rifiuti roma

MONNEZZA CAPITALE – A ROMA STA PER SCOPPIARE LA BOMBA RIFIUTI: A CORSO TRIESTE, PRATI, NOMENTANA, FLAMINIO E NELLA ZONA EST: LA SPAZZATURA DA GIORNI IN STRADA - LUNGHE CODE DI CAMION A ROCCA CENCIA PER SOPPERIRE AGLI STOP DEGLI IMPIANTI DI CERRONI – VIRGINIA RAGGI: “NON CEDO AL RICATTO DI CERRONI”

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Mauro Evangelisti per il Messaggero - Roma

 

 

«Non cederemo al ricatto di questo soggetto», ripete Virginia Raggi, riferendosi a Manlio Cerroni, proprietario dei due impianti di trattamento di Malagrotta. Al mattino presenta il piano dei rifiuti di Roma, quello anticipato dal Messaggero, che prevede un luminoso futuro (differenziata al 70% e produzione dei rifiuti annuale ridotta di 200mila tonnellate annue entro il 2021). Ama vuole anche aumentare le multe a chi sporca la città, si punta a raddoppiare il numero degli agenti verificatori.

 

Al pomeriggio deve occuparsi dello spettro dell' emergenza che avanza perché a causa dell' interdittiva antimafia su Colari l' Ama non può più pagare il servizio di trattamento a Malagrotta e dunque i due impianti potrebbero chiudere. Insieme al prefetto Paola Basilone, all' assessore regionale Mauro Buschini, a quella comunale Pinuccia Montanari e al presidente dell' Anac, Raffaele Cantone, fino a tardi ragionano come superare l' interdittiva senza violare la legge.

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L' emergenza rifiuti, anche se non conclamata, sta avanzando: criticità vengono registrate in cinque zone, in particolare nella zona est del VI Municipio, a Roma Nord (dove però la situazione è migliorata), zona di piazzale Clodio, nel quartiere Trieste, sulla Nomentana. Ma anche in centro storico. L' assessore del I Municipio, Anna Vincenzoni, qualche settimana fa ha scritto una lettera all' Ama in cui denuncia: «A Prati situazione allarmante». Ieri alcuni giri di raccolta sono saltati anche in alcune traverse di via Veneto.

 

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Ecco perché lo scenario virtuoso per il futuro descritto al mattino, fatto di tariffa puntuale (paghi meno Tari se produce meno indifferenziato), green card, cassonetti intelligenti, Cric (Centri di riuso creativo, in cui «recuperare gli oggetti anche in modo artistico»), una sede di Ama in ogni municipio, rischia di stridere con la mancanza di impianti che sta rendendo ostaggio Roma di Colari e dell' esportazione di rifiuti. L' assessore Montanari: «Realizzeremo tre impianti di compostaggio dei rifiuti organici, di tipo aerobico, per un totale di 120 mila tonnellate». Dove?

 

Guardando Stefano Bina, direttore generale dell' Ama, la Montanari spiega che sarà scritto nel piano industriale a fine mese. Però qualche traccia la Montanari la offre: in aree verdi, perché il compost va riutilizzato per l' agricoltura. Ieri in consiglio regionale, grazie a una interrogazione di Luca Malcotti, tre aree sono state citate: Castel di Guido, Marcigliana e Decima. Inoltre, si è parlato anche di una discarica di servizio a nord, verso Riano e Formello, ipotesi smentita seccamente dalla Montanari: «Con il nostro piano che utilizza i rifiuti come risorsa, come prodotto post consumo, la discarica non serve». Altro annuncio importante: il Tmb di via Salaria chiuderà nel 2019, successivamente andrà in esaurimento quello di Rocca Cencia.

 

RAGGI RIFIUTIRAGGI RIFIUTI

Possibile? Virginia Raggi: «Facciamo un patto con i cittadini, questo piano li responsabilizza, se raggiungeremo tutti gli obiettivi, e lo verificheremo passo dopo passo, allora la chiusura degli impianti potrà avvenire». Sottinteso: se i cittadini non faranno la propria parte, ad esempio nel rispetto della differenziata, Roma sarà sempre ostaggio dei vecchi impianti.

 

 Bina conferma che si partirà con il nuovo sistema di raccolta differenziata nel VI Municipio (zona Tor Bella Monaca), si amplierà il porta a porta, si sperimenteranno gli impianti di compostaggio di vicinato e soprattutto si metterà in pratica la tariffa puntuale.

 

Con una incognita: grazie a una card, Ama può quantificare quanto indifferenziato produce ogni utente e dunque fargli pagare in proporzione la Tari. Ma questo rischia di alimentare una distorsione: sia chi vuole pagare meno di Tari, sia chi è evasore totale e dunque non ha la card, potrebbe abbandonare i rifiuti per strada. Resta comunque l' obiettivo della differenziata al 70 per cento in quattro anni (oggi è al 43,5): «Necessario e fondamentale continuare anche l' azione di rinnovo di Ama Spa, completando la due diligence, che permetta di stabilire il punto 0 della nuova gestione ed implementare un piano industriale.

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In particolare ci sarà la realizzazione delle Ama di Municipio per rendere l' Azienda più vicina ai cittadini». Per la riduzione dei rifiuti Raggi e Montanari parlano di «12 azioni e 5 Progetti», «dalla green card per premiare i comportamenti virtuosi al programma contro lo spreco alimentare», come il family bag nei ristoranti per portarsi a casa i resti di una cena.

 

 

2. RIFIUTI, IMPIANTI AMA VICINI AL COLLASSO

Mauro Evangelisti per il Messaggero - Roma

 

Camion dell' Ama in fila, nell' impianto di trattamento di Rocca Cencia, costretti a lunghe attese e dunque anche a ritardare nuovi passaggi sulle strade per la raccolta. Impianto di trattamento di via Salaria, per il quale la giunta Raggi aveva promesso la chiusura definitiva, che invece viaggia a pieno regime: se domani si fermasse, per la Capitale sarebbe il caos. Strade in centro storico sporche più del solito, con i cestini svuotati in ritardo, perché i dipendenti dell' Ama sono riutilizzati in altre zone e la coperta è corta in questa fase di difficoltà.

 

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Strade di quartieri semi centrali come Trieste e Nomentano, ma anche della periferia a Roma Nord, in forte affanno, con i cassonetti colmi, i sacchetti lasciati per terra sui marciapiedi. Eccola la situazione che sta vivendo Roma in queste ore, proprio alla vigilia della conferenza stampa di questa mattina in cui l' assessore all' Ambiente, Pinuccia Montanari, presenterà il suo piano dei rifiuti.

 

Si tratta però di iniziative a lungo termine, che guardano al 2021 quando la differenziata, secondo la giunta Raggi, arriverà al 70 per cento e la produzione di spazzatura sarà ridotta del 20. Ma la situazione di pre-emergenza è in corso adesso e rischia di peggiorare nelle prossime ore, anche se in Ama assicurano che nel giro di due-tre giorni si tornerà alla normalità.

 

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La crisi è stata innescata nella solita zona rossa di Roma, Malagrotta, e non sarà semplice trovare una soluzione. Come più volte ha spiegato il direttore generale di Ama, Stefano Bina, il sistema romano è fragile. Uno dei motivi per i quali Roma va ciclicamente a un passo dall' emergenza la diminuzione di materiale lavorato nei due impianti di trattamento di Colari.

 

Hanno ridotto sensibilmente (prima del 50 per cento, in queste ore del 20) la quantità di rifiuti accettati e questo ha mandato in tilt il sistema. In parallelo, c' è il problema dell' interdittiva prefettizia antimafia che ha colpito il gruppo di Cerroni, in base alla quale Ama non può pagare Colari che, dunque, presto potrebbe bloccare l' operatività completamente. Ad oggi la Prefettura non ha ancora deciso se procedere al commissariamento.

 

C' è un problema oggettivo: non esiste un contratto tra Colari e Ama e dunque il prefetto non ha uno strumento ufficiale su cui intervenire. L' altro giorno c' è stato un vertice in Regione, con l' assessore ai Rifiuti, Mauro Buschini, e alcuni rappresentanti della maggioranza. In linea di massima, per una volta Regione e Roma Capitale faranno fronte comune per chiedere al prefetto Paola Basilone un incontro urgente. Si svolgerà, salvo cambiamenti di programma, il 13 aprile. Bisogna essere chiari: se oggi la situazione è molto complicata, tra qualche giorno potrebbe essere esplosiva, perché i due Tmb di Malagrotta di Cerroni potrebbero fermarsi di fronte ai mancati pagamenti di Ama (causati, come detto, dall' interdittiva antimafia che ha colpito Colari).

IMPIANTO MALAGROTTAIMPIANTO MALAGROTTA

 

Inoltre, c' è anche il fronte caldo dei dipendenti: ieri il gruppo che fa capo a Lila (Laboratorio idee lavoratori Ama) ha pubblicato le foto dei camion in coda a Rocca Cencia («andiamo a 10 metri all' ora» scrivono). Sempre in quell' impianto c' è stata una contestazione disciplinare a 25 dipendenti per non avere lavorato l' ora di straordinario richiesto dall' azienda. Anche questi elementi contribuiscono a rendere sempre più scivolosa la situazione. L' Ama replica che in realtà l' impianto di Rocca Cencia sta lavorando al massimo, proprio per sopperire alla frenata di quelli di Colari, e che nelle ultime quattro settimane sono state smaltite 13 mila tonnellate di rifiuti in più ri

MANLIO CERRONIMANLIO CERRONIMALAGROTTAMALAGROTTA

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