donna tenta di avvelenare marito ospedale

"MIA MOGLIE HA PROVATO AD AVVELENARMI MA IO NON CI CREDO E LA AMO" – PARLA L'UOMO DELLA PROVINCIA DI CUNEO CHE HA RISCHIATO DI MORIRE PER I FARMACI CHE LA MOGLIE GLI SCIOGLIEVA NELLA MINESTRINA: “CI SONO DEI VIDEO CHE PROVANO CHE LEI MI DAVA MEDICINE VELENOSE? NON CI CREDO. CI SIAMO SEMPRE CONFIDATI OGNI COSA E COSA AVREBBE OTTENUTO? I NOSTRI RISPARMI SONO IN COMUNIONE..."

 

Marco Bardesono per “Libero Quotidiano”

 

ospedale di Cuneo

Dopo più di un mese d' ospedale Domenico Dogliani è tornato a casa. Sulla credenza in soggiorno c' è la fotografia del suo matrimonio con Laura Davico, 49 anni, la donna che, quando era ricoverato, ha cercato di avvelenarlo somministrandogli farmaci mischiati alla minestrina. Nella fotografia scattata quasi trent' anni fa, i due commercianti di Bra (Cuneo) sorridono felici.

 

«Da allora - spiega l' uomo - abbiamo cominciato un cammino insieme. Abbiamo avuto due figli, ci siamo sempre confidati ogni cosa, insieme abbiamo affrontato difficoltà e vissuto momenti di gioia. Ora mi dicono che mia moglie abbia cercato d' ammazzarmi, che ci sono dei video che provano che lei mi dava delle medicine velenose. Io non ci posso credere. Anzi, io proprio non ci credo. Io l' amo e lei altrettanto».

 

Eppure quei filmati registrati da telecamere che i carabinieri del Nas avevano nascosto nella camera di Dogliani all' ospedale Molinette di Torino, sarebbero la prova del tentato omicidio.

 

«Ma cosa si vede? - dice l' uomo - Lei che prende qualcosa dalla borsa e lo mette nelle pietanze. Magari sono medicine anticoagulanti, infatti io prima di essere ricoverato facevo delle cure e Laura avrà pensato in buona fede che dovevo proseguirle. Cosa avrebbe ottenuto? I nostri risparmi, le nostre proprietà sono in comunione. Non siamo ricchi. Se Laura ha commesso qualche sciocchezza è perché, penso, sia caduta in depressione».

 

FIDUCIA INCONDIZIONATA

donna tenta di avvelenare il marito a cuneo

Dogliani crede ciecamente all' innocenza della moglie: «Non ho bisogno di avvocati - sottolinea - per difendermi da chi mi ha sempre amato, da chi si è sempre sacrificata per me e per la famiglia». Il commerciante di Bra non solo non si costituirà parte civile in un eventuale processo, ma testimonierà a favore della moglie: «Mi si chiede se io la perdono - aggiunge -, certo che la perdono, anche se non ce ne sarebbe bisogno, perché Laura non deve essere perdonata. Se ha fatto qualcosa che non va bene, lo ha commesso inconsciamente.

 

Anzi, le dirò di più: io sono disposto a starle accanto, ad accudirla fino a quando non starà meglio. È il minimo che io posso fare per lei dopo tutto ciò che lei ha fatto per la nostra famiglia e per me durante questa brutta malattia». Poco dietro la fotografia delle nozze, sulla credenza ci sono anche le immagini dei due figli della coppia: «Anche loro - precisa Dogliani - la pensano come me. La loro mamma non è un' assassina. Guardi, in famiglia siamo tutti della stessa opinione e anche nella città dove viviamo, chi la conosce la pensa così: Laura è innocente, forse è malata, ma non voleva uccidermi».

anticoagulanti

 

Il legale della donna, l' avvocato Gioacchino Berrino è dell' avviso che la sua assistita sia innocente: «Ne fa fede - dice - l' atteggiamento del marito, che è la vittima. Lui stesso non crede alla colpevolezza della signora e non ha alcuna intenzione di rivolgersi ad un legale per tutelarsi. Non condanniamola sulla base di quel video, la realtà è molto più complessa di ciò che appare in quei filmati.

 

L' hanno descritta come una mantide, quando invece è una moglie devota e amorevole. Suo marito è stato tre settimane in coma farmacologico, durante le quali lei l' ha accudito giorno e notte». Nei prossimi giorni la difesa della donna valuterà nel concreto la valenza probatoria dei filmati registrati dai Nas, farà appello al Tribunale del riesame e chiederà una perizia medica su Laura Davico.

 

In carcere ad Asti, dove la donna è reclusa e dove è sottoposta ad un servizio di sostegno psicologico, Laura Davico sembra assente, «a volte piange, ma senza dire una parola».

sorriso perso La donna appare molto diversa da quella ritratta nelle fotografia delle nozze, certamente invecchiata e non c' è più il sorriso sulle sue labbra.

donna tenta di avvelenare il marito a cuneo

 

Sul fronte delle indagini, intanto, e dalle analisi del sangue di Domenico Dogliani, sono emerse anche tracce della molecola principio attivo del topicida: «Il medico legale chiarirà anche questo - conclude l' avvocato -. Ben vengano indagini e approfondimenti più ampi, sulla tracciabilità dei farmaci utilizzati. Questa difesa ritiene che si sia trattato di un errore madornale.

 

L' ha compreso anche la mia assistita che in carcere è davvero disperata. I farmaci che lei ha usato sono degli antiglicemici che lei utilizzava per le cure della mamma diabetica e degli anticoagulanti somministrati al padre che soffriva di una trombosi. Non avendo lei alcuna competenza medica, non si è resa conto che stava sbagliando. Auspico che emerga la volontà della mia cliente di aiutare l' uomo che ama da tanti anni».

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