migranti -image-a-82_1433429542442

UN MARE DI PROFUGHI – CONTINUANO I VIAGGI DELLA DISPERAZIONE VERSO L’ITALIA: SBARCATI ALTRI 3.700 MIGRANTI – L’ARRIVO DELLA PRIMAVERA FA AUMENTARE IL FLUSSO – L’ONU: “480MILA I SIRIANI DA COLLOCARE IN EUROPA”

Sergio Rame per “il Giornale”

 

MIGRANTI ROTTEMIGRANTI ROTTE

L'invasione non si è mai arrestata. Ma, con l'arrivo della primavera, ha aumentato pesantemente il flusso.

 

Negli ultimi cinque giorni il canale di Sicilia è stato attraversato da 3.700 immigrati che, tratti in salvo dalla Marina Militare e dalla Guardia Costiera, sono stati portati nei principali centri di prima accoglienza della Sicilia e della Calabria. "L'impegno dell'Italia nelle operazioni di soccorso dei migranti in mare prosegue", ha commentato con soddisfazione il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni annunciando un "rafforzamento del programma di accoglienza finanziato dall'Ue, per accogliere 1.500 rifugiati siriani entro il 2017" e "procedure di facilitazione di visti per i ricongiungimenti familiari".

 

ban ki moonban ki moon

Parlando ai rappresentanti di un centinaio di Paesi, riuniti a Ginevra per la Conferenza delle Nazioni Unite sui rifugiati siriani, il segretario generale dell'Onu Ban Ki-moon ha chiesto ai Paesi occidentali di "agire con solidarietà" impegnandosi in "percorsi nuovi e aggiuntivi per l'ammissione di rifugiati siriani".

 

MIGRANTIMIGRANTImigranti a kos  migranti a kos

I paesi vicini della Siria stanno già accogliendo la stragrande maggioranza dei profughi del conflitto siriano. Secondo l'Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (Unhcr), almeno il 10% dei 4,8 milioni di rifugiati siriani fuggiti nei Paesi vicini hanno bisogno di un reinsediamento o un'altra forma di ammissione in un paese terzo. "Si tratta di 480mila persone - ha detto Ban Ki-moon - un numero relativamente piccolo, se paragonato ai milioni di rifugiati siriani ospitati da Turchia, Libano e Giordania". Ma i profughi siriani si sommano ai clandestini che premono sull'Europa dall'Africa e dal vicino Oriente. Pressioni che negli ultimi giorni sono aumentate.

 

La nave Aliseo della marina militare italiana con 796 immigrati a bordo, di nazionalità subsahariana tra cui donne e minori, è arrivata al porto commerciale di Augusta questa mattina. Poco prima è giunta al porto di Trapani la nave romena Mai con 381 clandestini a bordo. La nave Acquarius, con a bordo 371 extracomunitari, è stata invece "dirottata" al porto di Messina mentre la nave Diciotti della Guardia Costiera, che ha trasportato 774 immigrati, è arrivata al porto di Reggio Calabria.

MIGRANTI NAUFRAGIOMIGRANTI NAUFRAGIO

 

È stato, poi, avvistato da un aereo della Marina Militare un barcone egiziano con oltre 300 persone a bordo che sono state tratte in salvo dalla nave mercantile Jolly che adesso è in attesa della nave novarese Siem Pilot di Frontex per il trasbordo. Un altro barcone egiziano con a bordo 250 immigrati è stato intercettato a sud est delle coste siciliane da una motovedetta della Guardia Costiera di Crotone che dirigerà verso le coste Reggine.

 

migranti nel canale di sicilia  3migranti nel canale di sicilia 3migranti nel canale di sicilia  1migranti nel canale di sicilia 1migranti nel canale di sicilia  2migranti nel canale di sicilia 2migranti nel canale di sicilia  4migranti nel canale di sicilia 4migranti nel canale di sicilia  5migranti nel canale di sicilia 5

 

Ultimi Dagoreport

buttafuoco giuli arianna giorgia meloni emanuele merlino elena proietti fazzolari

DAGOREPORT - UTERINO COM'È, GIULI NON HA RETTO ALL'ELEVAZIONE DI BUTTAFUOCO A NUOVO IDOLO DELLA SINISTRA LIBERALE E DELLA DESTRA RADICALE: VUOLE ANCHE LUI DIVENTARE LO ‘’STUPOR MUNDI’’ E PIETRA DELLO SCANDALO. E PER DIMOSTRARE DI ESSERE LIBERO DAL ‘’CENTRO DI SMISTAMENTO DI PALAZZO CHIGI’’, HA SFANCULATO IL SUO “MINISTRO-OMBRA”, IL FAZZO-BOY MERLINO – IL CASO GIULI NON È SOLO L’ENNESIMO ATTO DEL CREPUSCOLO DEL MELONISMO-AFTER-REFERENDUM: È IL RISULTATO DEL FALLIMENTO DI RIMPIAZZARE LA MANCANZA DI UNA CLASSE DIRIGENTE CAPACE CON LA FEDELTÀ DEI CAMERATI, FINO A TOCCARE IL CLIMAX DEL FAMILISMO METTENDO A CAPO DEL PARTITO LA SORELLINA ARIANNA, LA CUI GESTIONE IN VIA DELLA SCROFA HA SGRANATO UN ROSARIO DI DISASTRI, GAFFE, RIPICCHE, NON AZZECCANDO MAI UNA NOMINA (MICHETTI, TAGLIAFERRI, GHIGLIA,  SANGIULIANO, CACCIAMANI, DI FOGGIA, MESSINA, ETC) - FINIRÀ COSI': L'ALESSANDRO MIGNON DELL'EGEMONIA CULTURALE SCRIVERÀ UN ALTRO LIBRO: DOPO “IL PASSO DELLE OCHE”, ‘’IL PASSO DEI CAPPONI’’ (UN POLLAIO DI CUI FA PARTE...)

nigel farage keir starmer elly schlein giuseppe conte

DAGOREPORT – “TAFAZZISMO” BRITISH”! A LONDRA, COME A ROMA, LA SINISTRA È CAPACE SOLO DI DARSI LE MARTELLATE SULLE PALLE: A FAR PROSPERARE QUEL DISTURBATO MENTALE DI FARAGE  È LA SPACCATURA DELLE FORZE “DI SISTEMA”, CHE NON RIESCONO A FARE ASSE E FERMARE I SOVRANISTI “FISH AND CHIPS” - È MORTO E SEPOLTO IL BIPARTITISMO DI IERI E LA FRAMMENTAZIONE È TOTALE, TRA VERDI, LIB-LAB, LABOUR, TORY E CORNUTI DI NUOVO E VECCHIO CONIO – IL CASO MELONI INSEGNA: NEL 2022, LA DUCETTA VINSE SOLO PERCHÉ IL CENTROSINISTRA SI PRESENTÒ DIVISO, PER MERITO DI QUEI GENI DI ENRICO LETTA E DI GIUSEPPE CONTE – APPUNTI PER FRANCIA E GERMANIA, DOVE SI SCALDANO LE PEN E AFD (E L’EUROPA TREMA…)

marina pier silvio berlusconi paolo del debbio giorgia meloni

FLASH – HA FATTO MOLTO RUMORE IL SILENZIO DI MEDIASET SUL CASO DEL DEBBIO: DAL BISCIONE HANNO LASCIATO CHE FOSSE IL CONDUTTORE, CARO A GIORGIA MELONI, A SMENTIRE I RETROSCENA SUL SUO ADDIO A RETE4 – IL MOTIVO? SEMBRA CHE A COLOGNO NON ABBIANO VOLUTO REPLICARE PERCHÉ AVREBBERO DECISO DI TAGLIARE LA TESTA AL TORO. NON ESSENDOCI UN CONTRATTO DA NON RINNOVARE (DEL DEBBIO È UN DIPENDENTE A TEMPO INDETERMINATO), AL MASSIMO C'È DA ATTENDERE LA PENSIONE - E INTANTO BIANCA BERLINGUER NON CI PENSA PROPRIO A SCUSARSI CON CARLO NORDIO PER LE PAROLE DI SIGFRIDO RANUCCI…

putin orban zelensky

DAGOREPORT – A PUTIN È BASTATO PERDERE IL CAVALLO DI TROIA IN UE, VIKTOR ORBAN, PER VEDER CROLLARE OGNI CERTEZZA: L’UCRAINA È NEL MOMENTO MIGLIORE DA QUATTRO ANNI A QUESTA PARTE ED È IN GRADO DI COLPIRE LA RUSSIA QUANDO E COME VUOLE – LA PARATA DIMESSA DEL 9 MAGGIO È LA PROVA CHE “MAD VLAD” VIVE A CHIAPPE STRETTE: CON LO SBLOCCO DEI 90 MILIARDI EUROPEI A KIEV (CHE ORBAN BLOCCAVA) E LA FORMIDABILE INDUSTRIA MILITARE UCRAINA, ORA È LA RUSSIA A ESSERE IN GROSSA DIFFICOLTÀ – IL “TROLLAGGIO” DI ZELENSKY, LA NOMINA FARLOCCA DI SCHROEDER (DIPENDENTE DEL CREMLINO) COME NEGOZIATORE E IL DISIMPEGNO DI TRUMP CHE ORMAI NON È PIÙ DECISIVO: GLI USA FORNISCONO SOLO AIUTI DI INTELLIGENCE, MA POSSONO ESSERE SOSTITUITI DAGLI 007 EUROPEI (SOPRATTUTTO BRITANNICI)

donald trump benjamin netanyahu attacchi iran

DAGOREPORT - IL PIÙ GRANDE OSTACOLO ALLA PACE IN MEDIO ORIENTE È BENJAMIN NETANYAHU -  TRUMP ERA PRONTO A CHIUDERE L’ACCORDO CON L’IRAN: AVEVA DATO IL SUO VIA LIBERA ALL’INVIATO STEVE WITKOFF PER METTERE UNA PAROLA FINE AL NEGOZIATO CON IL REGIME DI TEHERAN. A QUEL PUNTO, S’È MESSO DI TRAVERSO IL SOLITO “BIBI”: “LA GUERRA NON È FINITA, C’È ANCORA L’URANIO DA PORTARE VIA” - IL TYCOON E IL SUO ALLEATO ISRAELIANO HANNO UN “PROBLEMA” ELETTORALE: A OTTOBRE SI VOTA IN ISRAELE E A NOVEMBRE NEGLI USA PER LE MIDTERM. MA GLI OBIETTIVI SONO OPPOSTI: NETANYAHU PER VINCERE HA BISOGNO DELLA GUERRA PERMANENTE, TRUMP DELLA PACE A TUTTI I COSTI