marcos

MARCOS, TOGLITI IL PASSAMONTAGNA! PRESCRITTI I REATI: IL "SUBCOMANDANTE" LEADER DELLA RIVOLTA IN CHIAPAS NON E’ PIU’ RICERCATO - NEGLI ANNI ’90 DIVENNE UN’ICONA DELLA SINISTRA GLOBALE, QUALCHE ANNO FA CAMBIO’ SOPRANNOME E DISSE CHE IL PERSONAGGIO DI MARCOS ERA UNA “MARIONETTA GROTTESCA”

MARCOSMARCOS

Omero Ciai per “la Repubblica”

 

Marcos forse può togliersi il passamontagna, non è più un ricercato. Per la giustizia messicana i reati di cui venne incriminato all' inizio del 1994, durante la rivolta degli indios del Chiapas, sono prescritti e lui è libero da ogni accusa.
 

Ma non se lo toglierà, il famoso passamontagna nero. Marcos ha sempre spiegato che lui e i militanti zapatisti non lo indossarono per non essere riconoscibili ma per l' esatto contrario: occultando il volto, nella società delle immagini, diventavano visibili.
 

E fu quello che accadde, l' uomo del passamontagna diventò una star internazionale, il nuovo Che Guevara che aveva lasciato un tranquillo incarico di professore di filosofia all' Università di Città del Messico per confondersi con i più poveri, con gli indios del Chiapas, nell' estremo sud del Paese, al confine con il Guatemala.
 

MARCOSMARCOS

Ad elevarlo nel ruolo di eroe della sinistra ci pensò subito un' eretica appassionata come Danielle Mitterrand, la vedova dell' ex Presidente francese, che per prima aprì il pellegrinaggio degli intellettuali europei alla corte del nuovo messia.

 

Quando nel '96, di ritorno a Parigi, chiesero a Danielle cosa c' era sotto il passamontagna rispose: «Il mistero deve restare intatto, e essere rispettato. L' identità dell' uomo chiamato Marcos non ha importanza: qualunque cosa accada resterà sempre vivo». E la moda scoppiò, tutti s' interessavano del Chiapas. Ci andò persino Fausto Bertinotti, ribattezzato "subcomandante Fausto", quand' era presidente della Camera. Ci andarono Gabriel García Márquez, Eduardo Galeano e Noam Chomsky.
 

Il governo messicano, invece, s' impegnò fin dall' inizio a svelare l' enigma, nella convinzione che se fosse riuscito a dare una faccia al cavaliere errante che dava voce agli esclusi, avrebbe ridotto l' impatto mediatico delle sue idee. Si mosse l' intelligence e si pagarono spie e traditori, finché, nella primavera del 2001, il segreto cadde.

 

MARCOSMARCOS

Marcos, che si faceva chiamare "sub", cioé "sotto", perché il vero potere risiede nel popolo e non nel comandante, era un professore di Filosofia, dell' Università più famosa della capitale messicana, la Unam, quella pubblica. Si chiamava Rafael Sebastian Guillén, era nato, quarto di otto figli, a Tampico, nello Stato di Tamaulipas, il 10 luglio del 1957.

Proveniva da una famiglia di media borghesia, i suoi genitori possedevano alcuni negozi di mobili, e aveva anche due sorelle molto impegnate in politica.

 

Ma dalla parte sbagliata, nel Pri, il partito del governo. Poi si scoprì che aveva vissuto in Europa e che aveva lavorato al Corte Inglés, la catena di grandi magazzini spagnoli, dai quali era stato licenziato perché vendeva i prodotti ad un prezzo inferiore a quello riportato dall' etichetta. Robin Hood fin da giovanissimo.
 

Lo scrittore Manuel Vázquez Montalbán, che viaggiò diverse volte in Messico per incontrarlo, raccontava che Marcos era ghiotto di salame catalano e gli chiedeva sempre di portargliene un po'.
 

MARCOSMARCOS

A quei tempi Marcos interveniva su tutto e aveva relazioni epistolari con gli intellettuali di sinistra d' America e d' Europa iniziando sempre le sue lettere con una data molto evocativa che faceva sognare: «dalle montagne del sud est messicano».
Pubblicava libri di favole per bambini e un romanzo poliziesco, scritto a quattro mani con Paco Taibo II, "Morti scomodi".
Poi cominciò a svanire tra l' ombra e l' oscurità della selva.
 

Le sue dichiarazioni si diradarono e nel 2007 annunciò che avrebbe smesso di parlare per un po'. I rumors dicevano che era gravemente malato, che aveva un cancro ai polmoni, che forse era anche già morto. In realtà, ma questo si seppe dopo, aveva contratto una malattia dell' apparato respiratorio tipica di chi vive a lungo nella selva.

 

Per molti anni non si seppe più nulla del subcomandante, fino al 2014, quando riapparve in pubblico per annunciare che Marcos non esisteva più, che lui non era più il portavoce degli zapatisti e che aveva cambiato soprannome in onore di un compagno morto: adesso si chiamava Galeano.

 

Del personaggio di Marcos disse che era una "marionetta grottesca" e che non era più necessario. Confessò che la conquista di San Cristobal de las Casas nel 1994 fu frutto di una improvvisazione, così come l' idea del passamontagna, e che non aveva mai pensato di diventare quel che diventò.
 

Poi scomparve di nuovo. La sua ultima apparizione pubblica risale al maggio dell' anno scorso quando partecipò ad una cerimonia in ricordo di Luis Villoro, filosofo messicano suo amico. Le uniche cose certe che si sanno di lui è che ha una figlia, Mariana, che vive a Parigi, e una compagna, Silvia Fernandez, militante zapatista. In fondo il segreto è ancora intatto. Lo possiedono gli indios del Chiapas che in questi vent' anni hanno conquistato molta autonomia anche se qualcuno dubita che fosse la strada giusta contro l' emarginazione.

MARCOSMARCOS

 

Ultimi Dagoreport

meloni schlein calenda richetti bonetti rosato conte

“IL CAMPO LARGO È UN GRAVE PERICOLO PER L’ITALIA” – CARLO CALENDA RIBADISCE IL SUO NO ASSOLUTO ALL’ALLEANZA CON IL CENTROSINISTRA: “NON SIAMO MAI STATI NÉ SAREMO MAI NEL CAMPO LARGO”. VA BENE CARLETTO, MA CHE FAMO? “AZIONE” FARÀ LA TERZA GAMBA PER GIORGIA MELONI? O CORRERÀ DA SOLA CON IL RISCHIO DI ESSERE ININFLUENTE? - DAGOREPORT: NEL PARTITO DEL “CHURCHILL DEI PARIOLI”, RICHETTI A PARTE, SAREBBERO GIÀ PRONTI A LANCIARSI TRA LE BRACCIA DELLA MELONI. BONETTI, ROSATO E COMPAGNIA SPERANO CHE IL CENTRODESTRA RESTI SOTTO AL 42% PER OFFRIRSI COME STAMPELLINA. MA GLI ELETTORI “AZIONISTI” SOFFRIREBBERO UN PASSAGGIO A DESTRA: SI FIDANO PIÙ DI RENZI CHE DI MELONI, SCHLEIN E CONTE...

malara corsini monteleone

DAGOREPORT - ANTONINO, CHE TIPINO! - IL DIRETTORE DEGLI APPROFONDIMENTI PAOLO CORSINI S'E' STUFATO DI MONTELEONE, IL CUI PROGRAMMA "FILOROSSO" INANELLA UN FLOP DIETRO L'ALTRO - NEL TENTATIVO DI ALZARE GLI ASCOLTI, CORSINI HA CONSIGLIATO ALL'EX "IENA" DI CAMBIARE ROTTA: PIÙ SERVIZI, PIÙ INCHIESTE "ON THE ROAD" E MENO CHIACCHIERE INUTILI IN STUDIO. PECCATO CHE IL CONDUTTORE, IN VERSIONE TORTELLONE RIPIENO DI SÉ, ANZICHÉ DARE ASCOLTO AI CONSIGLI, VADA DRITTO PER LA SUA STRADA - SE GLI ASCOLTI NON MIGLIORERANNO, LA RAI CHIUDERA' "FILOROSSO" A FINE ANNO E POTREBBE SILURARE IL CONDUTTORE, PAGANDO UNA PICCOLA PENALE - LO SCAZZO TELEFONICO IN DIALETTO CALABRESE TRA MALARA E MONTELEONE E LA LUNGA LISTA DI FLOP BY ANTONINO...

giorgia meloni cateno de luca

FLASH! MELONI S-CATENATA: ACCORDO FATTO CON "SUD CHIAMA NORD", IL MOVIMENTO DI CATENO DE LUCA. A LEGGE ELETTORALE APPROVATA, GIORGIA PUNTA ANCHE SU CATENO, QUOTATO ALL’1,5%, PER RAGGIUNGERE QUOTA 42 SENZA VANNACCI - IL SINDACO DI TAORMINA, ALLE REGIONALI SICILIANE DEL 2022, HA PRESO (DA SOLO) PIU’ DI MEZZO MILIONE DI VOTI - LA PROSSIMA SETTIMANA SI FORMERA’ LA COMPONENTE ALLA CAMERA: A FRANCESCO GALLO SI UNIRANNO UN ALTRO PAIO DI DEPUTATI, TRA I QUALI MANLIO MESSINA, CHE RIENTRA IN “AREA MELONI” DOPO AVER LASCIATO IL GRUPPO DI FDI NEL 2025…

urne voto schede elezioni giorgia meloni antonio tajani matteo salvini elly schlein donald trump benjamin netanyahu pedro sanchez

DAGOREPORT – LA CONFUSIONE POLITICA ITALIANA HA RAGGIUNTO LA QUINTA DIMENSIONE, OLTRE LO SPAZIO-TEMPO: QUANDO SI VOTA? - MOLTI SONO CONVINTI CHE LA DATA DA CERCHIARE SIA GIUGNO 2027 (SALVINI E TAJANI PERMETTENDO) - MA CI SONO TROPPE VARIABILI, IN ITALIA E ALL’ESTERO, CHE POSSONO INFLUENZARE IL CALENDARIO ELETTORALE – LE TRE DATE CHIAVE PER IL FUTURO DELL'UNDERDOG DI COLLE OPPIO SONO: LE ELEZIONI IN ISRAELE DEL 27 OTTOBRE, QUELLE DI MEDIO MANDATO NEGLI STATI UNITI DEL 3 NOVEMBRE E LE POLITICHE IN SPAGNA DEL 29 NOVEMBRE - I DESTINI DI NETANYAHU, TRUMP E SANCHEZ SONO IN QUALCHE MODO LEGATI A QUELLO DELLL'ARMATA BRANCA-MELONI. I PRIMI DUE PERCHÉ GRANDI ALLEATI, AL NETTO DI QUALCHE “VAFFA”, IL TERZO PERCHÉ GRANDE NEMICO E PRINCIPALE RAPPRESENTANTE DEL PARTITO SOCIALISTA EUROPEO IN UE - NEL CASO DI UNA SCONFITTA DI TRUMP, SIA ALLA CAMERA SIA AL SENATO, BISOGNA CAPIRE CHE POTRA' SUCCEDERE: IL RISCHIO CHE GLI PARTA L'EMBOLO È ALTISSIMO...

giuseppe conte elly schlein franceschini bonaccini nardella

DAGOREPORT - PERCHÉ ELLY NON HA INFORMATO NESSUNO DEL PD DELLA PROPOSTA DI CONTE DI DARE AL CENTROSINISTRA UN "PAPA STRANIERO"? - PERCHÉ LASCIARE CHE L'AZZECCAGARBUGLI A 5 STELLE DIVULGASSE L’IPOTESI DEL “TERZO UOMO”, METTENDOGLIELO IN QUEL POSTO? - DIVORATA DA UN'AMBIZIONE AI CONFINI DELLA REALTÀ - POGGIARE IL SEDERINO SULLA PRIMA POLTRONA DI PALAZZO CHIGI - OGGI, LA DUCETTA DEL NAZARENO VEDE I GAZEBO COME UNA CAMERA A GAS, CONSAPEVOLE CHE LE VARIE ANIME DEL CORPACCIONE DEM, FINITO NELL'ULTIMO SONDAGGIO IPSOS DI PAGNONCELLI SOTTO IL 20%, NON ASPETTANO ALTRO DI ENTRARE NEI GAZEBO PER UCCELLARLA E RIMANDARLA A FARE L'ASSESSORE IN EMILIA ROMAGNA - PER EVITARE DI FINIRE SOTTO LA MANNAIA DELLE PRIMARIE, ELLY HA PENSATO BENE DI ATTACCARSI ALL'ULTIMO SALVAGENTE: LA CORTE COSTITUZIONALE - SE ENTRO FEBBRAIO 2027, LA CONSULTA BOCCERÀ, TRA L'ALTRO, L’OBBLIGO DI INDICARE NEL PROGRAMMA IL CANDIDATO PREMIER DELLA COALIZIONE, A QUEL PUNTO VERREBBE MENO L’ESIGENZA DELLE PRIMARIE. E SCHLEIN POTREBBE COSÌ ANDARE AL VOTO INVOCANDO PALAZZO CHIGI PER IL PARTITO CHE PRENDE PIÙ VOTI, CIOÈ IL SUO… - VIDEO

donald trump giorgia meloni by edoardo baraldi

FLASH! – TRUMP? PUSSA VIA! - COME MAI IL "DERAGLIATO MENTALE'' DELLA CASA BIANCA HA IMPROVVISAMENTE RITROVATO L’AMORE CON "GIGIORGIA" (“I RAPPORTI SONO MOLTO BUONI. MI PIACE, MI È SEMPRE PIACIUTA”)? - LA TEMPISTICA NON È CASUALE: TRUMP, CHE HA UN BISOGNO DISPERATO DEI VOTI DEI 17-18 MILIONI DI ITALO-AMERICANI AL VOTO DI MIDTERM, POTREBBE APPROFITTARE DELLA CENA DELLA “NIAF” A WASHINGTON DEL 17 OTTOBRE PER UNA NUOVA "DICHIARAZIONE D'AMORE" - EVENTO CHE LA DUCETTA TEME PIU' DELLA KRYPTONITE: NEI SONDAGGI, IL 75% DEGLI ITALIANI  ATTACCHEREBBE IL TRUMPONE AL MURO - DIFATTI, E' FINITO NEL CESTINO ANCHE IL BLITZ AMERICANO DELLA PREMIER PER PRESENTARE IL SUO LIBRO (“I AM GIORGIA”, PREFATO DA JD VANCE)...