village people

"NON SIAMO TUTTI GAY": IL GRANDE RITORNO DEI VILLAGE PEOPLE. A 44 ANNI DALLA FONDAZIONE, RIAPPARE UNA DELLE BAND SIMBOLO DEGLI ANNI '70 - "SE AVESSIMO AVUTO I SOCIAL AVREMMO FATTO MOLTA MENO FATICA". "LA CANCEL CULTURE? UNO SBAGLIO". E POI ANNUNCIANO: "IN PRIMAVERA TORNIAMO CON UN NUOVO DISCO DOPO DECENNI”... - VIDEO

 

 

Paolo Giordano per il Giornale
 

village people

Village People e non c’è altro da aggiungere. Pochissimi altri gruppi rendono così bene l’idea, sono così iconografici, insomma basta la parola per identificare la dance che, dalla fine degli anni ’70, ha dato musica all’universo gay diventando subito trasversale, globale, universalmente riconoscibile.
 
«In effetti siamo stati accolti benissimo dal pubblico fin dall’inizio», dicono loro che domani saranno presentati da Amadeus all’Arena di Verona nel cast di “Arena Suzuki ’60 ’70 ’80” (poi in onda su Raiuno probabilmente per due sabati di fila, il 25 settembre e il 2 ottobre).
 

village people 1970

La prima volta di Amadeus come conduttore lì su quel palco, e anche per i Village People che riappaiono dopo tanti anni di assenza dalla tv, ma non dalle radio o dall’immaginario collettivo. «Suoneremo tre brani, Macho man, In the navy e il nostro più grande successo Y.M.C.A», spiegano senza troppe sorprese perché dici Village People e pensi proprio a quelle canzoni.
 

13 village people

Nonostante abbiano venduto oltre sessanta milioni di dischi, il loro racconto ruota proprio intorno a questi ritornelli diventati di uso comune, parodiati in mezzo mondo e tuttora simbolici di un pop coreografato e altamente connotato. Loro sono in sostanza sei personaggi considerati “archetipi dell’immaginario gay” (il poliziotto, l’operaio, il pellerossa, il motociclista, il soldato, il cowboy) che nel tempo sono stati interpretati da musicisti diversi ma comunque sempre vincolati a quel ruolo.
 
I Village People, letteralmente la gente del villaggio dove villaggio era il Village di New York molto frequentato dalla comunità omosessuale, sono stati un’idea del compositore francese Jacques Morali, morto per complicazioni legate all’Aids pochi giorni prima di Freddie Mercury nel 1991, e sono subito entrati di diritto nella geografia della dance music, quella che dallo Studio 54 di New York si è ritagliata uno spazio nella storia della musica.
 

01 village people 6402

E, dopo 44 anni dalla loro nascita hanno ancora un ruolo a metà tra nostalgia e attualità: «Non pensavamo di durare così a lungo e, se ce l’abbiamo fatta, è merito soprattutto delle nostre canzoni. Senza la musica, noi non saremmo niente». In realtà hanno un’immagine che funziona meglio di tante parole. Non a caso, c’è un rimando a loro nel video di Discoteque degli U2 e, in giro per il mondo, i personaggi di questa band sono stati «richiamati» in centinaia di programmi tv o manifestazioni pubbliche (non solo i Gay Pride, per capirci).
 

VILLAGE PEOPLE

Persino l’esercito americano ha utilizzato In the navy per una campagna pubblicitaria e i Village People sono ancora così popolari che anche l’ex presidente Trump (subito bloccato) utilizzava le loro canzoni durante la campagna elettorale. «In effetti oggi siamo tra i gruppi più iconici del mondo - spiegano - ma il nostro pubblico è molto più vasto e “largo” rispetto a quarant’anni fa. E di questo, sia chiaro, siamo molto orgogliosi. Ora ci ascoltano pure i giovani, i rockettari e chi ama il rap». Insomma, come riassumono con quell’innocente enfasi tipicamente americana, «tutti amano i Village People».
 
Di certo tutti li riconoscono subito perché, sia chiaro, quando l’immagine e la musica trovano un punto di equilibrio, diventano fortissimi. E poi si rivelano imbattibili se riescono a non avere barriere. Perciò spiegano subito che «noi siamo pionieri della disco music. Nonostante alcuni di noi siano gay, non siamo tutti gay. Perciò la nostra musica è riferita a tutti senza distinzioni di orientamento sessuale». In poche parole: «Non avremmo mai potuto avere così tanto successo se ci fossimo riferiti a un solo segmento della società». In effetti.
 

Village People

Ma oggi? Potrebbero nascere nuovi Village People? «Se iniziassimo oggi, molto probabilmente sarebbe più facile diventare famosi. Negli anni Settanta abbiamo veramente fatto tanta fatica. Ma ora ci sono i social network, cosa che era impensabile quarant’anni fa. Quindi sì, per i nuovi Village People sarebbe più facile». Loro intanto si godono non solo le royalties ma pure quella popolarità planetaria che li porta anche in Italia nell’epoca del politicamente corretto e della cancel culture: «Dalla politica restiamo rigorosamente fuori. E per quanto riguarda la cosiddetta “cancel culture”, non siamo d’accordo. È più importante dimenticare e concedere una seconda opportunità».
 

Village People 2

Un punto di vista, anche questo, calibrato e per nulla estremista. In fondo non vogliono consegnarsi alla nostalgia canaglia. E difatti: «In primavera uscirà il nostro nuovo anno». Il ritorno di un gruppo che basta il nome per rendere l’idea.

Ultimi Dagoreport

claudia conte matteo piantedosi giorgia meloni

FLASH! – CHI AVRÀ SUGGERITO AL MINISTRO DELL’INTERNO MATTEO PIANTEDOSI DI QUERELARE DAGOSPIA PROPRIO QUANDO I GIORNALONI DE’ NOANTRI SI ERANO GIÀ DIMENTICATI DELLA SUA AMANTE CLAUDIA CONTE? - QUELLO CHE È CERTO È CHE NE' I VERTICI DEL VIMINALE NE' LA ''FIAMMA MAGICA'' ERANO A CONOSCENZA DELL’INTEMERATA DEL MINISTRO INNAMORATO VERSO DAGOSPIA - E, A QUANTO PARE, A ‘’PA-FAZZO’’ CHIGI, GIÀ ALLE PRESE CON MILLE ROGNE (EUFEMISMO), LA MOSSA DI PIANTEDOSI NON È STATA ACCOLTA PER NIENTE BENE…

roberto gualtieri alessandro rivera fabrizio palermo francesco gaetano caltagirone

CHI NON SALTA, CALTA E'... – DIETRO ALLE DIMISSIONI DI FABRIZIO PALERMO DAL CDA DI MPS CI SAREBBE UN "SUGGERIMENTO" DI ROBERTO GUALTIERI: IL SINDACO DI ROMA, PRIMO AZIONISTA DI ACEA (HA IL 51%), AVREBBE CONSIGLIATO AL MANAGER DI NON RISCHIARE LA FACCIA PER LE BATTAGLIE (PERSE) DI CALTAGIRONE. “ALTRIMENTI AVRÒ DIFFICOLTÀ CON I MIEI DEL PD PER RICONFERMARTI ALL'ACEA” – LA “STAFFETTA” POSSIBILE CON ALESSANDRO RIVERA: L’EX DG DEL TESORO ARRIVA COME PRESIDENTE, MA TRA UN ANNO POTREBBE DIVENTARE CEO (SE PALERMO TENTASSE NUOVE AVVENTURE, DOPO IL FALLITO ASSALTO DI CALTARICCONE AL “MONTE”)

la stampa alberto leonardis carlo toto luciano tancredi antonio di rosa alessandro de angelis maurizio molinari

DAGOREPORT- LA ''SAE'' L’ULTIMA? PROSSIMAMENTE IN EDICOLA “LA STAMPA D’ABRUZZO”! BATTUTACCE A PARTE, LA NOTIZIA DEL GIORNO È L’INGRESSO DELL’ABRUZZESE DI CHIETI, CARLO TOTO, CON UNA QUOTA DEL 25%, NELLA NUOVA SOCIETÀ “SAE-LA STAMPA”, DI CUI L’ABRUZZESE DELL’AQUILA, ALBERTO LEONARDIS, MANTIENE IL CONTROLLO AL 51% - DOPO AVER ACQUISITO PER LA CIFRA RECORD DI 14 MILIONI DAGLI ANGELUCCI IL 40% DEL QUOTIDIANO ROMANO ''IL TEMPO'', ORA, FIUTATO IL VENTO, TOTO TRASLOCA VERSO UN GIORNALE DA POSIZIONARE SU UN CENTRO-SINISTRA BEN PETTINATO, ADEGUATAMENTE ANCORATO SUL TERRITORIO, CON UNA FORTE VOCAZIONE INTERNAZIONALE AD OPERA DI MAURIZIO MOLINARI – COM’È CONSUETUDINE NELLE OPERAZIONI DI LEONARDIS, TOTO AFFIANCA AGNELLI-ELKANN (TRAMITE UNA NUOVA SOCIETÀ NON PROFIT) CHE RESTANO COSÌ NELLA ''STAMPA” COL 20%, PIÙ VARIE FONDAZIONI E AZIENDE PIEMONTESI - IN POLE PER LA DIREZIONE, IL VETERANO ANTONIO DI ROSA; VICE: TANCREDI E DE ANGELIS...

marcello sala luigi lovaglio gaetano caputi giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone

DAGOREPORT: C’È MOLTA TENSIONE IN “SALA” DI ATTESA - DAVANTI A UN’IPOTESI DI REATO SARÀ DIFFICILE PER LA CAMERA E IL SENATO NEGARE L’AUTORIZZAZIONE ALLA PROCURA DI MILANO, CHE INDAGA SULLA SCALATA DI MPS A MEDIOBANCA, AD ACQUISIRE LA MESSAGGISTICA TELEFONICA DELL’EX DIRETTORE GENERALE DEL TESORO, MARCELLO SALA (NON INDAGATO), CON MINISTRI E PARLAMENTARI – SE, PUTACASO, SBUCASSE UNA CONVERSAZIONE DEL TITUBANTE SALA CON L’INFLUENTE CAPO DI GABINETTO DELLA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO, GAETANO CAPUTI, OPPURE UNO SCAMBIO DI MESSAGGI CON IL CAPO DI GABINETTO DEL MINISTRO GIORGETTI, STEFANO VARONE, VERREBBE MENO IL RISCHIO DI VIOLARE LE PREROGATIVE PARLAMENTARI...

claudia conte matteo piantedosi

FLASH! – MENTRE IL MINISTRO PIANTEDOSI È INDAFFARATO A QUERELARE DAGOSPIA, LA SUA (EX?) AMANTE, CLAUDIA CONTE, CONTINUA A TORTURARE GLI ASCOLTATORI DI RADIO1 CON LA SUA TRASMISSIONE, “LA MEZZ’ORA LEGALE”. IERI, OSPITE AI MICROFONI DELLA PREZZEMOLONA CIOCIARA, IL SOTTOSEGRETARIO AI TRASPORTI, IN QUOTA FDI, ANTONIO IANNONE, SUL TEMA DELLA SICUREZZA STRADALE - IL PROGRAMMA, DEDICATO ALLA GRANDE PASSIONE DI CLAUDIA (LA “LEGALITÀ”), INCLUDE UNA RUBRICA FISSA DEDICATA ALLA POLIZIA DI STATO, FORZA DELL’ORDINE DI CUI PIANTEDOSI È IL CAPO...