CON UN POCO DI ZUCCHERO LA VITA…VA ALLA GRANDE! - MELANIA RIZZOLI: “LE DIETE SENZA ZUCCHERO FANNO MALE. ANZI MALISSIMO, PERCHÉ POSSONO ACCORCIARE LA VITA. SE VOLETE ESSERE LONGEVI E VIVERE PIÙ A LUNGO POSSIBILE IL GLUCOSIO DOVETE ASSUMERLO SEMPRE, IN BASSE DOSI MA CONTINUAMENTE, SENZA DRASTICHE PRIVAZIONI” - LO STUDIO

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Melania Rizzoli per Dagospia

 

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Le diete senza zucchero fanno male. Anzi malissimo, perché possono accorciare la vita. Se volete essere longevi e vivere più a lungo possibile il glucosio dovete assumerlo sempre, in basse dosi ma continuamente, senza drastiche privazioni.

È questa la conclusione di un vasto studio pubblicato su "The Lancet Public Health" che ha bocciato senza mezzi termini il regime alimentare privo di zucchero, indicando quello giusto e la dose quotidiana ottimale per la longevità, ovvero per una vita lunga e soprattutto per affrontare la senilità in salute.

 

La mega-ricerca è stata effettuata su quasi 20mila pazienti seguiti per ben 25anni, monitorati nel corso dei due decenni e mezzo su cosa mangiavano, come si alimentavano e quali regimi dietetici seguivano nelle varie stagioni di vita, e questo studio internazionale ha sfatato tutti i falsi miti delle mille diete modaiole applicate ogni anno per dimagrire, analizzando i cambiamenti di peso dei soggetti controllati, l'insorgere delle loro malattie collegate alle varie carenze alimentari, ed anche di quelle più serie che hanno portato ad un chiaro aumento della mortalità.

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I ricercatori del Brigham and Women's Hospital di Boston infatti si sono concentrati sul rischio aterosclerotico da basso apporto di carboidrati, quello inferiore al 40% del necessario per l'energia totale dell' organismo, ma hanno valutato anche coloro che seguivano un regime con un apporto troppo alto di glucosio, oltre il 70%, ed in ambedue i gruppi di studio si è registrato un aumento evidente oltre la norma della mortalità, mentre lo stesso rischio si abbassava notevolmente nei pazienti che abitualmente facevano un consumo moderato, continuativo e a medie dosi di carboidrati, ovvero tra il 50% e il 55% dell'energia glucidica.

 

Le diete in cui si eliminano quasi completamente gli zuccheri per perdere peso velocemente, per eliminare i chili di troppo in poche settimane, quelle per capirci che portano i pazienti ad uno stato di cheto-acidosi, sono da qualche anno molto popolari ma sono state giudicate deleterie, poiché sottopongono l'organismo ad uno stress metabolico che innesca uno stato patologico latente, con produzione di acido acetonico, responsabile di una sofferenza di pluriorgani, come il fegato, i reni, i polmoni, il cervello e i muscoli, (ricordo che anche il cuore è un muscolo),i quali organi vitali risultano forzati a sopperire la grave carenza alimentare, con effetti collaterali non indifferenti.

 

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È doveroso sottolineare che il nostro cervello si nutre solo ed esclusivamente di zucchero, in carenza del quale l'organismo, per proteggere il suo organo principale, ricrea immediatamente il glucosio producendolo dalle proteine, impoverendo quindi la massa magra e regalando l'illusione del dimagrimento rapido.

 

Il cervello dei pazienti diabetici infatti, entra in sofferenza quando la glicemia nel sangue è troppo bassa, e quando scende a livelli pericolosi si instaura il coma cheto-acidosico che spegne e mette a riposo l' encefalo nel tentativo di preservare il suo organo principe. Ma il cervello soffre anche per le quantità eccessive di zucchero, quando il sangue diventa meno fluido e sciropposo, e lo intossica addormentandolo con il coma iperglicemico.

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Nei soggetti non diabetici tutto questo non accade, ma le quantità di zucchero troppo basse o troppo alte provocano a lungo termine danni anche più gravi. Inoltre, l'effetto dimagrante della dieta priva di zuccheri è solo temporaneo, poiché la lenta reintroduzione dei glucidi rende le cellule affamate di tale sostanza, sottoponendole ad un ulteriore stress ossidativi e metabolico che risulta compromettente sia a livello cellulare che generale, con una oscillazione del peso corporeo detto 'a fisarmonica', che altera la futura stabilità fisiologica, metabolica e fisica dei soggetti.

 

Lo studio inglese ha elencato tutte le diete "low carb" che rimpiazzano i carboidrati con proteine e grassi, con particolare attenzione ai regimi associati quasi esclusivamente a cibi animali, che risultano le più sospettate, perché pericolosamente collegate ad una minore aspettativa di vita.

 

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Al contrario le diete che scambiano i carboidrati con grassi e proteine vegetali non danneggiano la salute a lungo termine, poiché nei cibi vegetali è presente una, seppur minima, quantità di glucidi, che risultano invece completamente assenti nelle carni rosse o bianche, nelle uova, negli insaccati, nei formaggi e in tutti i prodotti caseari.

 

Il regime alimentare consigliato per la longevità dagli scienziati di Boston prevede quantità moderate di pane, pasta, verdura e frutta, con condimenti vegetali, e di conseguenza glorifica la nostra dieta mediterranea, a patto che le dosi siano 'moderate'. In pratica, superata l'adolescenza, bisogna mangiare tutto ma poco, per avere il giusto equilibrio metabolico, e non azzardarsi mai ad eccessi di privazione o di surplus alimentare che durino oltre una settimana, perché il dimagrimento rapido od il sovrappeso e l'obesità sono sempre collegate ad un introito carente od eccessivo di cibo rispetto alle necessità energetiche di ogni individuo, ed è causa di situazioni patologiche che a lungo termine incidono profondamente sulla durata della vita.

 

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Secondo l' OMS, che da anni studia e combatte l'obesità, la dose quotidiana ottimale di zucchero è di 25grammi al giorno, ovvero 5 cucchiaini sia per adulti che per bambini. In Italia, secondo i dati Crea-Inran, il consumo di zucchero ammonta a 82,5gr al giorno per gli adulti, e 96,8 gr per i bambini. Calcolando che una comune bibita in lattina ce ne sono 35gr, si fa presto a fare il conto delle calorie.

 

Insomma, lo zucchero non va affatto demonizzato, è energetico per le nostre cellule, fa bene ed è essenziale e vitale, ma bisogna assumerlo in quantità moderate e per tutta la vita, se volete arrivare ad una età longeva in salute. D'altronde forse non era nemmeno necessario uno studio così immenso e costoso per capire che, come nella vita, ogni eccesso od ogni privazione risulta deleterio, dal punto di vista fisico, cerebrale e psicologico.

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