aldo moro

MORO PER SEMPRE - PER ESSERE SICURI DI NON AVERE PROBLEMI DI PARCHEGGIO AL MOMENTO DI “CONSEGNARE” IL CADAVERE DI ALDO MORO, I BRIGATISTI ROSSI DECISERO CHE UNO DI LORO ANDASSE LA SERA PRIMA A OCCUPARE IL POSTO IN VIA CAETANI CON LA SUA MACCHINA - LE TESTIMONIANZE INEDITE DI ALCUNI EX BRIGATISTI

Giovanni Bianconi per il “Corriere della Sera”

 

aldo moro repubblicaaldo moro repubblica

Per essere sicuri di non avere problemi di parcheggio al momento di «consegnare» il cadavere di Aldo Moro, al centro di Roma, i brigatisti rossi decisero che uno di loro andasse a occupare il posto la sera prima in via Caetani; con la sua macchina, ché altre a disposizione non ce n' erano in quel momento e rubarne una sarebbe stato rischioso. Una Renault 6 verde, spostata e portata via quando arrivò la Renault 4 rossa con il suo carico di morte.

 

E in via Mario Fani, dove Moro era stato rapito, i terroristi si mossero con una certa sicurezza anche perché alcuni di loro avevano già fatto appostamenti quando, prima di arruolarsi nelle Br, volevano sparare a Pino Rauti, il deputato missino che abitava proprio in quella strada e che la mattina del 16 marzo 1978 fu uno dei primi a dare l' allarme telefonando al 113.

 

IL FURGONE «DI SCORTA»

IL CORPO DI ALDO MORO FOTO ANSA IL CORPO DI ALDO MORO FOTO ANSA

La via di fuga per portare l'ostaggio nella «prigione del popolo» dove restò chiuso per 55 giorni è stata ripercorsa metro dopo metro da uno degli assalitori: vie secondarie e poco frequentate, di cui altri militanti che parteciparono all' azione erano stati frequentatori abituali: una faceva la maestra d' asilo da quelle parti, un altro aveva un negozio di caccia e pesca nella zona.

 

Tutto filò liscio, e non ci fu bisogno di utilizzare un furgone parcheggiato lungo il tragitto, per eventuali emergenze che non si verificarono. Sono alcuni particolari contenuti in Brigate rosse - Dalle fabbriche alla campagna di primavera (DeriveApprodi, pag. 534, euro 28), primo volume di un lavoro condotto da Marco Clementi, Elisa Santalena e Paolo Persichetti, due storici di professione e un «ricercatore indipendente» (Persichetti) che ha la particolarità di aver aderito alle Br-Unione dei comunisti combattenti, e per questo è stato arrestato, condannato e ha scontato la pena dopo essere stato estradato dalla Francia.

 

aldo moro aldo moro

Gli autori hanno potuto contare sulle testimonianze inedite di alcuni ex brigatisti non pentiti né dissociati, ma soprattutto hanno consultato per mesi le carte trasmesse all' Archivio di Stato dagli apparati di sicurezza in seguito alle direttive degli ex presidenti del Consiglio Prodi e Renzi, che hanno tolto il segreto su molta documentazione relativa ai cosiddetti «anni di piombo».

 

È la prima ricerca di questo tipo, la cui conclusione porta a sostenere che il sequestro Moro fu la logica evoluzione della strategia messa in campo dalle Br all' inizio degli anni Settanta, e il suo epilogo la tragica ma quasi inevitabile conseguenza della contrapposizione frontale fra lo Stato e i partiti che lo rappresentavano da un lato, e i terroristi dall' altro.

 

ALDO MORO IL COVO BR DI VIA GRADOLIALDO MORO IL COVO BR DI VIA GRADOLI

Senza misteri che nasconderebbero patti segreti, verità indicibili, collaborazioni occulte e inquinamenti dell' azione brigatista. Una sorta di contro-inchiesta rispetto a quella condotta dalla nuova commissione parlamentare incaricata di provare a svelare nuovi segreti del caso Moro, ancora in attività e già foriera di scoperte e ulteriori acquisizioni; ultima in ordine di tempo le modalità dell' esecuzione di Moro la mattina del 9 maggio: con l' ostaggio colpito a morte non quando era già rannicchiato nel bagagliaio della Renault 4, come riferito finora dai terroristi, ma seduto sul pianale e poi caduto all' indietro. Una sorta di fucilazione.

ALDO MORO  IL COVO BR DI VIA GRADOLIALDO MORO IL COVO BR DI VIA GRADOLI

 

I dossier di dalla Chiesa Nel libro ci si sofferma su altri aspetti, come la centralità di un altro «covo» romano brigatista rispetto a quello molto noto di via Gradoli scoperto durante i 55 giorni, in via Chiabrera, al quartiere Ostiense, dove si svolse la riunione operativa dell' 8 maggio in cui si assegnarono i compiti per l' indomani. E vengono contestati e ribaltati, anche sulla base dei documenti redatti all' epoca dalle forze di polizia, alcuni presunti misteri come quelli relativi al ritrovamento delle macchine utilizzate dai brigatisti per il sequestro, o alla scoperta del corpo di Moro.

 

Dagli atti consegnati dall' Arma dei carabinieri emerge l' attività del Nucleo speciale guidato dal generale dalla Chiesa, ricomposto nell' estate del '78. Dalle relazioni semestrali inviate al ministro dell' Interno, si evince una vastissima operazione di raccolta dati e schedature a tappeto, con «più di 16.161 fascicoli e circa 19.780 schede personali, che oggi purtroppo non risultano consultabili (potrebbero anche essere andati distrutti), 9.200 servizi fotografici, di cui 7.391 riferentisi a soggetti e 1.451 a luoghi di interesse operativo».

ALDO  MORO  IL COVO BR DI VIA GRADOLIALDO MORO IL COVO BR DI VIA GRADOLI

 

La maggior parte dei fascicoli riguardavano attività svolte a Roma (4.916) e Milano (4.200), ma anche a Napoli (2.100), Torino, Genova, Firenze, Padova e altre città.

Consultabili sono invece, presso la Fondazione Gramsci, i verbali delle Direzioni del Pci, nelle quali i dirigenti scelsero non solo di sposare da subito la cosiddetta «linea della fermezza», ma di non attribuire alcuna attendibilità a ciò che Moro scriveva dal carcere brigatista in cui era segregato.

 

«Bisogna negare valore alle cose che ha detto e potrà dire, ciò gioverà alla nostra posizione», sintetizzò Emanuele Macaluso nella riunione del 30 marzo. Fu uno dei passaggi chiave del fronte del rifiuto su cui si ritrovarono i partiti di governo, con l' eccezione finale dei socialisti che provarono a smarcarsi. Storie che avvinghiarono l' Italia di 39 anni fa, e oggi si arricchiscono di dettagli e punti di vista di allora su cui ci si continua a interrogare.

Aldo MoroAldo Moro

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