cocteau parigi 8

PARIGI A CUORE APERTO - JEAN COCTEAU: “DI TUTTE LE CITTÀ DEL MONDO È LA PIÙ VISTOSA E LA PIÙ INVISIBILE. FURBA E AGGRESSIVA, RIESCE A DIGERIRE TUTTO COME UNO STRUZZO. NESSUN REGISTA È IN GRADO DI REGGERNE I FILI: QUESTA CITTA’ ALTRO NON È CHE POESIA”

Estratto del libro “Parigi” di Jean Cocteau pubblicato da “la Repubblica”

COCTEAUCOCTEAU

 

Parigi è una grande città fatta di piccole città e villaggi che persino il parigino ignora e che gli stranieri conoscono meglio di noi. Era uno straniero a guidarmi nella mia stessa città, ai tempi in cui giravo l’”Orfeo” e mi serviva inventare una città sconosciuta, avvicinando sulla scena quartieri diversi di Parigi, lontani nella realtà gli uni dagli altri.

 

Mi è capitato spesso di affermare che non potevo vivere a Parigi, e ogni volta ci ritrovavo i miei vecchi amori.

 

È così che si ama e si odia: con fuoco. “A cuore aperto” — è a cuore aperto che bisogna amare la propria città — accettare tutto ciò che questo comporta in battibecchi amorosi.

Parigi è un’agorà pericolosa, uno spazio pubblico in cui artisti di tutte le nazioni sperimentano insieme quel patriottismo internazionale dell’Arte che è permaloso e feroce quanto il patriottismo di nascita. Ci tenevo a dirlo e a sottoscriverlo con il sangue dei poeti, che si tramuta rapidamente in inchiostro.

 

jean Cocteau jean Cocteau

Come i poeti, Parigi è di tutte le città del mondo la più vistosa e la più invisibile. È da questo strano contrasto che nascono i peggiori malintesi.

 

Ci si può immaginare quale abisso si apra tra questa irritante visibilità del poeta e l’invisibilità profonda che egli porta con sé sotto un’andatura che attira lo sguardo. Si potrebbe paragonare il poeta a un acrobata che attraversa la morte su un filo, filo che sembrerebbe tracciato con il gesso sulla terraferma. Per il pubblico distratto e che non intuisce il vuoto sotto la corda, egli rimane semplicemente un pazzo che regge un ombrello e cammina nella maniera più affettata e meno spontanea.

PARIGI TORRE EIFFEL 1PARIGI TORRE EIFFEL 1

 

Quel procedere eccita il riso. La nostra città, incredibilmente elaborata, stratificata, ingarbugliata, sovrapposta, fatta di ombre e di penombre, deve apparire all’osservatore come uno spazio pubblico ciarliero e frivolo.

 

Se non possiede le chiavi che aprono porte e botole, se la facoltà da diavolo zoppo di sollevare i tetti delle case resta per lui lettera morta, questo osservatore si tuffa nei libri degli esperti, vera e propria guida Michelin del nostro labirinto.

PARIGI COCTEAU 1PARIGI COCTEAU 1

 

Balzac, Hugo, Eugène Sue, Rocambole e Fantômas ci raccontano i retroscena e i sottopalchi del teatro. Sembra proprio una di quelle piovre cangianti che strangolano o succhiano il sangue delle loro vittime, il che non impedisce loro, qualora le si guardi dietro il vetro di un acquario, di arrossire come fanciulle.

 

COCTEAU PARIGI COVERCOCTEAU PARIGI COVER

Per un giovane che, novello Rastignac, osservi Parigi dall’alto di Montmartre e si riproponga di soverchiare le sue mille insidie, la conoscenza di queste guide romanzesche è una necessità. Forse all’inizio sorriderà e penserà che la capitale moderna non offra più lo stesso caos di sordide meraviglie e trappole fiorite. Non appena crederà di aver raggiunto una meta, cadrà in preda ai miraggi. La meta si allontanerà, muterà forma; laddove la sua mano credeva di afferrare l’oggetto desiderato troverà il vuoto e, come nel gioco dell’oca, dovrà ripartire daccapo.

 

È così che il destino procede ed è così che la nostra singolare città vi collabora. È necessaria una lunga serie di insuccessi, per vincere lo scoraggiamento e comprendere che la fortuna è mossa da meccanismi complessi.

 

PARIGI TORRE EIFFELPARIGI TORRE EIFFEL

Alle forze visibili, agli aiuti ufficiali, si sovrappongono delle forze occulte e quegli incalcolabili piccoli aiuti tenebrosi senza i quali anche un uomo che si creda in posizione sicura non poggerà in effetti che su dei fantasmi. Oso dire che la massoneria non era — persino in ciò che essa possiede di praticamente indistruttibile — che una branca piuttosto insignificante delle attività segrete a cui anche la minima sorte parigina è sottomessa.

 

COCTEAU 5COCTEAU 5

Certo, può succedere che la purezza e l’ingenuità trionfino e procedano in linea retta attraverso i meandri. Mettiamolo sul conto di una distrazione del diavolo. Perché mai certe anime non dovrebbero beneficiare di quel prodigio capace di lasciare intatta una tenda di mussola sulla facciata di un edificio distrutto dal fuoco? Ma compiangiamo il vanesio che s’immagina che le cose siano più facili da ottenere di quanto si potrebbe credere inizialmente.

 

Parigi inganna le anime che la conoscono male. La cosa grave è che non inganna con i sorrisi. Parigi non è affatto gentile. Parigi è aggressiva. Il primo impatto provoca un rilassamento. È allora che il vanesio reputa vinta la battaglia. Un’ombra di successo nasconde un interminabile periodo vuoto.

 

Coloro che vi sostenevano si dileguano e persino il vostro angelo custode vi passa accanto senza riconoscervi. Sventura a colui che insiste. Il successo parigino esige una pazienza incrollabile. Un bel giorno, il nodo si scioglie e, se stavate spiando la porta, la vostra fortuna svanita rientrerà dalla finestra.

 

PARIGI COCTEAU 5PARIGI COCTEAU 5

E non crediate che sia solo il caso a dirigere le operazioni. Al contrario, la vostra prima mossa, la minima indiscrezione, la minima vanteria, le favole pericolose suscitate da una frase imprudente, siatene certi, metteranno in moto tutta una macchina tanto più nefasta quanto più distanti gli uni dagli altri ruotano gli ingranaggi che la compongono. Non vedrete mai la macchina che lavora per nuocervi. Vi mancherà sempre qualcuna delle trame che si svolgono nell’ombra. Una parola che avete detto o che vi viene attribuita basterà per innalzare l’edificio.

 

Ecco perché è importante ammirare certe glorie, certi talenti sbalorditivi. Essi scaturiscono da una tale moltitudine di coincidenze fortunate, da una serie così innumerevole di giocate azzardose, da costruzioni così aeree che — quand’anche non apparissero come il frutto di una giustizia — bisognerebbe quanto meno salutare in loro degli autentici capolavori del destino.

COCTEAUCOCTEAU

 

Parigi possiede uno stomaco da struzzo. Digerisce tutto. Non assimila niente. È questo che le conferisce quell’aria di debolezza dietro cui si cela una capacità di resistenza senza limiti. Il suo rifiuto di obbedire alle regole — oserei dire la sua anarchia — le impedisce di disindividualizzarsi e di affidarsi a un capo.

 

Ciascuno vi si crede capo, e di una direttiva non accetta che il simbolo. Non appena il parigino viene ostacolato nei suoi agi, eccolo imbrogliare e brigare di nascosto per non subire il disinganno del vicino.

 

Questo dramma complesso esige un numero così grande di attori e comparse, di atti che si aggrovigliano e si sovrappongono l’uno con l’altro, di spettatori e macchine, di risate e lacrime, che nessun regista è in grado di reggerne i fili.

 

COCTEAU PARIGI 8COCTEAU PARIGI 8

L’elettricità senza pari, la fosforescenza della putrefazione che si sprigiona da tutto questo disordine e da tutti questi contrasti che affaticano l’immaginazione, altro non è che poesia.

© 2013, Éditions Grasset et Fasquelle / © 2016 — Edizioni Piemme Spa, Milano

jean cocteaujean cocteau

 

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni salvini tajani legge elettorale

DAGOREPORT – GIORGIA MELONI ERA CONVINTA DI AVER TROVATO UN ACCORDO CON SALVINI E TAJANI: PER AMMANSIRE I SUOI DUE ALLEATI, CONTRARISSIMI ALLE PREFERENZE, LI AVEVA ACCONTENTATI CON LE NOMINE DI STRISCIUGLIO A FERROVIE E STAZI ALLA CONSOB. OTTENUTO TUTTO QUESTO, NON SI METTERANNO MICA A ROMPERE I COJONI, PENSAVA LA DUCETTA. E INVECE… - IL GUAIO È CHE IL “FU TRUCE DEL PAPEETE” E L’EX MONARCHICO DI FERENTINO NON GOVERNANO PIÙ I LORO PARTITI, ORMAI SFARINATI – DENTRO FRATELLI D’ITALIA, MICA VA TANTO MEGLIO: QUANDO FRANCESCO LOLLOBRIGIDA PARLA DI “VIGLIACCHINI” CHE HANNO VOTATO NO, CE L’HA ANCHE CON I SUOI CAMERATI DI VIA DELLA SCROFA (IL PARTITO GRANITICO E COMPATTO DIETRO “IO SO’ GIORGIA’ NON ESISTE PIÙ

giorgia meloni roberto vannacci

DAGOREPORT- MENTRE LA RIFORMA ELETTORALE APPRODA IN PARLAMENTO, GIORGIA MELONI È TORMENTATA DA DUBBI E PERPLESSITÀ - ALL’EPOCA DELLA STESURA DEL NUOVO SISTEMA DI VOTO, NESSUNO DELLA FIAMMA MAGICA AVEVA PRESO IN SERIA CONSIDERAZIONE IL GENERALISSIMO VANNACCI E L'INARRESTABILE ASCESA DEL SUO PARTITO FUTURO NAZIONALE - E ADESSO SI CORRE IL FORTE RISCHIO CHE NESSUNA DELLE DUE CONTRAPPOSTE ALLEANZE RIESCA A INCAMERARE QUEL 42% CHE PORTEREBBE A UN PREMIO DI MAGGIORANZA DI 70 DEPUTATI E 35 SENATORI - UN BONUS TALMENTE ESAGERATO CHE LA CORTE COSTITUZIONALE NON AVREBBE IL MINIMO DUBBIO NEL BOCCIARLO - NON SOLO: A FINIRE SOTTO GLI ARTIGLI DELLA CORTE SPICCA ANCHE L’INDICAZIONE DEL CANDIDATO PREMIER NEL PROGRAMMA, UNA SORTA DI PREMIERATO IN VERSIONE DIETOR CHE VA A CONFLIGGERE CON LA COSTITUZIONE CHE VUOLE CHE SIA IL CAPO DELLO STATO A INDICARE IL PREMIER…

baroni universitari

DAGOREPORT - TRUFFE, FAVORI, ABUSI DI POTERE: MA COME SI FA A DIRE AI RAGAZZI DI STUDIARE E A CREDERE NELL’UNIVERSITÀ ITALIANA? - IL PRIMO ATENEO IN CLASSIFICA, IL POLITECNICO DI MILANO, TIENE PER TRENT’ANNI UN PROFESSORE PRECARIO A MILLE EURO CIRCA ALL’ANNO, MENO DI UN PAKISTANO CHE RACCOGLIE POMODORI! - CONTRO GLI ESITI, PILOTATI, DEI CONCORSI UNIVERSITARI, GIACCIONO CENTINAIA DI CAUSE DI RICORSO, POICHÉ L’ITALIA È L’UNICO PAESE DOVE PRIMA SI SCEGLIE IL CANDIDATO, POI SI RITAGLIA IL CONCORSO - IL CELEBRATO ERASMUS E' TANTO DIVERTENTE PER GLI STUDENTI (ANCHE PER ACCOPPIARSI) QUANTO INUTILISSIMO PER LO STUDIO: LO SANNO TUTTI CHE LO STUDENTE ERASMUS LO SI FA PASSARE PERCHÉ TANTO POI SE NE TORNA NELLA SUA UNIVERSITÀ - IN PARLAMENTO HANNO FATTO SALTARE L’ABILITAZIONE NAZIONALE (CHE FU INTRODOTTA DALLA GELMINI): I CONCORSI PER NUOVI DOCENTI SARANNO LOCALI, CIOE’ CONSEGNATI, COMPLETAMENTE, NELLE MANI DEI ‘’BARONI’’: TANTO LA MAGISTRATURA DORME (OPPURE LI ASSOLVE) - E PER FORTUNA CHE È IL GOVERNO DELLA MERITOCRAZIA, PRESIEDUTO DA UN “UNDERDOG”…

tommaso cerno lirio abbate sigfrido ranucci giuliano ferrara valter lavitola

DAGOREPORT - SE C'È UN FILO DI CONTINUITÀ NELLA STORIA DELL’ITALIETTA, UN ELEMENTO CHE RIMBALZA DA UN SECOLO ALL'ALTRO, È IL TRASFORMISMO - SE ALL’EPOCA SULLA VOLATILITÀ DI GIULIANO FERRARA SCESE UNA SORTA DI CONDANNA MORALE, OGGI SI VEDONO COSE CHE DIECI ANNI FA SI POTEVANO IMMAGINARE SOLO IN UN FANTAFUMETTO - L'"AMICIZIA FRATERNA" CHE LEGA L’EX GALEOTTO LAVITOLA CON IL GIORNALISTA DI PUNTA DELL’ANTI-POTERE, SIGFRIDO RANUCCI - L’EX DIRETTORE DELL’''ESPRESSO” LIRIO ABBATE CHE È IN ATTESA DI ASSUMERE LA VICE-DIREZIONE DEL ‘’GIORNALE’’, DOVE L’ATTENDE IL ‘’CERNO-BYL’’ DEL TRASFORMISMO: IL GAIO TOMMASINO, NEL BREVE GIRO DI UN LUSTRO, È STATO DIRETTORE DELL’’’ESPRESSO’’, VICEDIRETTORE DI ‘’REPUBBLICA’’, SENATORE PD SOTTO L’ALA DI RENZI, FINO A QUANDO, TRAFITTO DAL RAGGIO DI GIORGIA MELONI, E' PLANATO NELLA STAMPA DI DESTRA - TI BUTTI NELLA VITA DI MARIO ORFEO E SALTA FUORI DI TUTTO: DA CALTAGIRONE ALLA RAI, DA “REPUBBLICA” A LEONARDINO DEL VECCHIO…

sondaggi pagnoncelli meloni salvini vannacci trump

DAGOREPORT - DISGREGARE L’UNIONE EUROPEA, ALIMENTANDO FINANZIARIAMENTE LE FORZE SOVRANISTE EUROPEE, È L’OBIETTIVO DI TRUMP - NEL 2019, ALLA VIGILIA DELLE ELEZIONI EUROPEE, BANNON RISPONDE A UNA MAIL DI EPSTEIN: “SONO CONCENTRATO SOLO SUL RACCOGLIERE FONDI PER LE PEN E SALVINI IN MODO CHE POSSANO CANDIDARSI CON LISTE COMPLETE” - MEZZO MILIARDO DI CONTRIBUTI NON PUBBLICI DI CUI NON SI HA TRACCIA HANNO ARRICCHITO LE CASSE DEL BRITANNICO FARAGE ALLO SPAGNOLO VOX, FINO AI NAZI-TEDESCHI AFD – FINITO A “VAFFA” IL RAPPORTO TRA TRUMP E MELONI, SGRETOLATASI LA LEGA, ENTRA IN CAMPO, CARICO DI MUNIZIONI, IL GENERALE ROBERTINO VANNACCI. E SUBITO IL SUO PARTITO FA IL BOTTO  - “L’AFD ALLEATO CON FUTURO NAZIONALE È LA SCOMMESSA DI BANNON. I PUNTI NEL PROGRAMMA SONO GLI STESSI: REMIGRAZIONE, FINE DEL SOSTEGNO ALL’UCRAINA. PIÙ IN GENERALE: IMPLOSIONE DELL’UNIONE EUROPEA” – E RICICCIA LA DOMANDINA: CHI FINANZIA L’EX PARA’ DELLA FOLGORE?

nicola fratoianni elly schlein vladimir putin gaetano manfredi

DAGOREPORT - CON L'ARMATA BRANCA-MELONI SOTTO SCHIAFFO DEL VANNACCISMO, IL CENTROSINISTRA RIESCE A MOSTRARE SOLO UN CAMPOLARGO SGARRUPATO E PIENO DI BUCHE - LA MANIFESTAZIONE DI NAPOLI HA FATTO INCAZZARE DI BRUTTO ELLY SCHLEIN PER LE INTEMERATE DI FRATOIANNI E DI CONTE CONTRO L'AUMENTO DELLE SPESE PER LA DIFESA: PER I LEADER DI AVS E M5S, DOPO QUATTRO ANNI DI GUERRA, L'EUROPA SI E' INVENTATA LA "MINACCIA PUTIN" - ANCHE IL LANCIO DEL SINDACO DI NAPOLI, GAETANO MANFREDI, COME LEADER DELLA "GAMBA CENTRISTA", HA INFIAMMATO I NEURONI DI ELLY - IL TIMORE DELLA SEGRETARIA CON L’ESKIMO È CHE IL NUOVO AGGREGATO, ANZICHÉ GUIDATO DA PERSONALITÀ NUOVE CAPACI DI ATTIRARE GLI ELETTORI MODERATI, SIA FORMATO DA POLITICI PD, COL RISULTATO DI FARLA PRECIPITARE NEI SONDAGGI...