fuga dall'italia emigrati over 40

NON E’ MAI TROPPO TARDI PER EMIGRARE – RADDOPPIATI IN 6 ANNI GLI OVER 40 CHE ESPATRIANO. UN ESODO DI PROFESSIONISTI, IMPRENDITORI MA ANCHE LAVORATORI POCO QUALIFICATI. SE NE VANNO IN CINA, IN AMERICA LATINA O NEI PAESI DEL GOLFO – ALESSANDRO ROSINA, DOCENTE DI DEMOGRAFIA: “ANDARSENE DEVE ESSERE UNA SCELTA, NON UNA NECESSITA’”

Filippo Santelli per la Repubblica

 

SHANGHAISHANGHAI

Per una sfida. Per la carriera. Per garantire un futuro alla famiglia. Per necessità. Non è mai troppo tardi, neppure per emigrare. Nel 2016, come ogni anno dall' inizio della crisi, gli italiani che si sono trasferiti all' estero hanno toccato un nuovo record: l' Istat ne ha stimati 115 mila, quanto una città come Vicenza.

 

Ma se i più giovani, studenti o neolaureati, la fanno sempre da padroni, la coorte di "expat" che ha visto la crescita superiore è quella tra i 40 e i 50 anni: tra il 2008 e il 2014 sono raddoppiati, da 7.700 a 14.300. Considerate le persone in età lavorativa, una su cinque sta in quella fascia, una su tre allargando il conto agli over50. «La nuova migrazione dai capelli grigi», commenta la Cna, che ha elaborato i dati.

 

Un esodo di professionisti, imprenditori e lavoratori meno qualificati che ormai affianca quello "classico" dei giovani talenti. Con difficoltà superiori: la famiglia da lasciare, una lingua da imparare. E destinazioni diverse.

 

Meno Londra e Berlino, calamite per 20enni. Più geografie fuori dal raggio Ryanair, ma ad alto potenziale di crescita, come Cina o Sudamerica. O Paesi alla ricerca di competenze professionali pronte. Ai nostri medici e ingegneri sia la Germania che i Paesi del Golfo offrono ponti (e stipendi) d' oro. Un flusso di persone istruite, il 31% è laureato, il doppio della media nazionale. Un esodo scattato con la crisi, ma che, nota la Cna, aumenta anche ora che l' Italia ha ritrovato una (mini) crescita: «Non c' entra più la congiuntura, è il nuovo standard».

EMIGRATI OVER 40 - 1EMIGRATI OVER 40 - 1

 

 

2. ANDARSENE DEVE ESSERE UNA SCELTA, NON UN OBBLIGO

Alessandro Rosina per la Repubblica

 

Tra il Made in Italy che piazziamo bene all' estero ci sono sempre più anche gli italiani stessi, spesso di buona qualità. L' espatrio dal Belpaese è, del resto, un fenomeno sempre più ampio ma anche sempre più complesso e articolato. Va prima di tutto considerato che la facilità di spostamento e di accesso a opportunità virtualmente presenti in qualsiasi altro Paese del mondo, rendono oggi molto più comune e praticabile la scelta di viaggiare per svago, studio e lavoro.

 

Questa componente degli spostamenti internazionali è sotto vari aspetti diversa da quando dall' Italia si partiva con la valigia di cartone, ma anche rispetto a chi arriva sul nostro territorio fuggendo da guerre o condizioni di accentuata deprivazione e povertà. Una parte crescente di persone dai paesi Più avanzati si sposta in altri Paesi per scelta di una vita diversa o per cogliere nuove opportunità in contesti nuovi.

GIOVANI ITALIANI IN FUGAGIOVANI ITALIANI IN FUGA

 

Expat è un neologismo nato proprio per indicare chi si sente parte di un mondo in movimento, che è sempre meno quello dei confini dell' ottocento e sempre più quello delle reti del nuovo millennio. Si nasce in un luogo, ci si forma in un altro, si va a vivere in un altro ancora: tutti questi, più che punti statici di un passato lasciato alle spalle, sono nodi di una rete di rapporti affettivi, di amicizia, di lavoro, in connessione continua.

 

Tutto bene quindi? Si, finché si rimane nel dominio delle scelte e delle opportunità; finché con la stessa facilità si può decidere di partire, di tornare, di farsi ponte tra il proprio paese e il mondo. Molto meno se si parte per necessità; se conta più il motivo per cui si lascia che il desiderio verso cui si tende; se una volta partiti diventa poi difficile tornare e se una volta all' estero ci si sente poi dimenticati dal proprio Paese.

 

L' Italia è uno dei Paesi occidentali che meno promuovono la parte virtuosa di questo fenomeno e più subiscono la parte problematica. Più elevate sono le risorse culturali e il capitale sociale, più tende a prevalere la componente della scelta.

 

Viceversa, più basse sono le condizioni di partenza combinate con alte aspettative, più ci si sposta per necessità. In entrambi i casi sono soprattutto i laureati e i più dinamici ad alimentare la crescita dei flussi verso l' estero, con conseguente accentuazione del degiovanimento quantitativo e qualitativo della popolazione italiana. Ma più recentemente è aumentato il contributo ai flussi in uscita delle persone di mezza età. Su costoro agisce la particolare combinazione di un effetto generazionale, storico e anagrafico.

ITALIANI IN FUGA 1ITALIANI IN FUGA 1

 

Il 2017 è l' anno del trentennale del programma Erasmus. La prima generazione che lo ha utilizzato è proprio quella degli attuali 45-50enni e dintorni. Il periodo di crisi ha rivitalizzato una predisposizione allo sguardo oltre confine come risposta alla necessità o opportunità di cambiare lavoro.

 

Tutto questo in una età in cui - anche come conseguenza dell' aumento della longevità - è (e sarà) sempre più possibile cogliere la sfida di iniziare una seconda vita.

 

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