pamela mastropietro oseghale lucky desmond

PAMELA MASTROPIETRO POTREBBE AVER SUBITO UNA VIOLENZA DI GRUPPO PRIMA DI ESSERE ASSASSINATA. C’ERANO TRACCE DI LIQUIDO SEMINALE E SALIVA SUI RESTI DEL SUO CORPO - LA RAGAZZA POTREBBE ESSERE MORTA A SEGUITO DI COLTELLATE INFERTE AL FEGATO. E' STATA ACCERTATA ANCHE UNA ECCHIMOSI SU UNA TEMPIA E NESSUN ORGANO SAREBBE STATO ASPORTATO...

1 - «PAMELA, VIOLENZA DI GRUPPO PRIMA DI ESSERE ASSASSINATA»

Daniel Fermanelli Andrea Taffi per “il Messaggero”

 

pamela mastropietro

C'erano tracce di liquido seminale e di saliva sui resti del corpo di Pamela. Le conferme ufficiose che arrivano dal Ris stanno per chiudere un altro tassello della ricostruzione nella casa dell' orrore dove il 30 gennaio è barbaramente morta Pamela Mastropietro. Così, da ieri, l'idea di una violenza sessuale del branco è un po' più vicina alla formalizzazione dell'accusa e un po' meno ipotesi campata per aria. I timori che il meticoloso lavoro di pulizia con la candeggina avesse vanificato l'indagine per ora sono fugati e sostengono la ricostruzione di una violenza di gruppo.

 

L'ultimo diaframma che separa le ricerche dalla conferma delle ipotesi di un abuso sulla 18enne romana, stordita dall'eroina, è la comparazione del liquido dei tre arrestati. Andrà esclusa, in sostanza, la possibilità che appartenga all'uomo di Mogliano che il giorno prima dell'omicidio era stato con Pamela in un garage di Corridonia. Intanto la Procura chiederà «quanto prima» il giudizio immediato dinanzi alla Corte di Assise per Luca Traini, accusato di strage aggravata per il raid xenofobo a colpi di pistola del 3 febbraio.

la morte di pamela mastropietro il fossato in cui e stato ritrovato il corpo

 

GLI INTERROGATORI

L'ipotesi dei carabinieri resta quella di una violenza su Pamela, poi difronte alla sua ribellione si è scatenata una furia omicidia a cui è seguito il depezzamento sul terrazzo della mansarda di via Spalato. I particolari affiorano nel giorno in cui il Gip convalida il fermo di Desmond Lucky e Lucky Awelima: per ora resteranno nel carcere di Montacuto, in isolamento, al pari del loro amico Innocent Oseghale.

innocent oseghale

 

Lucky e Awelima ieri sono arrivati a Macerata su un mezzo della polizia penitenziaria. Il Gip Giovanni Maria Manzoni ha deciso che entrambi debbono rimanere dietro le sbarre per i gravi indizi di colpevolezza. Riconosciuti tutti i reati ipotizzati dalla Procura: omicidio volontario, distruzione, occultamento e vilipendio di cadavere.

alessandra verni madre di pamela mastropietro

 

A differenza della posizione del connazionale Innocent Oseghale, 29 anni - il cui arresto è stato convalidato, sulla base della prima autopsia escludendo l'omicidio - determinanti sono stati i risultati della perizia bis effettuata dal professor Mariano Cingolani, secondo cui Pamela potrebbe essere morta a seguito di coltellate inferte all'altezza del fegato.

 

Accertata anche una ecchimosi su una tempia, a dimostrazione del fatto che la vittima sarebbe stata ferita. Ieri solo Desmond Lucky, assistito dall' avvocato Gianfranco Borgani, ha risposto alle domande dei magistrati. «Non ho mai visto Pamela, non le ho ceduto la droga - ha ribadito -. È vero, ho telefonato ad Oseghale, ma solo per parlare di alcune puntate alla Eurobet».

pamela mastropietro

 

Però secondo l' analisi delle celle telefoniche il 30 gennaio si trovava nella casa in cui Pamela è stata uccisa e fatta a pezzi. Awelima, difeso dall' avvocato Giuseppe Lupi, si invece è avvalso della facoltà di non rispondere. C' è anche un quarto indagato nigeriano, che secondo la Procura avrebbe un ruolo marginale. «Ha fin da subito collaborato con gli inquirenti», spiega il suo avvocato Paolo Cognini. Ha detto di avere ricevuto una telefonata o un sms da Oseghale, che gli chiedeva aiuto perché Pamela si sentiva male. «Ma non sono mai andato nell' appartamento», ha detto l' indagato.

LA MORTE DI PAMELA MASTROPIETRO - LUCKY AWELIMA

 

2 - MACERATA, FERMI CONFERMATI «MA NESSUN ORGANO SPARITO»

Chiara Giannini per “il Giornale”

 

Lucky Desmond e Awelima Lucky resteranno in carcere. Ieri il gip del tribunale di Macerata ha, infatti, convalidato il fermo dei due nigeriani accusati, insieme al connazionale Innocent Oseghale, di aver barbaramente ucciso la 18enne Pamela Mastropietro e di averne fatto a pezzi il cadavere, per poi occultarlo.

 

Cadavere da cui, rivelano adesso ambienti investigativi, non è stato asportato, al contrario da quanto sostenuto in queste settimane, alcun organo interno. Da giorni si rincorrevano voci secondo cui alla ragazza sarebbe stato asportato il cuore o altro, e fatto sparire, come in un rito tribale o di affiliazione. Invece, a quanto pare, ciò non è avvenuto.

LA MORTE DI PAMELA MASTROPIETRO -DESMOND LUCKY

 

L' avvocato Gianfranco Borgani, legale di Desmond Lucky, ieri mattina ha spiegato ai giornalisti che il suo assistito «ha negato di essere stato in quella casa». E ha proseguito: «Ha detto che conosceva Innocent Oseghale, ma non Pamela». Ma la sua posizione resta al vaglio degli inquirenti, proprio perché le celle telefoniche, tra le 12 e le 18 del 30 gennaio scorso, giorno in cui la ragazza fu uccisa, agganciarono le utenze dei cellulari dei tre accusati. Ciò prova che i tre uomini fossero nell' appartamento di via Spalato in cui la 18enne fu uccisa.

PAMELA MASTROPIETRO

 

Per Desmond, oltre al concorso in omicidio, si sospetta anche lo spaccio di una dose di eroina, quella che sarebbe stata iniettata nel braccio di Pamela. C' è un quarto indagato, che però ha una posizione marginale e che starebbe collaborando con gli inquirenti, che ha spiegato che Innocent Oseghale quel giorno lo avrebbe chiamato per informarlo che Pamela stava male e per chiedergli aiuto, ma lui si sarebbe rifiutato di dargli una mano.

 

Il suo avvocato, Paolo Cognini, ha chiarito che il nigeriano «ha cooperato sin dall' inizio con gli inquirenti, rispondendo alle loro domande». Il movente del delitto resta tuttora un mistero. Esclusa, come detto, l' ipotesi di riti vodoo, che non troverebbe alcun fondamento, anche se in Nigeria la pratica è molto diffusa.

PAMELA MASTROPIETRO CON LA MADRE ALESSANDRA VERNI

 

Ma c' è anche chi avanza sospetti sul passato dei tre nigeriani. «Che siano legati a Boko Haram, l'organizzazione terroristica jihadista sunnita diffusa nel nord di quel Paese?», si chiede qualcuno. Oltretutto, in Italia sta crescendo la diffusione della mafia nigeriana, dedita allo spaccio di eroina e al traffico di prostitute (basti ricordare l' operazione Boga della Guardia di Finanza) e che collabora con la criminalità organizzata, soprattutto al sud.

 

LA MORTE DI PAMELA MASTROPIETRO

Certo è che il passato dei tre è al vaglio degli inquirenti. Di Oseghale si sa che prima di arrivare in Italia faceva il decoratore per una ditta di costruzioni di Doha, di Desmond che stava partecipando a un progetto d' accoglienza e che era ospite dell' associazione Perigeo. Viene da Benin City, nell' Edo State, ma per un periodo aveva vissuto a Kaduna, per poi partire alla volta dell' Italia a bordo di un barcone.

 

pamela mastropietro

Si apprende, peraltro, che l' uomo viveva insieme a uno dei feriti nella sparatoria messa in atto da Luca Traini. A salvare la vita all' uomo originario del Mali e di nome Mohamed Touré, sono stati due uomini della squadra antidroga della Polizia di Stato, uno dei quali è il responsabile. Due facce della stessa medaglia di una città, Macerata, in cui gli agenti impegnati a disinnescare la «bomba» stupefacenti, laddove necessario, si mettono anche a disposizione della collettività.

pamela mastropietro

 

Quanto ad Awelima Lucky, anche lui è, come l' altro accusato, richiedente asilo. Arrivò in Italia nel 2016, sbarcando ad Augusta dopo essere stato recuperato da una carretta del mare.

Non resta che attendere i risultati degli esami medico legali e del Ris dei carabinieri. Risultati per i quali, purtroppo, occorrono ancora alcuni giorni e che serviranno ad accertare le responsabilità di chi ha ucciso, a questo punto pare appurato con due coltellate al fegato, la giovane Pamela.

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