mohammed bin salman trump arabia

E ORA TRUMP CHE FARÀ? - LA CIA HA IN MANO LE PROVE CHE INCHIODANO IL PRINCIPE MOHAMMED BIN SALMAN COME MANDANTE DELL’OMICIDIO KHASHOGGI - AL TELEFONO IL PRINCIPE SI LAMENTAVA CON IL FRATELLO DELL'IMBARAZZO CHE IL GIORNALISTA STAVA CAUSANDO ALLA CASA REALE - MA LA CASA BIANCA NON VUOLE FORZARE LA MANO E COMPROMETTERE I RAPPORTI ECONOMICI E POLITICI CON L’ARABIA

Flavio Pompetti per “il Messaggero”

 

mohammed bin salman trump visit da cbc

La Cia avrebbe in mano prove che inchiodano il principe saudita Mohammed bin Salman al ruolo di committente dell' omicidio Khashoggi. Lo ha rivelato ieri il quotidiano turco Hurriyet Daily, con un articolo che descrive la registrazione nelle mani dell' agenzia di una telefonata tra il giovane principe e suo fratello Khaled, ambasciatore della casa reale a Washington. In essa l'aspirante al trono di Riad darebbe l' istruzione di sbarazzarsi di Khashoggi appena possibile. La stessa direttrice della Cia Gina Haspel ne avrebbe parlato durante la visita ad Ankara lo scorso mese.

 

PROBLEMI

Omicidio Khashoggi - Salah Muhammad al Tubaigy

Al telefono il principe si lamentava con il fratello dell' imbarazzo che il giornalista stava causando alla casa reale, con le sue ripetute critiche per la lentezza delle riforme promesse per il Paese. Ancora una volta la rivelazione non ha convinto Donald Tump. Il presidente ieri per la seconda volta dall' inizio del suo mandato ha contraddetto la consuetudine che l' avrebbe voluto in visita ad una rappresentativa militare nel giorno del Ringraziamento.

 

Dalla sua villa di Mar A Lago, Trump si è invece fatto riprendere al telefono mentre parlava con alcuni dei presidi dell' esercito. In merito al caso Khashoggi, ha detto che «la Cia non ha emesso finora un giudizio conclusivo». «Se non è stato Salman a ordinare l'assassinio, di chi è allora la colpa?» gli è stato chiesto. «La colpa è del mondo, che è un posto feroce» è stata la risposta.

 

JAMAL KHASHOGGI

Trump si attiene alla linea di realpolitik che ha sostenuto fin dall' inizio di questa storia brutale e grottesca, e lo fa senza alcun bisogno di nascondere la logica di stato che la sostiene. «Odio questo crimine e odio il depistaggio che è stato messo in atto ha detto il presidente E vi dico questo: il principe Salman lo odia ancora più di me. Ma volete davvero che io butti via centinaia di migliaia di posti di lavoro per seguire dei codici di comportamento che, se applicati fino in fondo, ci lascerebbero soli senza nemmeno un alleato?»

 

DIPLOMAZIE

JAMAL KHASHOGGI

Lo stesso principe sente che la morsa dell' indignazione internazionale dei primi giorni dello scandalo si sta allentando. Ieri per la prima volta nell' ultimo mese ha lasciato i confini sicuri dell' Arabia Saudita per avventurarsi in terra degli Emirati, all' inizio di un giro di consultazioni con i Paesi alleati che prelude al summit dell' Opec in programma il 6 dicembre a Vienna. Il suo principale accusatore: il presidente turco Tayyip Erdogan ha concluso che l'omicidio del 2 di ottobre nel consolato saudita di Istanbul è stato ordinato «dai massimi vertici» della casa di Saud, ma ha evitato di fare il suo nome.

 

trump e mohammed bin salman

Ora le diplomazie dei due Paesi stanno negoziando un possibile incontro di pacificazione la prossima settimana in occasione del G20 di Buenos Aires. Più esplicita la posizione del governo francese, il cui ministero degli Esteri ha decretato ieri sanzioni contro 18 cittadini sauditi, e ha specificato che il bando riguarda il loro diritto di accesso nell' area Schengen, in attesa di chiarimenti. Simili sanzioni erano state prese lunedì scorso dalla Germania.

 

recep tayyip erdogan

A Riad sono 21 le persone detenute dalla polizia con l' accusa di aver partecipato all' uccisione di Khashoggi, e su cinque pende la pena capitale. Gli Usa hanno colpito con le sanzioni 17 sauditi, ma il nome di Mohammed bin Salman non è mai stato fatto.

Trump ha invece approfittato della giornata del Thanksgiving per ringraziare il prezioso alleato degli sforzi compiuti per arrestare la corsa all' aumento del petrolio, e riportare il costo di un barile sotto i 60 dollari in concomitanza con l' esodo festivo.

Ultimi Dagoreport

emmanuel macron friedrich merz giorgia meloni donald trump volodymyr zelensky vladimir putin

DAGOREPORT – ET VOILA', ANCHE SULLA SCENA INTERNAZIONALE, IL GRANDE BLUFF DI GIORGIA MELONI È STATO SCOPERTO: IL SUO CAMALEONTISMO NON RIESCE PIÙ A BARCAMENARSI TRA IL TRUMPISMO E IL RUOLO DI PREMIER EUROPEO. E L'ASSE STARMER-MACRON-MERZ L'HA TAGLIATA FUORI – IL DOPPIO GIOCO DELLA "GIORGIA DEI DUE MONDI" HA SUPERATO IL PUNTO DI NON RITORNO CON LE SUE DICHIARAZIONI A MARGINE DEL G20 IN SUDAFRICA, AUTO-RELEGANDOSI COSÌ AL RUOLO DI “ORBAN IN GONNELLA”,  CAVALLO DI TROIA DEL DISGREGATORE TRUMP IN EUROPA - DITE ALLA MELONA CHE NON È STATO SAGGIO INVIARE A GINEVRA IL SUO CONSIGLIERE DIPLOMATICO, FABRIZIO SAGGIO… - VIDEO

barigelli cairo

DAGOREPORT - PANDEMONIO ALLA "GAZZETTA DELLO SPORT"! IL DIRETTORE DELLA “ROSEA” STEFANO BARIGELLI VIENE CONTESTATO DAL COMITATO DI REDAZIONE PER LE PRESSIONI ANTI-SCIOPERO ESERCITATE SUI GIORNALISTI – LA SEGRETARIA GENERALE FNSI DENUNCIA: “I COLLEGHI DELLA 'GAZZETTA' CHE VOGLIONO SCIOPERARE VENGONO RINCORSI PER I CORRIDOI DAI LORO CAPIREDATTORI E MINACCIATI: ‘NON TI FACCIO FARE PIÙ LA JUVENTUS…” - BARIGELLI AVREBBE RECLUTATO UNA VENTINA DI GIORNALISTI PER FAR USCIRE IL GIORNALE SABATO E DIMOSTRARE COSI' ALL’EDITORE URBANETTO CAIRO QUANTO CE L’HA DURO – LA VICE-DIRETTRICE ARIANNA RAVELLI AVREBBE PURE DETTO IN MENSA A BARIGELLI: “STIAMO ATTENTI SOLO CHE NON CI SPUTTANI DAGOSPIA...” - VIDEO

luigi lovaglio giuseppe castagna giorgia meloni giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone milleri monte dei paschi di siena

DAGOREPORT - È VERO, COME SOSTENGONO "CORRIERE" E “LA REPUBBLICA”, CHE L’OPERAZIONE MPS-MEDIOBANCA È “PERFEZIONATA E IRREVERSIBILE”? PIU' SAGGIO ATTENDERE, CON L'EVENTUALE AVANZAMENTO DELL'INCHIESTA GIUDIZIARIA MAGARI (IERI ED OGGI SONO STATI PERQUISITI GLI UFFICI DEGLI INDAGATI), QUALE SARÀ LA RISPOSTA DEGLI INVESTITORI DI PIAZZA AFFARI (GIA' MPS E' STATA MAZZOLATA IN BORSA) - POTREBBERO ANCHE ESSERCI RIPERCUSSIONI SUL COMPAGNO DI AVVENTURE DI CALTARICCONE, FRANCESCO MILLERI, CHE GUIDA L'HOLDING DELFIN LA CUI PROPRIETÀ È IN MANO AI LITIGIOSISSIMI 8 EREDI DEL DEFUNTO DEL VECCHIO - MA IL FATTO PIÙ IMPORTANTE SARA' IL RINNOVO AD APRILE 2026 DELLA GOVERNANCE DI GENERALI (PER CUI È STATA ESPUGNATA MEDIOBANCA) E DI MPS DEL LOQUACE CEO LUIGI LOVAGLIO (VEDI INTERCETTAZIONI) - INFINE, PIÙ DI TUTTO, CONTANO I PASSI SUCCESSIVI DELLA PROCURA DI MILANO, CHE PUÒ SOSPENDERE L’OPERAZIONE DELLA COMBRICCOLA ROMANA FAVORITA DA PALAZZO CHIGI SE INDIVIDUA IL RISCHIO DI REITERAZIONE DEI REATI (DA PIAZZA AFFARI SI MOLTIPLICANO LE VOCI DI NUOVI AVVISI DI GARANZIA IN ARRIVO PER I "FURBETTI DEL CONCERTINO''...)

putin witkoff marco rubio donald trump zelensky

DAGOREPORT – SI ACCENDE LA RIVOLTA DEL PARTITO REPUBBLICANO CONTRO TRUMP - I DANNI FATTI DA STEVE WITKOFF (SOTTO DETTATURA DI PUTIN), HANNO COSTRETTO L’IDIOTA DELLA CASA BIANCA A METTERE IN CAMPO IL SEGRETARIO DI STATO MARCO RUBIO CHE HA RISCRITTO IL PIANO DI PACE RUSSIA-UCRAINA - CON IL PASSARE DELLE ORE, CON UN EUROPA DISUNITA (ITALIA COMPRESA) SUL SOSTEGNO A KIEV, APPARE CHIARO CHE PUTIN E ZELENSKY, TRA TANTE DISTANZE, SONO IN SINTONIA SU UN PUNTO: PRIMA CHIUDIAMO LA GUERRA E MEGLIO È…

giorgia meloni ignazio la russa matteo salvini antonio tajani

DAGOREPORT – LE REGIONALI SONO ANDATE A FINIRE COME NON VOLEVA, SALTELLANDO FUNICULÌ-FUNICULÀ, GIORGIA MELONI: LA "STATISTA DELLA SGARBATELLA", CHE RISCHIA DI NON TORNARE A PALAZZO CHIGI TRA DUE ANNI, ACCELERA SULLA DOPPIETTA PREMIERATO-LEGGE ELETTORALE, MA NON TUTTO FILA LISCIO A PALAZZO CHIGI: SALVINI E TAJANI SPUTERANNO SANGUE PUR DI OPPORSI ALL’INDICAZIONE DEL NOME DEL PREMIER SULLA SCHEDA ELETTORALE, CHE FINIREBBE PER CANNIBALIZZARLI - LA LEGA È CONTRARISSIMA ANCHE AL PREMIO DI MAGGIORANZA ALLA COALIZIONE (CON LA SOGLIA AL 40%, LA LEGA DIVENTEREBBE SACRIFICABILE) – ALTRA ROGNA: IGNAZIO LA RUSSA SCENDE IN CAMPO IN MODALITÀ SCASSA-MELONI: HA RINFOCOLATO LA POLEMICA SU GAROFANI E SE NE FOTTE DEI DIKTAT DELLA DUCETTA (FIDANZA SINDACO DI MILANO? NO, MEJO LUPI; PRANDINI GOVERNATORE DELLA LOMBARDIA? NO, QUELLA È ROBA MIA)

francesco de tommasi marcello viola daniela santanche ignazio leonardo apache la russa davide lacerenza pazzali

DAGOREPORT - CHE FINE HANNO FATTO LE INCHIESTE MILANESI SULLA SANTANCHE', SUL VISPO FIGLIO DI LA RUSSA, SUL BORDELLO DELLA "GINTONERIA" AFFOLLATA DI POLITICI, IMPRENDITORI E MAGISTRATI, OPPURE SULL'OSCURA VENDITA DELLA QUOTA DI MPS DA PARTE DEL GOVERNO A CALTAGIRONE E COMPAGNI? - A TALI ESPLOSIVE INDAGINI, LE CUI SENTENZE DI CONDANNA AVREBBERO AVUTO UN IMMEDIATO E DEVASTANTE RIMBALZO NEI PALAZZI DEL POTERE ROMANO, ORA SI AGGIUNGE IL CASO DEL PM FRANCESCO DE TOMMASI, BOCCIATO DAL CONSIGLIO GIUDIZIARIO MILANESE PER “DIFETTO DEL PREREQUISITO DELL’EQUILIBRIO” NELL’INDAGINE SUL CASO DI ALESSIA PIFFERI – MA GUARDA IL CASO! DE TOMMASI È IL PM DELL’INCHIESTA SUI DOSSIERAGGI DELL’AGENZIA EQUALIZE DI ENRICO PAZZALI, DELICATISSIMA ANCHE PER I RAPPORTI DI PAZZALI CON VERTICI GDF, DIRIGENTI DEL PALAZZO DI GIUSTIZIA MILANESE E 007 DI ROMA - SE IL CSM SPOSASSE IL PARERE NEGATIVO DEL CONSIGLIO GIUDIZIARIO, LA CARRIERA DEL PM SAREBBE FINITA E LE SUE INDAGINI SUGLI SPIONI FINIREBBERO NEL CESTINO - LA PROCURA DI MILANO RETTA DA MARCELLO VIOLA, CON L'ARRIVO DELL'ARMATA BRANCA-MELONI, E' DIVENTATA IL NUOVO ''PORTO DELLE NEBBIE''?