settantenne e giocatori di tutte le età. Per fargli provare ancora il brivido del campo. Ai tempi era un attaccante da campionato».

trenord TreNordedoardo lucheschi 4

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