haji bakr - isis - al baghdadi

IL PAPÀ DELL’ISIS - A ISPIRARE LA NASCITA DEL CALIFFATO È STATO HAJI BAKR, EX COLONNELLO DEI SERVIZI SEGRETI DI SADDAM - UCCISO UN ANNO FA DAI RIBELLI ANTI-ASSAD, AVEVA A CASA APPUNTI E STRATEGIE PER L’ISIS: “IL CAPO SARÀ AL BAGHDADI”

HAJI BAKR HAJI BAKR

Fabio Scuto per “la Repubblica”

 

Il “signore delle ombre” dello Stato islamico, la mente che ha concepito nascita ed espansione del Califfato islamico in Siria, era un ex colonnello dei servizi segreti dell’Aviazione di Saddam Hussein. Samir Abd Muhammad Al Khlifawi, meglio noto con il nome Haji Bakr, è stato ucciso nel gennaio del 2014 da un reparto dell’esercito siriano libero a Tal Rifaat. Ma nemmeno quelli che lo hanno eliminato sapevano chi fosse. Lo hanno scoperto dopo, perché ha lasciato dietro di sé qualcosa che doveva rimanere segreto: il progetto dello Stato islamico.

 

Una cartella piena di documenti, fitta di schemi, elenchi, programmi che descrivono come un Paese può essere gradualmente soggiogato. È su queste “carte” che dopo mesi di ricerche che ha messo le mani il settimanale tedesco Spiegel. Trentuno pagine che rivelano i vari “strati” operativi, le direttive per l’azione del Califfato, com’è organizzata la leadership e quale ruolo hanno avuto militari e dirigenti dell’ex dittatore iracheno dopo la sua sconfitta. In pratica è il codice di guerra dell’esercito terrorista di maggior successo nella Storia recente.

 

HAJI BAKR  HAJI BAKR

La conquista di Raqqa e di gran parte della Siria, suggeriscono questi documenti, era parte di un meticoloso piano curato da Haji Bakr utilizzando tecniche, come la sorveglianza, lo spionaggio, l’omicidio e il sequestro di persona, affinate in passato nei famigerati apparati di sicurezza dell’ex raìs iracheno.

 

Altri come Izzat Ibrahim al-Douri, il “re di fiori” del celebre mazzo di carte, già braccio destro di Saddam, ucciso la scorsa settimana in un’operazione delle forze di sicurezza di Bagdad, avevano invece deciso di combattere in patria alleandosi con l’Is.

 

IL CADAVERE DI HAJI BAKRIL CADAVERE DI HAJI BAKR

Amareggiato dopo la decisione americana di sciogliere l’esercito iracheno nel 2003, Haji Bakr finisce nelle carceri americane di Camp Bucca e Abu Ghraib, esce nel 2008 con solide relazioni con altri carcerati. Conosce Abu Musab al Zarkawi, incontra il giovane Abu Bakr Al Baghdadi e su lui decide di puntare.

 

Tutto inizia nel 2012 quando Haji Bakr si trasferisce con la famiglia in Siria in una casa poco appariscente di Tal Rifaat, a nord di Aleppo. Vengono aperti gli uffici della Dawah, una delle tante charity islamiche attive in Siria. E’ qui che fra i giovani che vengono ad ascoltare lezioni o seguire corsi venivano selezionate le “spie” che dovevano scoprire quanto più possibile sulla città, quanti abitanti, chi comandava, le famiglie più ricche e le fonti di reddito, quante moschee c’erano, chi era l’imam, i nomi dei ribelli anti-Assad.

 

HAJI BAKRHAJI BAKR

Un elenco dettagliato di domande per raccogliere informazioni da utilizzare per dividere e controllare la popolazione. Già alla fine del 2012 c’erano i primi campi di addestramento in diverse zone della Siria, e nessuno sapeva a quale gruppo appartenevano i volontari che arrivavano e venivano addestrati per due mesi. Pochissimi dall’Iraq. Moltissimi dalla Tunisia, poi sauditi, turchi, egiziani, giordani, indonesiani e europei.

 

A ceceni e uzbeki il ruolo di truppe d’assalto, la prima fila delle khatiba jihadiste. I piani di Haji Bakr includono anche altri settori come la finanza, scuole, asili, mezzi di comunicazione e trasporto. La scelta di Abu Bakr Al Baghdadi come leader del nascente Califfato, sarebbe stata fatta da questo circolo di ex ufficiali iracheni guidati proprio da Haji Bakr, nel 2010.

 

IL CADAVERE DI HAJI BAKR IL CADAVERE DI HAJI BAKR

Al Baghdadi, un religioso istruito, avrebbe dato al gruppo quella dimensione religiosa necessaria ad attrarre i delusi. «Era un nazionalista e non un islamista», racconta allo Spiegel chi lo conosceva bene. Credeva che le convinzione religiose da sole non bastassero a garantire la vittoria, ma che la fede potesse essere sfruttata. E tra le tante carte ritrovate nella sua casa di Tal Rifaat non c’era nessun Corano, il libro che ogni buon fedele dovrebbe invece possedere.

abu bakr al baghdadiabu bakr al baghdadi

 

 

Ultimi Dagoreport

piperno stefanelli sala

DAGOREPORT: L’IRAN E LE ANIME BELLE DELLA SINISTRA - UN TEMPO C’ERANO I GRANDI MAÎTRE À PENSER FILOARABI E PRO RIVOLUZIONE ISLAMICA. CINQUANT’ANNI DOPO ABBIAMO LE VARIE ALESSIA PIPERNO, CECILIA SALA, BARBARA STEFANELLI CHE CI INONDANO SU “CORRIERE” E “FOGLIO” DI ARTICOLI, LIBRI, POST E PODCAST SULLE RIVOLUZIONARIE RAGAZZE IRANIANE OPPRESSE DAL VELO E DAL REGIME, PRONTE ALLA RIVOLUZIONE…  SCOPPIA LA GUERRA E IN PIAZZA, A TEHERAN, CI SONO SOLO DONNE VELATE CHE INNEGGIANO AI GUARDIANI DELLA RIVOLUZIONE, BRUCIANO BANDIERE USA E DI ISRAELE E INNEGGIANO AI MARTIRI DELL’ISLAM - MA LE RAGAZZE IRANIANE DOVE SONO?

edmondo cirielli marta schifone gennaro sangiuliano

DAGOREPORT – LA PIU’ GRANDE BATOSTA PER FRATELLI D’ITALIA AL REFERENDUM E’ ARRIVATA IN CAMPANIA, DOVE IL “NO” E’ ARRIVATO AL 65,2% - UNA REGIONE NON “ROSSA” (IL CENTRODESTRA HA VINTO CON RASTRELLI E CALDORO) DOVE SPADRONEGGIANO EDMONDO CIRIELLI E GENNARO SANGIULIANO – I DUE, CONSIDERATI INTOCCABILI NONOSTANTE LE SCARSE PERFORMANCE ELETTORALI, FANNO GIRARE I CABASISI ALLA DESTRA NAPOLETANA CHE LI VEDE COME CORPI ESTRANEI (E INFATTI NON VA A VOTARE) – AI DUE SI E’ AGGIUNTA MARTA SCHIFONE, CARA AD ARIANNA MELONI, DIVENUTA COMMISSARIO PROVINCIALE DEL PARTITO...

giorgia meloni e il referendum - meme by vukic

DAGOREPORT - L’ITALIA HA DETTO “NO” ALL'ARMATA BRANCA-MELONI! SFANCULATA L'OSCENA RIFORMA DELLA COSTITUZIONE - PER LA DUCETTA, CHE CI HA MESSO FACCIA E MENZOGNE E HA ACCETTATO LA POLITICIZZAZIONE DEL VOTO, È UNA BATOSTA CHE METTE IN DISCUSSIONE IL SUO FUTURO - E ORA L'UNDERDOG DE' NOANTRI CHE FA? ABBOZZA E BALBETTA: "ANDREMO AVANTI", MA SARÀ COSTRETTA A PRENDERE PROVVEDIMENTI. PRIMO: SCARICARE SUBITO IL “TOSSICO” TRUMP, ODIATO DAGLI ITALIANI E CHE CON LA GUERRA ALL'IRAN L'HA AZZOPPATA TOGLIENDOLE CONSENSO - SECONDO: CAMBIARE LA LEGGE ELETTORALE IN MODALITA' ANTI-CAMPOLARGO, MA TRATTANDO CON LEGA E FORZA ITALIA – LA STATISTA ALLE VONGOLE VORREBBE ANTICIPARE LE ELEZIONI DEL 2027 ALLA PRIMAVERA. UN ELECTION DAY COL VOTO DEI COMUNI DI TORINO, MILANO E ROMA, MA LA FIAMMA MAGICA FRENA – LA CACCIA AL CAPRONE ESPIATORIO SARÀ FACILE: PORTA DRITTO A VIA ARENULA (SULLA GRATICOLA I TRE CACCIABALLE NORDIO, BARTOLOZZI E DELMASTRO) - VIDEO: IL MESSAGGIO DI STIZZA MASCHERATA DELLA PREMIER SU INSTAGRAM

monte dei paschi di siena luigi lovaglio francesco gaetano caltagirone fabrizio palermo corrado passera francesco milleri

DAGOREPORT - IL PALIO DI SIENA IN VERSIONE BANCARIA SI È RIDOTTO A UN REFERENDUM: CALTA SÌ, CALTA NO - DOPO LA DECISIONE DI MILLERI DI NON ENTRARE IN CDA, PROBABILMENTE IN VISTA DI DISMETTERE IL PROPRIO 17,5% (UNICREDIT CI COVA), SONO RIMASTI IN CAMPO GLI ALTRI DUE INDAGATI PER “CONCERTO OCCULTO”: ‘’GOLIA’’ CALTAGIRONE VS ‘’DAVIDE’’ LOVAGLIO - LA PARTITA DEL 15 APRILE, MALGRADO LA DISTANZA DI QUOTE, RIMANE MOLTO APERTA PERCHÉ “ALMENO LA METÀ DEL CAPITALE DEL MONTE È CONTROLLATO DA INVESTITORI ISTITUZIONALI, TRA CUI GRANDI FONDI” - LOVAGLIO HA QUALCHE BUON MOTIVO PER INCAZZARSI CON CALTARICCONE DI AVERLO BUTTATO FUORI DA CEO ‘’PER VIA DEI RISCHI LEGATI AL SUO COINVOLGIMENTO” NEL PAPOCCHIO DELLA SCALATA MEDIOBANCA. OGGETTIVAMENTE, NON AVENDO IN TASCA AZIONI DI MPS, QUALE “CONCERTO” POTEVA METTERE IN ATTO LOVAGLIO? IL SUO RUOLO ERA SOLO DI “ESEGUIRE L’INCARICO”, COME SI EVINCE DALLE INTERCETTAZIONI….

edmondo cirielli guido crosetto giorgia meloni antonio tajani maurizio gasparri

DAGOREPORT - NELL’ARMATA BRANCA-MELONI, GIUNTA AL QUARTO ANNO DI POTERE, I REGOLAMENTI DI CONTI NON AVVENGONO SOLO TRA "VIA DELLA SCROFA E "FIAMMA MAGICA", TRA SALVINI E LA DUCETTA - CHI AVEVA INTERESSE A COLPIRE IL VICEMINISTRO DEGLI ESTERI IN QUOTA FDI, EDMONDO CIRIELLI, RENDENDO PUBBLICA SULLE COLONNE DEL “CORRIERE DELLA SERA”, LA NOTIZIA DEL SUO INCONTRO CON L’AMBASCIATORE RUSSO IN ITALIA ALEKSEJ PARAMONOV? - CHE LA DUCETTA SIA ANDATA SU TUTTE LE FURIE E' UNA CAZZATA PERCHE' IL MINISTRO TAJANI ERA A CONOSCENZA DELL'INCONTRO ESSENDO AVVENUTO ALLA FARNESINA ALLA PRESENZA DI DI DUE FUNZIONARI DEL MINISTERO - A VOLERE LO SCALPO DELL’EX GENERALE DI BRIGATA DEI CARABINIERI SONO IN TANTI, DATO CHE IL SUO CARATTERE FUMANTINO STA SUL GOZZO SIA AI CAMERATI D'ITALIA SIA A FORZISTI ITALIOTI - IL SILURO DIRETTO ALLE PARTI BASSE DI CIRIELLI È “MADE IN CIOCIARIA”…