cantiere della linea c della metropolitana a porta metronia

IL METRÒ CI TRASCINA SOTTOTERRA - LA LINEA C DELLA METROPOLITANA DI ROMA POTREBBE ESSERE L’OPERA PUBBLICA PIÙ COSTOSA DEL DOPOGUERRA: 45 VARIANTI IN CORSO D’OPERA, UN COSTO LIEVITATO DI 692 MILIONI, PER UN’OPERA INIZIATA 10 ANNI FA E NON È NEPPURE A METÀ

Sergio Rizzo per il “Corriere della Sera”

cantiere della linea c della metropolitana a porta metronia 8cantiere della linea c della metropolitana a porta metronia 8

 

C' era una caserma. Una grande caserma per i legionari di Roma, a pochi passi da quella che è oggi Porta Metronia. L' hanno scoperta durante gli scavi per la stazione della linea C della metropolitana. Un ritrovamento sensazionale.

 

Che però, da un altro punto di vista, è solo l' ultimo guaio per quella che si sta profilando come l' opera pubblica più costosa del dopoguerra. Ci sono le camerate e le stanze degli ufficiali: alcune affrescate, altre con i pavimenti di mosaico. Era stata costruita quando a Roma regnava l' imperatore Adriano, ma un secolo più tardi l' avevano abbattuta, rasandola fino a un metro e mezzo da terra e poi interrandola, perché nel frattempo avevano tirato su le mura aureliane e quel quartiere militare era rimasto fuori dalla cinta.

cantiere della linea c della metropolitana a porta metroniacantiere della linea c della metropolitana a porta metronia

 

Sepolto per quasi 18 secoli, ci è voluta la Metro C per farlo venire alla luce. Ma le sue dimensioni sono così imponenti da chiedersi: com' è stato possibile che nessuno se ne sia accorto prima, quando hanno fatto i carotaggi? Perché i carotaggi, ovvero i saggi in profondità per appurare se nello strato archeologico ci sono dei resti, sono sicuramente stati fatti, vero?

 

cantiere della linea c della metropolitana a porta metronia 7cantiere della linea c della metropolitana a porta metronia 7

Domanda inevitabile, se si considera che il castro imperiale dell' Amba Aradam, com' è stato battezzato, occupa una superficie pari a metà di quella della stazione che dev'essere realizzata lì sopra. Sfortuna, dicono a mezza bocca in cantiere. Avranno bucato dove non c' era niente, chissà. Appunto.

 

Non può non tornare alla mente quella relazione dell'Autorità anticorruzione, dove il presidente Raffaele Cantone sostiene che la superficialità con cui sarebbero state condotte le indagini preliminari avrebbe «determinato una notevole aleatorietà delle soluzioni progettuali da adottare nella fase di esecuzione e, ad appalto già in corso di esecuzione, rilevanti modifiche rispetto alle previsioni contrattuali, in particolare l'effetto della nuova tipologia esecutiva delle stazioni».

 

cantiere della linea c della metropolitana a porta metronia 6cantiere della linea c della metropolitana a porta metronia 6

Ed è qui, con ogni probabilità, il cuore del problema. C'entrano l' accuratezza delle indagini e la qualità dei progetti: lo dice l'Anac. Difficile spiegare solo con la sfortuna le 45 (quarantacinque) varianti in corso d' opera, con un costo lievitato da 3 miliardi e 47 milioni dell' aggiudicazione a 3 miliardi 739 milioni: 692 milioni di differenza, più 22,7 per cento, per un' opera iniziata dieci anni fa e che non è neppure a metà. Mentre i costi continuano a salire inesorabilmente e i tempi, altrettanto inesorabilmente, ad allungarsi.

 

cantiere della linea c della metropolitana a porta metronia 4cantiere della linea c della metropolitana a porta metronia 4

C' è un documento di qualche giorno fa nel quale è descritto uno stato di cose che dovrebbe preoccupare assai chiunque si dovesse sedere fra un mesetto sulla poltrona di sindaco della capitale. È la relazione del collegio sindacale di Roma Metropolitane, la società del Campidoglio che gestisce l' appalto della Metro C con 180 persone. Lì dentro si racconta che sei mesi fa il general contractor Metro C, di cui fanno parte Astaldi, Vianini del gruppo Caltagirone, il consorzio Cooperative costruzioni e l' Ansaldo Finmeccanica ha fatto causa alla stessa Roma metropolitane chiedendo altri 348 milioni.

 

cantiere della linea c della metropolitana a porta metronia 5cantiere della linea c della metropolitana a porta metronia 5

Il bello è che 71 milioni la società comunale avrebbe già dovuto pagarli da tempo, e per altri 152 aveva riconosciuto di doverli pagare. Per non parlare di un paio di «atti aggiuntivi» a causa dei quali Metro C avanza la pretesa di una ventina di milioni.

Non bastasse, lo stesso documento informa che i lavori alla stazione San Giovanni sono stati interrotti il 21 ottobre 2015: «sospensione», c' è scritto, «che ancora oggi impedisce l' avanzamento delle opere».

 

cantiere della linea c della metropolitana a porta metronia 3cantiere della linea c della metropolitana a porta metronia 3

Ragion per cui, continuano i revisori, «i lavori della tratta dalla stazione San Giovanni fino al Colosseo registrano, al 31 ottobre 2015, un ritardo di 316 giorni rispetto al termine di fine lavori stabilito al 22 settembre 2020 con ingentissime riserve già iscritte da Metro C». Il risultato? L' area archeologica fra le più importanti del pianeta, parliamo di quella intorno al Colosseo, è destinata a restare un cantiere con monumenti quali la basilica di Massenzio avvolti dai ponteggi almeno fino al 2022: quando il mandato del prossimo sindaco sarà già finito da un pezzo. Per la maggior gioia dei milioni di turisti che nei prossimi sei anni arriveranno a Roma.

 

cantiere della linea c della metropolitana a porta metronia cantiere della linea c della metropolitana a porta metronia

E la colpa non è certo di quel clamoroso ritrovamento archeologico, che forse poteva (e doveva) essere previsto. Quella scoperta, anzi, potrebbe paradossalmente contribuire a dare una scossa a una vicenda dai contorni comunque inaccettabili per qualunque opera pubblica: a maggior ragione se c' è in ballo, come di sicuro in questo caso, una figuraccia planetaria. La metropolitana più cara del mondo sta naufragando in un delirio di varianti, arbitrati, riserve e contenziosi. Di tutti contro tutti. Roma metropolitane fa causa al proprio azionista, il Comune di Roma, a colpi di decreti ingiuntivi, rivendicando 45 milioni.

 

cantiere della linea c della metropolitana a porta metronia  cantiere della linea c della metropolitana a porta metronia

Il consorzio Metro C porta invece in tribunale Roma Metropolitane, chiedendone quasi 350. E anche all' interno stesso di Roma Metropolitane volano gli stracci: con il presidente Omodeo Salè che denuncia per diffamazione il collegio sindacale e il collegio sindacale che a sua volta denuncia il presidente alla Corte dei conti per danno erariale.

 

Senza dire di alcuni strascichi maleodoranti, puntualmente citati nella relazione dei sindaci che contestano nuovamente, ad esempio, l' affidamento diretto a Metro C dei lavori per la pedonalizzazione dei Fori imperiali, inizialmente previsti in 2,2 milioni e poi ridimensionati a 700 mila euro. Ce ne sarebbe abbastanza per mandare tutti a casa, chiudere la partita e ricominciare daccapo. Ma ci vorrebbe la bacchetta magica solo per uscire dal groviglio delle carte bollate.

cantiere della linea c della metropolitana a porta metronia   cantiere della linea c della metropolitana a porta metronia

 

Come sa bene il ministro delle Infrastrutture Graziano Delrio, che ha messo l' ex assessore ai Trasporti della Regione Campania Ennio Cascetta al posto di responsabile della struttura di missione per le grandi opere un tempo guidata da Ercole Incalza. E sta facendo sentire sempre di più il proprio peso sul dossier. Tanto che non ci sarebbe da meravigliarsi se la regia si trasferisse dal Campidoglio al ministero.

Anzi, dopo quello che si è visto finora dovremmo forse augurarcelo. Peggio di così, certo non potrebbe andare.

Ultimi Dagoreport

tommaso cerno barbara d'urso durso d urso francesca chaouqui annamaria bernardini de pace

FLASH – IERI SERA GRAN RADUNO DI PARTY-GIANI ALLA CASA MILANESE DI TOMMASO CERNO, PER CELEBRARE IL 51ESIMO COMPLEANNO DEL DIRETTORE DEL “GIORNALE” – NON SI SONO VISTI POLITICI, AD ECCEZIONE DI LICIA RONZULLI. IN COMPENSO ERANO PRESENTI L’AVVOCATESSA ANNAMARIA BERNARDINI DE PACE E L’EX “PAPESSA” FRANCESCA IMMACOLATA CHAOUQUI. A RUBARE LA SCENA A TUTTE, PERÒ C’HA PENSATO UNA SFAVILLANTE BARBARA D’URSO STRETTA IN UN ABITINO DI DOLCE E GABBANA: “BARBARELLA” AVREBBE DELIZIATO I PRESENTI ANNUNCIANDO CHE, DOPO FABRIZIO CORONA, ANCHE LEI TIRERÀ FUORI QUALCHE VECCHIA MAGAGNA…

donald trump giorgia meloni ixe sondaggio

DAGOREPORT - CHE COSA SI PROVA A DIVENTARE “GIORGIA CHI?”, DOPO ESSERE STATA CARAMELLATA DI SALAMELECCHI E LECCA-LECCA DA DONALD TRUMP, CHE LA INCORONÒ LEADER "ECCEZIONALE", "FANTASTICA", "PIENA DI ENERGIA’’ E ANCHE "BELLISSIMA"? - BRUTTO COLPO, VERO, SCOPRIRE CHE IL PRIMO DEMENTE AMERICANO SE NE FOTTE DELLA “PONTIERA” TRA USA E UE CHE SI È SBATTUTA COME MOULINEX CONTRO I LEADER EUROPEI IN DIFESA DEL TRUMPISMO, E ORA NON RACCATTA NEMMENO UN FACCIA A FACCIA DI CINQUE MINUTI, COME È SUCCESSO AL FORUM DI DAVOS? - CHISSÀ CHE EFFETTO HA FATTO IERI A PALAZZO CHIGI LEGGERE SUL QUEL “CORRIERE DELLA SERA” CHE HA SEMPRE PETTINATO LE BAMBOLE DELL’ARMATA BRANCA-MELONI, IL DURISSIMO EDITORIALE DI UN CONSERVATORE DOC COME MARIO MONTI - CERTO, PER TOGLIERE LA MASCHERA ALL’INSOSTENIBILE GRANDE BLUFF DELLA “GIORGIA DEI DUE MONDI”, C’È VOLUTO UN ANNO DI ''CRIMINALITÀ'' DI TRUMP MA, SI SA, IL TEMPO È GALANTUOMO, I NODI ALLA FINE ARRIVANO AL PETTINE E LE CONSEGUENZE, A PARTIRE DAL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA DI FINE MARZO, POTREBBERO ESSERE MOLTO AMARE TRASFORMANDO IL ''NO'' ALL'UNICA RIFORMA DEL GOVERNO IN UN "NO" AL LEGAME DI MELONI CON LA DERIVA FASCIO-AUTORITARIA DI TRUMP... 

giorgia meloni carlo calenda

FLASH – CARLO CALENDA UN GIORNO PENDE DI QUA, L’ALTRO DI LÀ. MA COSA PENSANO GLI ELETTORI DI “AZIONE” DI UN’EVENTUALE ALLEANZA CON LA MELONI? TUTTO IL MALE POSSIBILE: IL “TERMOMETRO” TRA GLI “AZIONISTI” NON APPREZZA L'IPOTESI. ANCHE PER QUESTO CARLETTO, ALL’EVENTO DI FORZA ITALIA DI DOMENICA, È ANDATO ALL’ATTACCO DI SALVINI: “NON POSSO STARE CON CHI RICEVE NAZISTI E COCAINOMANI” (RIFERIMENTO ALL’ESTREMISTA INGLESE TOMMY ROBINSON) – IL PRECEDENTE DELLE MARCHE: ALLE REGIONALI DI SETTEMBRE, CALENDA APRÌ A UN ACCORDO CON IL MAL-DESTRO ACQUAROLI, PER POI LASCIARE LIBERTÀ “D’AZIONE” AI SUOI CHE NON NE VOLEVANO SAPERE...

donald trump peter thiel mark zuckerberg sam altman ice minneapolis

DAGOREPORT – IL NERVOSISMO È ALLE STELLE TRA I CAPOCCIONI E I PAPERONI DI BIG TECH: MENTRE ASSISTONO INERMI ALLE VIOLENZE DI MINNEAPOLIS (SOLO SAM ALTMAN E POCHI ALTRI HANNO AVUTO LE PALLE DI PRENDERE POSIZIONE), SONO MOLTO PREOCCUPATI. A TEDIARE LE LORO GIORNATE NON È IL DESTINO DELL'AMERICA, MA QUELLO DEL LORO PORTAFOGLI. A IMPENSIERIRLI PIÙ DI TUTTO È LO SCAZZO TRA USA E UE E IL PROGRESSIVO ALLONTANAMENTO DELL'EUROPA, CHE ORMAI GUARDA ALLA CINA COME NUOVO "PADRONE" – CHE SUCCEDEREBBE SE L’UE DECIDESSE DI FAR PAGARE FINALMENTE LE TASSE AI VARI ZUCKERBERG, BEZOS, GOOGLE, IMPONENDO ALL’IRLANDA DI ADEGUARE LA PROPRIA POLITICA FISCALE A QUELLA DEGLI ALTRI PAESI UE? – COME AVRÀ PRESO DONALD TRUMP IL VIAGGIO DI PETER THIEL NELLA FRANCIA DEL “NEMICO” EMMANUEL MACRON? SPOILER: MALISSIMO…

viktor orban giorgia meloni santiago abascal matteo salvini

FLASH – GIORGIA MELONI SI SAREBBE MOLTO PENTITA DELLA SUA PARTECIPAZIONE ALL’IMBARAZZANTE SPOTTONE PER LA CAMPAGNA ELETTORALE DI VIKTOR ORBAN, INSIEME A UN’ALLEGRA BRIGATA DI POST-NAZISTI E PUZZONI DI TUTTA EUROPA – OLTRE AD ESSERSI BRUCIATA IN UN MINUTO MESI DI SFORZI PER SEMBRARE AFFIDABILE ED EUROPEISTA, LA SORA GIORGIA POTREBBE AVER FATTO MALE I CONTI: PER LA PRIMA VOLTA DA ANNI, I SONDAGGI PER IL “VIKTATOR” UNGHERESE NON SONO BUONI - IL PARTITO DEL SUO EX DELFINO, PETER MAGYAR, È IN VANTAGGIO (I GIOVANI UNGHERESI NON TOLLERANO PIÙ IL PUTINISMO DEL PREMIER, SEMPRE PIÙ IN MODALITÀ RAGAZZO PON-PON DEL CREMLINO)

zelensky beltrame meloni putin

FLASH – CHI E PERCHÉ HA FATTO USCIRE IL DISPACCIO DELL’AMBASCIATORE “LEGHISTA” A MOSCA, STEFANO BELTRAME, RISERVATO AI DIPLOMATICI, IN CUI SI ESPRIMEVANO LE PERPLESSITÀ ITALIANE SULLE NUOVE SANZIONI ALLA RUSSIA, CON TANTO DI STAFFILATA ALL’ALTO RAPPRESENTANTE UE, KAJA KALLAS (“IL CREMLINO NON LA RICONOSCE COME INTERLOCUTRICE”)? NON SONO STATI I RUSSI, MA QUALCUNO DALL'ITALIA. EBBENE: CHI HA VOLUTO FARE UN DISPETTUCCIO A GIORGIA MELONI, CHE CI TIENE TANTO A MOSTRARSI TRA LE PIÙ STRENUE ALLEATE DI KIEV? -  PICCOLO REMINDER: BELTRAME, EX CONSIGLIERE DIPLOMATICO DI SALVINI AI TEMPI DEL VIMINALE, NELL’OTTOBRE DEL 2018 ORGANIZZÒ IL VIAGGIO DI SALVINI A MOSCA, AI TEMPI DELL’HOTEL METROPOL…